RU486 – MONSIGNOR AGOSTINO SUPERBO CONVOCA UNA CONFERENZA STAMPA
Da "Il Quotidiano" del 30 gennaio 2003, pagina 10
IL MOVIMENTO PER LA VITA CONTRO LA SPERIMENTAZIONE
RU486, SUPERBO DICE NO
SABATO CONFERENZA STAMPA DELL’ARCIVESCOVO
Di Maria De Carlo
La pillola abortiva, il cui tecnico è ru486, continua a far parlare e alimentare il dibattito tra fautori e oppositori. E sabato 1 febbraio l’Arcivescovo di Potenza, Agostino Superbo, in una conferenza stampa, che si terrà alle 11.30 all’assostampa in via Mazzini, spegherà i motivi per cui la Ru 486 non può essere accettata.
Intanto si moltiplicano gli appelli contro l’utilizzo della pillola. “Le chiediamo di non procedere ulteriormente nella richiesta agli ospedali della regione di utilizzare, seppur a scopo sperimentale, la pillola abortiva RU486, revocando quella inoltrata all’azienda ospedaliera San Carlo di Potenza”.
Sono queste parole accorate rivolte in una lettera – datata 22 gennaio – all’assessore della Sanità della regione Basilicata da parte dei rispettivi presidenti del movimento e del centro di aiuto alla vita, Marcello Ricciuti e Michela Urciuoli.
Lettera che racchiude le posizioni delle diverse associazioni per la famiglia d’ispirazione cristiana presenti sul territorio. La pillola abortiva comunemente conosciuta come pillola del giorno dopo “contrasta con la legge 194/78 in quanto evita le procedure dissuasive e preventive prescritte dagli articoli 4 e 5.”
E’ quanto si afferma in un recente documento del movimento per la vita nazionale a seguito della decisione di consentire all’ospedale Sant’Anna di Torino di distribuire a titolo sperimentale la Ru486.
Il documento ricorda che “lo scopo dichiarato dalla legge 22/5/78 n° 194 non è quello di garantire un (inestitente) diritto di aborto, ma piuttosto quello di prevenire l’aborto favorendo la nascita dei figli già concepiti con l’invito alle madri per un adeguata riflessione sul valore della vita umana e offrendo alternative al dramma (per il concepito e per la donna) della interruzione della gravidanza”.
All’opinione pubblica la pillola abortiva viene presentata come un mezzo facile e sbrigativo. “Infastidisce non poco l’enfasi – spiega Ricciuti – che si pone su due aspetti della RU486: la facilità con cui può essere assunta e il suo minor costo sociale.
Il primo rilievo non tiene conto del fatto che dire facile significa banalizzare ulteriormente i rapporti affettivi e sessuali, svincolati da ogni remora morale, soprattutto tra giovani e giovanissimi. Il secondo aspetto è più mortificante perché rappresenta il tributo a una concezione mercantile della salute e della vita, che si va sempre più affermando e allunga ormai la sua ombra anche nel santuario del grembo materno.”
Comunicato stampa inviato il 29/01/2003
RU486 – “MOVIMENTO PER LA VITA”
Dichiarazione di Maurizio Bolognetti,Segretario “Radicali Lucani”
I rappresentanti del “Movimento per la Vita”, che non ho il piacere di conoscere, visto che in Basilicata, così come nel resto d’Italia rifiutano regolarmente ogni forma di pubblico confronto, arroccandosi su posizioni oltranziste e vetero-clericali, hanno dato una serie di interpretazioni autentiche alla proposta avanzata dai “Radicali Lucani” e da Antiproibizionisti.it”sull’aborto farmacologico, che meritano una risposta, seppur con qualche giorno di ritardo.
Innanzitutto gioverà ribadire che grazie all’altissima e sia pur legittima obiezione all’aborto, in questa regione, l’interruzione di gravidanza è per le donne un autentico calvario.
Che poi possa essere facile o difficile abortire è questione assolutamente secondaria rispetto al diritto della donna di scegliere da un lato se portare a termine la gravidanza, dall’altro una modalità abortiva meno traumatica e invasiva come quella garantita dalla RU486.
Stiamo discutendo della libertà di scelta della donna, di fronte alla quale né lo Stato, né la Chiesa o magari una versione mista delle sopra citate istituzioni, ha il diritto d’intervenire.
Guai, se atteggiamenti clericali ci riportassero ad una situazione come quella antecedente il 1978. Guai, se un Paese non tiene ben presente la cavouriana distinzione tra Stato e Chiesa.
Lo Stato non può e non deve essere uno Stato confessionale, altrimenti ci avvicineremmo pericolosamente all’Iran o all’Arabia Saudita.
Ho grande rispetto per la visione della vita espressa dal Papa e dai movimenti cattolici, ma questa non può essere imposta al mondo universo e non potrebbe essere imposta nemmeno se fosse espressione di una maggioranza.
Voglio poi ricordare agli amici del Movimento per la Vita che l’art.15 della 194/78 così recita: “Le regioni, d’intesa con le università e con gli enti ospedalieri, promuovono l’aggiornamento del personale sanitario ed esercente le arti ausiliarie sui problemi della procreazione cosciente e responsabile, sui metodi anticoncezionali, sul decorso della gravidanza, sul parto e sull’uso delle tecniche più moderne, più rispettose dell’integrità fisica e psichica della donna e meno rischiose per l’interruzione della gravidanza”.Va da sé che la competenza delle regioni, in base al sopra citato articolo, è, a dir poco, lampante. Ciò detto, torno per l’ennesima volta a chiedere un pubblico contraddittorio sulla questione.
Maurizio Bolognetti
Segretario Radicali Lucani
Membro della Direzione di “Antiproibizionisti.it”
P.S.
Non so come, visto il tempo e la temperatura, ma sarò sicuramente presente alla conferenza stampa.
Da subito chiederò un contraddittorio in quella sede, visto che da mesi o meglio da sempre mi viene rifiutato su questo ed altri temi.
Wolare
informato privilegiato da
www.radicali.it
www.radioradicale.it




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