Posto la seconda ed ultima parte del saggio di Padre Seraphim Rose sul "rinnovamento carismatico".

Gian Piero


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Atteggiamento nei confronti delle esperienze “spirituali”

I SEGUACI DEL MOVIMENTO “CARISMATICO”, sprovvisti come sono di una solida base nelle fonti dell’esperienza spirituale cristiana - i Santi Misteri della Chiesa, e gli insegnamenti spirituali tramandati ad opera dei Santi Padri da Cristo e dai Suoi Apostoli -, non hanno alcun mezzo per distinguere la grazia di Dio dalle sue contraffazioni. Tutti gli scrittori “carismatici” mostrano, in modo più o meno accentuato, una mancanza di cautela e di discernimento nei confronti delle loro esperienze. Alcuni Pentecostali Cattolici, per essere più sicuri, “esorcizzano Satana” prima di chiedere il “Battesimo nello Spirito”; ma l’efficacia di questo atto, come risulterà ben presto evidente dalle loro stesse testimonianze, è paragonabile a quella degli Ebrei negli Atti degli Apostoli (At 19:15), al cui “esorcismo” lo spirito maligno rispose: “So chi è Gesù e so chi è Paolo; ma voi, chi siete?”. S.Giovanni Cassiano, il grande Padre Ortodosso occidentale del V secolo, che scrisse con gran discernimento sulle opere dello Spirito Santo nella sua Conferenza sui “Doni divini”, nota che “talvolta i demoni [operano miracoli] allo scopo di far inorgoglire l’uomo che crede di possedere lui stesso il dono miracoloso, preparandolo quindi ad una ancor più miracolosa caduta. Essi fingono di venire bruciati e cacciati fuori dai corpi, in cui dimoravano, grazie alla santità di coloro che – come essi ben sanno – santi non sono affatto...Nel Vangelo leggiamo: Sorgeranno falsi Cristi e falsi profeti” [12].

Emanuel Swedenborg, “visionario” svedese del XVIII secolo - uno strano antesignano della rinascita occultistica e “spiritualistica” dei nostri giorni - , ebbe una lunga esperienza con esseri spirituali, che vedeva spesso e con cui comunicava. Swedenborg distingueva due tipi di spiriti, i “buoni” ed i “cattivi”; e la sua esperienza ha trovato recente conferma nei rilevamenti di uno psicologo clinico durante il suo lavoro con pazienti “allucinati” in un ospedale psichiatrico statale di Ukiah, in California. Questo psicologo ha preso sul serio le voci udite dai pazienti, con le quali ha intrapreso una serie di “dialoghi” (per l’intermediario dei pazienti stessi). Lo psicologo conclude, come Swedenborg, che esistono due tipi molto diversi di “esseri” entrati in contatti con i suoi pazienti: alcuni più “elevati”, altri più “bassi”. Per citare le sue stesse parole: “Le voci di livello più basso somigliano ad ubriaconi in un bar, che amano infastidire e creare disagio solo per il gusto di farlo. Esse incitano a compiere atti indecenti, e poi rimproverano i pazienti per aver pensato a "quelle cose". Trovano un punto debole nella coscienza, e vi insistono interminabilmente...Il vocabolario e le idee del tipo più basso sono molto limitati, ma essi hanno un costante desiderio di distruggere...Lavorano su ogni debolezza e convinzione, pretendono di avere poteri incredibili, mentono, fanno promesse, e poi minano la volontà del paziente...Tutti gli “esseri” del tipo più basso sono irreligiosi o anti-religiosi...Ad una persona sono apparsi come diavoli, nel senso convenzionale del termine, definendo se stessi come demoni.”

"In diretto contrasto con questi fenomeni sono le allucinazioni, più rare, di ordine superiore...Questo contrasto può essere illustrato con l’esperienza di un uomo che aveva udito le voci più “basse” discutere a lungo sul modo migliore per ucciderlo. Ma vide poi una luce, simile al sole, venire da lui nel corso della notte. La luce era di un ordine diverso, perché rispettava la sua libertà e si ritraeva se si accorgeva di spaventarlo...Quando l’uomo fu incoraggiato ad avvicinarsi al suo sole amichevole, egli entrò in un mondo di potenti esperienze numinose... [Una volta] apparve una potente ed impressionante figura simile a Cristo...Alcuni pazienti sperimentano sia le voci più elevate che quelle più basse, in tempi diversi, e si sentono prigionieri fra un paradiso ed un inferno privati. Molti sperimentano solo gli attacchi del tipo più basso. Il tipo più elevato afferma di aver potere su quello più basso e, in realtà, talvolta ne dà dimostrazione; ma non abbastanza da tranquillizzare la maggior parte dei pazienti...Il tipo elevato sembra stranamente dotato, sensibile, saggio e religioso” [13].

Qualsiasi lettore delle Vite ortodosse dei Santi, e di altra letteratura spirituale, sa che tutti questi spiriti – sia quelli “buoni” che quelli “cattivi”, i “più bassi” ed i “più elevati” – sono demoni, e che il discernimento fra i veri spiriti buoni (gli angeli) e questi spiriti maligni non può basarsi sui propri sentimenti o impressioni. La pratica dell’ “esorcismo”, diffusa nelle cerchie “carismatiche”, non offre alcuna garanzia che gli spiriti maligni siano realmente cacciati. Gli esorcismi sono molto comuni (e apparentemente efficaci) anche fra gli sciamani primitivi, che riconoscono anch’essi l’esistenza di diversi tipi di spiriti – i quali sono, in ogni caso, solo dei demoni: sia quelli che fingono di fuggire quando vengono esorcizzati che quelli che accorrono quando sono evocati per concedere poteri sciamanici.

Nessuno negherà che il movimento “carismatico” è, nel suo insieme, fieramente avverso all’occultismo ed al satanismo contemporaneo. Ma i più astuti fra gli spiriti maligni appaiono come “angeli di luce” (2 Cor. 11:14), ed è necessario un grande discernimento, insieme ad una profonda cautela nei confronti delle proprie straordinarie “esperienze” spirituali, per non essere tratti in inganno. Di fronte ai nemici sottili ed invisibili che muovono un’invisibile guerra contro la razza umana, l’atteggiamento ingenuamente fiducioso verso le loro esperienze, tipico di molte persone coinvolte nel movimento “carismatico”, è un aperto invito all’inganno spirituale. Un pastore, ad es., consiglia di meditare su alcuni passi della Scrittura, e poi scrivere qualsiasi pensiero “innescato” dalla lettura: “Questo è il messaggio personale dello Spirito Santo per voi” (Christenson, p. 139). Ma qualsiasi serio studioso della spiritualità cristiana sa che, ad esempio, “all’inizio della vita monastica alcuni demoni impuri istruiscono [i novizi] nell’interpretazione delle Divine Scritture...ingannandoli gradualmente, finché non li conducono all’eresia ed alla blasfemia " (La Scala di S.Giovanni Climaco, Gradino 26: 152).

Tristemente, l’atteggiamento dei seguaci ortodossi del “rinnovamento carismatico” non sembra più cauto di quello dei Cattolici o dei Protestanti. Essi, ovviamente, non conoscono bene i Padri Ortodossi o le Vite dei Santi, e quando citano (raramente) uno dei Padri, lo fanno spesso al di fuori di ogni contesto (vedi più avanti, riguardo a S.Serafino). Ciò che attira, nel movimento “carismatico”, è soprattutto l’ esperienza. Un prete ortodosso scrive: “Alcuni hanno osato classificare questa esperienza come ‘prelest’ – orgoglio spirituale. Me nessuno che ha incontrato il Signore in questo modo potrebbe cadere in tale illusione” (Logos, Aprile, 1972, p. 10). Ma solo rarissimi Cristiani Ortodossi sono capaci di distinguere forme estremamente sottili di illusione spirituale (dove l’ “orgoglio”, ad es., può prendere la forma dell’ “umiltà”) sulla sola base di ciò che “sentono”, senza far riferimento alla tradizione patristica. Solo chi ha già assimilato completamente la tradizione patristica nel suo pensiero e nella sua pratica, ed ha raggiunto un alto grado di santità, può presumere di riuscire a tanto.

Come si prepara il Cristiano Ortodosso ad affrontare l’illusione? Egli ha a disposizione l’intero corpo degli scritti patristici, ispirati da Dio, che, insieme alla Sacra Scrittura, presentano il giudizio della Chiesa di Cristo da 1.900 anni a questa parte riguardo ad ogni esperienza spirituale o pseudo-spirituale concepibile. Più avanti vedremo che questa tradizione giudica in modo molto preciso riguardo alla questione principale sollevata dal movimento “carismatico”: riguardo cioè alla possibilità di una nuova ed ampia “effusione dello Spirito Santo” negli ultimi giorni. Ma prima ancora di consultare i Padri su questioni specifiche, il Cristiano Ortodosso è protetto contro l’inganno dalla consapevolezza che tale inganno non soltanto esiste, ma è ovunque, anche dentro di sé. Scrive il Vescovo Ignazio: "Siamo tutti tratti in inganno. Sapere ciò è la migliore protezione contro l’illusione. La più grande illusione è considerarsi libero da ogni illusione.” Ignazio cita S.Gregorio il Sinaita, che ci avverte: "Non è un lavoro da poco quello di comprendere con esattezza la verità, e rendersi puri da tutto ciò che si oppone alla grazia; perché il diavolo è solito mostrare il suoi inganni - soprattutto ai principianti - travestiti da verità, mascherando il male sotto una facciata spirituale”. E ancora: “Dio non si adira con colui che, temendo di venire ingannato, sorveglia se stesso con estrema cautela; anche se, così facendo, dovesse accadergli di rifiutare qualche dono di Dio...Al contrario, Dio lo loda per il suo buon senso.”

Così, totalmente impreparato per la battaglia spirituale, inconsapevole dell’esistenza di forme estremamente sottili di illusioni spirituali (e in questo dissimili dall’occultismo, più palese e facile da individuare), il Cristiano Cattolico, Protestante o Ortodosso si reca ad un incontro di preghiera per essere “battezzato” (o riempito) con lo Spirito Santo. “L’atmosfera dell’incontro è molto informale, e viene lasciata intenzionalmente “aperta” all’attività di qualche “spirito”. Così i Cattolici (che affermano di essere più cauti dei Protestanti) descrivono alcuni dei loro raduni pentecostali: “Non sembravano esserci barriere, né inibizioni...La gente sedeva a gambe incrociate sul pavimento. Signore in pantaloni. Monaci vestiti di bianco. Fumo di sigarette. Caffé. Si pregava liberamente...Pensai che quella gente si divertiva davvero a pregare! Era questo che intendevano dire, affermando che lo Spirito Santo aveva preso dimora fra loro?” E, ad un altro incontro pentecostale cattolico, “a parte il fatto che nessuno beveva, sembrava proprio un cocktail party" (Ranaghan, pp. 157, 209). In occasione di incontri “carismatici” interdenominazionali l’atmosfera è così informale che nessuno si sorprende se lo “spirito” ispira un’anziana signora, nel bel mezzo di un accesso di pianto collettivo, ad alzarsi e “ballare una piccola giga” (Sherrill, p. 118). La prima cosa che un sobrio Cristiano Ortodosso nota in una simile atmosfera è la totale mancanza di pietà e di rispetto, provenienti dal timore di Dio, che è abituato a vedere nei servizi divini della sua Chiesa. E questa prima impressione è fortemente confermata dall’osservazione degli effetti, davvero bizzarri, che lo “spirito” pentecostale produce discendendo in questa atmosfera così “libera”. Esamineremo adesso alcuni di questi effetti, confrontandoli col giudizio dei Santi Padri della Chiesa di Cristo.

Effetti fisici dell’esperienza “carismatica”

UNA DELLE REAZIONI PIU’ COMUNI all’esperienza del “Battesimo dello Spirito Santo” è la risata. Secondo la testimonianza di un Cattolico, “ero così gioioso che non potevo fare a meno di ridere, sdraiato sul pavimento” (Ranaghan, p. 28). E un altro Cattolico: “Il senso della presenza e dell’amore di Dio era così forte che ricordo di essere rimasto seduto nella cappella per una mezz’ora, ridendo di gioia per l’amore di Dio” (Ranaghan, p. 64). Un Protestante racconta che, in occasione del suo Battesimo, “mi misi a ridere...volevo solo ridere e ridere, come accade quando ti senti così bene che non riesci nemmeno a dirlo. Mi reggevo i fianchi, e mi piegavo in due dal ridere” (Sherrill, p. 113). E un altro Protestante: “La nuova lingua che mi fu concesso di parlare era intervallata da ondate di gioia, in cui ogni mia paura sembrava rotolare via. Era una lingua fatta di risate” (Sherrill, p. 115). Un prete ortodossi, Fr. Eusebio Stephanou, scrive: "Non potevo nascondere l’ampio sorriso sul mio volto, che da un momento all’altro avrebbe potuto esplodere in una risata: una risata dello Spirito Santo, rinfrescante e liberatoria” (Logos, Aprile, 1972, p. 4).

Potrebbero essere citati numerosi esempi di questa stranissima reazione ad un’esperienza “spirituale”; e, per spiegarla, alcuni apologeti “carismatici” hanno elaborato un’intera filosofia sulla “gioia spirituale” e la “follia di Dio”. Ma questa filosofia non è per nulla cristiana; un concetto come quello della “risata dello Spirito Santo” non si è mai sentito in tutta la storia del pensiero e dell’esperienza cristiana. Qui, forse più chiaramente che altrove, il “rinnovamento carismatico” si rivela del tutto non-cristiano nel suo orientamento religioso: questa esperienza è puramente mondana e pagana, e, laddove essa non può essere spiegata in termini di emotività isterica (per Fr.Eusebio, infatti, la risata recava “sollievo” e “liberazione” da “un intenso sentimento di auto-consapevolezza ed imbarazzo”, e di “devastazione emotiva”), esso può essere dovuto solo a qualche grado di “possessione” da parte di uno o più dèi del paganesimo, che la Chiesa Ortodossa chiama demoni. Ecco, ad esempio, una simile esperienza “iniziatica” di uno sciamano eschimese: non trovando l’iniziazione, “mi mettevo talvolta a piangere, e mi sentivo infelice, senza sapere perché. Poi, senza alcun motivo, tutto cambiò ed io sentii una grande, inspiegabile gioia, una gioia così potente che non riuscivo a trattenerla, ma che doveva esplodere in una canzone, una canzone potente, fatta di una sola parola: gioia, gioia! Dovevo gridarla con tutta la mia voce. E, nel mezzo di questo accesso di misteriosa e travolgente beatitudine, diventai uno sciamano...Potevo vedere e udire in un modo del tutto diverso. Avevo raggiunto la mia illuminazione...e non ero solo io che potevo vedere attraverso l’oscurità della vita, ma la stessa luce splendente rifulgeva anche fuori di me...e tutti gli spiriti della terra e del cielo e del mare adesso venivano da me, e diventavano i miei aiutanti” (Lewis, Ecstatic Religion, p. 37).
Non sorprende che “Cristiani” in buona fede, aprendosi deliberatamente a simili esperienze pagane, le interpretino ancora come esperienze “cristiane”. Psicologicamente essi sono ancora Cristiani, benché spiritualmente siano entrati in un ambito di atteggiamenti e di pratiche apertamente non-cristiane. Qual’è il giudizio della tradizione ascetica Ortodossa riguardo a fenomeni come la “risata dello Spirito Santo” ? I Santi Barsanufio e Giovanni, asceti del VI secolo, dettero l’inequivocabile risposta ortodossa ad un monaco tormentato da questo problema (Risposta 451): “Nel timore di Dio non si ride. La Scrittura dice degli sciocchi che essi alzano la voce mentre ridono (Sir 21:20); e le parole degli sciocchi sono sempre disturbate e prive di grazia.” S.Efrem il Siro insegna altrettanto chiaramente: “Le risate ed un senso di familiarità sono l’inizio della corruzione dell’anima. Se noti queste cose in te, sappi che sei precipitato negli abissi del male. Prega Dio incessantemente, affinché ti liberi da questa cosa mortifera...Ridere ci priva della benedizione promessa a coloro che piangono (Mat 5:4), e distrugge ciò che hai edificato. Ridere offende lo Spirito Santo, non è di alcun beneficio all’anima, disonora il corpo. Ridere allontana le virtù, e nega il pensiero della morte e del castigo” (Filocalia, edizione russa, Mosca, 1913: vol. 2, p. 448). Non è dunque evidente quanto si possa essere sviati dall’ignoranza della dottrina cristiana di base?
Una reazione altrettanto comune della risata al “Battesimo” carismatico è il pianto, suo parente prossimo psicologico. Questo si verifica nel caso di individui e, abbastanza spesso, di interi gruppi (in questo caso non in concomitanza con l’esperienza del “Battesimo”), diffondendosi in modo contagioso senza alcuna ragione apparente (cfr. Sherrill, pp. 109, 117). Gli scrittori “carismatici” non attribuiscono l’origine di questo fenomeno alla “convinzione del peccato” che produce risultati simili nel corso dei revivals protestanti; non lo spiegano affatto, anzi, e sembra che non vi sia alcuna spiegazione possibile, tranne il fatto che questa esperienza si manifesta in coloro che si espongono all’atmosfera “carismatica”. I Padri Ortodossi, come nota il Vescovo Ignazio, insegnano che le lacrime spesso accompagnano il secondo tipo di inganno spirituale. S.Giovanni Climaco, trattando delle varie cause delle lacrime, alcune buone ed altre cattive, avverte: “Non fidarti delle tue fontane di lacrime, prima che la tua anima sia perfettamente purificata” (Gradino 75); e, riguardo ad un tipo di lacrime, afferma decisamente: “Le lacrime senza pensiero sono proprie di una natura irrazionale, non di una natura razionale” (7:17).

Oltre alle risate ed alle lacrime, e spesso in concomitanza con queste, vi sono molte altre reazioni fisiche al “Battesimo dello Spirito Santo”, fra cui sensazioni di calore, tremiti e contorsioni, cadute al suolo. E bisogna sottolineare che tutti gli esempi qui forniti hanno come protagonisti normali fedeli Protestanti e Cattolici: non abbiamo citato nessuno di quei Pentecostali estremisti, le cui esperienze sono molto più spettacolari e sfrenate.

"Quando mi furono imposte le mani, sentii subito come se il petto volesse salirmi nella testa. Le labbra mi cominciarono a tremare, e la testa mi girava. Poi iniziai a digrignare i denti” (Ranaghan, p. 67). Un altro non provò “alcuna emozione dopo l’evento, ma un gran calore nel corpo e un grande senso di benessere” (Ranaghan, p. 91). Un altro racconta: “Appena mi inginocchiai, iniziai a tremare...Mi sentii improvvisamente pieno dello Spirito Santo, e compresi che ‘Dio è reale’. Cominciai a ridere e a piangere nello stesso tempo. Poi mi accorsi che ero prostrato davanti all’altare, pieno della pace di Cristo” (Ranaghan, p. 34). E un altro: “Mentre stavo quietamente in ginocchio, ringraziando il Signore, D. si prostrò e subito iniziò a sollevarsi mosso da un potere invisibile. Ebbi allora il pensiero divinamente ispirato...che D. era mosso visibilmente dallo Spirito Santo” (Ranaghan, p. 29). Ancora: "Le mie mani di solito fredde, a causa della cattiva circolazione) divennero umide e calde. Un calore mi avvolse" (Ranaghan, p. 30). Ancora: "Seppi che Dio operava in me. Sentii un distinto formicolio nelle mani, e subito mi ritrovai fradicio di sudore” (Ranaghan, p. 102). Un membro del "Jesus Movement" afferma: "Sento qualcosa levarsi dentro di me, e all’improvviso mi metto a parlare in lingue” (Ortega, p. 49). Un apologeta “carismatico” sottolinea che simili esperienze sono caratteristiche del “Battesimo dello Spirito Santo”, che “è spesso caratterizzato da esperienze soggettive che portano il fedele ad un nuovo, meraviglioso senso di vicinanza al Signore. Ciò esige talvolta un modo di esprimere la propria venerazione che non può rimanere contenuto entro i limiti imposti dalla “buona educazione” della nostra società occidentale! In tali occasioni, alcuni si scuotono violentemente, levano le mani al Signore, alzano la voce più del normale, addirittura cadono a terra” (Lillie, p. 17).
Non si sa cos’è più stupefacente: la totale incongruenza di una simile emotività isterica, e di esperienze in cui non vi è nulla di spirituale, o l’incredibile superficialità che spinge queste persone illuse ad attribuire le loro contorsioni allo “Spirito Santo”, all’ “ispirazione divina”, alla “pace di Cristo”. Si tratta evidentemente di persone che, nell’ambito spirituale e religioso, non sono solo prive di qualsiasi esperienza e guida, ma assolutamente ignoranti. Nella storia del Cristianesimo Ortodosso non vi è nulla di simile a queste esperienze “estatiche” prodotte dallo Spirito Santo. E’ solo a causa della loro stupidità che alcuni apologeti “carismatici” si azzardano a paragonare queste esperienze infantili e isteriche, aperte a qualsiasi influenza, alle rivelazioni Divine concesse ai più grandi Santi, come S.Paolo sulla via di Damasco, o S.Giovanni Evangelista a Patmos. Questi Santi si prostrarono davanti al vero Dio (senza contorsioni, e sicuramente senza ridere); mentre questi pseudo-cristiani reagiscono semplicemente alla presenza di uno spirito che li possiede, e adorano solo se stessi. L’Anziano Macario di Optina scrisse ad una persona che si trovava in un simile stato: “Pensando di trovare l’amore di Dio in sentimenti di consolazione, tu non cerchi Dio ma te stesso, cioè la tua consolazione, mentre eviti il sentiero delle tribolazioni, considerandoti evidentemente perduto senza consolazioni spirituali” [15].

Se queste esperienze “carismatiche” possono essere chiamate esperienze religiose, allora si tratta di esperienze religiose pagane; e infatti esse sembrano corrispondere perfettamente all’iniziazione medianica della possessione spiritica, causata da “una forza interiore che si alza da dentro, cercando di prendere il controllo” (Koch, Occult Bondage, p. 44). Naturalmente, non tutti i “Battesimi dello Spirito Santo” hanno un carattere estatico paragonabile a quello di tali esperienze (benché alcuni di essi siano ancor più estatici); ma anche questo è in accordo con la pratica spiritica: “Quando gli spiriti trovano un medium amichevole, o ben disposto in quanto a sottomissione o passività mentale, essi entrano quietamente in lui come a casa propria; ma se il sensitivo fa resistenza, o non è così mentalmente passivo, lo spirito entra con più o meno forza; e ciò si riflette spesso nei contorcimenti del volto e nel tremito delle membra del medium” (Blackmore, Spiritism, p. 97).

Questa esperienza di “possessione spiritica” non dovrebbe tuttavia essere confusa con la vera e propria possessione diabolica, che è la condizione in cui uno spirito impuro prende permanente dimora in qualcuno e provoca disordini fisici e psichici che non sembrano menzionati dalle fonti “carismatiche”. La “possessione” medianica è temporanea e parziale: il medium consente ad essere usato dallo spirito per svolgere una determinata funzione. Ma gli stessi testi “carismatici” chiariscono che in queste esperienze – quando esse sono genuine, e non il prodotto di una semplice suggestione – non si tratta solo di sviluppare una certa capacità medianica, bensì di provocare una reale possessione da parte di uno spirito. Queste persone hanno ragione, in effetti, a definirsi “piene di spirito”; ma non è certo lo Spirito Santo ciò di cui sono piene!

Il Vescovo Ignazio fornisce vari esempi di ripercussioni fisiche dell’inganno spirituale. Un monaco, ad es., tremava ed emetteva strani suoni, interpretando questi segni come “frutti della preghiera”; un altro monaco, incontrato dallo stesso Vescovo, come risultato del suo metodo estatico di preghiera sentiva il corpo così caldo che non aveva bisogno di abiti pesanti in inverno, e questo calore poteva essere avvertito anche da altri. Come principio generale, scrive il Vescovo Ignazio, il secondo tipo di inganno spirituale è accompagnato da un “calore del sangue, materiale e passionale”; “il comportamento degli asceti Latini, sprofondati nell’illusione, è sempre stato “estatico” a causa di questo straordinario calore materiale e passionale” – vedi, ad es., lo stato di “santi” latini come Francesco d’Assisi e Ignazio di Loyola. Questo calore materiale del sangue, segno distintivo di coloro che sono spiritualmente illusi, dev’essere distinto dal calore spirituale sperimentato da coloro che, come S.Serafino di Sarov, hanno veramente acquisito lo Spirito Santo. Ma lo Spirito Santo non viene acquisito tramite esperienze estatiche di tipo “carismatico”, bensì seguendo il lungo e arduo sentiero dell’ascetismo, il “sentiero delle tribolazioni” di cui parla l’Anziano Macario, nel seno della Chiesa di Cristo.

"Doni spirituali" che accompagnano l’esperienza “carismatica”

LA PRINCIPALE PRETESA dei seguaci del “rinnovamento carismatico” è di aver acquisito doni “spirituali”. Uno dei più importanti, che diviene palese nel fedeli “battezzati con lo Spirito Santo”, è una nuova forza ed un coraggio “spirituali”. Tale coraggio è originato dalla loro esperienza, certo indubitabile - benché sia lecito dubitare dell’interpretazione che essi ne danno. Alcuni esempi tipici: “Non devo credere alla Pentecoste, perché l’ho vista” (Ranaghan, p. 40). “Ho cominciato a intuire esattamente cosa dire agli altri, e ciò che essi hanno bisogno di sentire...Trovo che lo Spirito Santo mi abbia dato un vero coraggio nel parlare: un effetto molto concreto” (Ranaghan, p. 64). “Ero così fiducioso che lo Spirito avrebbe mantenuto la Sua promessa, che pregai senza nutrire alcun dubbio. Pregai solo con frasi affermative: “le cose andranno così”, “farò questo e quello”...” (Ranaghan, p. 67). Un esempio Ortodosso: “Preghiamo per la sapienza, e improvvisamente siamo sapienti nel Signore. Preghiamo per l’amore, e proviamo vero amore per tutti gli uomini. Preghiamo per le guarigioni, e i malati ritrovano la salute. Preghiamo per i miracoli; e, credendoci, abbiamo visto accadere miracoli. Preghiamo per avere segni, e li riceviamo. Preghiamo in lingue note e ignote.” (Logos , Aprile 1972, p. 13).

Anche in questo caso ci si illude di ottenere istantaneamente, per mezzo di un’esperienza “carismatica”, dei doni genuini del Cristianesimo Ortodosso, acquisiti e provati in lunghi anni di fatiche ascetiche e di maturazione nella fede. E’ vero, naturalmente, che la grazia speciale di Dio conferì agli Apostoli e ai Martiri un coraggio incredibile; ma è ridicolo che qualsiasi “Cristiano carismatico”, privo di alcuna nozione riguardo alla natura della grazia divina, pretenda di paragonarsi a questi grandi Santi. Il coraggio “carismatico”, basato com’è su un’esperienza ingannevole, non è altro che una delirante, “revivalistica” imitazione del vero coraggio cristiano, e la sua unica funzione è quella di rappresentare un altro marchio identificativo dell’illusione “carismatica”. Il Vescovo Ignazio scrive che una certa “confidenza in se stessi, e un certo coraggio, sono solitamente riscontrabili in coloro che si trovano in uno stato di auto-inganno, e si illudono si essere santi, o di progredire spiritualmente”. Una straordinaria pomposità appare in coloro che sono afflitti da questa illusione: sono come intossicati da se stessi, dal loro stato di auto-inganno, in cui vedono uno stato di grazia. Essi sono sprofondati nell’orgoglio e nella vanagloria, benché appaiano umili a molti, che giudicano dalle apparenze senza essere capaci di giudicare dai frutti”.

Oltre al fatto di parlare in lingue, il più comune dono “soprannaturale” dei “battezzati nello Spirito” è la diretta ricezione di “messaggi da Dio” sotto forma di “profezie” ed “interpretazioni”. Una ragazza cattolica dice dei suoi amici “carismatici”. “In alcuni di essi ho visto personalmente il fenomeno del “parlare in lingue”, alcune delle quali sono stata capace di interpretare. I messaggi erano sempre di grande consolazione e gioia dal Signore” (Ranaghan. p. 32). Un’ “interpretazione” viene così riassunta: “Pronunciava parole provenienti da Dio, un messaggio di consolazione” (Ranaghan, p. 181). I messaggi sono alquanto audaci: ad una riunione “un’altra giovane donna annunciò un ‘messaggio da Dio’, parlando in prima persona” (Ranaghan, p. 2). Un “carismatico” protestante scrive che in questi messaggi “la Parola di Dio viene pronunciata direttamente!...La Parola può essere pronunciata all’improvviso da qualsiasi fedele presente: nell’assemblea si ode inaspettatamente un ‘Così dice il Signore!’. Le parole sono pronunciate solitamente - benché non sempre - in prima persona, come ad es. ‘Sono con voi per benedirvi’ “ (Williams, p. 27).
Nei libri apologetici del movimento “carismatico” si trovano alcuni testi di “profezie” e “interpretazioni” pronunciate durante le riunioni:

1.“Sii come un albero che oscilla al Suo volere, con le radici piantate nella Sua forza, teso in alto verso il Suo amore e la Sua luce” (Ford, p. 35).
2.“Come lo Spirito Santo discese su Maria, e Gesù fu concepito in lei, così lo Spirito Santo viene su di voi, e Gesù è in voi” – rivelato in lingue da un Romano-Cattolico e “interpretato” da un Protestante (Ford, p. 35).
3.“I piedi di Colui che camminò per le strade di Gerusalemme sono dietro di voi. Il Suo sguardo è medicina per coloro che si avvicinano, ma è morte per quelli che fuggono” – queste parole avevano un significato speciale per uno dei membri del gruppo di preghiera (Ford, p. 35).
4.“Tendo a voi la mia mano. Dovete solo prenderla, ed io vi guiderò” – questo stesso messaggio era stato rivelato pochi minuti prima ad un prete Romano-Cattolico in un’altra stanza; il sacerdote lo scrisse ed entrò nella stanza di preghiera appena in tempo per udirlo mentre veniva pronunciato con le stesse parole da lui trascritte (Ranaghan, P 54).
5.“Non temere, sono compiaciuto di ciò che stai facendo. Per te è difficile, ma recherà molte benedizioni ad un altro” – queste parole rassicurarono definitivamente uno dei presenti riguardo ad una recente, difficile decisione (Sherrill, p. 88).
6.“Mia moglie entrò e si mise a suonare l’organo. Improvvisamente lo Spirito di Dio discese su di lei, che cominciò a parlare in lingue ed a profetizzare: “Figlio mio, sono con te. Poiché sei stato fedele nelle piccole cose, mi servirò di te per cose più importanti. Ti condurrò per mano. Ti guiderò, non avere paura. Sei al centro del Mio volere. Non guardare a destra o a sinistra, ma resta lì dove sei” – questa “profezia”, accompagnata da una “visione”, fu direttamente responsabile della nascita di una grande ed influente organizzazione pentecostale, la Full Gospel Business Men's Fellowship International (Logos Journal , Sett.-Ott. 1971, p. 14).

Secondo la testimonianza di coloro che trovano che tali messaggi si applicano direttamente a loro, sembra proprio che in molti di essi vi sia qualcosa di preternaturale, e che non siano dei semplici “falsi”. Ma è proprio vero che lo Spirito Santo usa metodi così artificiali per comunicare con gli uomini? (Gli “spiriti” nelle sedute spiritiche, certamente si!) Perché mai il linguaggio è così monotono e stereotipato, talvolta simile a quello delle macchinette che leggono la fortuna nei bar americani? Perché i messaggi sono così vaghi e sognanti, simili a frasi pronunciate in trance? Perché contengono sempre messaggi di “consolazione”, “sollievo e gioia”, rassicurazione, senza alcun carattere profetico o dogmatico – come se lo “spirito”, come gli “spiriti” delle sedute medianiche, fosse particolarmente compiaciuto del suo pubblico non-denominazionale? E chi, infine, è lo strano “io”, privo di personalità, che parla? Sbagliamo, forse, se applichiamo a tutto ciò le parole di un vero Profeta di Dio: “Così dice il Signore degli eserciti, Dio di Israele: Non vi traggano in errore i profeti che sono in mezzo a voi e i vostri indovini...Poiché con inganno parlano come profeti a voi in mio nome; io non li ho inviati. Oracolo del Signore." (Ger 29:8-9).

Proprio come un “battezzato nello Spirito” solitamente usa la sua capacità di parlare in lingue anche nelle sue devozioni private, ed è in genere consapevole che “il Signore” è sempre con lui, così, anche fuori dell’atmosfera degli incontri di preghiera, costui riceve spesso “rivelazioni” private, che comprendono voci udibili e tangibili “presenze”. Il “profeta” del “rinnovamento carismatico” descrive così una delle sue esperienze: “Fui destato da un sonno profondo da una voce che sembrava alta e chiara...che diceva distintamente: ‘io non ha nipoti’...Poi sembrò come se ci fosse qualcuno nella stanza, e quella presenza mi fece sentire bene. All’improvviso capii. Doveva essere lo Spirito Santo, quello che mi aveva rivolto la parola” (Du Pleissis, p. 61).

Che dire di esperienze del genere? Il Vescovo Ignazio scrive: “Chi è posseduto da questo tipo di inganno spirituale immagina [il secondo tipo di prelest è chiamato ‘immaginazione’, ‘fantasia’: in Russo, mnenie] di possedere in abbondanza i doni dello Spirito Santo. Questa fantasia è composta di falsi concetti e falsi sentimenti, e nel suo carattere peculiare appartiene pienamente al padre ed al rappresentante per eccellenza della falsità, il diavolo. Colui che, nella preghiera, si sforza di rivelare nel cuore il sentimento dell’uomo nuovo, ma non ha alcuna possibilità di riuscirci, sostituisce questo vero ottenimento con sentimenti di sua invenzione, delle contraffazioni, cui non tarda ad aggiungersi l’azione degli spiriti caduti. Pensando che questi sentimenti – i suoi e quelli provenienti dai demoni – siano veri, e che rappresentino un dono della grazia divina, egli riceve concetti corrispondenti ai sentimenti”.

E’ proprio un processo del genere che è stato osservato da scrittori di fenomeni spiritici. Per chi è seriamente coinvolto nello spiritismo (e non solo i medium), viene un momento in cui la falsa spiritualità che coltiva la passività della mente e l’apertura all’attività degli “spiriti”, e che si manifesta anche in passatempi apparentemente innocui come l’uso di tavolette ouijia, si trasforma in una reale possessione da parte di uno spirito: dopodiché, cominciano a manifestarsi fenomeni innegabilmente “soprannaturali” [16]. Nel “rinnovamento carismatico”, questo momento di transizione viene identificato come l’esperienza del “Battesimo dello Spirito Santo”, che, quando è genuino, è precisamente il momento in cui l’auto-inganno diventa un inganno demoniaco, e la vittima “carismatica” ottiene la virtuale certezza che da quel momento in poi i suoi illusori “sentimenti religiosi” possono aspettarsi una risposta da parte dello “Spirito”, che lo farà entrare così in una “vita di miracoli”.



Il nuovo “traboccare dello Spirito Santo”

IN GENERE, i seguaci del “rinnovamento carismatico” si sentono (come non si stancano di ripetere) “pieni di Spirito”. “Mi sentivo libero, pulito, un uomo nuovo, pieno di Spirito Santo” (Ranaghan, p. 98). "A causa di ciò che è iniziato nel battesimo dello Spirito, ho cominciato adesso a comprendere meglio cosa significa la vita nello Spirito. E’ veramente una vita di miracoli, in cui si viene riempiti ancora e ancora dall’amore vivificante dello Spirito di Dio” (Ranaghan, p. 65). Essi invariabilmente definiscono il loro stato “spirituale” con parole del genere. Un prete cattolico scrive: “Al di là di altri effetti particolari che possono essersi verificati, tutti coloro che sono stati toccati dallo Spirito, quasi senza eccezioni, sembrano aver ricevuto pace e gioia” (Ranaghan, p. 185). Un gruppo “carismatico” interdenominazionale dichiara che lo scopo dei suoi membri è “mostrare e diffondere l’Amore, la Gioia e la Pace di Gesù Cristo, ovunque si trovino” (Inter-Church Renewal). In questo stato “spirituale” (in cui, tipicamente, pentimento e salvezza sono raramente menzionati), alcuni ascendono a grandi altezze. Per un fedele cattolico, il dono dello “Spirito” “è asceso in me per lunghi periodi (alcune ore) di uno stato prossimo all’estasi, in cui sono convinto di aver gustato un anticipo del Regno dei Cieli” (Ranaghan, p. 103).

Vengono riferite spettacolari storie di guarigione dall’assuefazione alla droga, etc. Il sacerdote greco Fr. Eusebio Stephanou dà una descrizione sintetica di questa “spiritualità” citando un prete romano-cattolico che afferma che il movimento “carismatico” implica “un nuovo senso della presenza di Dio, una nuova consapevolezza del Cristo, un gran desiderio di pregare, una capacità di lodare Dio, un desiderio rinnovato di leggere le Scritture, poiché le Scritture appaiono di nuovo vive, come Parola di Dio; un nuovo anelito a far conoscere ad altri il Cristo, una nuova compassione per gli altri, ed una sensibilità per i loro bisogni; un nuovo senso di pace e gioia...” E Fr.Eusebio presenta l’argomento decisivo di tutto il movimento: “L’albero si riconosce dai frutti...Questi frutti dimostrano la presenza del diavolo o lo Spirito santificante di Cristo? Nessun Ortodosso con la mente sgombra da pregiudizi, vedendo con i propri occhi i frutti dello Spirito, può rispondere erroneamente a questa domanda” (Logos, Gen. 1972, p.13).

Non vi è ragione per dubitare di nessuna di queste testimonianze. E’ vero, ve ne sono molte – e ne abbiamo fornito qualche esempio – che contraddicono il tono generale, e definiscono chiaramente lo “spirito” del “rinnovamento carismatico” come qualcosa di oscuro e minaccioso; ma è fuori di dubbio che numerosi seguaci del movimento lo considerano realmente come un fenomeno “cristiano” e “spirituale”. Finché queste persone rimangono fuori della Chiesa Ortodossa, potremmo benissimo astenerci dal commentare le loro opinioni. ma quando un prete Ortodosso viene a dirci che fenomeni settari vengono prodotti dallo Spirito Santo, giungendo perfino ad esortarci: “Non rimanete fuori! Aprite il vostro cuore alla chiamata dello Spirito Santo, e unitevi al rinnovamento carismatico!” (loc. cit.) - allora abbiamo il diritto e il dovere di esaminare da presso le loro opinioni, giudicandole non col metro del vago “Cristianesimo” umanistico che prevale in Occidente, pronto a definire “cristiano” tutto ciò che si limita ad averne l’aspetto, ma con quello – ben diverso – del Cristianesimo Ortodosso. E secondo quest’ultimo criterio di giudizio non vi è alcun elemento, nella citata lista di “frutti spirituali”, che non sia - come nei movimenti eretici e settari del passato - prodotto dal diavolo, che appare come un “angelo di luce” allo scopo di allontanare gli uomini dalla Chiesa di Cristo, per farli smarrire in qualche altro tipo di “Cristianesimo”. Se lo “spirito” del “rinnovamento carismatico” non è lo Spirito Santo, ne consegue che questi “frutti spirituali” non vengono da Dio.

Secondo il Vescovo Ignazio, l’illusione nota come “fantasia” “viene soddisfatta tramite l’invenzione di sentimenti e stati di grazia contraffatti, da cui nasce una concezione del tutto falsa dell’intero cammino spirituale...Questa illusione inventa costantemente stati pseudo-spirituali, un’intima amicizia con Gesù, una conversazione interiore con Lui, rivelazioni mistiche, voci, godimenti...Questa attività spinge il sangue in un moto peccaminoso e ingannevole, che assume l’apparenza di una beatitudine donata dalla grazia...Si riveste della maschera dell’umiltà, della pietà e della saggezza”. A differenza del tipo più spettacolare di inganno spirituale, la fantasia, mentre “conduce la mente al più terribile errore, non la spinge tuttavia al delirio”, così che questo stato - difficilmente riconoscibile - può continuare per molti anni, o per una vita intera. Chi cade in questo stato di illusione così caldo, confortevole e fervoroso, commette virtualmente un suicidio spirituale, rendendosi cieco al proprio vero stato spirituale. Scrive il Vescovo Ignazio: “Fantasticando...di essere pieno di grazia, non riceverà mai la grazia...Chi pretende di ricevere i doni della grazia, impedisce proprio con questa fantasia l’ingresso della grazia divina in sé, e spalanca la porta all’infezione del peccato ed ai demoni”. "Tu dici: «Sono ricco, mi sono arricchito; non ho bisogno di nulla», ma non sai di essere un infelice, un miserabile, un povero, cieco e nudo." (Apoc 3:17)

Coloro che sono stati infettati dall’inganno “carismatico” non solo si sentono “pieni di spirito”, ma vedono anche intorno a sé l’inizio della “nuova era” del “traboccare dello Spirito Santo”, credendo – come Fr. Eusebio Stephanou – che “il mondo è sulla soglia di un grande risveglio spirituale” (Logos, Feb., 1972, p. 18); e le parole del Profeta Gioele sono costantemente sulle loro labbra: " Io effonderò il mio spirito sopra ogni uomo" (Gioele 3:1). Il Cristiano Ortodosso sa che questa profezia si riferisce in generale agli ultimi tempi, iniziati con l’avvento di nostro Signore, e più specificamente alla Pentecoste (Atti 2), nonché ad ogni Santo Ortodosso che veramente possiede in abbondanza i doni dello Spirito Santo – come S.Giovanni di Kronstadt e S.Nectario di Pentapoli, che hanno compiuto migliaia di miracoli anche in questo corrotto XX secolo. Ma, a quanto affermano i “carismatici” di oggi, i doni miracolosi sono alla portata di tutti; chiunque lo desidera può parlare in lingue, e ci sono anche manuali che insegnano come fare.

Ma cosa ci insegnano i Santi Padri della Chiesa Ortodossa? Secondo il vescovo Ignazio, i doni dello Spirito Santo “esistono solo in quei Cristiani Ortodossi che hanno raggiunto la perfezione cristiana, dopo essersi previamente purificati e preparati col pentimento”. Essi sono “accordati ai Santi di Dio, solo per volontà ed opera di Dio, e non per la volontà dell’uomo, non per il proprio potere. Vengono concessi inaspettatamente, e molto raramente, in casi di estrema necessità, per opera della meravigliosa provvidenza divina, non certo a caso” (S.Isacco il Siro). “Si tenga presente che, ai nostri giorni, i doni spirituali vengono concessi con grande moderazione, per l’indebolirsi della Cristianità in genere. Questi doni sono accordati solo per facilitare la salvezza degli uomini. Al contrario, la fantasia distribuisce i suoi doni in abbondanza, senza alcun limite, e con la massima rapidità”.

In breve: lo “spirito” che improvvisamente elargisce i suoi “doni” a questa generazione adultera che, corrotta e tratta in inganno da secoli di false credenze e pseudo-pietà, cerca solo un “segno”, non è affatto lo Spirito Santo di Dio. Questa gente non ha mai conosciuto lo Spirito Santo, e non lo ha mai adorato. La vera spiritualità è così lontana da loro che, agli occhi del sobrio osservatore, è evidente che essi si limitano a parodiarla coi loro fenomeni psichici ed emotivi – e talvolta demoniaci – e coi loro blasfemi vaniloqui. Riguardo ai veri sentimenti spirituali, scrive il Vescovo Ignazio, “l’uomo carnale non può immaginarli neppure lontanamente: perché un concetto, o un sentimento, si basa sempre su sentimenti già noti al cuore; mentre i sentimenti spirituali sono del tutto estranei al cuore, che conosce solo sentimenti carnali ed emotivi. Un simile cuore non sa nemmeno dell’esistenza di sentimenti spirituali.”


Lo spirito degli ultimi tempi
Una “Pentecoste senza Cristo”

LE SACRE SCRITTURE e i Padri Ortodossi ci dicono chiaramente che gli ultimi tempi non saranno affatto caratterizzati da un grande “rinnovamento” spirituale, da una “sovrabbondanza dello Spirito Santo”, bensì da un’apostasia pressoché universale, da un inganno spirituale così sottile che anche gli eletti, se ciò fosse possibile, sarebbero ingannati; un’epoca segnata dalla virtuale scomparsa del Cristianesimo dalla faccia della terra. " Ma il Figlio dell'uomo, quando verrà, troverà la fede sulla terra?” (Luca 18:8). E’ precisamente negli ultimi tempi che satana verrà slegato (Apoc 20), per causare l’ultima e più grande manifestazione del male sulla terra.

Il “rinnovamento carismatico”, prodotto di un mondo privo di sacramenti, privo di grazia, un mondo avido di “segni” spirituali, ma incapace di discernere gli spiriti che mostrano tali “segni”, è esso stesso un “segno” di quest’epoca di apostasia. Lo stesso movimento ecumenico resta un movimento di “buone intenzioni” e di deboli “buone azioni” umanitarie; ma quando viene affiancato da un movimento dotato di “potere”, capace di " ogni specie di portenti, di segni e prodigi menzogneri" (2 Tess 2:9), chi mai potrà fermarlo? Il “rinnovamento carismatico” viene a dare manforte a un vacillante ecumenismo, e se ne serve per raggiungere il proprio scopo. Quest’ultimo, come abbiamo visto, non è semplicemente un fine “cristiano” – la “rifondazione della Chiesa di Cristo”, per usare la blasfema espressione del Patriarca di Costantinopoli, Atenagora – ma costituisce solo il primo passo verso la realizzazione di un fine più ampio che si situa completamente al di fuori della Cristianità: la creazione di una “unità spirituale” di tutte le religioni, di tutta l’umanità.

Tuttavia, i seguaci del “rinnovamento carismatico” credono che la loro esperienza sia “cristiana”; essi non intendono avere niente a che fare con l’occultismo o con le religioni orientali; e senza dubbio rifiuterebbero nel modo più assoluto qualsiasi paragone con lo spiritismo. E’ vero che, religiosamente, il “rinnovamento carismatico” si situa ad un livello più elevato dello spiritismo, che è il prodotto di una grossolana credulità e superstizione; è vero che le sue tecniche sono più raffinate, e i suoi fenomeni più soddisfacenti e facilmente ottenibili; è vero altresì che la sua ideologia è apparentemente “cristiana” – non certo Ortodossa, ma qualcosa di vicino al fondamentalismo protestante, con una sfumatura “ecumenica”.

I Cristiani affermano che il “Battesimo nello Spirito Santo” è un’esperienza cristiana. Ma, se questo “battesimo” può essere concesso a chiunque, anche a coloro che cercano semplicemente un’esperienza a buon mercato, non vi è più alcun necessario collegamento fra questa esperienza e il Cristo. La possibilità medesima di un’esperienza di “Pentecoste senza Cristo” significa che l’esperienza, in se stessa, non è per nulla cristiana. Questi “Cristiani”, spesso sinceri e benintenzionati, individuano in questa esperienza un contenuto cristiano che essa, in sé, non ha affatto.

Non è forse questo il comune denominatore di “esperienza spirituale”, richiesto da una nuova religione mondiale? E non è forse questa la chiave per l’ “unità spirituale” di tutta l’umanità, che il movimento ecumenico ha cercato invano?

Il “Nuovo Cristianesimo”

VI SARA’ CHI DUBITA che il “rinnovamento carismatico” sia una forma di medianità; ma questo è solo un problema secondario, riguardante i mezzi, o la tecnica, usati per trasmettere lo “spirito” del “rinnovamento carismatico”. Ma dovrebbe essere chiaro, ormai, che questo “spirito” non ha niente a che fare col Cristianesimo Ortodosso. E, in effetti, questo “spirito” segue quasi alla lettera le “profezie” di Nicholas Berdyaev riguardanti un “Nuovo Cristianesimo”, che dovrebbe lasciarsi alle spalle lo “spirito monastico e ascetico dell’Ortodossia storica”: prova sufficiente, questa, della sua falsità. Insoddisfatto del “Cristianesimo conservatore, che dirige le forze spirituali dell’uomo verso la contrizione e la salvezza”, e apparentemente convinto, come Berdyaev, che una simile Cristianità è ancora “incompleta”, il movimento aggiunge un secondo livello di fenomeni “spirituali”, nessuno dei quali è specificamente cristiano (benché ognuno sia libero di interpretarli come “cristiani”), accessibili a persone di ogni denominazione, o prive di alcun senso di pentimento, e sprovvisti di alcun legame con la salvezza. Il movimento “carismatico” guarda verso “una nuova era del Cristianesimo, una nuova e profonda spiritualità, che implica un nuovo diffondersi dello Spirito Santo” – in completa contraddizione con la tradizione e la profezia Ortodossa.

Questo è veramente un “Nuovo Cristianesimo”; ma l’ingrediente specificamente “nuovo” in questo “Cristianesimo” non è nulla di originale o di “avanzato”, bensì una forma moderna dell’antica religione diabolica dello sciamanesimo pagano. Il periodico “carismatico” ortodosso The Logos loda Nicholas Berdyaev come un “profeta”, proprio perché è stato “il più grande teologo della creatività spirituale” (Logos , Marzo 1972, p. 8). E sono proprio gli sciamani delle tribù primitive che sanno come entrare in contatto ed utilizzare i primordiali poteri “creativi” dell’universo – quegli “spiriti della terra, del cielo e del mare” che la Chiesa di Cristo riconosce come demoni, e servendo i quali è possibile raggiungere un’estasi ed una gioia “creativa” (l’ “entusiasmo ed estasi nietzscheani”, a cui Berdyaev si sentiva così vicino) sconosciute ai “Cristiani” stanchi e poco convinti che cadono nell’inganno “carismatico”. Ma qui non c’è Cristo. Dio ha proibito qualsiasi contatto con questo reame “creativo” e occulto, in cui certi “Cristiani” sono caduti per ignoranza ed auto-illusione. Il “rinnovamento carismatico” non avrà alcun bisogno di “instaurare un dialogo con le religioni non-cristiane”, perché, sotto il nome di “Cristianità”, esso sta già abbracciando un culto non-cristiano, e sta diventando la nuova religione che Berdyaev profetizzava: una curiosa mistura di “Cristianesimo” e paganesimo.

Lo strano spirito “cristiano” del “rinnovamento carismatico” è chiaramente identificato nelle Sacre Scritture e nella tradizione patristica ortodossa. Secondo queste fonti, la storia del mondo culminerà in una figura “cristiana” sovrumana, il falso messia o anticristo. Egli sarà “cristiano”, nel senso che la sua funzione e il suo stesso essere graviteranno intorno a Cristo, che egli imiterà in ogni modo possibile; e questo “messia” non sarà soltanto il più grande nemico di Cristo, ma, per ingannare i Cristiani, apparirà come Cristo stesso, disceso sulla terra una seconda volta, che regnerà dal restaurato Tempio di Gerusalemme.

“Nessuno vi inganni in alcun modo! Prima infatti dovrà avvenire l'apostasia e dovrà esser rivelato l'uomo iniquo, il figlio della perdizione, colui che si contrappone e s'innalza sopra ogni essere che viene detto Dio o è oggetto di culto, fino a sedere nel tempio di Dio, additando se stesso come Dio.... la cui venuta avverrà nella potenza di satana, con ogni specie di portenti, di segni e prodigi menzogneri,e con ogni sorta di empio inganno per quelli che vanno in rovina perché non hanno accolto l'amore della verità per essere salvi. E per questo Dio invia loro una potenza d'inganno perché essi credano alla menzogna e così siano condannati tutti quelli che non hanno creduto alla verità, ma hanno acconsentito all'iniquità.” (2 Tess 2-4, 9-12).

L’insegnamento ortodosso riguardante l’anticristo costituisce un argomento assai ampio, e non può essere trattato in questa sede. Ma se, come credono i seguaci del “rinnovamento carismatico”, gli ultimi giorni sono prossimi, è di cruciale importanza per il Cristiano Ortodosso essere informato di questo insegnamento riguardante colui che, come lo stesso Salvatore ci ha detto, insieme ai “falsi profeti” di quel tempo mostrerà grandi segni e prodigi, fino a ingannare – se ciò fosse possibile – perfino gli eletti (Matt 24:24). E gli “eletti” non sono certamente quelle moltitudini pronte ad accettare il grossolano e anti-scritturale inganno secondo cui il mondo sarebbe “sulla soglia di un grande risveglio spirituale”, bensì il “piccolo gregge” a cui, solo, il Salvatore nostro ha promesso: “al Padre vostro è piaciuto di darvi il suo regno” (Luca 122). Anche i veri “eletti” saranno crudelmente tentati dai “grandi segni e prodigi” dell’anticristo; ma la maggior parte dei “Cristiani” lo accetteranno senza farsi troppe domande, perché il suo “Nuovo Cristianesimo” è precisamente ciò che essi vanno cercando.


"Gesù tornerà presto"

DA QUALCHE ANNO, e in modo che ci sembra significativo, la figura di “Gesù” ha acquistato un particolare rilievo in America. Sul palcoscenico e nei film è stata abrogata l’antica proibizione di raffigurare la persona di Cristo. Popolarissimi musicals presentano blasfeme parodie della Sua vita. Il "Jesus Movement," di orientamento nettamente “carismatico”, si sta diffondendo in modo spettacolare fra i teenagers ed i giovani. Il genere più grossolano di musica popolare americana viene “cristianizzato” in "Jesus-Rock Festivals" di massa, e, per la prima volta in questo secolo, canzoni “cristiane” diventano i motivi più popolari nel paese. E sotto tutto questo strano conglomerato di sacrilegio e mondanità priva di qualsiasi luce, vi è l’espressione, costantemente ripetuta, di ciò che sembra essere l’attesa e la speranza di tutti: Gesù tornerà presto.

L’attento osservatore della scena religiosa contemporanea – soprattutto in America, dove le più popolari correnti religiose hanno ormai più di un secolo di vita – non mancherà di notare una ben definita atmosfera di aspettativa chiliastica. E ciò non è vero solo nel caso delle cerchie “carismatiche”, ma perfino di quelle tradizionaliste o fondamentaliste che hanno rifiutato il “rinnovamento carismatico”. Molti tradizionalisti Romano-Cattolici credono nell’avvento di una chiliastica “Età di Maria” prima della fine del mondo; e questa è solo una variante del più diffuso errore della Chiesa di Roma, che consiste nel voler “santificare il mondo”, o, come si è espresso l’Arcivescovo Thomas Connolly di Seattle, “trasformare il mondo moderno nel Regno di Dio, per preparare il Suo ritorno”. Evangelisti protestanti come Billy Graham, nella loro erronea interpretazione privata dell’Apocalisse, aspettano il “millennio”, in cui “Cristo” regnerà sulla terra. Altri evangelisti, in Israele, trovano che la loro interpretazione millenaristica del “Messia” è proprio ciò che ci vuole per “preparare” gli Ebrei al suo avvento [17]. E l’arci-fondamentalista Carl McIntire si prepara a costruire una replica a grandezza naturale del Tempio di Gerusalemme in Florida (vicino a Disneyworld!), nella convinzione che si stia avvicinando il tempo in cui gli Ebrei costruiranno il “Tempio nel quale il Signore stesso tornerà, come ha promesso (Christian Beacon , Nov. 11, 1971; Genn. 6, 1972).

Così, anche gli anti-ecumenisti ritengono possibile unirsi agli Ebrei, per nulla pentiti, nel salutare il falso messia – l’anticristo –, in contrasto col resto fedele di Ebrei che accetteranno Gesù come lo annunzia la Chiesa Ortodossa, allorché il Profeta Elia tornerà sulla terra.

Non è dunque molto consolante, per un sobrio Cristiano Ortodosso che conosce le profezie scritturali riguardanti gli ultimi giorni, sentirsi dire da un ministro protestante “carismatico” che “Gesù può fare cose gloriose quando ci apriamo a Lui. Non fa dunque meraviglia che gente di tutte le fedi possano adesso pregare insieme” (Harold Bredesen, in Logos Journal , Genn.-Feb. 1972, p. 24); o da un pentecostale cattolico che i membri di tutte le denominazioni “cominciano adesso a superare le mura di separazione, per riconoscere l’uno nell’altro l’immagine di Gesù Cristo” (Kevin Ranaghan in Logos Journal , Nov.-Dic. 1971, p. 21). Quale “Cristo” è questo, per il cui avvento si sta preparando in tutto il mondo un programma accelerato di preparazione psicologica, e perfino fisica? E’ il nostro vero Dio e Salvatore Gesù Cristo, che fondò la Chiesa in cui l’uomo può trovare salvezza? O è il falso Cristo che verrà nel suo proprio nome (Giov 5:43), e unirà tutti coloro che rifiutano o pervertono l’insegnamento dell’unica Chiesa di Cristo, la Chiesa Ortodossa?

Il nostro stesso Salvatore ci ha ammoniti: "Allora se qualcuno vi dirà: Ecco, il Cristo è qui, o: E’ là, non ci credete. Sorgeranno infatti falsi cristi e falsi profeti e faranno grandi portenti e miracoli, così da indurre in errore, se possibile, anche gli eletti. Ecco, io ve l’ho predetto. Se dunque vi diranno: ecco, è nel deserto, non ci andate; o: E’ in casa, non ci credete. Come la folgore viene da oriente e brilla fino a occidente, così sarà la venuta del Figlio dell’uomo” (Matt 24:23-27).

Il Secondo Avvento di Cristo sarà inequivocabile: sarà improvviso, dal cielo (Atti 1:11), e segnerà la fine di questo mondo. Non può esservi alcuna “preparazione” per questo evento, salvo la preparazione cristiana ortodossa fatta di pentimento, vita spirituale e vigile custodia di sé. Coloro che si “preparano” in un altro modo, che dicono che Gesù è da qualche parte “qui” – soprattutto “qui”, nel Tempio di Gerusalemme” – o che predicano che “Gesù verrà presto”, senza fare parola dal grande inganno che deve precedere la Sua venuta: costoro sono tutti profeti dell’anticristo, il falso Cristo che deve venire ad ingannare il mondo, compresi quei “Cristiani” che non sono, o non diventeranno, veri Ortodossi. Non vi sarà alcun “millennio” futuro. Per coloro che possono riceverlo, il “millennio” dell’Apocalisse (Apoc 20:6) è adesso: è la vita e la grazia nella Chiesa Ortodossa, per l’intero periodo di “mille anni” fra il Primo Avvento di Cristo e il tempo dell’anticristo [18]. I Protestanti aspettano il “millennio” nel futuro perché non lo vivono nel presente: essi sono infatti fuori della Chiesa di Cristo, e non hanno gustato la grazia divina.


L’Ortodossia deve unirsi all’Apostasia?

E’ BEN VERO, ad essere sinceri, che un risveglio ortodosso sarebbe assai desiderabile ai giorni nostri, in cui molti Cristiani Ortodossi hanno perduto il sale della vera Cristianità, e una sincera e fervente vita Cristiana Ortodossa è rara da vedersi. La vita moderna è diventata troppo confortevole; la vita mondana è troppo attraente; per troppi, l’Ortodossia è diventata semplicemente una questione di essere membri di una congregazione ecclesiastica, o di eseguire correttamente riti e pratiche esteriori. Ci sarebbe bisogno di un vero risveglio ortodosso; ma ciò non ha nulla a che vedere, ovviamente, con gli Ortodossi “carismatici”. Proprio come gli altri attivisti “carismatici” che operano fra i Protestanti e i Romano-Cattolici, essi sono del tutto in sintonia con lo spirito dei tempi; non sono più in contatto con le fonti della tradizione spirituale Ortodossa, preferendo ad essa le moderne tecniche “alla moda” del revivalismo protestante. Essi sono una cosa sola con la corrente principale della “Cristianità” apostata di oggi: il movimento ecumenico.

Nel passato ci sono stati veri “risvegli” ortodossi: basti pensare a S.Cosma di Etolia, che andava da villaggio a villaggio nella Grecia del XVIII secolo e ispirava al popolo il ritorno alla vera fede cristiana degli avi; o S.Giovanni di Kronstadt, nel nostro stesso secolo, che recava l’antico messaggio della vita spirituale ortodossa alle masse urbane di Pietroburgo. Vi sono stati inoltre i maestri monastici, veramente “pieni di Spirito”, che hanno lasciato i loro insegnamenti ai monaci ed ai laici: si pensi, ad es., a S.Simeone il Nuovo Teologo (X secolo), ed al russo S.Serafino di Sarov nel XIX. S.Simeone viene maltrattato dai “carismatici” ortodossi (è ovvio, parlava di uno Spirito ben diverso dal loro!); e S.Serafino è invariabilmente citato a sproposito, minimizzando la sua enfasi sulla necessità di appartenere alla Chiesa Ortodossa per avere una vera vita spirituale. Nella “Conversazione” di S.Serafino col laico Motovilov sull’ “acquisizione dello Spirito Santo” (che i “carismatici” ortodossi citano senza le frasi che sottolineeremo), questo grande Santo ci dice: “La grazia dello Spirito Santo che fu concessa a tutti noi, i fedeli di Cristo, nel Sacramento del Santo Battesimo, riceve il sigillo del Sacramento della Crismazione sulle parti principali del corpo, come stabilito dalla Santa Chiesa, eterna depositaria di questa grazia”. E ancora: “Il Signore ascolta sia i monaci che i semplici laici cristiani, a patto che siano entrambi ortodossi.”

In contrasto con la vera vita spirituale Ortodossa, il “rinnovamento carismatico” è solo l’aspetto esperienziale della moda “ecumenica” dominante – un Cristianesimo contraffatto che tradisce Cristo e la Sua Chiesa. Nessun Ortodosso “carismatico” potrebbe obiettare alcunché all’ “Unione” ventura con quei Protestanti e Romano-Cattolici con i quali, come afferma il ritornello “carismatico” interdenominazionale, essi sono già “uno nello Spirito, uno nel Signore”, e che li hanno guidati e ispirati nella loro esperienza “carismatica”. Lo “spirito” che ha ispirato il “rinnovamento carismatico” è lo spirito dell’anticristo, o, più precisamente, quegli “spiriti diabolici” degli ultimi tempi, i cui “miracoli” preparano il mondo alla venuta del falso messia.


"Figlioli, è l’ultima ora" (1 Giov 2:18)

Fuori della genuina Ortodossia, l’oscurità cresce. A giudicare dalle ultime notizie “religiose”, il “rinnovamento carismatico” potrebbe essere solo il timido inizio di un’intera “epoca di miracoli”. Molti Protestanti che hanno compreso la frode del “rinnovamento carismatico” ora accettano come “genuino” lo spettacolare revival in Indonesia dove – ci hanno detto – accadono realmente “le stesse cose che si leggono negli Atti degli Apostoli”. Nel giro di tre anni, 200.000 pagani sono stati convertiti al Protestantesimo fra “miracoli” continui: nessuno muove un dito senza che venga impartito il comando da “voci” ed “angeli”, che appaiono costantemente, citando di solito la Scrittura con tanto di capitolo e versetto; l’acqua viene trasformata in vino ogni volta che viene apprestato il servizio di comunione dei Protestanti; mani appaiono dal nulla per distribuire cibo agli affamati; un’intera banda di demoni è stata vista abbandonare un villaggio pagano perché qualcuno “più potente” (“Gesù”) è venuto al loro posto; alcuni “Cristiani” fanno un "countdown" per un peccatore impenitente, e quando arrivano allo “zero” il peccatore muore; voci provenienti dal nulla insegnano nuovi inni protestanti ai bambini (e ripetono la canzone venti volte, così che i bambini la imparino bene); un “registratore di Dio” registra la canzone eseguita da un coro di bambini, e la ripete nell’aria per gli attoniti fanciulli; scende fuoco dal cielo per consumare le immagini religiose cattoliche (“il Signore”, in Indonesia, è davvero anti-cattolico...); 30.000 malati vengono guariti; il “Cristo” appare nel cielo e “cade” sulla gente per guarirla; alcune persone sono miracolosamente trasportate da un luogo all’altro, e camminano sull’acqua; luci accompagnano i fedeli evangelisti e li guidano nella notte, e nubi li seguono e offrono loro riparo durante il giorno; i morti risuscitano [19].

E’ interessante notare che, in alcune aree del revival indonesiano, il fenomeno della glossolalia è totalmente assente, ed è addirittura proibito (benché sia presente in diversi luoghi); e l’elemento medianico sembra talvolta sostituito da un intervento diretto degli spiriti caduti. Può darsi che questo nuovo revival, più potente del Pentecostalismo, costituisca uno stadio più sviluppato dello stesso “fenomeno” spirituale (proprio come lo stesso Pentecostalismo è più “evoluto” dello spiritismo), ed annunzi l’imminente venuta del giorno terribile in cui, come affermano anche le “voci” e gli “angeli” indonesiani, “il Signore” verrà – poiché sappiamo che l’anticristo proverà al mondo di essere “Cristo” proprio con “miracoli” siffatti.

In un’epoca di universale oscurità e illusione, in cui per la maggior parte dei “Cristiani” il Cristo è proprio ciò che l’insegnamento della Chiesa Ortodossa intende per anticristo, solo la Chiesa possiede e comunica la grazia di Dio. Questo è un tesoro inestimabile, la cui stessa esistenza non è neppure sospettata da gran parte del mondo “cristiano”. Quest’ultimo, infatti, si allea con le forze delle tenebre per sedurre i fedeli della Chiesa di Cristo, confidando ciecamente nel fatto che il “nome di Gesù” li salverà anche nella loro apostasia e blasfemia, immemori del terribile monito del Signore: “Molti mi diranno in quel giorno: Signore, Signore, non abbiamo noi profetato nel tuo nome e cacciato demòni nel tuo nome e compiuto molti miracoli nel tuo nome? Io però dichiarerò loro: Non vi ho mai conosciuti; allontanatevi da me, voi operatori di iniquità." (Matt. 7:22-23).

S.Paolo prosegue così il suo monito circa la venuta dell’anticristo: "Perciò, fratelli, state saldi e mantenete le tradizioni che avete apprese così dalla nostra parola come dalla nostra lettera." (2 Tess 2:15). " In realtà, però, non ce n'è un altro; solo che vi sono alcuni che vi turbano e vogliono sovvertire il vangelo di Cristo. Orbene, se anche noi stessi o un angelo dal cielo vi predicasse un vangelo diverso da quello che vi abbiamo predicato, sia anàtema! L'abbiamo già detto e ora lo ripeto: se qualcuno vi predica un vangelo diverso da quello che avete ricevuto, sia anàtema!" (Gal 1:7-9).

La risposta ortodossa ad ogni nuovo revival, ed anche al terribile revival finale dell’anticristo, è il Vangelo di Cristo, che solo la Chiesa Ortodossa ha mantenuto immutato, in una linea di trasmissione ininterrotta da Cristo e i Suoi Apostoli, e la grazia del Santo Spirito, che solo la Chiesa Ortodossa può comunicare, ma solo ai suoi figli fedeli, che nella Crismazione hanno ricevuto, e conservato, il vero sigillo dello Spirito Santo. Amen.

La religione del futuro

E’ INDICATIVO dello stato spirituale dell’umanità contemporanea che le esperienze “carismatiche” e “meditative” stiano prendendo piede anche fra i “Cristiani”. In tali ambienti “cristiani” è indubbiamente all’opera un’influenza da parte delle religioni orientali; ma questa è solo la conseguenza di un evento più fondamentale: la perdita di senso e di “sapore” da parte della Cristianità, per cui qualcosa di così estraneo al Cristianesimo come la “meditazione” orientale ha trovato via libera per impossessarsi delle anime “cristiane”.

La vita di egocentrismo e auto-gratificazione condotta dalla maggior parte dei “cristiani” di oggi è così onnipervadente da impedire loro di comprendere, in alcun modo, cosa sia la vita spirituale; e quando essi cercano di intraprendere una “vita spirituale”, è solo un’ennesima forma di auto-gratificazione. Ciò risulta chiaramente dall’ideale religioso, totalmente falso, del movimento “carismatico”, ma anche delle varie forme di “meditazione cristiana”: tutte queste correnti promettono (e concedono molto rapidamente) un’esperienza di “contentamento” e di “pace”. Ma questo non è affatto l’ideale cristiano, che – al contrario – può essere descritto piuttosto come una furiosa battaglia, una lotta. Il “contentamento” e la “pace” di cui si parla in questi movimenti “spirituali” contemporanei sono con ogni evidenza il risultato di un inganno e di un’auto-gratificazione spirituale – che è la morte assoluta di una vera vita spirituale, orientata verso Dio. Tutte queste forme di “meditazione cristiana” operano solo ad un livello psichico, e non hanno niente in comune con la spiritualità cristiana. Quest’ultima si attua nell’ardua battaglia per conquistare l’eterno Regno dei Cieli, che inizierà pienamente solo con la dissoluzione di questo mondo temporale; e il vero “lottatore” cristiano non trova mai riposo, neppure in quelle “anticipazioni” dell’eterna beatitudine che potrebbero essergli concesse in questa vita. Ma le religioni orientali, cui non è stato rivelato il Regno dei Cieli, si sforzano solo di acquisire stati psichici che iniziano e terminano in questa esistenza.

Nella nostra epoca di apostasia, che precede la manifestazione dell’anticristo, il diavolo è stato slegato per qualche tempo (Apoc 20:7) per operare quei falsi miracoli che gli erano negati durante i “mille anni” di Grazia nella Chiesa di Cristo (Apoc 20), e per radunare la sua infernale messe di anime che “non hanno ricevuto l’amore della verità” (2 Tess 2:10). Possiamo affermare che il tempo dell’anticristo è davvero vicino per il fatto stesso che questa messe satanica adesso non viene raccolta solo fra i pagani, che non hanno sentito parlare del Cristo, ma in misura ancora maggiore fra i “cristiani”, che hanno perduto il sapore della Cristianità. E’ nella natura dell’anticristo presentare il regno del diavolo come se fosse quello di Cristo. Il movimento “carismatico” dei nostri giorni e la “meditazione cristiana”, con la “nuova coscienza religiosa” di cui essi fanno parte, sono antesignani della religione del futuro, la religione dell’umanità ultima, la religione dell’anticristo; e la loro principale funzione “spirituale” è quella di rendere accessibile ai Cristiani l’iniziazione demoniaca finora riservata al mondo pagano. Bisogna comunque tenere presente che, spesso, questi “esperimenti religiosi” sono solo dei rozzi tentativi, e in essi vi è almeno altrettanta auto-illusione psichica che genuina iniziazione demoniaca; e che - ovviamente - non tutti coloro che hanno “meditato” con successo, o pensano di aver ricevuto il “Battesimo dello Spirito”, hanno realmente ricevuto l’iniziazione del regno di satana. Ma è altrettanto vero che è proprio questo lo scopo ultimo di tali “esperimenti”; e non vi è dubbio che le tecniche di iniziazione diverranno sempre più efficaci man mano che l’umanità si preparerà ad esse, con gli atteggiamenti di passività e di apertura alle nuove “esperienze religiose” inculcati da questi movimenti.

Cos’è che ha condotto l’umanità – e la “Cristianità” – a questa condizione disperata? Sicuramente non un esplicito culto del demonio, da sempre limitato a una ristretta cerchia di persone. Si tratta, piuttosto, di qualcosa di molto più sottile, qualcosa che un vero Cristiano Ortodosso considera con sincero timore: la perdita della grazia di Dio, che deriva dalla perdita di “sapore” del Cristianesimo.

I Romano-Cattolici e i Protestanti non hanno pienamente gustato la grazia di Dio; e non sorprende, dunque, che essi siano incapaci di discernere le sue falsificazioni demoniache. Ma, ahimé! Il successo di questa pseudo-spiritualità fra i Cristiani Ortodossi rivela che anch’essi hanno perduto il sapore del Cristianesimo, e non riescono più a distinguere fra quello vero e quello contraffatto. Troppo a lungo gli Ortodossi hanno dato per scontato il prezioso tesoro della loro Fede, trascurando di mettere in pratica l’oro puro dei suoi insegnamenti. Quanti Cristiani Ortodossi conoscono l’esistenza dei testi di base della vita spirituale, che insegnano precisamente come distinguere tra spiritualità falsa e genuina; testi in cui si leggono la vita e gli ammaestramenti di santi uomini e donne, che hanno ottenuto in questa vita un’abbondante misura della grazia di Dio? Quanti hanno fatto propri gli insegnamenti della Storia Lausiaca, della Scala di S.Giovanni Climaco, delle Omelie di S.Macario, delle Vite dei Padri teofori del deserto, la Battaglia invisibile, La mia vita in Cristo di S.Giovanni di Kronstadt?

Nella Vita del grande Padre del deserto egiziano, S.Paissio il Grande (19 giugno) si trova un esempio impressionante di come sia facile perdere la grazia di Dio. Una volta uno dei discepoli del Santo stava andando in una città egiziana per vendere il suo lavoro. Sulla via incontrò un Ebreo che, vedendo la sua semplicità, prese ad ingannarlo dicendo: “Amico mio, perché mai credi in un semplice Uomo crocefisso, che non era affatto il Messia atteso? Non è lui, deve venirne un’altro!” Il discepolo, debole di mente e semplice di cuore, dette ascolto a queste parole e osò dire: “Forse ciò che dici è vero”. Quando fu di ritorno nel deserto, S.Paissio gli voltò le spalle e non gli rivolse più la parola. Dopo molte insistenze da parte del discepolo, il Santo gli disse: “Chi sei? Io non ti conosco. Il mio discepolo era un Cristiano, e aveva in sé la grazia del Battesimo; ma tu non sei tale. Se sei veramente il mio discepolo, allora ciò significa che la grazia del Battesimo ti ha abbandonato, e l’immagine del Cristiano in te è stata cancellata”. Il discepolo, in lacrime, raccontò la sua conversazione con l’Ebreo; a cui il Santo replicò: “O disgraziato! Cosa può esservi di più orribile di queste parole, con le quali hai rinunciato a Cristo e al Suo divino Battesimo? Va’, piangi pure quanto vuoi, perché non hai più niente a che fare con me; il tuo nome è scritto fra quelli di coloro che hanno rinunciato a Cristo, e insieme a loro riceverai il giudizio e i tormenti”. Nell’udire questo giudizio, il discepolo fu pieno di pentimento; e il Santo si chiuse nella sua cella, e pregò il Signore di perdonarlo per il suo peccato. Il Signore udì la preghiera del Santo, e gli mandò un segno per comunicargli di aver accordato il Suo perdono. Il Santo allora avvertì il discepolo: “Figlio mio, glorifica e ringrazia Cristo Dio con me, perché lo spirito impuro e blasfemo ti ha lasciato, ed al suo posto è disceso su di te lo Spirito Santo, restituendoti la grazia del Battesimo. D’ora in avanti sorveglia te stesso, altrimenti, a causa della tua pigrizia e della tua incuria, il nemico ti prenderà ancora nelle sue reti; cosicché, peccando, ti meriterai il fuoco della gehenna.”

E’ significativo che i movimenti del “rinnovamento carismatico” e della “meditazione cristiana” abbiano preso piede proprio fra i “Cristiani ecumenici”. Secondo la dottrina peculiare dell’eresia ecumenica, la Chiesa Ortodossa non è l’unica vera Chiesa di Cristo; la grazia di Dio è presente anche in altre denominazioni “cristiane”, e perfino in religioni non-cristiane; la “via stretta” della salvezza, indicata dagli insegnamenti dei Santi Padri della Chiesa Ortodossa, è solo “una fra le tante”; e i dettagli della propria fede in Cristo hanno poca importanza, così come è poco importante la propria appartenenza a questa o a quella Chiesa. Non tutti gli Ortodossi coinvolti nel movimento ecumenico credono in tutte queste cose (benché i Protestanti e i Romano-Cattolici ne siano sicuramente convinti); ma la loro stessa partecipazione al movimento, che implica invariabilmente momenti di preghiera comune con coloro che sostengono dottrine erronee riguardo a Cristo e alla Sua Chiesa, è come una confessione rivolta agli eretici che li osservano: “Forse ciò che dite è vero”, proprio come lo sciagurato discepolo di S.Paissio. Basta questo per far perdere la grazia di Dio a un Cristiano Ortodosso; e quanta fatica, poi, per ottenerla di nuovo!

Quanto è necessario, allora, che i Cristiani Ortodossi procedano nel timore di Dio, temendo di perdere la Sua grazia, che non è concessa a chiunque, ma solo a coloro che sostengono la vera Fede, conducano una vita di “combattimento” cristiano, e facciano tesoro della grazia di Dio che li condurrà in Cielo! E quanto più cauti devono essere al giorno d’oggi i Cristiani Ortodossi, circondati come sono da una Cristianità contraffatta che propone le sue esperienze di “grazia” e di “Spirito Santo”, e cita abbondantemente le Scritture e i Santi Padri per “provarlo”! E’ certo che si avvicinano ormai gli ultimi tempi, allorché verrà un inganno spirituale così persuasivo da “indurre in errore, se possibile, anche gli eletti” (Matt 24:24).

Cristiani Ortodossi! Tenetevi stretti alla grazia che possedete; non lasciatela diventare un’abitudine; non misuratela con metri umani, né aspettatevi che essa sia logica o comprensibile a coloro che non comprendono niente di più elevato delle faccende umane, o che pensano di ottenere la grazia dello Spirito Santo in qualche altro modo rispetto a quello offertoci dalla Chiesa di Cristo. Per la sua stessa natura, la vera Ortodossia deve sembrare del tutto fuori posto in questi tempi demoniaci: una minoranza sempre più esigua di persone disprezzate e “folli”, in mezzo ad un revival religioso ispirato da ben altro tipo di spirito. Ma traete conforto dalle parole certe di nostro Signore Gesù Cristo: “Non temere, piccolo gregge, perché al Padre vostro è piaciuto di darvi il suo regno." (Luca 122).

Che tutti i veri Cristiani Ortodossi si fortifichino per la battaglia futura, non dimenticando mai che in Cristo la vittoria è già nostra. Cristo ha promesso che le porte dell’inferno non prevarranno contro la Sua Chiesa (Matt 24:22). E, in verità, “Se Dio è per noi, chi sarà contro di noi?" (Rom 81). Anche in mezzo alle più crudeli tentazioni, ci viene comandato: “abbiate fiducia; io ho vinto il mondo!” (Giov 163). Viviamo, come hanno vissuto i Cristiani di tutte le epoche, nell’attesa della fine di tutte le cose e della venuta del nostro Salvatore. Perché " Colui che attesta queste cose dice: «Sì, verrò presto!». Amen. Vieni, Signore Gesù." (Apoc 22:20).
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Questo articolo è stato ristampato dalla St. Herman of Alaska Brotherhood di Platina, California.


Fonti citate nel testo:
· Burdick, Donald W. Tongues- To Speak or not to Speak. Moody Press, 1969.
· Christenson, Larry. Speaking in Tongues. Dimension Books, Minneapolis, 1968.
· Du Plessis, David J. The Spirit Bade Me Go. Logos International, Plainfield, New Jersey, 1970.
· Ford, J. Massingherd. The Pentecostal Experience. Paulist Press, N. Y., 1970.
· Gelpi, Donald L., S. J. Pentecostalism, A Theological Viewpoint. Paulist Press, N. Y., 1971.
· Harper, Michael. Life in the Holy Spirit. Logos Books, Plainfield, N. J., 1966.
· Koch, Kurt. The Strife of Tongues. Kregel Publications, Grand Rapids, 1969.
· Lilli, D. G. Tongues under Fire. Fountain Trust, London, 1966.
· Ortega, Ruben, compiler. The Jesus People Speak Out. David C. Cook Publishing Co., Elgin, III., 1972
· Ranaghan, Kevin; Ranaghan, Dorothy. Catholic Pentecostals. Paulist Press, 1969.
· Sherrill, John L. They Speak with Other Tongues. Spire Books, Old Tappan, N. J., 1965
· Williams, J. Rodman. The Era of the Spirit. Logos International, 1971.

NOTE:

1.Pat King. in Logos Journal, Sept.-Oct., 1971, p. 50. Questa “rivista carismatica internazionale” non va confusa con Logos di Fr. E. Stephanou.

2.La maggior parte dei libri verranno citati solo per autore e numero di pagina. Una bibliografia completa verrà segnalata alla fine.

3.Vescovo Teofane il Recluso, Cos’è la vita spirituale, Jordanville, New York, 1962, pp 247-8 (in Russo); ed, inglese, St. Herman of Alaska Brotherhood, Platina, Calif., 1995, p. 282. Fr. Eusebio Stephanou (Logos, Genn. 1972, p. 13) cerca di giustificare l’odierna “ricezione dello Spirito Santo” fuori della Chiesa citando il Centurione Cornelio (Atti 10), che ricevette lo Spirito Santo prima del Battesimo. Ma la differenza fra i due casi è cruciale: la ricezione dello Spirito Santo da parte di Cornelio e della sua famiglia fu un segno che essi avrebbero dovuto unirsi alla Chiesa tramite il Battesimo, mentre i Pentecostali contemporanei, con la loro esperienza, sono solo confermati nella loro illusione che non vi è alcuna Chiesa di Cristo che garantisce la salvezza.

4.Cfr. Burdick, pp. 66-67.

5.V. P. ByLov, Tikhie Priyuty, Moscow 1913. pp. I 168-170.

6.Cfr. Kurt Koch, Occult Bondage and Deliverance, Kregel Publications, Grand Rapids, Michigan, 1970, pp. l68-170.

7.Kurt Koch, Between Christ and Satan, Kregel Publications, 1962, p. 124. Questo libro, e Occult Bondage del Dr. Koch, offrono una notevole conferma, basata sull’esperienza del XX secolo, di qualsiasi manifestazione di medianità, magia, stregoneria, etc. nelle Sacre Scritture e nelle Vite Ortodosse dei Santi – fenomeni la cui fonte è, naturalmente, il diavolo. Vi sono solo pochi punti su cui il lettore Ortodosso dovrà correggere le interpretazioni dell’autore.

8.Simon A. Blackmore S. J, Spiritism Facts and Frauds, Benziger Bros., New York, 1924: cap. IV, "Mediums," pp. 89-1 05 passim.

9.Su Oral Roberts cfr. Kurt Koch, Occult Bondage, pp. 52-55.

10.Ronald A. Knox, Enthusiasm, A Chapter in the History of Religion, Oxford (Galaxy Book), 196l, pp. 550-551.

11.Cfr. The Orthodox Word, 1965, n. 4, pp. 155-158.

12.Conferenza XV:2, in Owen Chadwick, Western Asceticism, Philadelphia, Westminster Press, 1958, p. 258.

13.Wilson Van Dusen, The Presence of Other Worlds, Harper and Row, New York, 1974, pp. 120-125.

14.Cfr. I. H. Lewis, Ecstatic Religion, An Anthropological Study of Spirit Possession and Shamanism, Penguin Books, Baltimore, 1971, pp. 45, 88. 156 etc., e illustrazione 9.

15.Starets Macarius of Optina, Harbin, 1940, p. 100 (in russo). (cfr. Elder Macarius of Optina, St. Herman of Alaska Brotherhood, Platina, Calif., 1995, p. 326)

16.Cfr. Blackmore, Spiritism, pp. 144-175, in cui è riportato l’esempio di un prete cattolico fisicamente perseguitato da una tavoletta ouija (spinta, ovviamente, da un demone) quando provò a smettere di usarla!

17.Cfr. ad es. Gordon Lindsay, Israel's Destiny and the Coming Deliverer, Christ for the Nations Pub. Co., Dallas, Texas, pp. 28-30.

18.Questo è l’insegnamento Ortodosso di S.Basilio il Grande, Gregorio il Teologo, Andrea di Cesarea, e molti altri Padri. Cfr. Archbishop Averky, Guide to the Study of the New Testament. Part II (in russo), Jordanville, New York, 1956, pp. 434-438. (cfr. The Apocalypse: In theTeaching of Ancient Christianity, St. Herman of Alaska Brotherhood, Platina, Calif., 1995, pp. 253-4

19.Cfr. Kurt Koch, The Revival in Indonesia, Kregel Publications, 1970; e Mel Tari, Like a Mighty Wind. Creation House, Carol Stream, Illinois, 1971.