A PRIMAVERA VIENE IL BELLO
(ROMANZO BREVE FANTAPOLITICO, MA NON TANTO)
CAPITOLO 1
CHE COSA C'E' DIETRO?
Che cosa c'è dietro ?
Il momento per capirlo potrà forse essere quello dell' esito dello scontro in atto a Milano nei processi Sme, lodo-Mondadori, caso Sir se prevarranno- come non è improbabile- le tesi del Pool "Mani Pulite" contro quelle del ministro della Giustizia, il leghista Roberto Castelli, e della difesa di Berlusconi, Previti & soci.
La condanna di Berlusconi per corruzione di magistrati- o la condanna per lo stesso reato dei suoi collaboratori e avvocati- non riguarda infatti (che già sarebbe gravissimo) soltanto il premier italiano, ma un membro con voto deliberante, anzi nella maggior parte dei casi con diritto di veto, del Consiglio Europeo, dell' Unione Europea e del Consiglio Atlantico della Nato! Che cosa potrebbe succedere a quel punto?
Ecco le ipotesi:
1) Berlusconi decide di resistere, invocando la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva, invocando cioè i principi della giustizia ordinaria contro i principi della giustizia politica. C'è un dubbio: se il Cavaliere e Forza Italia decidessero di resistere, vi è la certezza che An e il Biancofiore di Casini e Buttiglione, anche per l'accorta opera di persuasione che verso di loro svolgerebbero lo staff del Quirinale, li sosterrebbero?
2) Berlusconi intraprende la via della sortita ardita, e cioè le sue dimissioni volontarie, cui far seguire la costituzione di un "Gabinetto di lotta" sorretto dalla stessa CdL e presieduto da un esponente di FI (ad esempio Frattini o Tremonti).
3) Nella variegata CdL si penserà alla dimissioni del Cavaliere per regolare definitivamente il caso Berlusconi e la sua leadership troppo carismatica, proponendo la formazione di un "Governo di pacificazione nazionale", presieduto ad esempio da Casini.
4) Vi è poi sempre un' altra possibilità: che sia il Capo dello Stato, appellandosi agli interessi supremi della Nazione e al prestigio della Patria nelle sedi internazionali, a pretendere con appello pubblico le dimissioni di Berlusconi, invito al quale non si vede come Berlusconi potrebbe sottrarsi, a meno di non approfondire ulteriormente la gravissima crisi istituzionale.
5) E a ciò potrebbe seguire anche la creazione di un Governo di emergenza, una specie di Dini-bis, ma in un clima di stato d'assedio politico, che porti il Paese ad elezioni anticipate in cui con Ruggiero o Amato o un Romano Prodi che ritorna dall' Europa per "difendere l' Europa" vi sarebbe la vittoria certa dell' Ulivo e la rotta di Forza Italia.
Questi i possibili scenari della lotta di Palazzo, mentre si approntano i provvedimenti su pensioni, scuola, licenziamenti
Il futuro non è poi così nero, nel senso che si può ricoagulare la stessa coalizione che provocò la caduta del primo ministero Berlusconi. I confederali, i Cobas, PRC e perfino l' Ulivo stanno per organizzare la prossima mobilitazione generale per protestare contro la politica del lavoro, della previdenza, dell' istruzione di Berlusconi e compagnia. Hanno tutte le ragioni per farlo. La tenaglia attorno al Cavaliere si va stringendo.
CAPITOLO 2
BURRASCA, TORNADO, URAGANO
Il "Tornado Giustizia" è costituito dalla micidiale scarica: processo Sme, lodo - Mondadori, caso SIR.
E saranno questi i momenti decisivi per capire se Berlusconi cadrà prima del 2006 o se è destinato a inaugurare un nuovo ventennio.
Solo uno studente torinese di diritto processuale penale che si è preso un sbronza scolandosi due bottiglie di Barolo non capisce che solo un bookmaker in preda a una sonora sbronza di whisky potrebbe scommettere sull' assoluzione giuridica e morale di Berlusconi o dei suoi collaboratori e sodali in tutti e tre i procedimenti a meno di "1000 a 1".
Vediamo di approfondire. Prendiamo ad esempio la vicenda Sme, il processo in corso. In un primo momento pareva che Berlusconi venisse scagionato per estraneità. Invece i magistrati sono riusciti a tenerlo dentro. Noi ovviamente non sappiamo come andrà a finire la storia giudiziaria. Noi comuni mortali (e per giunta comunisti). Ma l'Avvocato Agnelli sì che lo sapeva, lo sapeva perfettamente. Lui, nonostante tutto, aveva naso. E aveva intuito che Berlusconi rischia la condanna, almeno in primo grado, per corruzione di giudici. O se non lui, i suoi più stretti collaboratori. Corruzione di giudici, mica furto di galline. Certo tutta la vicenda è un po' strana… Berlusconi avrebbe pagato i giudici per fregare l' eterno rivale De Benedetti sì, ma per favorire molto di più un altro rivale (nella fattispecie Prodi)…Ma è un particolare secondario, lasciamo stare. Insomma, Silvio Berlusconi sarà condannato entro la primavera per il reato moralmente e istituzionalmente infamante di corruzione di giudice con l'aggravante dell'interesse economico privato. O se non lui i suoi più stretti collaboratori, ma anche in quel caso lui non poteva non sapere. Che cosa accadrà allora?
La lotta di classe, iniziata nelle aule dei tribunali, proseguirà nelle piazze, con i sindacati confederali, Cobas, Ulivo e Prc (insieme per una volta con tutte le altre tribù comuniste) che ritrovano temporaneamente una convergenza tattica per cacciare il governo dell'abolizione dell' art. 18, della distruzione della previdenza e dell'istruzione statali. Contemporaneamente l'offensiva dei Governi dell' Unione Europea sarà durissima e avrà solide motivazioni etico-giuridiche.
Dini, il rospo, segnò la strada e la strada sarà ripercorsa, tale e quale.
L'unica possibile strategia di difesa della CdL sembra essere quella di spiazzare i nemici attraverso le dimissioni immediate e drammatiche di Silvio Berlusconi. Dopo di che, ecco la nomina di un "Governo di Lotta" con a capo Gianni Letta (il "Governo di Letta e di Lotta"), Tremonti, e l' ex-presidente della commissione parlamentare sui Servizi Segreti ora ministro degli Esteri Frattini.
Questo "Governo di Letta e di Lotta", dichiarando politicamente, anche se non istituzionalmente, lo stato di emergenza nazionale, tenterebbe di "riformare" la Costituzione, sia nella parte che riguarda l'esecutivo, sia in quella che tocca l'ordine giudiziario ed in particolare il Csm, a colpi di maggioranza. Insomma, la Destra neoliberista (Casa delle Libertà) non esiterebbe a rispondere con un golpe istituzionale (lo stravolgimento della Costituzione a colpi di maggioranza).
Lo scenario che si prospetta è dunque quanto mai interessante per i comunisti e favorevole ad una loro efficace iniziativa. Essi potrebbero incunearsi nelle lotte fratricide fra gruppi neoliberisti e capitalisti rivali per trarre notevoli vantaggi dalla situazione. A meno che… A meno che non abbia ragione Romiti il quale afferma: "Berlusconi, a parte il caso della Fiat, ha il sostegno di tutto il resto del capitalismo italiano. E non cadrà".
CAPITOLO 3
MILIONI E MILIONI IN PIAZZA
Insomma compagni, lo vogliamo capire o no che qui si sta preparando una guerra di quelle grosse tra capitalisti italiani? Lo vogliamo capire che noi comunisti (a qualsiasi tribù apparteniamo), l' occasione che si presenta non possiamo lasciarcela sfuggire?
Avevo scritto- citando Romiti- che il governo Cdl non cadrà, soltanto nel caso in cui i capitalisti italiani si compatteranno attorno ad esso. Ma la rottura sempre più profonda tra Berlusconi e gli Agnelli ha dato il via alla scossa che sconvolgerà il Paese. Gli interessi dell'Ulivo, dei sindacati e dei comunisti concordano, in questa fase, con quelli della Fiat che ha rotto con il Cavaliere. Quello che era sembrato il governo più stabile della storia dell' Italia repubblicana sarà travolto nel giro di qualche mese, non solo perché l'incognita di una possibile condanna contro il presidente del Consiglio cambia lo scenario, ma anche perché è svaporato l'accordo che aveva consentito a Berlusconi di prendere il potere avendo dalla sua la totalità del capitalismo italiano: la Confindustria di Antonio D'Amato, il profondo Nordest delle fabbrichette, il profondo Sud clientelare riorganizzato da Dell'Utri-La Loggia-Miccichè, i ras leghisti e le grandi famiglie Agnelli-Pirelli-Tronchetti Provera-Benetton-Romiti. Era rimasto tagliato fuori solo De Benedetti. Ma tutto è cambiato, ora si stanno delineando nuove alleanze in preparazione della nuova guerra che vedrà contrapporsi il fronte degli Agnelli e il fronte del Cavaliere.
Vi ho parlato del giudiziario, poi dell'economico, concludo dicendovi alcune cose sul sociale.
La Fiat, in piena crisi, ha necessità di coprirsi il fianco sindacale per evitare sconquassi nella sua ristrutturazione dall'auto all'energia. Ma i figuri del governo CdL (Maroni, Marzano, Tremonti) non sembrano intenzionati a dare seguito all'esigenza della famiglia Agnelli di operare in un clima di "pace sociale". Dietro tutto questo, c'è la questione dei fondi pensione e dei Tfr dei lavoratori, detenuti dalle imprese, che dovranno ben defluire da qualche parte; qui si apre tutta la partita delle assicurazioni integrative e della previdenza privata "volontaria" e dei gruppi che le gestiranno: Ennio Doris- Ligresti- Caltagirone- Romiti (filoberlusconiani) o Agnelli-Benetton (di nuovo orientati verso il centrosinistra)? Per non parlare poi della lotta nel settore delle telecomunicazioni, dove vuole entrare alla grande anche Romiti per riequilibrare un eventuale ridimensionamento del Cavaliere in seguito al conflitto d'interessi.
Se da un lato il prevalere della linea oltranzista di Boss-Tremonti-D'Amato ha portato alla rottura con gli Agnelli , dall'altro proprio questa svolta ha convinto i sindacati, l'Ulivo con la sua guardia plebea catafratta dei Centri Sociali, che è arrivato il tempo di sferrare il colpo. Uno sciopero generale e mobilitazioni di partito in concomitanza o poco prima della condanna in primo grado di Berlusconi sarebbero la spallata finale al governo. Sfruttando la vasta eco internazionale che ne nascerebbe, l'opposizione salirebbe sul colle e ne chiederebbe con tutte la ragioni le dimissioni. E Ciampi a quel punto sarebbe costretto a intervenire. Lo scenario dunque è già pronto. Sta ai comunisti decidere non tanto che cosa fare (la loro partecipazione al "movimento dei movimenti antiberlusconi" non è neppure da mettere in dubbio), quanto come sfruttare al meglio la situazione di caos che si verrà creando. Il dibattito è aperto.




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