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    Unhappy Islam, Chiesa Perseguitata

    ISLAM, CHIESA PERSEGUITATA
    Breve compendio dei paesi in cui Cristo soffre ancora



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    Missione per la Chiesa perseguitata


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    La Missione per la Chiesa Perseguitata è stata fondata nel 1969 dal pastore romeno Richard Wurmbrand che ha trascorso oltre 14 anni di prigionia e di tortura nelle carceri comuniste del suo paese a motivo della sua fede cristiana .

    La Missione per la Chiesa Perseguitata, rappresentata in oltre 35 paesi, è un’opera interconfessionale associata alla International Christian Association (ICA), e svolge un’attività con scopi unicamente religiosi, umanitari e di beneficienza e si prefigge di raggiungere principalmente il seguente programma:

    1. distribuzione di Bibbie, Vangeli e altra letteratura cristiana, trasmissioni radio e televisive nei Paesi ex comunisti, comunisti e musulmani nelle loro rispettive lingue.
    2. Aiuti materiali ai Cristiani di tutte le denominazioni perseguitati per la loro fede.
    3. Diffusione della Bibbia e altra letteratura cristiana ai comunisti e ai musulmani del mondo libero.
    4. Informazione e sensibilizzazione dell’opinione pubblica in occidente mediante distribuzione di libri, stampati, cassette, video; organizzazione di conferenze; servizio stampa.


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    Afghanistan

    Lo stato islamico dell’Afghanistan ha conosciuto una guerra civile per la supremazia religiosa, vinta dagli estremisti islamici. Sono 88 le etnie di questa terra non ancora raggiunte dall’Evangelo. I non musulmani hanno il divieto di riunirsi e la professione di fede tra i profughi ha spesso portato alla morte.

    Algeria

    La crudele lotta politica tra i fondamentalisti islamici e l’esercito potrebbe portare alla guerra civile. I musulmani algerini hanno amari ricordi dei colonizzatori "cristiani". Le pressioni religiose e sociali in Algeria costringono spesso ragazze Cristiane a sposarsi con i musulmani.

    Arabia Saudita

    Patria della Mecca, l’Arabia Saudita è probabilmente il più fervente stato islamico. Quando l’islam assunse il controllo dell’Arabia Saudita 1.300 anni fa, tutti i Cristiani furono espulsi. La situazione oggi non è migliorata di molto. Persino i Cristiani espatriati non possono riunirsi. Chiunque evangelizzi o guidi alla conversione un musulmano, rischia il carcere, l’espulsione e persino la condanna a morte.

    Azerbaigian

    Il risveglio del sentimento religioso islamico provoca odio e risentimento nei confronti del Cristianesimo. Sebbene l’Azerbaigian ufficialmente garantisca la libertà religiosa per tutti, i nazionalisti sono sempre più islamizzati e anticristiani. Le chiese armene, in gran parte oggetto di atti di vandalismo, sono chiuse e ben pochi armeni rimasti in Azerbaigian si sentirebbero di frequentarle se riaprissero.

    Bangladesh

    Una delle nazioni più povere del mondo, il Bangladesh, soffre di sovrappopolazione, inondazioni e cicloni. Nel 1988 l’islam è divenuto la religione ufficiale dello stato. Spesso gli estremisti islamici impediscono ai Cristiani l’accesso ai pozzi d’acqua pubblici. Gli stessi estremisti hanno anche distrutto parecchi risciò appartenenti a Cristiani, privandoli così della loro unica fonte di reddito.

    Bhutan

    La religione di stato è il buddismo. Culto pubblico, evangelizzazione e proselitismo da parte di qualsiasi altra religione sono illegali. Il buddismo modella la politica e per un buddista è illegale convertirsi al Cristianesimo.

    Brunei

    Le garanzie costituzionali a favore della libertà religiosa hanno sempre meno peso e l’evangelizzazione tra i musulmani è proibita. Il governo limita la pratica religiosa non musulmana negando l’accesso nel paese al clero straniero e proibendo Bibbie e materiale di studio. Nelle scuole viene insegnato esclusivamente l’islam.

    Cina

    Con la sua elevata popolazione la Cina sperimenta più persecuzione di qualsiasi altro paese. Nonostante le molestie, le percosse e gli arresti da parte dei comunisti, i Cristiani non si lasciano intimidire. La nuova politica cinese all’insegna del "colpire duro" ha aumentato le pressioni sulle attività cristiane al di fuori della chiesa ufficiale, il movimento patriottico delle tre autonomie. La confisca di beni della chiesa e di Bibbie continua. Anche le Bibbie stampate ufficialmente e distribuite dal governo vengono confiscate dalla polizia. Eppure la chiesa cresce. Circa 3.000 cinesi vanno a Cristo ogni giorno.

    Cuba

    L’isola di Cuba è uno degli ultimi bastioni del comunismo. Nel 1959 Castro salì al potere minacciando i cubani col motto: "Socialismo o morte!" I Cristiani sono ancora soggetti a molte restrizioni. Il governo ha di recente distrutto numerose chiese e minacciato i fedeli. Alcuni Cristiani sono stati persino messi in carcere. A causa delle severe restrizioni il paese sperimenta una grande carenza di Bibbie.

    Cipro

    La chiesa ortodossa tradizionale esercita una forte pressione sociale sugli evangelici per farli entrare nei suoi ranghi. I pochi missionari che operano tra la maggioranza greca si scontrano con la dura opposizione della chiesa ortodossa. Il nord del paese è quasi completamente musulmano e non vi è permessa alcuna attività cristiana pubblica.

    Egitto

    L’islam è la religione di stato. Recentemente la relativa pace della minoranza cristiana è stata scossa dai fondamentalisti islamici che hanno assassinato Cristiani, politici e turisti nel tentativo di far crollare l’attuale governo. Gli adulti musulmani che si convertono al Cristianesimo hanno il divieto di cambiare ufficialmente il loro status, di modo che i loro figli hanno l’obbligo di prendere parte ad attività islamiche.

    Emirati Arabi Uniti

    La religione di stato è l’islam sunnita. Vi è libertà di culto e di testimonianza solo nelle comunità espatriate. Il lavoro sociale e l’istruzione cristiana sono oggetto di dure restrizioni. L’attività delle organizzazioni cristiane è molto difficile a causa del controllo da parte del governo.

    Grandi Comore

    La testimonianza pubblica è proibita in questo stato islamico. I missionari Cristiani lavorano negli ospedali locali ma non hanno il permesso di parlare della loro fede. Meno dell’un per cento della popolazione conosce Cristo e coloro che si riuniscono pubblicamente sono perseguitati.

    Guinea Equatoriale

    Ci vorranno anni prima che questo paese si riprenda dagli effetti della devastazione economica, delle stragi e dell’esilio di praticamente tutti i cittadini istruiti. Il proselitismo e la registrazione di nuove denominazioni sono vietati. In Guinea Equatoriale ci sono solo 25 pastori e la maggior parte di loro è stata influenzata da scuole di stampo liberale in Camerun.

    Indonesia

    Sebbene il governo islamico garantisca la libertà di scegliere tra islam, induismo, buddismo e Cristianesimo, chi sceglie la religione musulmana gode di un trattamento di favore. Il governo limita l’espansione e l’influenza sulla vita pubblica del Cristianesimo. Recentemente gli estremisti islamici hanno preso di mira molte chiese indonesiane.

    Iran

    La religione di stato è l’islam sciita. Sebbene il governo affermi di garantire i diritti dei Cristiani, ogni deviazione dalla religione di stato può suscitare una dura persecuzione. La stampa viene censurata. L’evangelizzazione tra i musulmani è proibita e nei gruppi cristiani sono presenti spie infiltrate.

    Iraq

    Il potere repressivo del governo è saldamente nelle mani di Saddam Hussein. Le religioni sono accettate nella misura in cui sono leali al regime di Saddam. I Cristiani non possono intraprendere attività missionarie o tenere riunioni al di fuori di determinate regioni.

    Isole Maldive

    Il governo musulmano è impegnato in una maggiore islamizzazione per preservare l’unità nazionale. Tutti i cittadini devono essere musulmani. Non sono permessi i luoghi di culto cristiani e la testimonianza pubblica può essere severamente punita. Come conseguenza di queste restrizioni, la popolazione delle Maldive è una delle meno evangelizzate del pianeta.

    Kuwait

    La religione di stato è l’islam sunnita. I non musulmani sono vittime di discriminazione sociale. Sebbene la guerra del golfo abbia allentato leggermente le rigide leggi religiose, la piena libertà di culto e di evangelizzazione non è stata realizzata.

    Laos

    L’evangelizzazione è severamente proibita ed è illegale introdurre nel paese pubblicazioni straniere. Gira voce che il clero cristiano venga incarcerato per la propria fede. Seminari protestanti e cattolici, chiusi dal governo venti anni fa, sono ancora chiusi.

    Libia

    I Cristiani, appena il tre per cento della popolazione, devono far fronte a violente forze secolarizzanti. Non è permessa alcuna forma di testimonianza cristiana. La comunità cristiana è prevalentemente straniera; c’è solo una manciata di Cristiani indigeni.

    Mauritania

    Solo i musulmani sunniti possono essere cittadini. Il culto di adorazione cristiano è permesso unicamente agli stranieri. Le garanzie costituzionali di libertà religiosa non si estendono ai Cristiani. Quasi tutti i Cristiani sono espatriati.

    Marocco

    Il governo è impegnato a preservare l’islam come religione dell’intera popolazione. I Cristiani sono costretti a evangelizzare solo gli espatriati, perché tentare di convertire un musulmano in Marocco può comportare gravi ripercussioni da parte del governo.

    Myanma (Birmania)

    Il buddismo non è più la religione di stato ma ha ancora una grande influenza negli affari governativi. La dittatura militare controlla ogni attività religiosa.

    Nigeria

    La persecuzione musulmana contro i Cristiani è generalmente ignorata dal governo. L’entrata di missionari Cristiani è soggetta a restrizioni. Nel nord molte chiese sono state distrutte e Cristiani massacrati.

    Oman

    L’islam è la religione di stato. Solo gli espatriati possono professare apertamente il Cristianesimo. La politica del governo ha spinto molti Cristiani a lasciare il paese. Si conosce l’esistenza di un solo gruppo cristiano indigeno, composto di 20 fedeli.


    Pakistan

    Il governo sta tentando di islamizzare la vita pubblica attraverso il sistema legale e la tassazione. L’islamizzazione erode i diritti costituzionali dei Cristiani e di altre minoranze. In Pakistan è in vigore una legge contro la blasfemia che condanna all’ergastolo chiunque insulti il profeta musulmano Maometto.

    Qatar

    La religione ufficiale è la rigida forma wahhabita dell’islam sunnita. L’evangelizzazione dei musulmani è proibita e solo i Cristiani espatriati hanno il permesso di riunirsi. La chiesa anglicana è l’unica ad aver garantito lo status di ufficialità; tutti gli altri credenti devono riunirsi privatamente nelle case. I Cristiani del Qatar hanno sofferto molto per la propria fede.

    Siria

    Le minoranze cristiane sono tollerate, ma il governo le tiene d’occhio per accertarsi che non facciano nulla per minacciare il potere dello stato. Ai missionari non è permesso risiedere nel paese ed evangelizzare i musulmani è un compito molto arduo.

    Somalia

    Finito il regime marxista degli anni settanta, l’islam ha riacquistato importanza nel governo somalo. Si teme che altri gruppi militanti islamici possano prendere il potere. I Cristiani somali hanno affrontato una intensa opposizione e sono costretti a professare la loro fede clandestinamente.

    Sri Lanka

    In questo paese buddista il Cristianesimo è percepito come una imposizione coloniale. Chi non è buddista è soggetto a forti limitazioni per quel che concerne la libera scelta della professione religiosa e l’accesso all’istruzione.

    Sudan

    Il Sudan sta sperimentando una persecuzione anticristiana pari solo a quella contro la chiesa del primo secolo. Dal 1985 circa due milioni di persone sono morte per la guerra, la fame e il genocidio. Interi villaggi vengono distrutti, i bambini vengono venduti come schiavi e i Cristiani sono costretti a fuggire come profughi. Ogni giorno centinaia di Cristiani muoiono per mano degli estremisti islamici.

    Tagikistan

    I Cristiani che speravano nella libertà religiosa dopo la caduta dell’impero sovietico hanno trovato invece un altro tipo di persecuzione. L’islam sta raggiungendo proporzioni da record. I disordini politici nel paese rendono quasi impossibile l’accesso ai missionari.

    Tibet

    La libertà di parola e di stampa del Tibet è molto limitata dall’occupazione del paese da parte della Cina comunista. I Cristiani possono professare la loro fede solo clandestinamente.

    Tunisia

    Questo stato islamico mostra tolleranza nei confronti dei Cristiani stranieri ma non permette a nessuno di evangelizzare. I credenti indigeni sono pochi e isolati, in quanto molti sono emigrati. Meno dell’uno per cento della popolazione si dichiara Cristiano.

    Turchia

    Sebbene la Turchia sia stata storicamente una roccaforte dell’islam, è attualmente uno stato secolare. Tuttavia ci sono severe restrizioni per i non musulmani. Lo stato ostacola duramente il lavoro della chiesa. Dal 1970 sono stati chiusi diversi seminari greci e armeni. Nonostante le garanzie costituzionali di libertà, per i Cristiani in Turchia è difficile portare avanti le attività religiose a causa della forte influenza islamica. Per realizzare una opera di evangelizzazione efficace i Cristiani devono trovare un modo per vincere l’odio che i musulmani nutrono nei confronti dell’Evangelo.

    Uzbekistan

    Questo stato secolare sta conoscendo una decisa crescita dell’influenza islamica. La chiesa pentecostale non ha ottenuto la registrazione ufficiale e le proprietà della chiesa luterana confiscate ai tempi di Stalin non sono mai state restituite. I leader musulmani si danno da fare febbrilmente per ricostruire le moschee, distribuire copie del Corano e convertire la popolazione alla fede musulmana. La letteratura cristiana viene sequestrata alle frontiere.

    Vietnam

    Le garanzie costituzionali di libertà religiosa sono senza senso. La politica del governo mira al controllo di tutti i movimenti religiosi. Gli inganni religiosi dell’animismo, della stregoneria e del buddismo rappresentano ulteriori sfide.

    Missione per la Chiesa perseguitata: www.eun.ch
    opera interconfessionale della "International Christian Association"

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  2. #2
    Veneta sempre itagliana mai
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    '' E' in gran parte merito di Luca Cordero di Montezemolo se la Juventus non si rivolse ai tribunali ordinari '' (Joseph S. Blatter - Presidente F.I.F.A. - Dicembre 2007)
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    Potresti postarlo anche sul principale che li a quanto pare dicono che la libertà religiosa c'è quasi ovunque e che siamo noi i razzisti.....

  3. #3
    piemonteis downunder
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    E fanno piu' che bene!

    Come noi ci incazziamo se i musulmani vengono qui a predicare,
    cosi' giustamente in altri paesi gli girano le scatole
    se vengono i missionari di roma a "convertirli".

    Inoltre, cosi' come qui da noi i musulmani possono stare poco simpatici
    perche' associati nel ricordo alle invasioni e guerre saracene e ottomane,
    in tanti altri paesi i cristiani stanno altrettanto sulle scatole
    perche' associati alla colonizzazione e allo sterminio delle
    popolazioni e culture indigene.

    Ognuno e' libero di farsi i fatti suoi a casa propria...
    pero' se vuole andare a rompere le palle agli altri per "civilizzarli",
    non si lamenti se lo cacciano a calci in quel posto.

  4. #4
    Veneta sempre itagliana mai
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    Si però aussie la differenza è che noi ci lamentiamo solo, ma non succede niente, anzi, più ci lamentiamo e più costoro aiutati dai paladini solidaristi di casa nostra, proseguono per la loro strada negli altri stati invece si legge bene che succede.....è una differenza non trascurabile mi pare

  5. #5
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    aussiebloke []

    E fanno piu' che bene!

    Come noi ci incazziamo se i musulmani vengono qui a predicare,
    cosi' giustamente in altri paesi gli girano le scatole
    se vengono i missionari di roma a "convertirli".

    Inoltre, cosi' come qui da noi i musulmani possono stare poco simpatici
    perche' associati nel ricordo alle invasioni e guerre saracene e ottomane,
    in tanti altri paesi i cristiani stanno altrettanto sulle scatole
    perche' associati alla colonizzazione e allo sterminio delle
    popolazioni e culture indigene.

    Ognuno e' libero di farsi i fatti suoi a casa propria...
    pero' se vuole andare a rompere le palle agli altri per "civilizzarli",
    non si lamenti se lo cacciano a calci in quel posto.
    ________________________________________
    ________________________________________

    Allora vediamo un pò se riesci a spiegarmi il perchè si presentano problemi solamente con sti islamici .
    Come dall'elenco postato + soppra ,si evince che i lor signori a casa propria non vogliono le chiese cristiane ( di qulsiasi forma ), però vengono qui da noi e ZAK, esigono e a voce alta ,non solo libertà di praticare e vendere la loro religione ai poveri europei che per avere qualcosa di nuovo da fare ,e perchè forse la sentono come novità alla moda ,così trovano nuovi adepti , e fin quì ,niente di male ,ma se aggiungiuamo la loro pretesa di avere anche spazzi e terreni,per "un tirone di borsa"per costruire le loro moschee, e nelle quali poi si formano vere e proprie seconde nazioni in cui ci si ritrova in tutto e per tutto ,dalle scuole coraniche,da eventuali posti di reclutamento per le vari faide di guerriglie " ultimamente qualcosa si è risaputo , e certamente sarà solamente la famosa punta che emerge dall'acqua ),e così lasciamo perdere il fatto che alla maggioranza di loro non ce ne frega niente di inserirsi e di integrarsi con i nostri modi di vivere ,e assimilare un poco ,dico poco della nostra cultura ,ma pretendono che siamo noi "gli infedeli "ad imparare la loro. E tornando al su citato elenco di paesi con regimi islamici,se un povero cristo si fà vedere con emblemi della sua fede ,come minimo ti tirano il collo ,e non parliamo poi di luoghi di culto per carità , ma NOI NO' poverini loro sono cacciati ,loro non hanno niente al loro paese, sono perseguitati ,hanno le guerre, e per comprare armi fanno morir di fame i bambini ( e qui sfido chiunque a ribadire che quel cazzo di cultura sia così da prendere in considerazione ),ma tutto questo mi sembra un sistema UNICO per mandare uomini e donne in paesi da conquistare in un prossimo futuro ad
    allah ,e ora ditemi se a quel momento qualche cristiano poco bonaccione e un tantinino poco disposto a porgere l'altra guancia , o semplicemente poco avezzo a piegare la schiena ,e si rifiutasse al chè all'atto di rimbrotti di un qualche iman, si riccordasse che in solaio magari con sù un po di polvere ,cè riposto una bella doppietta , e venisse voglia di usarla ,non comincerebbe una nuova storia?
    Ora per evitare appunto a nostra volta di dover cacciare qualcuno a calci in culo , i lorsignori islamici ,non sarebbe meglio che se ne stessero a casa loro ? No,hanno diritto anche loro di venire qui a trovare un posto al sole. Bene allora dimostrino di avere anche essi una apertura verso gli altri e visto che noi siamo razzisti e peggio ,ci dimostrino pure che loro sono migliori poi passeremo alle scuse!

 

 

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