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    Angry Retata anti-terrorismo, arrestati 28 pakistani clandestini

    Sono tutti immigrati clandestini: fermati durante un controllo
    Napoli, i carabinieri hanno trovato esplosivo e mappe
    con gli obiettivi: piazze della città, consolato Usa e aeroporto
    NAPOLI - Ventotto immigrati pachistani, la maggior parte clandestini, sono stati arrestati dai carabinieri del Comando provinciale di Napoli con l'accusa di associazione per delinquere finalizzata al terrorismo internazionale. A quanto si è appreso, i carabinieri si sarebbero imbattuti in una cellula del terrorismo islamico nel corso di una normale operazione finalizzata al controllo del territorio. I 28 pachistani sarebbero stati arrestati tutti in un appartamento del centro storico di Napoli: farebbero parte della Jihad islamica.

    GLI OBIETTIVI - Tra i punti della città di Napoli cerchiati sulle carte topografiche sequestrate dai carabinieri durante l'operazione, vi sono anche piazza Municipio - dove è la sede del Comune - e piazza del Plebiscito. Secondo quanto si è appreso, le due zone sono segnate sulla carta così come il consolato americano, la base Nato di Bagnoli e l'aeroporto di Capodichino. Oltre la metà degli arrestati non aveva permesso di soggiorno; diversi pakistani esercitavano attività di venditori ambulanti nella zona. Secondo le prime indagini, una parte si era stabilita nell'edificio di Forcella da circa sette-otto mesi mentre alcuni sono giunti nelle scorse settimane. L' esplosivo sequestrato è costituito da tritolo (750 grammi) e micce composte da pentrite e nitroglicerina. I diversi elementi combinati insieme si trasformano nel potente esplosivo denominato T4, del tipo utilizzato in diversi attentati terroristici. Attualmente sono in corso accurate perquisizioni da parte dei carabinieri.(ANSA).

    SEQUESTRO - Tra il materiale sequestrato nel loro covo, ottocento grammi di tritolo, in scaglie, 50 metri di miccia detonante a base di pentrite e nitroglicerina flemmatizzata al 10 per cento, 20 metri di miccia a rapida combustione, utensili per realizzare circuiti elettronici e detonatori di vario tipo. Questo il materiale, adatto per compiere attentati, sequestrato dai carabinieri del Nucleo Operativo del comando provinciale di Napoli, nel corso dell'operazione che ha portato all'arresto dei pachistani. Secondo gli esperti dei carabinieri, miscelando la nitroglicerina al tritolo, i pachistani avrebbero potuto confezionare circa 1,5 kg del potentissimo e micidiale T4.

    TESTI RELIGIOSI - Inoltre sono stati rinvenuti testi religiosi islamici in lingua pachistana con le foto dei «martiri della Jihad», numerosi manoscritti riportanti ciclicamente frasi religiose del tipo «Allah è grande». I carabinieri hanno anche trovato cartine di Napoli sulle quali erano stati segnati con cerchiature alcuni obiettivi per eventuali attentati, nonché veri e propri manuali di istruzione per la falsificazione dei documenti di riconoscimento, centinaia di documenti in originale ed in fotocopia falsificati, un centinaio di telefoni cellulari. Ma ciò che gli investigatori ritengono più interessante, tra tutto il materiale rinvenuto - anche perché potrebbe essere la base per allargare le indagini - sono fogli ed agende con alcune migliaia di indirizzi e contatti, su scala mondiale.
    31 gennaio 2003
    "Sarà qualcun'altro a ballare, ma sono io che ho scritto la musica. Io avrò influenzato la storia del XXI secolo più di qualunque altro europeo".

    Der Wehrwolf

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    Predefinito

    Napoli, 28 pachistani arrestati come terroristi
    Si sospetta un possibile collegamento con la Camorra

    31 gennaio 2003

    Ventotto immigrati pachistani, la maggior parte clandestini, sono stati arrestati dai carabinieri del Comando provinciale di Napoli con l'accusa di associazione per delinquere finalizzata al terrorismo internazionale.
    Sull' indagine vige uno stretto riserbo. A quanto si è appreso, i carabinieri si sarebbero imbattuti in una cellula del terrorismo islamico nel corso di una normale operazione finalizzata al controllo del territorio

    Sono cinque o sei le cartine della città sequestrate ai pakistani sulle quali erano segnati con un cerchietto obiettivi sensibili del capoluogo partenopeo. Su questi obiettivi viene mantenuto il massimo riserbo e alle domande specifiche dei giornalisti, gli investigatori si trincerano dietro la frase «abbiamo arrestato pakistani, c'è un allarme internazionale»Il riferimento sembra essere diretto in particolare agli obiettivi militari: a Napoli hanno sede il comando delle forze alleate del Sud Europa della Nato, un aeroporto militare, a Capodichino e altre installazioni nella zona flegrea.

    La palazzina di tre piani in via Pace 7 bis in cui sono stati compiuti gli arresti in precedenza era stata occupata da un esponente di primo piano della famiglia camorristica dei Giuliano, egemone nel quartiere di Forcella. I ventotto extracomunitari erano per metà clandestini. Nel rione Forcella, tutti sapevano che per ognuno dei due appartamenti presi in affitto, i pakistani pagavano 500 euro al mese di pigione. I due appartamenti sono di proprietà del Clan Giuliano e sarebbero stati posti sotto sequestro tempo fa. A ritirare le due mensilità era un emissario del clan, il quale ieri sarebbe stato condotto in caserma per essere interrogato. 'Radio-quartierè rivela che i 28 pakistani erani lì da circa otto mesi, ma era un viavai continuo di connazionali. Secondo la gente, infatti, molti usavano solo per qualche giorno le due basi al primo e al secondo piano di Vico Pace a Forcella.

    Da ore i Carabinieri dei Ros (Raggruppamento operativo speciale) stanno eseguendo blitz in abitazioni e aziende a Napoli e in alcune località della Campania. Le perquisizioni degli investigatori sono mirate: riguardano i datori di lavoro di alcuni dei pakistani arrestati all'alba di ieri dai Carabinieri del Comando provinciale di Napoli. Gli inquirenti stanno cercando di capire se i terroristi avevano collegamenti con la camorra. A quanto si è appreso i militari stanno eseguendo quattro o cinque perquisizioni presso le abitazioni di altrettanti datori di lavoro degli arrestati. Altre perquisizioni sono in corso nel salernitano a Capaccio e a Tolla e a Salerno. Altre perquisizioni i Carabinieri dei Ros le stanno compiendo a Brescia.
    .
    Gli sviluppi delle indagini saranno coordinati dal procuratore aggiunto Franco Roberti e dai sostituti della sezione antiterrorismo della Procura partenopea Giuseppe Narducci e Sergio Zeuli.
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    Der Wehrwolf

 

 

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