Certo che il problema della lingua è un problema di scrittura.
Anche ma non solo di scrittura.
E'anche un problema di lingua parlata e di letteratura. Non è vero che la letteratura fa il parlato ma è il parlato che fa la lettertura.
Quanti sono i parlanti?
Quanti (pochi) scrivono, pubblicano e quanti leggono in sardo?
Non sarà certo il bilinguismo burocratico a salvare la situazione.
Il bilinguismo modulistico di qualche comune rischia di diventare solo folclore, se nessuno o solo pochi parlano, parlano, parlano e fanno vivere, anche crescere, la lingua sarda.
Perciò ho detto che non occorrono i rissosi, gli ingiurianti, gli esclusivisti ed escludenti, che sono, poi, i nemici del dialogo e, quindi, della lingua parlata e scritta.
Saludos a tottus.
Medic.




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