Giordano Prc:«E' incredibile, il centro-sinistra non prende posizione»
Polo e Ulivo: non si vota
D. Z
Giovedì il dibattito in aula, ma nessuna scelta vincolante per le Camere
Una cosa giusta (nel senso di esatta) il ministro Martino l'ha detta: «Il governo D'Alema informò il Parlamento, quando si trattò dell'operazione in Kosovo, solo dopo due giorni che l'operazione era già iniziata, con i nostri aerei che erano già in volo; e si trattava di un'azione militare, cosa ben più pesante del sorvolo dello spazio aereo». La frecciata è rivolta al diessino Minniti, in aperta polemica con l'esponente di "Forza Italia" per la concessione, da parte del governo, di libero sorvolo del nostro spazio aereo ai caccia anglo-americani. Il fù centro sinistra, o il "nuovo Ulivo", sta infatti cavalcando da tempo il vento contrario alla guerra che spira deciso anche nella penisola, almeno stando alle esternazioni dei suoi leader. Salvo che i comportamenti effettivi sono molto meno conseguenti delle infuocate dichiarazioni. Nel corso della riunione dei Capigruppo a Montecitorio, Rifondazione comunista e il Pdci hanno infatti chiesto che giovedì prossimo, quando Berlusconi riferirà in aula e in diretta televisiva, il Parlamento si pronunci sulla questione irakena: «Noi chiediamo immediatamente un voto parlamentare su mozioni per vincolare il nostro Paese alla pace ed impedire qualsiasi supporto, anche "tecnico", alla guerra» aveva spiegato Franco Giordano del Prc. Per poi incassare l'ambigua replica di Ds e Margherita, che «non escludono» la possibilità di votare, senza però impegnarsi a farlo. Di fatto, sia la Casa delle Libertà che gran parte dell'Ulivo hanno approvato la decisione di far slittare il voto. «Il quadro che ci sarà giovedì - ha provato a spiegare Luciano Violante - dopo la riunione dell'Onu di mercolediì e dopo le comunicazioni di Berlusconi di ritorno dai suoi viaggi sarà diverso da quello attuale e i documenti che sono stati presentati finora potrebbero essere datati. Noi comunque ci riserviamo di presentare documenti dopo le comunicazioni del premier e di chiedere un voto su di essi. Il voto ci potrebbe essere già il martedì della settimana successiva». Una pertinente proroga per essere in grado di valutare la situazione con più cognizione di causa? E se Bush e compagnia dovessero estrapolare le "prove" della colpevolezza di Saddam Hussein, l'Ulivo cosa farebbe, cambierebbe la sua posizione sull'attacco militare? domande che per il momento non hanno trovato rispostse adeguate. E' per questo che Giordano incalza: «Troviamo incredibile e molto grave che dopo aver aspramente criticato il Presidente del Consiglio in materia di intervento in Iraq, il centro-destra e il centro-sinistra concordino nel rinuciare al voto del Parlamento italiano. In questo modo l'Ulivo rinuncia a prendere una posizione netta contro la guerra, senza se e senza ma e preferisce ancora una volta la politica del rinvio».




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