Roma, 02 feb 2003 - 09:41
Iraq, Nyt: 3.000 bombe di precisione in 48 ore
Il piano di guerra contro l'Iraq elaborato dal Pentagono prevede una pioggia di 3.000 bombe di precisione telecomandate e di missili nelle prime 48 ore della campagna aerea che aprirà il conflitto, per assestare un colpo devastante alle forze armate irachene e spianare rapidamente la via a un'offensiva terrestre che faccia cadere un regime sotto shock. E' lo scenario presentato oggi dal New York Times nella sua edizione online, citando fonti militari e altri funzionari del Pentagono.
Nel massiccio bombardamento iniziale saranno usate un numero di bombe di precisione telecomandate superiore di dieci volte a quelle sganciate nei primi due giorni della guerra del Golfo del 1991. Secondo fonti dell'Aviazione militare citate dal 'Nyt', nella regione del Golfo sono già state portate 6.700 bombe a guida satellitare e oltre 3.000 a guida laser.
I bersagli saranno difese contraeree, quartier generali politici e militari, sistemi di comunicazione e sospetti siti di armi chimiche e biologiche. Ma la campagna aerea sarà mirata a limitare i danni alle infrastrutture e ridurre al minimo le perdite tra i civili.
Lo scopo dei bombardamenti, secondo il Nyt, sarà quello di "spezzare la volontà di lotta delle forze armate irachene, spingendone un gran numero alla resa o alla defezione e isolare così il regime nella speranza di una sua rapida caduta".
Saranno impiegati almeno 500 aerei dell'Aviazione militare, da basi nel Golfo e nelle vicinanze, a cui si aggiungeranno quelli basati su quattro o cinque portaerei.
Secondo le fonti citate dal giornale, la campagna aerea potrà terminare in meno di una settimana. L'attacco da terra comincerà quasi simultaneamente e sarà affidato a due divisioni dell'esercito: "la terza divisione di fanteria e un contingente di marines punteranno verso nord a partire dal Kuwait, mentre una forza guidata dalla quarta divisione, i cui carri armati e mezzi corazzati sono dotati dei più sofisticati sistemi di digitali di comunicazione e di individuazione dei bersagli, si dirigerà verso sud a partire dalla Turchia". Alle forze nel Kuwait dovrebbero unirsi, secondo il 'Nyt' i circa 25 mila soldati britannici che stanno raggiungendo la regione. I marines impiegati nella guerra saranno fino a 50 mila, molti dei quali entreranno in Iraq del suo inizio per "stabilirvi una presenza", come fecero a sud di Kandahar al tempo della guerra in Afghanistan.
Secondo le fonti del Pentagono, truppe speciali, tra cui numerosi Rangers, avranno il compito di impadronirsi piste di atterraggio e altri obiettivi all'interno del paese.
Uno degli obiettivi principali per cominciare l'offensiva terrestre quasi in contemporanea a quella aerea è mirata a "evitare che le forze irachene possano usare armi chimiche o biologiche e impedire loro di ritirarsi a Baghdad e in altre città per ingaggiare prolungare e sanguinose battaglie nei centri urbani".(Red)




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