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    Predefinito Gradimento del premier: in un anno giù del 20 per cento tra i leghisti

    Forte calo tra i laureati, mentre la popolarità tra i cattolici praticanti è scesa di soli due punti
    T anto tuonò che piovve. Ma forse in misura minore di quanto ci si aspettasse. Dopo mesi di polemiche e di tempeste — mediatiche e non — la popolarità del presidente del Consiglio ha subito un calo. Non si tratta di un decremento improvviso, legato alla reazione subitanea dell’opinione pubblica a questo o quell’episodio, ma di un andamento prolungatosi nel tempo già da diversi mesi. Il che rende il fenomeno più credibile, ma anche, per certi versi, più pericoloso per il presidente del Consiglio.

    Subito dopo il suo insediamento, nel maggio dello scorso anno, Berlusconi ottenne, come sempre accade in questi casi, il massimo dei consensi da parte dei cittadini, superando il 56% di giudizi positivi. L’aspetto interessante era la trasversalità del fenomeno: oltre all'ovvio atteggiamento positivo dell’elettorato del centrodestra, emergevano anche segnali di fiducia in alcuni settori dei votanti per il centrosinistra. Nel settembre 2008, un anno fa, la popolarità risultava lievemente diminuita, ma sempre su livelli straordinariamente elevati, superiore al 50%, come raramente era accaduto per altri premier dopo qualche mese di governo. Nel periodo successivo, sino grossomodo a maggio, la quota di valutazioni positive sull’operato del presidente si è andata progressivamente elevando, giungendo addirittura al 54%.

    Ma proprio in quel momento, nella tarda primavera, è iniziato un lento declino, fatto di lievi decrementi di mese in mese, che ha finito col portare oggi la popolarità di Berlusconi a superare di poco il 45%. Si tratta, beninteso, di un livello comunque molto elevato, specie se confrontato ad altri leader, ma certo inferiore a quello raggiunto in passato. Come si è già potuto rilevare, contrariamente alle aspettative di qualche osservatore, il Cavaliere ha visto solo una modestissima diminuzione di consenso (-2%) tra l’elettorato cattolico osservante, quello che dichiara di recarsi regolarmente alla messa. Viceversa, le perdite maggiori di popolarità si sono manifestate nei settori più laici della popolazione e, in misura ancora maggiore, nei cattolici «tiepidi», che frequentano le funzioni religiose sporadicamente durante l’anno: proprio costoro si dichiarano i più colpiti dagli scandali e dalle rivelazioni sulla vita personale del premier.

    Un’altra delle categorie che vede i decrementi maggiori di popolarità è quella — assai limitata quantitativamente, ma molto importante sul piano della formazione del consenso — dei laureati, che, rispetto ad un anno fa, vedono una contrazione del 18%. Questo andamento si è verificato in particolare al Nord, in parte al Centro, molto meno al Sud, toccando più che altro i grandi e i medi aggregati urbani. Tra le categorie sociali, le defezioni maggiori si riscontrano da un verso tra gli studenti (-13% rispetto ad un anno fa) e dall’altro tra gli imprenditori e i liberi professionisti. Ma la vera spiegazione del parziale decremento di popolarità di Berlusconi si ha analizzando il fenomeno in relazione agli orientamenti di voto. Infatti, il consenso ottenuto tra gli elettori del Pdl è praticamente identico allo scorso anno (con un decremento di soli due punti) e supera comunque il 90%. In altre parole, il Cavaliere ha «tenuto» assai bene nel proprio contesto politico di riferimento.

    Viceversa, è forse scontato il trend di diminuzione del consenso tra i votanti per il Pd, ove la popolarità di Berlusconi è pari all’11%. Ma il dato più significativo — e forse più sorprendente — è quello relativo agli elettori della Lega Nord. Un anno fa tra costoro il consenso per Berlusconi sfiorava l’80%. A giugno esso era calato al 67%. E oggi è ulteriormente sceso, sino a toccare il 59,5%. Insomma, un decremento di fiducia del 20% in un anno. È dunque anche — specialmente — il calo di consenso nell’elettorato della Lega a spiegare il trend negativo della popolarità di Berlusconi. Un fenomeno che ha già avuto riflessi nelle tormentate relazioni tra Senatur e il Cavaliere. E che potrebbe averne ancora nei prossimi mesi. Nei quali Berlusconi cercherà di risalire nel livello di popolarità.

    Renato Mannheimer
    20 settembre 2009

    Gradimento del premier: in un anno giù del 20 per cento tra i leghisti - Corriere della Sera

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  2. #2
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    Predefinito Rif: Gradimento del premier: in un anno giù del 20 per cento tra i leghisti

    Solo il ritiro della la lega puo scalzare berlusconi dal governo ..

    e il " noto sondaggista" ha avuto mandato dal suo editore di " mostrare" alla dirigenza leghista che ci sarebbe " una ghiotta occasione" di un nuovo ribaltone ... modello '94 ..

    carta sprecata , perche' nel " matrimonio" bossi-berluska la lezione di quel " harakiri " e' stata imparata da entrambi i " coniugi" ... e se i leghisti non sono MOLTO intelligenti pero' nemmeno sono TROPPO fessi ...iaociao:
    Ultima modifica di larth; 21-09-09 alle 12:32
    vulgus vult decipi

  3. #3
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    Predefinito Rif: Gradimento del premier: in un anno giù del 20 per cento tra i leghisti

    Citazione Originariamente Scritto da larth Visualizza Messaggio
    Solo il ritiro della la lega puo scalzare berlusconi dal governo ..

    e il " noto sondaggista" ha avuto mandato dal suo editore di " mostrare" alla dirigenza leghista che ci sarebbe " una ghiotta occasione" di un nuovo ribaltone ... modello '94 ..

    carta sprecata , perche' nel " matrimonio" bossi-berluska la lezione di quel " harakiri " e' stata imparata da entrambi i " coniugi" ... e se i leghisti non sono MOLTO intelligenti pero' nemmeno sono TROPPO fessi ...iaociao:
    Se, come si è sentito dire, il simbolo della Lega è stato
    acquistato dal cavaliere, i leghisti non possono fare niente,
    a parte un pò di polverone.
    Lo scenario è il peggiore possibile: la Lega non è stata sconfitta dal nemico,
    ... è stata acquistata.:giagia:

 

 

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