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"La new age è pericolosa, Harry Potter no"
Documento di condanna del movimento diffusosi negli anni '90, del consiglio Pontificio. "Perché relativizzare in questo caso è servito a vendere mode e manie".
ROMA - La new age non è il diavolo ma ci si avvicina abbastanza. Il movimento sorto agli inizi del secolo ma diffusosi negli anni '90 è messo all'indice nel saggio "Gesù Cristo portatore dell'acqua viva", pubblicato dal Pontificio Consiglio per la cultura e dal Pontificio Consiglio per il dialogo interreligioso. Nel documento il Vaticano attacca questa filosofia che "si rivolge alla fame spirituale degli uomini e delle donne contemporanee". Gli esperti religiosi hanno risposto anche ai dubbi di chi chiedeva se un "buon cattolico" può fare yoga o leggere i libri di Harry Potter. E subito è arrivata la condanna per espressioni quali l'olismo e il salutismo, anche se non c'è niente in contrario per la meditazione orientale, "se non si perde di vista che l'obiettivo è Dio e non la meditazione in sé" mentre non c'è problema per le avventure del maghetto con gli occhiali. Don Peter Fleetwood, segretario del Consiglio delle Conferenze episcopali europee, spiega: "L'immaginario di ogni bambino di ogni epoca è popolato di streghe, maghi, angeli e magie''. Anche se, ha osservato monsignor Michael Fitzgerald, presidente del Pontificio consiglio per il dialogo interreligioso, "un pizzico di discernimento è sempre necessario''.
La contestazione più forte per il new age è proprio al segreti del suo successo. "Si è ben adattato alle leggi di mercato", divenendo in pratica "l'etichetta per un prodotto creato dall'applicazione di regole di marketing a un fenomeno religioso", e che infatti "pubblicizza una vasta gamma di pratiche quali l'agopuntura, il biofeedback, la chiroterapia, la kinesiterapia, l'omeopatia, l'iridologia, il massaggio e vari tipi di bodywork, la metalloterapia, la musicoterapia e le terapie nutrizionali". L'opinione non è certo una novità. Lo stesso papa Giovanni Paolo II, parlando il 28 maggio 1993 a un gruppo di vescovi americani, aveva richiamato l’attenzione sulla particolare pericolosità del fenomeno, non soltanto per le sue caratteristiche intrinseche di punta aggressiva della nuova religiosità contemporanea, ma anche per la sua particolare attitudine a infiltrare, passando quasi inosservato, la mentalità e la stessa pastorale cattolica con idee, tendenze e tecniche. L’impegno pastorale della Chiesa di fronte ai nuovi movimenti religiosi e alle sette, nel 30 maggio 1993, segnalò il movimento dei testimoni di Geova e il New Age, il primo per la sua particolare rilevanza quantitativa, il secondo per le sue caratteristiche qualitative di realtà fluida, sfuggente e vendibile.
La New age - si legge nel documento - è anticristiana perché è una forma di "gnosi"; perché "nega la storia e rifiuta l'idea che la spiritualità possa essere radicata nel tempo''; perché considera Cristo al massimo un maestro e mai il Salvatore; perché è una forma di "narcisismo spirituale o di pseudomisticismo''; perché nega la trascendenza di Dio; perché non si confronta con la morte e la sofferenza; perché nega il peccato; perché porta a evitare l'impegno sociale; perché spinge a leggere il proprio futuro nelle stelle e non a costruirlo. E se la New Age continua a guadagnare terreno rispetto alla Chiesa Cattolica soprattutto, si denuncia, è per "la mancanza di una serie di attenzione delle comunità ecclesiali. L'invito è quindi di raccogliere le forze per rispondere alla "sfida", e fare corpo unico con fedeli, pastori e laici, dagli ordini religiosi alle parrocchie, ad attrezzarsi per rilanciare il messaggio cristiano e confrontarsi con il new age.
Marilyn Ferguson, autrice nel 1980 di una delle opere che più ha contribuito a diffondere l’idea nel mondo, fonda il movimento sui progressi della scienza e dalla teoria delle "rivoluzioni scientifiche", proposta da Thomas S. Kuhn in un’opera del 1962, in cui sosteneva che quando non sono più soltanto singole "teorie" ma interi "paradigmi" a cambiare si determina nella scienza una "rivoluzione". Ma quello che più spaventa il soglio pontificio non è l'entrata dell'età dell'acquario bensì nel noto slogan dell’attrice Shirley MacLaine, che per anni ha svolto il ruolo di ambasciatrice, e che dice: "Noi siamo Dio". "Perché il tramite è la Chiesa, il suo ordine - si spiega - e non si può far finta che non serva per parlare con chi ci ha creato".
(3 FEBBRAIO 2003; ORE 130)




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