Salve a tutti, sto per incollare un rapporto di Amnesty sulle cd "moderate pressioni fisiche" esercitate dall'eroico Tzahal su vili e violenti, nonché pericolosi oppositori, agitatori e terroristi (forse è questa la parola per ogni palestinese). Vi invito a considerare come questo rapporto sia aggiornato al 2001 e non ai tempi mitici, mitici anche per me che sono atea e di nascita non ebrea, dei pionieri... A disposizione per ogni polemica e commento ma astenetevi dal liquidare il mio intervento attaccandomi l'etichetta di "antisemita", sarebbe basso, meschino, falso e decisamente inadatto. Sono qui per ogni eventuale confronto, buona giornata! Marzia
Israele: Briefing per il Comitato Contro la Tortura
Introduzione
Il 21 Novembre 2001 il Comitato contro la Tortura ha incontrato alcuni delegati del governo israeliano durante un incontro pubblico per esaminare il terzo rapporto periodico in merito all’implementazione da parte di Israele della Convenzione contro la tortura. Nelle sue conclusioni il Comitato ha indicato 11 argomenti di preoccupazione ed ha emesso le sue 11 raccomandazioni (CAT/XXVII/Concl.5)
La preoccupazione di Amnesty International si riferisce non solo al fatto che le autorità israeliane hanno ignorato le raccomandazioni espresse dal Comitato contro la Tortura lo scorso novembre, ma anche che in ogni area di preoccupazione sottolineata dal Comitato, le autorità israeliane hanno continuato ed intensificato l’implementazione di modalità di comportamento che comprendono la tortura, trattamenti crudeli inumani e degradanti o maltrattamenti contro i palestinesi dei territori occupati.
Il briefing si limita ad analizzare alcune delle aree di preoccupazioni di Amnesty International a partire dall’ultimo esame del rapporto su Israele del Novembre 2001.Le principali preoccupazioni riguardano gli arresti e gli interrogatori dei detenuti palestinesi ad opera delle Forze Israeliane di Difesa (IDF) e dei Servizi di Sicurezza Generale (GSS).
Arresti di massa e maltrattamenti
Dalla fine del febbraio 2001 più di 7000 palestinesi sono stati imprigionati, la maggior parte dei quali arbitrariamente.Emerge dalle interviste con i detenuti rilasciati e dalle deposizioni di coloro che sono ancora in prigione che durante la detenzione si sono verificati un considerevole numero di episodi di trattamenti crudeli inumani e degradanti e alcuni casi di tortura.Durante gli arresti i detenuti sono stati bendati e ammanettati con manette di plastica, fatti stare sui seduti sui talloni o inginocchiati, non gli era permesso di andare ai servizi, e sono stati privati del cibo e delle coperte per almeno le prime 24 ore.
Detenzione in incommunicado
Mentre la maggior parte dei 2500 detenuti durante gli arresti di massa di febbraio e marzo sono stati rilasciati entro una settimana, molti dei 5000 detenuti arrestati durante l’operazione Muraglia Difensiva sono stati trattenuti in uno stato di prolungata detenzione in incommunicado.Un Nuovo Ordine Militare emesso il 5 aprile 2002 permette un periodo iniziale di 18 giorni di detenzione in incommunicado senza poter comparire di fronte ad un giudice militare, che può prolungarne il periodo.
Detenzione Amministrativa
L’uso della detenzione amministrativa è di gran lunga aumentato, dalle 30 persone sottoposte a tale provvedimento del novembre 2001 alle più di mille del maggio 2002.
Tortura
Si continua ad avere notizie di casi di tortura, tra cui percosse e la costrizione a rimanere seduti per periodi prolungati in posizioni contorte e dolorose.Il Procuratore Generale ha autorizzato l’uso di speciali metodi per gli interrogatori (tra cui il ricorso alla tortura) in situazioni di dichiarata pericolosità.
Demolizioni di case
A partire dal dicembre 2001 si è assistito ad un aumento su larga scala della demolizione delle case. Più di 500 abitazioni di palestinesi, che ospitavano più di 2000 palestinesi sono state interamente distrutte senza alcuna necessità di carattere militare. Molte abitazioni sono state demolite inoltre come misura punitiva ed inoltre tali demolizioni hanno danneggiato decine di altre case.
Chiusure
Le chiusure dei villaggi e delle città da parte delle IDF sono continuate in maniera massiccia ed hanno ulteriormente provocato danni alla popolazione palestinese. L’IDF ha negato la libertà di movimento, la quale ha gravi effetti sul tessuto economico e sociale così come ha conseguenze di carattere vitale per coloro i quali in pericolo di vita si vedono ritardare o impedire l’arrivo di cure mediche o la possibilità di raggiungere un ospedale.
Coprifuoco
Prolungati coprifuoco, alcuni della durata di settimane hanno causato sofferenze alla popolazione palestinese, che si è vista confinata nelle proprie case, privata di aria fresca e di una vita normale per lunghi periodi.
Devastazioni e saccheggi
Amnesty International ha documentato una certo numero di distruzioni di case private, uffici di organizzazioni non governative e della autorità palestinese da parte dell’IDF. Il fallimentare tentativo da parte del governo di Israele e del comando dell’IDF di fermare queste azioni e di risarcire coloro che le avevano subite, fa supporre che queste azioni fossero in realtà tollerate. Si sono inoltre avuti casi di saccheggio.
Uso di "Scudi umani"
L’uso dei palestinesi come scudi umani durante le operazioni dell’IDF costituisce un trattamento crudele inumano e degradante in netto contrasto con la Convenzione.
In questa situazione, Amnesty International considera importante che il Comitato contro la Tortura riaffermi gli obblighi del governo israeliano a rispettare la Convenzione Contro la Tortura. Questi obblighi devono essere sempre gli stessi in ogni momento ed ogni circostanza.
Amnesty International ha riaffermato con decisione la sua ferma condanna agli attacchi di gruppi armati palestinesi contro civili israeliani.Ma in nessun caso il ricorso alla tortura può essere giustificato.




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