La pasionaria leghista aveva voluto partecipare a una riunione di giunta con la bambina di due mesi in braccio La Guerra, donna sempre in carriera
IL PERSONAGGIO
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TRIESTE - Per Umberto Bossi è «il personaggio più forte che c'è in Friuli-Venezia Giulia»; Vittorio Sgarbi la considera «un ottimo candidato alla presidenza della Regione», tanto da non escludere di sostenerla; il Centrosinistra la teme; Alessandra Guerra è la candidata del Carroccio per la presidenza della Regione Friuli-Venezia Giulia, in contrapposizione con l'indicazione degli altri partiti della Cdl per il presidente uscente, Renzo Tondo (Fi).
Quarant'anni da compiere il prossimo 19 luglio, nata a Udine, ma residente a Buia, paese di 6.700 abitanti a nord di Udine, sposata con due figli, laureata in Lettere, Alessandra Guerra ha già ricoperto la carica di Governatore del Friuli-Venezia Giulia, dal 18 luglio 1994 al 16 ottobre 1995, alla guida di un esecutivo di cui facevano parte anche Forza Italia, Ppi e Pri.
Considerata una fedelissima di Umberto Bossi, in una regione in cui numerosi esponenti del Carroccio hanno preso negli anni le distanze dal segretario federale della Lega, Guerra ha svolto tutta la sua carriera politica al servizio degli ideali padani. Il suo primo incarico di assessore regionale (all'Istruzione, Cultura e Formazione professionale) nella giunta monocolore leghista che resse la Regione dall'agosto '93 al gennaio '94. Dopo l'esperienza di presidente, è stata assessore agli Affari comunitari, ai rapporti esterni, all'istruzione e alla cultura nella giunta guidata dall'attuale sindaco di Udine, Sergio Cecotti, di cui facevano parte anche Ds, Popolari, Verdi e Socialisti dello Sdi.
Uscita dall'esecutivo dal '96 fino al 2001, vi ha fatto rientro, quale vicepresidente e assessore alla cultura, al volontariato e agli affari europei, sotto la presidenza del forzista Renzo Tondo, l'uomo con il quale ora si contende la candidatura alla presidenza per la Casa delle Libertà.
La famiglia, la conservazione delle tradizioni locali, l'apertura del Friuli Venezia Giulia alle nuove frontiere dell'Unione Europea sono i cardini dell'azione politica svolta in questi anni da Alessandra Guerra. È stata lei a sostenere in maniera convinta le norme a tutela delle lingue minoritarie (tra cui il friulano e il ladino) che prevedono il loro insegnamento nelle scuole. A lei si devono le manifestazioni volte a riscoprire e a far conoscere la cultura dei Celti.
Il suo impegno come vicepresidente della giunta regionale non ha conosciuto interruzioni, se non per pochi giorni, nella primavera scorsa, nemmeno in occasione della nascita della sua secondogenita: a due mesi dal parto, ha partecipato a una riunione di giunta tenendo in grembo la piccola Elena.
Dotata di una grinta e di una volontà di ferro che le vengono riconosciute sia dagli alleati che dagli oppositori, Alessandra Guerra può contare su un elettorato consolidato: alle ultime elezioni regionali è stata la candidata più votata, con circa ventimila preferenze e alcuni sondaggi svolti nei mesi scorsi la davano come il personaggio politico friulano di Centrodestra maggiormente in grado di contrastare il candidato del centrosinistra, Riccardo Illy




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