Allora che scegliamo l'europa in cui contiamo oppure gli USA di cui dovremmo fare i lacchè?
Scegliamo i valori europei o la politica monotematica di Bush?
Gli Usa contro Schroeder
"Via le basi dalla Germania"
dal nostro corrispondente ANDREA TARQUINI
BERLINO - In collera con Schroeder e Fischer per il no alla guerra, l'America di Bush sta approntando un piano segreto per chiudere le basi Usa nella Repubblica federale, trasferire in Europa orientale le sue forze attualmente schierate sul suolo tedesco e arrecare così gravi danni all'economia, all'occupazione e al commercio estero di Berlino. Lo rivela il settimanale britannico The Observer, fornendo una drammatica conferma delle voci che circolano già da alcuni giorni. Contemporaneamente, Washington interromperebbe ogni forma di cooperazione militare ed economica bilaterale nel campo della difesa con l'alleato ribelle.
"L'ordine di approntare il piano segreto viene da Donald Rumsfeld in persona", dicono le fonti americane citate da The Observer. Il progetto è stato messo a punto da alti funzionari del Pentagono e da capi militari, appunto per disposizione personale del Segretario alla Difesa, ritenuto il capo dei "falchi" nell'amministrazione Bush.
"Si tratta di punire il cancelliere Schroeder e il suo governo, considerati alla stregua di traditori, e di recare danni all'economia tedesca", spiega il settimanale inglese. Dice a The Observer uno degli alti funzionari del Pentagono coinvolti nella preparazione del piano: "Il nostro obiettivo è uno solo, quello di danneggiare l'economia tedesca. Non si capisce perché dobbiamo continuare a collaborare come se niente fosse con un paese e un governo che hanno mostrato tanto disprezzo per le intese nella Nato e per i rapporti bilaterali con gli Stati Uniti".
- Pubblicità -
Le riunioni sulla "punizione della Germania" si tengono in segreto al Pentagono, e dettagliati briefing informativi vengono forniti dai comandi Usa nella Repubblica federale e nel resto d'Europa. Non potendo punire la Francia i falchi del Pentagono hanno deciso di accanirsi contro Berlino, anello debole del fronte pacifista.
"In tal modo - scrive The Observer - verrà anche un segnale chiaro agli altri paesi alleati". Tale linguaggio fa inorridire le colombe del Dipartimento di Stato, dove si teme come reazione una crescente ondata di antiamericanismo in Europa.
Truppe e reparti corazzati dello U.S. Army, squadriglie da combattimento e da trasporto dell'Usaf, strutture civili, eccetera, verrebbero trasferiti in Polonia, Repubblica cèca, Ungheria, i membri orientali della Nato schieratisi fedelmente con Washington sulla crisi irachena. All'economia tedesca deriverebbe un danno di diversi miliardi di euro e la perdite di decine di migliaia di posti di lavoro in tutte le ditte che riforniscono le basi di cibo e materiale vario. Mentre le grandi industrie militari tedesche o a partecipazione tedesca, da European aerospace a Rheinmetall a Krauss Maffei, vedrebbero cancellati ordini enormi da parte del Pentagono.




Rispondi Citando
