di Paul J. Balles - 21/09/2009




Più di 50 anni fa, Vance Packard scosse il mondo commerciale con la pubblicazione del suo libro The Hidden Persuaders (I Persuasori Nascosti, ndt). E' stata, come sostiene la copertina del libro, "una rivelante, spesso scioccante spiegazione di nuove tecniche di ricerca e di metodi di persuasione".

Packard rivelò: "Se la gente non sapeva scegliere ragionevolmente, pensavano i marketers, doveva essere aiutata a scegliere irragionevolmente, in modo semplice, caldo ed emozionante".

Gran parte del successo del merchandising, secondo Packard, "...si impernia, in larga misura, sul manipolare o sull’affrontare con successo i nostri sensi di colpa, paure, ansie, ostilità, sentimenti di solitudine, tensioni interne".

Packard sollevò seri interrogativi morali connessi con "le attività del manipolare la gente da parte dei persuasori ...e la loro capacità di contattare milioni di noi allo stesso tempo", dando loro "il potere di fare il bello o il cattivo tempo su una scala mai possibile prima in un periodo molto breve".

Tra i più malvagi persuasori nascosti vi sono i propagandisti politici. Il loro "male" deriva dal fatto che essi hanno un programma politico che discrimina irragionevolmente ed è progettato per manipolare le emozioni.

L'approccio manipolativo della politica non è, ovviamente, una scoperta degli anni 1950, o neanche del 20° secolo. Napoleone Bonaparte istituì un ufficio stampa che chiamò il suo Ufficio di Opinione Pubblica. La sua funzione era "fabbricare tendenze politiche su ordinazione".

Proprio come Napoleone Bonaparte riteneva che "l'opinione pubblica è una potenza misteriosa e invisibile, a cui tutto va sacrificato", Niccolò Machiavelli, autore italiano de Il Principe, descrisse le arti con cui un principe regnante può mantenere il controllo del suo regno.

In un documento pubblicato dal Progetto Israele dal titolo "Il Dizionario della Lingua Globale del Progetto Israele 2009", il dottor Frank Luntz svela una moderna campagna propagandistica che avrebbe reso orgogliosi Napoleone e Machiavelli. Egli scrive:


Non c'è MAI, MAI, alcuna giustificazione per la strage deliberata di donne e bambini innocenti. MAI. L'obiettivo primario delle pubbliche relazioni palestinesi è quello di dimostrare che la cosiddetta "disperazione dei palestinesi oppressi" è ciò che li fa uscire e uccidere bambini. Questo deve essere contestato immediatamente, aggressivamente e direttamente.


L'appello emotivo a salvare i bambini funziona, ma l’appello si basa su due bugie:


(1)che i Palestinesi generalmente (non solo gli estremisti suicidi) sono quelli che uccidono i bambini, mentre gli Israeliani (non i singoli estremisti, ma le forze armate d’Israele) non hanno mai ucciso bambini palestinesi.

(2)La seconda menzogna è che i Palestinesi hanno un obiettivo di pubbliche relazioni che deve essere contestato mentre, in realtà, i Palestinesi hanno dimostrato di essere senza speranza e senza obiettivi quando si tratta di pubbliche relazioni. A differenza di Frank Luntz, i Palestinesi non hanno alcuna voce in capitolo in fatto di PR. Non riescono nemmeno a ottenere che il loro ambasciatore in Gran Bretagna parli chiaro al pubblico inglese circa le menzogne e la propaganda d’Israele.


Inoltre, Luntz cerca di sembrare convincente quando parla di accettabili disaccordi in fatto di economia o di politica contro i principi fondamentali delle persone civili. La crudele allusione è che i Palestinesi siano le persone incivili che colpiscono i bambini israeliani.

“Possiamo non essere d’accordo sulla politica e possiamo non essere d’accordo sull’ economia. Ma c'è un principio fondamentale su cui tutti i popoli da tutte le parti del globo saranno d'accordo: le persone civili non colpiscono a morte donne e bambini innocenti", scrive Luntz.

L'intero brano, appellandosi ancora una volta irragionevolmente alle emozioni, ha la pretesa di sostenere che Israele non ha colpito a morte donne e bambini innocenti con i suoi micidiali bombardamenti indiscriminati e attacchi missilistici su Gaza contro un’enorme popolazione civile di donne e bambini.

Tuttavia, la distorta propaganda sui bambini non è sufficiente per Luntz. Questa è solo una parte di una delle 114 pagine dedicate a questo manuale da distribuire a migliaia di propagandisti israeliani.

Andando avanti solamente fino a pagina nove, i condizionati promotori israeliani troveranno “parole che funzionano" (sezioni che sono in realtà in tutto il libro). Ecco quello che Luntz ha da dire su Gaza:


Israele ha fatto penosi sacrifici e ha corso dei rischi pur di dare una possibilità alla pace. Volontariamente ha rimosso oltre 9.000 coloni da Gaza e da parti della Cisgiordania, abbandonando case, scuole, affari e luoghi di culto, nella speranza di rinnovare il processo di pace.


Quanto generosi fa sembrare gli israeliani mentre, in realtà, la rimozione dei coloni ebrei da Gaza non aveva nulla a che vedere col dare una possibilità alla pace. Come fa notare l'israeliano Yossi Alpher, la rimozione dei coloni ha dato un vantaggio demografico a Israele. Dice, "le popolazioni ebraica e araba non sono più colà mescolate in un modo che punti ad un unico stato bi-nazionale come soluzione".

In altre parole, Ariel Sharon poteva chiudere le frontiere, imprigionare gli abitanti di Gaza, nella speranza che sarebbero stati semplicemente costretti ad andarsene per fame, ammazzare i pescatori e avviare operazioni militari ogni volta che non erano impegnati nell’attaccare il Libano a nord, trucidare più donne e bambini di Hamas.

Poi Luntz aggiunge più “parole che funzionano" per l'indottrinamento dei suoi lettori- propagandisti israeliani:


Nonostante faccia una proposta per la pace con il ritiro da Gaza, Israele continua ad affrontare attacchi terroristici, compresi attacchi missilistici e sparatorie in corsa su israeliani innocenti. Israele sa che, per una pace duratura, deve liberarsi del terrorismo e vivere con confini difendibili.


Come accennato in precedenza, il ritiro da Gaza non aveva nulla a che fare con una “proposta per la pace". Gli attacchi missilistici sono stati una risposta all’essere bloccati in una prigione a cielo aperto, e sono rivolti all’appropriamento indebito di terra da parte di Israele. Le "sparatorie in corsa su israeliani innocenti" sono invenzioni della fantasia di Luntz.

Il rigo "liberarsi del terrorismo e vivere con confini difendibili" è la sfruttata frase che distorce la verità nella convinzione che, se ripetuta abbastanza spesso, sarà creduta.

Non importa quante volte i propagandisti ripetano questo mantra, la verità è che pochi combattenti della resistenza di Hamas hanno lanciato razzi inefficaci contro un esercito ben fornito dello Stato terrorista israeliano, e le frontiere che vogliono difendere si trovano sulla terra rubata ai Palestinesi.

Ci si augurerebbe che l’addestramento sul modo migliore di diffondere la propaganda israeliana si fermasse lì. Se i Palestinesi fossero stati all'altezza del compito, avrebbero potuto contrastare le menzogne con ciò che sanno della storia e delle sofferenze dei Palestinesi sotto occupazione. Purtroppo, quelli con la capacità linguistica di affrontare la macchina della propaganda israeliana si preoccupano di mettere in pericolo se stessi e le loro famiglie col dire la verità.

Coloro che sanno solo parlare correntemente l'arabo sono spesso occupati a combattere guerre tribali interne (gli abitanti di Gaza contro l'Autorità Palestinese) e non possono competere con interlocutori israeliani esperti di lingua inglese o contro gli sforzi promozionali organizzati che Israele fa con gli americani e gli europei.

Avere il compito eccezionalmente difficile di esporre le menzogne e gli inganni, come il trattato propagandistico di Luntz, che dipana consigli sul "come fare" propaganda israeliana per ben 114 pagine, sembra un lavoro a dir poco erculeo.

Luntz offre consigli su cose come "gli americani vogliono una squadra che rassereni. Facciamo conoscere al pubblico le cose buone di Israele". Continua col "tracciare diretti paralleli tra Israele e America - compresa la necessità di difendersi dal terrorismo".

Raccomanda ai suoi lettori di fare un confronto saliente tra Israele e America: "la lingua di Israele è la lingua d'America: 'democrazia', 'libertà', 'sicurezza', e 'pace' ".

Anche mentre Israele sta gettando gli arabi fuori dalle loro case a Gerusalemme Est per fare spazio agli ebrei, Luntz si vanta di come "Israele, alleato dell'America, sia una democrazia in Medio Oriente". Se riferisse la verità sulla cosiddetta democrazia in Israele, svelerebbe come in realtà è un bigotto stato razzista.

Il libro è pieno di grafici che mostrano quanto sia stata efficace la campagna propagandistica israeliana. Non solo gli americani credono che Israele sia il più fedele alleato dell'America in Medio Oriente, ma che entrambi condividono gli stessi valori.

Un altro grafico mostra che il 58 per cento degli americani crede che gli Stati Uniti dovrebbero sostenere Israele, mentre solo il 9 per cento ritiene che essi dovrebbero sostenere i Palestinesi. Anche mentre istruisce gli altri sul modo di fare propaganda, Luntz non riesce a resistere alla tentazione di manifestare quanto sia stato efficace il loro lavoro di PR.

L’intero costrutto utilizza tutti i trucchi a disposizione di un paroliere intelligente: come utilizzare domande retoriche per mettere a tacere gli altri, come far finta di essere solidali con la gente ma non con i suoi crudeli dirigenti, come evitare di fare affermazioni che producono reazioni negative.

Tutto questo è venuto dal primo dei 18 capitoli. Molti altri capitoli, in particolare quello sulle "parole che funzionano", parlano di insediamenti, del cosiddetto diritto d’Israele all’autodifesa, di Hamas, mentre il far fronte a un Iran nucleare sarà preso in considerazione in future esposizioni.

Titolo originale: "The Israel Lobby’s Global Propaganda Manual"

Fonte: INFORMATION CLEARING HOUSE. NEWS, COMMENTARY & INSIGHT
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16.09.2009