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    Predefinito Card.Paul Poupard : New Age

    Alle 11.30 di lunedì 3 febbraio nell¹Aula Giovanni Paolo II della Sala Stampa della Santa Sede, ha avuto luogo la Conferenza Stampa di presentazione del Documento "Gesù Cristo portatore dell¹acqua viva". Una riflessione cristiana sul "New Age" edito dalla Libreria Editrice Vaticana a cura del Pontificio Consiglio della Cultura e del Pontificio Consiglio per il Dialogo Interreligioso.



    Di seguito l'intervento dell¹Em.mo Card. Paul Poupard:

    INTERVENTO DELL¹EM.MO CARD. PAUL POUPARD

    1. Della New Age si è già parlato molto e si parlerà ancora. Per parte mia, avevo chiesto ad uno specialista, Jean Vernette, di dedicare una voce ai Movimenti della New Age nella terza edizione del mio Grande Dizionario delle Religioni, il quale li descrive in tali termini: "I movimenti della New Age, come un grande fiume fluido dalle molteplici ramificazioni, rappresentano
    una forma tipica di sensibilità religiosa contemporanea, come una nuova religiosità che riveste molti caratteri della Gnosi Eterna" (Piemme, 2000, p. 1497-1498). Inoltre, alla New Age sono stati dedicati recentemente ben due numeri speciali della Rivista trimestrale di cultura religiosa Religioni e sette nel mondo (1996, 1-2). Nel mio editoriale, presentavo così questo
    fenomeno: "Il fenomeno della New Age, insieme a tanti altri nuovi movimenti religiosi, è una delle sfide più urgenti per la fede cristiana. Si tratta di una sfida religiosa e allo stesso tempo di una sfida culturale: la New Age propone teorie e dottrine su
    Dio, sull¹uomo e sul mondo, incompatibili con la fede cristiana. Inoltre, la New Age è insieme il sintomo di una cultura in
    profonda crisi e una risposta sbagliata a questa situazione di crisi culturale: alle sue inquietudini e domande, alle sue
    aspirazioni e speranze" (Religioni e sette nel mondo, 6, 1996, p.7).

    Oggi, assieme a S.E. Mons. Fitzgerald, ho l¹onore di presentare un Documento in merito a questo fenomeno, elaborato dal
    Rev.do Don Peter Fleetwood, allora officiale del Pontificio Consiglio della Cultura, e dalla Dott.ssa Teresa Osório Gonçalves
    del Pontificio Consiglio per il Dialogo Inter-religioso. Frutto, dunque, di una autentica e lunga collaborazione interdicasteriale,
    proprio per aiutare a rispondere "con dolcezza e rispetto", come già raccomandava l¹apostolo Pietro (1 Pt 3,15), a questa sfida
    religiosa e al tempo stesso culturale.

    2. Oggi, la cultura occidentale, adesso seguita da molte altre culture, è passata da un senso della presenza di Dio quasi istintivo
    a ciò che si chiama spesso visione più "scientifica" della realtà. Tutto dev¹essere spiegato nei termini delle nostre quotidiane
    esperienze. Qualsiasi cosa faccia pensare ai miracoli diventa immediatamente motivo di sospetto. Così, tutti i gesti e gli oggetti
    simbolici, noti come sacramentali, una volta parte della prassi religiosa quotidiana di ogni cattolico, sono oggi, nel panorama
    religioso, molto meno evidenti di un tempo.

    3. Le ragioni di tale cambiamento sono numerose e diverse, ma rientrano tutte nell¹ambito di quel generale passaggio culturale
    da forme tradizionali di religione ad espressioni più personali ed individuali di ciò che ora si chiama "spiritualità". A quanto
    pare, ci sono tre distinti motivi all¹origine di tale cambiamento. Il primo risiede nella sensazione che le religioni tradizionali o
    istituzionali non possano dare quel che una volta si affermava potessero fornire. Alcune persone, nella loro visione del mondo,
    non riescono proprio a trovare uno spazio per credere in un Dio trascendente personale e l¹esperienza di tanti li ha portati a
    chiedersi se questo Dio abbia il potere di operare cambiamenti in questo mondo o addirittura se esista. Le brutte esperienze
    che hanno investito il mondo intero hanno reso alcune persone molto ciniche riguardo alla religione: penso ad avvenimenti
    terribili come l¹Olocausto e alle conseguenze della bomba atomica sganciata su Hiroshima e Nagasaki alla fine della Seconda
    Guerra Mondiale. Me ne sono reso ben conto personalmente nel corso di una mia recente visita a Nagasaki, quando ho avuto
    il privilegio di pregare, ma completamente incapace di trovare parole, davanti al monumento alla memoria di coloro le cui vite
    furono troncate o compromesse per sempre in quell¹Agosto del 1945. Oggi, la minaccia di una guerra in Medio Oriente mi
    ricorda le confidenze di mio padre, portaferiti durante la Seconda Guerra Mondiale. Quello che mi raccontava sugli orrori della
    guerra mi fa capire più facilmente i dubbi della gente riguardo a Dio e alla religione. Lo smarrimento di tante persone davanti
    alla sofferenza degli innocenti, sfruttato anche da certi movimenti, spiega in parte la fuga di alcuni credenti verso di essi.

    4. C¹è un¹altra ragione per spiegare una certa inquietudine e un certo rifiuto della Chiesa tradizionale. Non dimentichiamo che nell¹antica Europa le religioni pagane precristiane erano molto forti e spesso avevano luogo indecorosi conflitti legati al
    cambiamento politico, ma inevitabilmente etichettati come oppressione cristiana delle antiche religioni. Uno dei più significativi
    sviluppi in quella che potrebbe essere chiamata la sfera "spirituale" nel secolo scorso, più o meno, è stato un ritorno alle forme
    precristiane di religione. Le religioni pagane hanno avuto una parte notevole nel sostenere alcune delle più violente ideologie
    razziste d¹Europa, rafforzando così la convinzione secondo la quale certe nazioni hanno un ruolo storico di portata mondiale
    così da essere in diritto di sottomettere altri popoli, e ciò ha comportato, quasi inevitabilmente, un odio per la religione cristiana, vista come una nuova arrivata sulla scena religiosa. La complessa serie di fenomeni, conosciuti col termine di religioni "neopagane", rivela il bisogno, sentito da alcuni, di inventare modi nuovi per "contrattaccare" il cristianesimo e tornare ad una
    più autentica forma di religione, più intimamente legata alla natura e alla terra. Si deve, perciò, riconoscere che non c¹è posto per il cristianesimo nella religione neopagana. Piaccia o no, ha luogo una lotta per conquistare le menti e i cuori della gente nel rapporto tra il cristianesimo, le antiche religioni precristiane e le loro "cugine" di più recente sviluppo.

    5. Il terzo motivo, all¹origine di un disincanto piuttosto diffuso nei riguardi della religione istituzionale, deriva da una crescente ossessione nella cultura occidentale per le religioni orientali e le vie di saggezza. Quando è divenuto più facile viaggiare fuori del proprio continente, Europei avventurosi hanno cominciato ad esplorare posti che prima conoscevano soltanto scorrendo le pagine di antichi testi. Il richiamo dell¹esotico li ha messi a più stretto contatto con le religioni e le pratiche esoteriche di varie
    culture orientali, dall¹Antico Egitto all¹India e al Tibet. La convinzione crescente che esista una certa verità di fondo, un nocciolo di verità nel cuore di ogni esperienza religiosa ha portato all¹idea che si possano e si debbano cogliere gli elementi caratteristici delle diverse religioni per arrivare ad una forma universale di religione. Ancora una volta c¹è poco spazio in tale
    impresa per le religioni istituzionalizzate, in particolare l¹ebraismo e il cristianesimo. Vale la pena di ricordarlo la prossima volta che avrete occasione di notare un annuncio pubblicitario riguardo al buddismo tibetano o a qualche tipo di incontro con uno sciamano, tutte cose che vi capiterà spesso di vedere in qualsiasi capitale europea. Ciò che mi preoccupa è il fatto che
    molta gente, coinvolta in tali generi di spiritualità orientale o "indigena", non sia veramente in grado di essere pienamente consapevole di ciò che si nasconde dietro all¹invito iniziale di partecipare a questi incontri. È, inoltre, degno di nota il fatto che da molto tempo si riscontri vivo interesse per le religioni esoteriche presso alcuni circoli massonici miranti ad una religione
    universale. L¹Illuminismo promuoveva l¹idea secondo cui era inaccettabile che ci fossero tanti conflitti e si facesse guerra in
    nome della religione. Su questo non posso non essere d¹accordo. Però, sarebbe disonesto non riconoscere un diffuso
    atteggiamento antireligioso sviluppatosi dall¹originaria preoccupazione di garantire benessere all¹umanità. Anche in tal caso,
    non di rado, viene etichettato come conflitto religioso quello che, in verità, non è altro che un conflitto di natura politica,
    economica o sociale.

    7. Lo spirito di questa nuova religione universale venne spiegato più chiaramente in una maniera molto popolare nel musical
    Hair del 1960, quando al pubblico di tutto il mondo fu detto che "Questa era l¹alba dell¹Era dell¹Acquario", un¹età basata
    sull¹armonia, la comprensione e l¹amore. In termini astrologici, l¹Era dei Pesci è stata identificata col tempo in cui il
    cristianesimo avrebbe dominato, ma questa età, a quanto pare, dovrebbe finire presto per far posto all¹Era dell¹Acquario,
    quando il cristianesimo perderà la sua influenza per aprire la strada ad una religione universale più umana. Gran parte della
    morale tradizionale non avrebbe più posto nella nuova Era dell¹Acquario. Il modo di pensare della gente verrebbe trasformato
    completamente e non ci sarebbero più le antiche divisioni tra maschi e femmine. Gli essere umani devono essere
    sistematicamente chiamati ad assumere un forma di vita androgina, nella quale entrambi gli emisferi del cervello vengono
    opportunamente usati in armonia e non sconnessi come ora.

    8. Quando vediamo e sentiamo l¹espressione New Age, è importante ricordare che essa originariamente si riferiva alla Nuova
    Era dell¹Acquario. Il Documento che viene oggi presentato a voi è una risposta al bisogno sentito dai Vescovi e dai fedeli in
    diverse parti del mondo. Essi hanno chiesto ripetutamente aiuto per comprendere la New Age, dal momento che si sono resi
    conto del numero di persone coinvolte in tale movimento in modi diversi e a livelli diversi. Essi hanno anche chiesto una guida
    per meglio rispondere a questo fenomeno ormai onnipresente. Il titolo stesso del Documento chiarisce, fin dal principio, che
    l¹Acquario non potrà mai offrire ciò che Cristo può offrire. L¹incontro tra Gesù e la samaritana al pozzo di Sicàr, narrato nel
    Vangelo di Giovanni, è il testo chiave che ha guidato la riflessione durante la preparazione del rapporto provvisorio sulla New
    Age presentato a voi oggi. Come si può vedere, il Documento non è affatto destinato ad essere una dichiarazione definitiva
    sull¹argomento. Si tratta di una riflessione pastorale intesa ad aiutare Vescovi, catechisti e quanti sono impegnati nei diversi
    programmi di formazione della Chiesa per individuare le origini della New Age, per vedere in che modo riesce ad influenzare
    la vita dei cristiani e per elaborare mezzi e metodi atti a rispondere alle numerose e varie sfide che la New Age lancia alla
    comunità cristiana in quelle parti del mondo dove è presente. Esso può essere anche una sfida per quei cristiani tentati da ciò
    che la New Age dice a proposito di Gesù Cristo, per riconoscere le tante differenze tra il Cristo cosmico e il Cristo storico. In
    ultima analisi, questo Documento è un ulteriore frutto dell¹attenzione della Chiesa verso il mondo. Esso nasce dal dovere che
    la Chiesa ha di rimanere fedele alla Buona Novella della vita, della morte e resurrezione di Gesù, che offre davvero l¹acqua
    della vita a tutti coloro che a Lui si avvicinano con mente e cuore aperti.

    9. La natura e la portata del Documento saranno meglio capite se vi spiego in che modo è stato scritto. Esiste una
    Commissione interdicasteriale di studio che si occupa di sette e nuovi movimenti religiosi. Formano tale Commissione i
    Segretari dei Pontifici Consigli della Cultura, per il Dialogo Inter-Religioso e per la Promozione dell¹Unità dei Cristiani
    nonché della Congregazione per l¹Evangelizzazione dei Popoli. Per preparare questo Documento, gli officiali dei suddetti
    quattro Dicasteri vaticani, che lavoravano sul testo, sono stati aiutati da un officiale della Congregazione per la Dottrina della
    Fede. Così, è chiaro che la Santa Sede ha visto in ciò un importante progetto da realizzare bene e accuratamente. È stato
    necessario un lungo periodo di tempo prima che tale Documento apparisse. Spero, tuttavia, che esso susciti riflessioni tra i
    Vescovi, nelle comunità cattoliche e cristiane di ogni tipo. Se sarà sostituito da un testo migliore e dal carattere più definitivo,
    vorrà dire che ha raggiunto il suo scopo stimolando quanti sono impegnati nella pastorale e quanti lavorano con essi per
    riflettervi in maniera teologica.

    10. Il Documento intende incoraggiare i lettori a fare del proprio meglio per capire correttamente il fenomeno della New Age.
    Ciò richiede un atteggiamento aperto di cui vi parlerà più tardi, con dovizia di particolari, Monsignor Fitzgerald. Ma vorrei dire
    che potrebbero esserci delle lagnanze da parte di cristiani che, imbattendosi in questo Documento, noteranno che alcune forme
    attuali di spiritualità, in cui sono impegnati, sono qui oggetto di critica. È problematico già il fatto stesso di usare il termine
    New Age per definire il fenomeno. Per questo, alcuni preferiscono ricorrere al termine Next Age, ma sinceramente parlando, si
    tratta, secondo me, solo di spostamento del problema e di coprirlo con nebbia terminologica. Il fatto che il termine includa tante
    cose indica anche che non tutti quelli che acquistano prodotti New Age o sostengono di trarre profitto da una terapia New Age
    hanno abbracciato l¹ideologia New Age. È necessario, pertanto, un certo discernimento, sia per quanto riguarda i prodotti con
    etichetta New Age sia per quanto riguarda coloro che, in misura maggiore o minore, potrebbero essere considerati "clienti"
    della New Age. Clienti, devoti e discepoli non sono la stessa cosa. Onestà e integrità ci chiedono di essere molto prudenti e di
    non fare di ogni erba un fascio, etichettando con molta facilità.

    11. In conclusione, vorrei dire semplicemente che il New Age si presenta come una falsa utopia per rispondere alla sete profonda di felicità del cuore umano, in preda alla drammaticità dell¹esistenza e insoddisfatto dell¹infelicità profonda della
    felicità moderna. Il New Age si presenta come una risposta ingannevole alla speranza più antica dell¹uomo, la speranza di una Nuova Era di pace, armonia, riconciliazione con se stesso, gli altri e la natura. Questa speranza religiosa, antica come
    l¹umanità stessa, è un appello che sgorga dal cuore degli uomini specialmente in tempo di crisi. Il piccolo Documento ora
    presentato aiuterà a prenderne migliore conoscenza, ad discernere tra le proposte e a suscitare nella comunità cristiana un
    rinnovato impegno ad annunciare Gesù Cristo, Portatore dell¹Acqua Viva.

    Sono impaziente di seguire il dibattito al quale il nostro Documento sicuramente darà il via, mentre ringrazio sentitamente tutta
    l¹équipe di esperti, specialmente Don Peter Fleetwood e la Dottoressa Teresa Osório Gonçalves, che hanno lavorato con
    energia e impegno per poterlo redigere.

    [00155-01.01] [Testo originale: Italiano]

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  2. #2
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    Predefinito

    La setta del gesuita Cappelletto, che è una setta "new age" può dunque papparsi le New Age ufficiali?
    Quei gesuiti usano tecniche di isolamento sociale, di deprivazione ambientale, per i loro adepti, sì da farne dei setta-dipendenti incapaci di muoversi autonomamente nella società.
    I gesuiti possono!?
    Chi fa meglio e con più rispetto di loro non può!?

 

 

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