I massoni: siamo discriminati
di SANDRO RENZI
PORTO SAN GIORGIO — Un duro attacco alla Regione Marche è stato lanciato ieri sera a Porto San Giorgio dal Gran maestro del Grande Oriente d'Italia di Palazzo Giustiniani che addirittura è arrivato a ipotizzare lo scioglimento del consiglio regionale delle Marche e la conseguente rimozione del presidente D’Ambrosio se non si darà seguito alla sentenza della Corte europea che ha sancito la illegittimità dell’art. 5 della legge 34-96 che stabilisce l’obbligo per i candidati alle cariche regionali di dichiarare la «non appartenenza a logge massoniche».
«Fino ad oggi né il Governo italiano né il consiglio regionale marchigiano (che non ha trovato un accordo sul punto) hanno prodotto un provvedimento per dare corso alla sentenza» ha detto il gran maestro del Grande Oriente, avv. Gustavo Raffi giunto ieri nel comune rivierasco. L' art. 126 della Costituzione del resto consente al Capo dello Stato di sciogliere effettivamente il Consiglio e rimuovere il presidente della Regione nel caso di inadempienze di legge gravi. Il Comitato dei ministri del Consiglio d'Europa tornerà ad esaminare nella sessione dell'11 e 12 febbraio la controversa questione, ossia la mancata ottemperanza da parte del Governo italiano e del Consiglio regionale alla sentenza della Corte europea che il 2 agosto 2001 statuì l'illegittimità dell' articolo 5 della legge della Regione Marche n. 34 del '96. Si prospetta come estrema conseguenza la sospensione dello stato italiano dall’organizzazione europea e in caso di reiterata inosservanza del dettato della Corte anche la espulsione dall’Unione.
«La Corte europea dei diritti umani— ha sottolineato Raffi, che rappresenta la maggiore associazione massonica italiana — ha accertato la violazione da parte dello Stato italiano dell'articolo 11 della Convenzione proprio in relazione alla legge delle Marche, condannando il Governo a pagare 10 milioni di vecchie lire e le spese legali. La sentenza è diventata definitiva ed è stata trasmessa al Comitato dei ministri per il controllo della sua esecuzione. «Ma al di là della somma versata - ha aggiunto Raffi - a tutt'oggi non risulta che sia stata adottata alcuna misura idonea a mettere fine alla violazione dell' art. 11 della Convenzione». Sul tavolo del Davide Palace Hotel anche l’ex sottosegretario repubblicano Enrico Ermelli Cupelli e Vittorio Gnocchini, che ha ripercorso le principali tappe storiche della massoneria italiana che nel 2005 compirà 200 anni di storia.




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