Guerra, solo accordo di minima per l'Ulivo: più tempo per gli ispettori dell'Onu
di red
Un gran lavorio in Transatlantico, con consultazioni in ogni angolo tra leader e segretari del centrosinistra, è quello che si è visto prima e dopo l'intervento di Berlusconi in aula a Montecitorio sulla guerra. L'Ulivo cerca uno sbocco non lacerante dopo aver sfiorato la spaccatura nella riunione di mercoledì. Il documento di mediazione è stato scritto da Luciano Violante insieme a Piero Fassino e dopo aver discusso con alcuni esponenti del "correntone". Si tratta di poche righe, un documento estremamente stringato che chiede essenzialmente più tempo per la missione degli ispettori dell'Onu e non chiede invece una seconda risoluzione del Consiglio di Sicurezza.
Le consultazioni stanno andando bene e il documento riceve consensi da Margherita, Udeur, Sdi, Ds e anche da Verdi e Pdci. Ma questi ultimi due partiti lo ritengono non sufficiente e insistono per sottoporre alla riunione plenaria della coalizione anche la mozione presentata mercoledì sera con la quale si prende posizione contro una eventuale concessione dello spazio aereo e delle basi sul territorio italiano per l'aviazione statunitense. La "conta" avverrà comunque la prossima settimana. La riunione dell'Ulivo inizialmente convocata per giovedì sera è stata infatti aggiornata.
Nella riunione di mercoledì notte l'espressione, un po' aulica, su cui si è acceso il dibattito è : «Ivi compresi...». Tutti i dissensi si sono coagulati lì. Una parte dell’Ulivo è d’accordo, al momento, sul no alla guerra, ma non intende compiere gesti di rottura con l’Onu - in nessun caso - e non vuole escludere in linea di principio la concessione agli Usa, da parte dell’Italia, delle basi militari che stanno nel nostro territorio e del diritto di sorvolo dei nostri cieli ai caccia militari americani. C’è invece un’altra parte dell’Ulivo, ed è la maggioranza, che vuole un no netto alla guerra, comunque, e non ritiene che un eventuale cedimento dell’Onu alle pretese degli Stati Uniti, possa indurre l’Italia (ed in particolare il centrosinistra italiano) ad avallare in nessun modo l’azione militare contro Saddam. Gli ottimisti dicono che il dissenso è piccolo, i pessimisti dicono che è grande, e che l’Ulivo, ha una sola speranza di mantenere la sua unità: che la debolezza della posizione americana all’Onu spinga il Consiglio di sicurezza a non fornire nessuna forma di legittimazione della guerra. In questo caso l’Ulivo sarebbe unito, e i guai inizierebbero nel centrodestra.
L’assemblea di tutti i parlamentari dell’Ulivo si è riunita imercoledì sera in un grande salone al primo piano di Montecitorio è stata presieduta da Violante e Castagnetti. Violante, ha inizialmente sottoposto ai convenuti il testo di una mozione concordata dai capigruppo dell’Ulivo. E’ il riassunto dell’ordine del giorno approvato la settimana scorsa dal Parlamento europeo - di netta condanna della guerra - con il voto unanime di tutte le sinistre (dai settori liberali fino ai verdi e ai comunisti). Il testo però è arricchito da una frase (solo una frase) tutta italiana: «ivi compresi l’uso delle basi e il sorvolo dello spazio aereo...». Questa breve frase impegna il governo italiano a negare agli Usa qualsiasi supporto, e anzi ad ostacolare la guerra. Violante spiega ai giornalisti che sul 90 per cento del testo concordato c’è l’accordo di tutti, e che solo su quelle 11 brevi parole ci sono dei dissensi.
E ora Verdi e comunisti italiani insistono per riproporla così anche alla riunione della prossima settimana. Anche se per Clemente Mastella (Udeur) la frase equivale a una decisione di uscita dell’Italia dalla Nato ed è perciò inammissibile.
Sullo sfondo, naturalmente, l’altro problema irrisolto: il rapporto con Rifondazione Comunista e col movimento pacifista. Soprattutto in vista della giornata della pace, il 15 febbraio, che coinvolgerà una cinquantina di capitali in tutto il mondo e che vedrà probabilmente una manifestazione oceanica a Roma. Rifondazione incalza l’Ulivo. Voleva che l’Ulivo decidesse di mettere al voto una mozione pacifista già prima dell'intervento di Berlusconi davanti alle Camere. Non lo ha ottenuto e questo ha spinto il capogruppo del Prc, Giordano, a scrivere una lettera di protesta ai leader dell’Ulivo. Ma probabilmente si dovrà attendere martedì prossimo per una posizione dell'Ulivo.
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