User Tag List

Pagina 1 di 3 12 ... UltimaUltima
Risultati da 1 a 10 di 22

Discussione: Cermis ferita aperta

  1. #1
    Hanno assassinato Calipari
    Data Registrazione
    09 Mar 2002
    Località
    "Il programma YURI il programma"
    Messaggi
    69,195
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Cermis ferita aperta

    A cinque anni dalla tragedia, un libro scritto dai legali delle vittime racconta la strage impunita

    Cermis ferita aperta

    Vittorio Bonanni
    Era il 3 febbraio del 1998 in Val di Fiemme. Una delle valli più belle del Trentino, al confine con l'Alto Adige. Un luogo che attira ogni anno migliaia di turisti, sciatori e amanti della montagna. Quell'anno però per venti persone - tedeschi, olandesi, belgi, polacchi, austriaci e italiani - la tanto agognata vacanza si trasformò in una terribile tragedia, assolutamente inaspettata. E non si trattò di una slavina o di un guasto alla funivia, come accadde drammaticamente il 9 marzo del 1976, quando morirono quarantasei persone. Questa volta la morte arrivò dall'alto, da un jet americano partito da una base Nato, che, per un atto di spavalderia del pilota, cominciò a volare a bassa quota tranciando di netto il cavo portante dalla funivia. Un fatto gravissimo che indignò l'intero paese e pose ancora una volta il problema dello strapotere pressoché illimitato del personale militare americano in Italia, uno strapotere che venne confermato dall'assoluzione dei militari colpevoli della tragedia, processati negli Stati Uniti.

    A cinque anni da quel terribile episodio Alessandro Comola e Alberto Mioni, avvocati che hanno assistito i familiari delle vittime, hanno presentato ieri a Roma il libro Cermis. Il prezzo di una tragedia (Sperling & Kupfer Editori, pp 222, euro 15), un testo che ricostruisce tutta la vicenda umana e giudiziaria fino alla vittoria, certamente molto parziale, dell'8 febbraio 2000, quando il governo D'Alema decise l'indennizzo di tre miliardi e ottocento milioni per ogni persona deceduta e un miliardo e cinquecento milioni per ogni superstite. «Abbiamo realizzato questo libro - dice l'avvocato Comola - a futura memoria di questa vicenda che ha avuto questo andamento così alterno e per certi versi non soddisfacente. In questo senso abbiamo raccolto tutta la documentazione che avevamo e abbiamo fatto una sorta di cronistoria, di diario della nostra storia professionale ed umana.» Il legale sottolinea l'importanza del ruolo che ha assunto l'Associazione dei familiari delle vittime: «L'Associazione è stata il motore sempre attento e puntuale di tutta questa storia. Credo che è anche grazie a loro che siamo riusciti ad arrivare a dei risultati tangibili. Questi risarcimenti straordinari sono in qualche misura anche il riconoscimento di una responsabilità di fondo sia da parte americana che italiana.»
    Per Klaus Stampfl, presidente dell'Associazione, obiettivo del loro lavoro è quello di «evitare che nel futuro incidenti di questo tipo non accadano più. I voli bassi nella nostra zona sono diminuiti del 99% e questo anche grazie alle nostre pressioni.» Stampfl stigmatizza il comportamento del governo degli Stati Uniti: «E' stato molto grave che siano stati condannati solo per aver occultato le prove e non per aver ucciso venti persone.»

    Ed è proprio l'impunità garantita ai piloti che indigna e che mette sostanzialmente in secondo piano il pur importante obiettivo raggiunto del risarcimento. Il libro ricorda bene quei momenti terribili dell'assoluzione: «Capitano Richard Ashby, questa Corte la dichiara non colpevole di tutti i capi di accusa per i quali è stato chiamato a rispondere.» Grida di giubilo, una gioia assolutamente cinica, si levarono quando venne pronunciato questo ennesimo atto di ingiustizia nei confronti dei più deboli, dei poveri parenti delle vittime che, dopo aver ascoltato si guardarono «attoniti, incapaci di credere di aver sentito davvero pronunciare quelle parole, di dover assistere a quell'esplosione di gioia.»
    Un atto che confermava quello che gli stessi avvocati definirono "scippo di giustizia": «I più recenti accadimenti - scrissero i due legali subito dopo la notizia dell'assoluzione - hanno confermato quanto già evidenziato al momento dell'assegnazione del processo agli Usa, e cioè che si era verificato un vero e proprio scippo di giustizia ai danni delle famiglie colpite dal disastro della funivia del Cermis.»
    Il verdetto, un vero e proprio schiaffo all'Italia, divenne un pugno in quanto venne letto proprio in concomitanza dell'arrivo negli Stati Uniti dell'allora presidente del Consiglio Massimo D'Alema. Un episodio che si situava in un momento delicatissimo dello scenario internazionale. Era il 4 marzo del '99 e si era alla vigilia della guerra del Kosovo. Come ipotizzano gli autori di Cermis, D'Alema, di fronte all'assoluzione dei piloti, pose delle condizioni per dare la propria disponibilità ad appoggiare quella sciagurata guerra e, come ricorda il libro, «sollevò il segreto di Stato su alcuni accordi bilaterali denunciati dal procuratore della Repubblica Granero nella richiesta di rinvio a giudizio... consegnò il 10 marzo ai magistrati il Bia, cioè il patto sottoscritto nel 1954 da Italia e Stati Uniti e... al Parlamento consegnò invece il memorandum d'intesa del '93 riguardante la concessione della base di Aviano.»

    Piccoli dispetti agli Usa per rispondere da un lato alla grave sentenza del Cermis e dall'altro per porre le condizioni per dire sì ad un conflitto. Certamente un quadro triste e comunque di suddidanza. Poi nella drammatica vicenda trentina si inserì anche la storia di Silvia Baraldini, detenuta ingiustamente negli Stati Uniti e per la liberazione della quale la sinistra in Italia si batteva da anni, scontrandosi però contro il muro di gomma americano. Un muro che improvvisamente cominciò ad afflosciarsi fino a scomparire. Allora il guardasigilli era Oliviero Diliberto, che da tempo si occupava della vicenda della nostra concittadina. I dubbi di uno scambio furono immediati e Klaus, presidente dell'Associazione delle vittime, li espresse con grande chiarezza in un comunicato stampa che il libro riporta: «L'Associazione non ha nulla in contrario al rientro di Silvia Baraldini, visto che esiste una convenzione internazionale che lo prevede. Ciò nonostante non si può non notare come ci sia stato un inatteso impulso alla soluzione della vicenda Baraldini con una preoccupante contestualità rispetto all'assoluzione di Ashby.»

    •   Alt 

      TP Advertising

      advertising

       

  2. #2
    Registered User
    Data Registrazione
    26 Oct 2002
    Messaggi
    259
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Re: Cermis ferita aperta

    Originally posted by yurj
    A cinque anni dalla tragedia, un libro scritto dai legali delle vittime racconta la strage impunita

    Cermis ferita aperta

    Vittorio Bonanni
    Era il 3 febbraio del 1998 in Val di Fiemme. Una delle valli più belle del Trentino, al confine con l'Alto Adige. Un luogo che attira ogni anno migliaia di turisti, sciatori e amanti della montagna. Quell'anno però per venti persone - tedeschi, olandesi, belgi, polacchi, austriaci e italiani - la tanto agognata vacanza si trasformò in una terribile tragedia, assolutamente inaspettata. E non si trattò di una slavina o di un guasto alla funivia, come accadde drammaticamente il 9 marzo del 1976, quando morirono quarantasei persone. Questa volta la morte arrivò dall'alto, da un jet americano partito da una base Nato, che, per un atto di spavalderia del pilota, cominciò a volare a bassa quota tranciando di netto il cavo portante dalla funivia. Un fatto gravissimo che indignò l'intero paese e pose ancora una volta il problema dello strapotere pressoché illimitato del personale militare americano in Italia, uno strapotere che venne confermato dall'assoluzione dei militari colpevoli della tragedia, processati negli Stati Uniti.

    A cinque anni da quel terribile episodio Alessandro Comola e Alberto Mioni, avvocati che hanno assistito i familiari delle vittime, hanno presentato ieri a Roma il libro Cermis. Il prezzo di una tragedia (Sperling & Kupfer Editori, pp 222, euro 15), un testo che ricostruisce tutta la vicenda umana e giudiziaria fino alla vittoria, certamente molto parziale, dell'8 febbraio 2000, quando il governo D'Alema decise l'indennizzo di tre miliardi e ottocento milioni per ogni persona deceduta e un miliardo e cinquecento milioni per ogni superstite. «Abbiamo realizzato questo libro - dice l'avvocato Comola - a futura memoria di questa vicenda che ha avuto questo andamento così alterno e per certi versi non soddisfacente. In questo senso abbiamo raccolto tutta la documentazione che avevamo e abbiamo fatto una sorta di cronistoria, di diario della nostra storia professionale ed umana.» Il legale sottolinea l'importanza del ruolo che ha assunto l'Associazione dei familiari delle vittime: «L'Associazione è stata il motore sempre attento e puntuale di tutta questa storia. Credo che è anche grazie a loro che siamo riusciti ad arrivare a dei risultati tangibili. Questi risarcimenti straordinari sono in qualche misura anche il riconoscimento di una responsabilità di fondo sia da parte americana che italiana.»
    Per Klaus Stampfl, presidente dell'Associazione, obiettivo del loro lavoro è quello di «evitare che nel futuro incidenti di questo tipo non accadano più. I voli bassi nella nostra zona sono diminuiti del 99% e questo anche grazie alle nostre pressioni.» Stampfl stigmatizza il comportamento del governo degli Stati Uniti: «E' stato molto grave che siano stati condannati solo per aver occultato le prove e non per aver ucciso venti persone.»

    Ed è proprio l'impunità garantita ai piloti che indigna e che mette sostanzialmente in secondo piano il pur importante obiettivo raggiunto del risarcimento. Il libro ricorda bene quei momenti terribili dell'assoluzione: «Capitano Richard Ashby, questa Corte la dichiara non colpevole di tutti i capi di accusa per i quali è stato chiamato a rispondere.» Grida di giubilo, una gioia assolutamente cinica, si levarono quando venne pronunciato questo ennesimo atto di ingiustizia nei confronti dei più deboli, dei poveri parenti delle vittime che, dopo aver ascoltato si guardarono «attoniti, incapaci di credere di aver sentito davvero pronunciare quelle parole, di dover assistere a quell'esplosione di gioia.»
    Un atto che confermava quello che gli stessi avvocati definirono "scippo di giustizia": «I più recenti accadimenti - scrissero i due legali subito dopo la notizia dell'assoluzione - hanno confermato quanto già evidenziato al momento dell'assegnazione del processo agli Usa, e cioè che si era verificato un vero e proprio scippo di giustizia ai danni delle famiglie colpite dal disastro della funivia del Cermis.»
    Il verdetto, un vero e proprio schiaffo all'Italia, divenne un pugno in quanto venne letto proprio in concomitanza dell'arrivo negli Stati Uniti dell'allora presidente del Consiglio Massimo D'Alema. Un episodio che si situava in un momento delicatissimo dello scenario internazionale. Era il 4 marzo del '99 e si era alla vigilia della guerra del Kosovo. Come ipotizzano gli autori di Cermis, D'Alema, di fronte all'assoluzione dei piloti, pose delle condizioni per dare la propria disponibilità ad appoggiare quella sciagurata guerra e, come ricorda il libro, «sollevò il segreto di Stato su alcuni accordi bilaterali denunciati dal procuratore della Repubblica Granero nella richiesta di rinvio a giudizio... consegnò il 10 marzo ai magistrati il Bia, cioè il patto sottoscritto nel 1954 da Italia e Stati Uniti e... al Parlamento consegnò invece il memorandum d'intesa del '93 riguardante la concessione della base di Aviano.»

    Piccoli dispetti agli Usa per rispondere da un lato alla grave sentenza del Cermis e dall'altro per porre le condizioni per dire sì ad un conflitto. Certamente un quadro triste e comunque di suddidanza. Poi nella drammatica vicenda trentina si inserì anche la storia di Silvia Baraldini, detenuta ingiustamente negli Stati Uniti e per la liberazione della quale la sinistra in Italia si batteva da anni, scontrandosi però contro il muro di gomma americano. Un muro che improvvisamente cominciò ad afflosciarsi fino a scomparire. Allora il guardasigilli era Oliviero Diliberto, che da tempo si occupava della vicenda della nostra concittadina. I dubbi di uno scambio furono immediati e Klaus, presidente dell'Associazione delle vittime, li espresse con grande chiarezza in un comunicato stampa che il libro riporta: «L'Associazione non ha nulla in contrario al rientro di Silvia Baraldini, visto che esiste una convenzione internazionale che lo prevede. Ciò nonostante non si può non notare come ci sia stato un inatteso impulso alla soluzione della vicenda Baraldini con una preoccupante contestualità rispetto all'assoluzione di Ashby.»
    Molti albergatori valligiani hanno deciso di rifiutare turisti americani per protesta contro la mancata punizione dei responsabili.

  3. #3
    AUTOSOSPESO!!!!
    Data Registrazione
    12 Jun 2002
    Località
    Firenze
    Messaggi
    98,653
    Inserzioni Blog
    1
    Mentioned
    1407 Post(s)
    Tagged
    3 Thread(s)

    Predefinito Re: Re: Cermis ferita aperta

    Originally posted by antibb


    Molti albergatori valligiani hanno deciso di rifiutare turisti americani per protesta contro la mancata punizione dei responsabili.
    Non vdo cosa c'entrano i cittadini americani, il rifuto deve essere fatto all'esercito americano, al governo americano che una volta tanto imparino a stare a casina loro e se volgio addestrarsi che lo facciano a Manatthan o dove voglio loro, ma nei loro territori, dovrebbe essere arrivato il momento di dire no alla loro supremazia e alla loro occupazione, via gli Usa dall'italia come da altri paesi.
    C'e' chi continua a sostenere un amicizia con gli americani, io sono amico di molti americani, americani del popolo, ma non mi sento amico nè della politica nè delle scelte infelici di questa grande nazione.

  4. #4
    Mjollnir
    Ospite

    Predefinito Re: Re: Re: Cermis ferita aperta

    Originally posted by FLenzi


    Non vdo cosa c'entrano i cittadini americani, il rifuto deve essere fatto all'esercito americano, al governo americano
    C'e' chi continua a sostenere un amicizia con gli americani, io sono amico di molti americani, americani del popolo, ma non mi sento amico nè della politica nè delle scelte infelici di questa grande nazione.
    In una democrazia compiuta il governo non è che il rappresentante della volontà dei cittadini. Si meritano a vicenda.

    P.S. tu hai mai visto degli americani protestare contro l'assoluzione dei piloti ?

  5. #5
    AUTOSOSPESO!!!!
    Data Registrazione
    12 Jun 2002
    Località
    Firenze
    Messaggi
    98,653
    Inserzioni Blog
    1
    Mentioned
    1407 Post(s)
    Tagged
    3 Thread(s)

    Predefinito Re: Re: Re: Re: Cermis ferita aperta

    Originally posted by Mjollnir


    In una democrazia compiuta il governo non è che il rappresentante della volontà dei cittadini. Si meritano a vicenda.

    P.S. tu hai mai visto degli americani protestare contro l'assoluzione dei piloti ?
    Gli americani sono cosi', la maggior parte di loro non sa neanche cosa sia effetivamente successo. L'ignoranza in campo politico tra gli americani e' altissima, basta vesere l'affluenza alle elezioni, la cosa e' fatta appositamente perchè sono sempre i soliti che vanno alle elezioni.
    Bush non espressione della maggioranza del popolo ma delle multinazionali del petrolio e delle armi.

  6. #6
    Mjollnir
    Ospite

    Predefinito Re: Re: Re: Re: Re: Cermis ferita aperta

    Originally posted by FLenzi


    Gli americani sono cosi', la maggior parte di loro non sa neanche cosa sia effetivamente successo. L'ignoranza in campo politico tra gli americani e' altissima, basta vesere l'affluenza alle elezioni, la cosa e' fatta appositamente perchè sono sempre i soliti che vanno alle elezioni.
    Bush non espressione della maggioranza del popolo ma delle multinazionali del petrolio e delle armi.
    Quindi possiamo affermare che gli USA non sono un sistema democratico...

  7. #7
    Hanno assassinato Calipari
    Data Registrazione
    09 Mar 2002
    Località
    "Il programma YURI il programma"
    Messaggi
    69,195
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Che banalita'. Probabilmente hanno altre priorita'.

    il problema e' il diritto, non sono i cittadini.

  8. #8
    Mjollnir
    Ospite

    Predefinito

    Col diritto gli USA ci fanno quello che vogliono. L'unico che riconoscono e' quello di fare i propri interessi. A questo punto il problema diventa proprio se dobbiamo considerare corresponsabili gli americani di quello che fa il loro governo.

  9. #9
    Ospite

    Predefinito Re: Cermis ferita aperta

    Originally posted by yurj
    A cinque anni dalla tragedia, un libro scritto dai legali delle vittime racconta la strage impunita

    Cermis ferita aperta

    «L'Associazione non ha nulla in contrario al rientro di Silvia Baraldini, visto che esiste una convenzione internazionale che lo prevede. Ciò nonostante non si può non notare come ci sia stato un inatteso impulso alla soluzione della vicenda Baraldini con una preoccupante contestualità rispetto all'assoluzione di Ashby.»

    allegri Koms.....stavolta per liberare una terrorista vi è bastato scambiarla con le vite di associali borghesi che andavano a sciare probabilmente con denaro sottratto alle "casseoperaie"

  10. #10
    Hanno assassinato Calipari
    Data Registrazione
    09 Mar 2002
    Località
    "Il programma YURI il programma"
    Messaggi
    69,195
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Re: Re: Cermis ferita aperta

    Originally posted by Fra Dolcino



    allegri Koms.....stavolta per liberare una terrorista vi è bastato scambiarla con le vite di associali borghesi che andavano a sciare probabilmente con denaro sottratto alle "casseoperaie"
    Sciacallo.

 

 
Pagina 1 di 3 12 ... UltimaUltima

Discussioni Simili

  1. Cermis
    Di Lotta Europea nel forum Politica Europea
    Risposte: 23
    Ultimo Messaggio: 14-02-11, 17:11
  2. Cermis 3-2-98
    Di Lotta Europea nel forum Destra Radicale
    Risposte: 6
    Ultimo Messaggio: 04-02-11, 22:29
  3. Foibe: una Ferita ancora aperta perché ignorata
    Di Daltanius nel forum Politica Nazionale
    Risposte: 0
    Ultimo Messaggio: 09-02-10, 21:56
  4. Cermis
    Di yurj nel forum Politica Nazionale
    Risposte: 65
    Ultimo Messaggio: 27-09-05, 23:41

Tag per Questa Discussione

Permessi di Scrittura

  • Tu non puoi inviare nuove discussioni
  • Tu non puoi inviare risposte
  • Tu non puoi inviare allegati
  • Tu non puoi modificare i tuoi messaggi
  •  

1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 31 32 33 34 35 36 37 38 39 40 41 42 43 44 45 46 47 48 49 50 51 52 53 54 55 56 57 58 59 60 61 62 63 64 65 66 67 68 69 70 71 72 73 74 75 76 77 78 79 80 81 82 83 84 85 86 87 88 89 90 91 92 93 94 95 96 97 98 99 100 101 102 103 104 105 106 107 108 109 110 111 112 113 114 115 116 117 118 119 120 121 122 123 124 125 126 127 128 129 130 131 132 133 134 135 136 137 138 139 140 141 142 143 144 145 146 147 148 149 150 151 152 153 154 155 156 157 158 159 160 161 162 163 164 165 166 167 168 169 170 171 172 173 174 175 176 177 178 179 180 181 182 183 184 185 186 187 188 189 190 191 192 193 194 195 196 197 198 199 200 201 202 203 204 205 206 207 208 209 210 211 212 213 214 215 216 217 218 219 220 221 222 223 224 225 226