...Cavaliere.
Da Il Foglio:
Frastornati dalla ferma cautela del discorso del presidente del Consiglio alle Camere, almeno quanto impauriti dalle sue recenti parole sulla giustizia, gli oppositori hanno sparato aggettivi a casaccio e si sono regolarmente divisi in tre: gli estremisti più o meno cofferatiani che agitano la bandiera dei "partigiani della pace", tornati agli anni Cinquanta nel segno di un vecchio e consolante antiamericanismo; i moderati della Margherita, che continuano a dire sottovoce e a denti stretti le verità un po' berlusconiane che i girotondati non vogliono ascoltare; il genio pontieri dei D'Alema e dei Fassino, che improvvisando argomenti opportunisti per cercare di cancellare il ricordo della guerra giusta, quella del Kosovo, da loro sponsorizzata in nome dell'internazionalismo democratico e dei posti di governo e sottogoverno.
La cosa più sciocca l'ha detta il più intelligente, come succede ormai spesso tra i Ds. Per Massimo D'Alema Berlusconi ha nascosto la verità, e cioè che il governo italiano ha spaccato l'Europa con il documento degli Otto. A parte che semmai quel documento l'ha ragruppata, l'Europa, e proprio nella sua nuova direzione strategica, l'allargamento a est. A parte che non ha spaccato niente, ha solo impedito che un improbabile asse franco-tedesco, due politiche estere diverse e una sola retorica prepotente ed esclusiva, la mettesse in mutande, l'Europa. Ma poi è chiaro che il tono pacato e l'argomentazione attenta del premier honno messo a nudo l'estrema debolezza della sinistra, incapace di accettare, sotto il ricatto della piazza da essa stessa evocata, un elementare patto politico proposto a chare lettere: diciamo tutti insieme che vogliamo scongiurare la guerra e che per questo occorre la massima unità nel dissuadere Saddam Hussein attraverso l'appoggio al build up, attraverso la diplomazia Onu, con gli ispettori e la coalizione multilaterale.
Una sinistra intelligente, sicura di sè e matura avrebbe non una ma mille volte reagito con calma e riflessività. Avrebbe detto che c'erano degli elementi nuovi nelle parole deo premier, che su Saddam no ci si divider, almeno fino alla decisione finale. E avrebbe applaudito gli Alpini alla Camera, come ha poi fatto al Senato, senza esporsi alla figuraccia di cui in paese cinico come l'Italia è capace d prendere nota.
Il problema è semplice: non ci sanno fare, hanno sbagliato mestiere.
saluti




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