da http://www.jobpilot.it/content/journ...es/021115.html
Il lavoro va dove ci sono le aziende. Le aziende vanno là dove le condizioni di sviluppo sono migliori. Dall'indagine "European Cities Monitor" risulta che Milano...
Lavorare sì ma dove? Dove ti porta l'azienda, per esempio. Secondo l'ultima edizione dell'indagine annuale "European Cities Monitor", condotta dal colosso delle consulenze immobilari Cushman, Wakefield Healey & Baker, le aziende si installano là dove maggiori sono le risorse reperibili, soprattutto umane. L'indagine è stata condotta su un campione di oltre 500 imprese fra le più importanti di tutta Europa che hanno indicato, secondo vari parametri, quali sono le migliori business locations. Passando dall'undicesimo all'ottavo posto rispetto all'anno scorso, Milano si conferma fra le migliori dieci su un totale di 30 città europee. Invertendo i termini, il risultato dell'equazione è scontato.
Se Milano rientra nelle top ten come migliore location e rappresenta la meta futura per il 38% delle aziende e multinazionali intervistate, sarà a Milano che confluirà la maggior parte dell'attività occupazionale. Piove sul bagnato, si dirà, visto che la massima concentrazione imprenditoriale italiana si identifica già con il capoluogo lombardo, è però interessante capire quali sono, tra gli altri, i fattori che concorrono a mantenere la leadership meneghina. L'accesso ai mercati, la funzionalità dei trasporti internazionali e, sopra ogni cosa, la possibilità di reperire personale qualificato sono alcuni degli elementi chiave della ricerca. Milano risulta al sesto posto per la presenza di professionalità di alto livello, subito dopo Brussel e Monaco, è strategica per la facilità d'accesso ai mercati e per l'organizzazione dei trasporti internazionali.
Tiepido invece il giudizio sulla presenza di infrastrutture, che fa slittare la città all'undicesimo posto, mentre risulta al dodicesimo per il costo del lavoro.Undicesima anche per quanto riguarda la qualità della vita, che non eccelle come invece accade a Barcellona, prima in assoluto. Peggio per quanto riguarda le condizioni imprenditoriali - come tasse, incentivi economici e finanziamenti - responsabilità governativa valida a far slittare Milano al sedicesimo posto, preceduta da Lisbona, Praga e Varsavia. A questo riguardo, è Dublino a tenere testa alla classifica dando ragione alla recente apertura a finanziamenti, soprattutto stranieri, per combattere con successo una seria recessione economica e occupazionale.
La posizione più bassa Milano la raggiunge comunque sul rapporto qualità/prezzo degli spazi. Gi affitti esorbitanti degli uffici fanno precipitare il capoluogo lombardo al ventesimo posto, rappresentando un ostacolo non indifferente. La città della Madonnina perde quota anche sul versante inquinamento mentre Stoccolma, Helsinki, Oslo e Zurigo sono le città preferite perché pulite. Cieli limpidi e vivibili costituiscono così dei fattori importanti per localizzare la propria azienda o le proprie filiali, segno di un'attenzione all'ambiente sempre più vivo.
Ma chi vince? Nel contesto complessivo, Londra, Parigi e Francoforte distanziano di parecchie lunghezze il resto del campione. Fra le qualità migliori anche le lingue conosciute dai residenti e, quindi, dai papabili candidati. A Londra come ad Amsterdam e a Brussell è facile trovare profili medio alti in grado di parlare più lingue. Poliglotti e disposti a spostarsi sono così gli elementi che emergono dall'indagine e caratterizzano le risorse del futuro o, per lo meno, rappresentano ciò di cui le aziende sono alla ricerca. Insomma, per trovare lavoro sembra proprio che si debba essere disposti a cambiare. Ambiente, casa, luogo, lingua e vita. Non è una condizione ideale ed è un po' controcorrente rispetto a quella globalizzazione che ci vorrebbe invece serviti di tutto indipendentemente dalla nostra residenza, eppure è così. In Italia come altrove, le condizioni di sviluppo migliori attraggono aziende, soldi, business e lavoro, dando vita ad un effetto volano




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