User Tag List

Pagina 3 di 3 PrimaPrima ... 23
Risultati da 21 a 27 di 27
Like Tree2Likes

Discussione: Parmigianino: l'alchimia come arte

  1. #21
    Sognatrice
    Data Registrazione
    05 Mar 2002
    Località
    Piacenza
    Messaggi
    10,985
    Mentioned
    15 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    PARMIGIANINO, APPUNTI E ALTRO
    di Carduccio Parizzi

    Francesco e Antonio, Paola e Giovanna… Ma andiamo con ordine.
    Il ventenne Francesco Mazzola detto Parmigianino arriva a Fontanellato nel 1523. Nella magnifica Rocca circondata dall'acqua, Galeazzo Sanvitale l'ha chiamato a decorare una buia e nascosta saletta. Un regalo per la moglie Paola Gonzaga.

    Pochi anni prima, nell'inquieta Parma del 1519, al trentenne Antonio Allegri detto Correggio si rivolge, per la decorazione della sua camera, la battagliera e mondana Giovanna da Piacenza, badessa del convento di San Paolo.

    Francesco e Antonio, l'uno non ancora Parmigianino l'altro già Correggio, s'incontrano sui ponteggi della cupola di San Giovanni dove il Correggio sta affrescando. S'incontrano e si piacciono. Arrampicati sui ponteggi è amore, artistico, a prima vista. Il giovane Mazzola-Parmigianino, che è sveglio e già bravo, conquista sul campo la fiducia. Gli viene consentito, a lui l'ultimo arrivato, d'eseguire i putti che si trovano a fianco di San Luca e di Sant'Ambrogio, nonchè, nella sottostante base dell'arco, "Caino e Abele". Apprendistato con i fiocchi! Insomma, si conoscevano i due. Maestro e allievo, e l'allievo, come accade nell'ovvio di questo mondo e fors'anche nell'altro, già pensava a marcare una distanza dal maestro.

    Ma torniamo alla nostra storia di badesse, nobildonne, allievi, maestri, camere e salette. Se a fare rincontrare il maestro Allegri-Correggio con l'allievo Mazzola-Parmigianino ci pensa, a cinquecento anni esatti dalla nascita di quest'ultimo, l'itinerario "Le arti e le corti, alla scoperta del Rinascimento nella provincia di Parma" (www.parmigianino2003.it), ad unire due splendide signore rinascimentali è una terza donna, anzi una dea: Diana... E' infatti con le immagini della dea cacciatrice, simbolo di una femminilità fiera e di una castità voluta e ricercata, che entrambe decidono di decorare le loro stanze. E non basta l'analogia tematica a farci curiosi viaggiatori tra Parma e Fontanellato, c'è anche un'analogia d'impostazione: le due stanze hanno la medesima organizzazione spaziale e il medesimo gioco illusionistico tra padiglioni di verzura e rosei putti. Solo le intenzioni delle committenti sono, di sicuro, diverse ma, allo stesso tempo, inafferrabili per noi che cerchiamo di interpretarle con i codici della nostra cultura. Dunque, impresa ardita svolazzare tra le ipotesi.

    Rimane il testo pittorico, dell'una e dell'altra stanza, pieno di significanze e insoluti enigmi, poesia che si aggiunge a poesia, soprattutto stile che si fa riconoscere e distingue per disegno, tratto, colore, spazio che contiene l'insieme.
    Eppure... eppure, al di là delle intenzioni e delle interpretazioni, è ancora una volta il destino - una oscura alchimia, direbbe il Parmigianino del Vasari - che si fa carico di accomunare la Diana di Fontanellato con quella della camera di San Paolo. Da non crederci! Entrambe le stanze rimangono, da subito e fin verso il settecento, volutamente ed ostinatamente, nascoste. L'una per volontà di una Paola Gonzaga che, disperata per la morte del figlioletto, rivede nella storia di Diana e Atteone la cifra della sua privata sventura e, per questo, si fa tristissima e unica visitatrice di quel piccolo camerino affrescato dal Parmigianino; l'altra per un reiterato (tosta la badessa!) decreto papale che, nel 1524, interviene definitivamente contro la mondanità di cui godono le monache del convento di Parma, imponendo la stretta clausura e quindi l'interdizione, della sala affrescata dal Correggio, da occhi profani.

    Un velo, insomma, un poco come il sorriso delle Vergini Stolte e l'inquietudine della Vergini Sagge, invisibile per secoli quaggiù a noi mortali, lassù in alto nella volta della Steccata.


    Correggio- Camera di San Paolo (Parma)

    •   Alt 

      TP Advertising

      advertising

       

  2. #22
    Sognatrice
    Data Registrazione
    05 Mar 2002
    Località
    Piacenza
    Messaggi
    10,985
    Mentioned
    15 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Re: Rif: Parmigianino: l'alchimia come arte

    Del Parmigianino, non come valente artista rinascimentale, ma addirittura come membro influente di un poco noto Circolo Alchemico, parla lo scrittore Alberto Bevilacqua nel suo libro La festa parmigiana, avvalendosi anche di appunti dello storico dell'arte Maurizio Fagiolo dell'Arco…

    «… E ancora, per le mortizze si raccontava del Circolo Alchemico che sopravviveva, dal Cinquecento, in capanne tra i pioppi. Gli adepti si ispiravano a Francesco Mazzola, il Parmigianino, e anche Ligabue li andava ascoltando: «Ripetetemi» gli chiedeva «come fu e non fu con la Madonna dal collo lungo»; cercava di imitarla, ma non gli veniva che una leonessa senza collo. Altri pittori, come lui di mano celesta, benché ignorati, si presentavano alle case dei possidenti, leggendo il salvacondotto del Circolo Alchemico, che conservava potere di sortilegio: "Io sono, o signori, un esimio Negromante, filosofo et alchimista, quale avendo con molto studio latinamente appreso cose de l'arte magica..."

    Le dicerie sostenevano che il Parmigianino ricomparisse ai Salici di Capitello, accoppiandosi con la donna della sua Astrologia, tra i simboli del teschio e della sfera armillare. La terza notte di giugno, ammassati i barconi di fronte a Sermide, in prossimità di Isola Schiavi, si stendevano dall'una all'altra imbarcazione le assi di un palcoscenico, che oscillava coi lumi sulle acque, per rappresentare, del mitico Francesco, l'Autoritratto allo specchio... »

    Da La festa parmigiana (Rizzoli editore, pag. 68)

  3. #23
    Nichilismo Cristiano
    Data Registrazione
    02 Apr 2004
    Località
    Parma
    Messaggi
    34,450
    Mentioned
    342 Post(s)
    Tagged
    28 Thread(s)
    Inserzioni Blog
    2

    Predefinito Re: Rif: Parmigianino: l'alchimia come arte

    Parlando di alchimia a Parma, anche se non c'entra direttamente il Parmigianino, bisogna visitare il castello di Torrechiara.
    " Solo i Sith ragionano per assoluti. "
    " Si ! "

  4. #24
    Moderatore
    Data Registrazione
    30 Mar 2009
    Località
    Messina
    Messaggi
    18,415
    Mentioned
    2 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Re: Rif: Parmigianino: l'alchimia come arte

    Il "Diogene" del Parmigianino. Alchimia e geometria

    Il Diogene inciso nel 1527 su invenzione del Parmigianino (1503-1540)1 è stato oggetto di letture che hanno trascurato proprio ciò di cui il filosofo mostra di occuparsi e che merita attenzione perché centrale nell’elaborazione intellettuale dell’artista.

    L’identità di Diogene è riconoscibile dagli attributi alle spalle del personaggio: la lanterna che si associa al detto " cerco l’Uomo ", la botte dell’incontro con Alessandro Magno e il pollo spennato che Diogene avrebbe mandato per beffa a Platone che aveva definito l’uomo " animale bipede, senza piume ". Diogene, ignudo, siede frontalmente su un masso squadrato, la pelliccia trattenuta sul petto all’altezza del cuore gli copre in parte il torace. È assorto nella lettura di un libro appoggiato per terra cui funge da leggio un altro volume, e accompagna con la torsione del busto il gesto del braccio destro che indica con una bastoncino l’illustrazione di un dodecaedro sulla pagina di un terzo libro ai suoi piedi.


    Gian Giacomo Caraglio (?) su invenzione del Parmigianino, Diogene

    CONTINUA A LEGGERE
    Ultima modifica di Tomás de Torquemada; 01-02-13 alle 15:39
    "Tante aurore devono ancora splendere" (Ṛgveda)

  5. #25
    https://www.pcosta.net
    Data Registrazione
    29 Dec 2011
    Messaggi
    7,924
    Mentioned
    409 Post(s)
    Tagged
    10 Thread(s)
    Inserzioni Blog
    18

    Predefinito Re: Parmigianino: l'alchimia come arte

    Alla fine della guerra, mio padre, che era un appassionato di antiquariato, si trovò per le mani questo lacero e degradato dipinto, da cui tuttavia trasparivano le qualità di quel che fu il suo stato originale, una bella Madonna con Bambino di epoca cinquecentesca.


    Lo fece restaurare e, grazie alle alchimie sapienti delle mani di fata di qualche restauratrice, il dipinto fu recuperato alla sua integrità con questo risultato:


    Mio padre lo giudicò attribuibile al tardo Quattrocento emiliano e nel 1946 lo fece vedere al professor Stanzani dell'Accademia di Belle Arti di Bologna per averne un suo giudizio. Il professore di Bologna lo postdatò di mezzo secolo, attribuendolo alla Maniera e in particolare lo giudicò di mano del Parmigianino.
    Avrà visto nelle delicate fattezze della Madonna qualche reminiscenza di Antea?
    Mah... forse nel 1946 il Parmigianino non aveva ancora la fortuna che negli anni successivi gli riconobbe la critica artistica ed era considerato un pittore minore?
    Dico questo perché il mio babbo mise un bel punto interrogativo vicino all'expertise di quel Stanzani e infischiandosene dell'attribuzione continuò a chiamarla la "Madonna del Quattrocento", forse ritenendo la sua attribuzione più prestigiosa di quella del professore oppure perché pensava che quest'ultimo l'avesse sparata grossa assai.
    Così per tutti questi anni la "Madonna del Quattrocento" è rimasta appesa in casa dei miei, e scomparsi entrambi, per via ereditaria è finita a mia sorella.
    Di sicuro, se fosse finita a me, sarebbe ritornata immediatamente - con una trasformazione alchemica degna dello sfortunato pittore - di mano del Parmigianino e la somiglianza con Antea assolutamente evidente: ma non mi posso lamentare, a me è toccata una Madonna di Leonardo da Vinci, o quasi... ehm... moolto quasi...


    ma più la guardo, più mi sembra di scorgere una somiglianza con Antea piuttosto che con Monna Lisa, va a finire che non è di Leonardo ma del Parmigianino pure la mia...

  6. #26
    Sognatrice
    Data Registrazione
    05 Mar 2002
    Località
    Piacenza
    Messaggi
    10,985
    Mentioned
    15 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Re: Parmigianino: l'alchimia come arte



    La saletta di Diana e Atteone è stranamente rimasta per secoli nascosta agli occhi di tutti, anche a quelli del Vasari che, nelle Vite, pur attingendo le informazioni da Girolamo Mazzola Bedoli (parente stretto del Parmigianino), non ne fa minimamente cenno. All'epoca, l'unico modo per accedervi era una porticina situata su un lato e comunicante con una camera attigua. La saletta si presenta con particolarità piuttosto singolari, tali da far riflettere i commentatori che oggi cercano di dare un'interpretazione dell'opera nel suo insieme. L'ambiente è molto piccolo (4,35 X 3,50 m per 3,90 di altezza), circondato da locali di servizio e, stranamente, non situato al piano nobile. In origine era senza finestre. A cosa poteva servire questo ambiente quasi segreto? Si è dibattuto a lungo sulla sua destinazione: secondo alcuni studiosi (Quintavalle, Ghidiglia) semplicemente un'elegantissima sala da bagno, secondo altri (Dell’Arco, Mutti) una trasposizione pittorica di motivi ermetici.

    E, ricordando che il committente, il conte Galeazzo Sanvitale, era un appassionato di alchimia, potrebbero essere significativi questi versi di Antonio Allegretti, alchimista vissuto proprio in quegli anni:

    "Chiunque vuoi provar quanto in quest'Arte
    E con l'ingegno vaglia e con le mani
    Prima da sé ogn 'altra cura scacci,
    E solo a questo habbia la mente intesa:
    Un luogo elegga più che può segreto,
    E lontano dal volgo, dove meni
    La vita quanto può tranquilla e queta.
    Più commoda che grande haver procuri
    Una casa che habbia alcune stanze,
    Da l'altre alquanto separate, dove
    Mitrar si possa a far qualche bell'opra
    0 di mano o d'ingegno; né mai v'entre
    Altri, che quel eh 'a tai bisogni serve,
    Ma non vegga però né intenda quello
    Ch 'entro vi si lavora".


    De la trasmutatione de metalli, XVI secolo




    Saletta di Diana e Atteone, la volta

  7. #27
    Sognatrice
    Data Registrazione
    05 Mar 2002
    Località
    Piacenza
    Messaggi
    10,985
    Mentioned
    15 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Re: Parmigianino: l'alchimia come arte

    A Roma, alle Scuderie del Quirinale, sono in mostra dipinti e disegni di Correggio e Parmigianino: le grandi pale, i ritratti enigmatici, le visioni mitologiche che raccontano lo splendore della Parma rinascimentale. Sono esposte oltre 100 opere, prestiti eccezionali di musei di tutto il mondo, che per la prima volta mettono a confronto in una mostra il genio di due grandissimi maestri.




    Nudo, senza cassa e con una croce di cipresso sul petto. Sono queste le indicazioni per la sua sepoltura dettate da un Parmigianino morente. Una scelta estrema, che corona una vita tormentata, finita precocemente (a 37 anni) e, secondo quanto scrisse il Vasari, «in miseria» per quel desiderio folle di «congelare mercurio» dandosi alle pratiche alchemiche (peraltro molto in voga nella Parma del suo tempo). Prima, avendo tirato troppo per le lunghe i lavori presso la chiesa della Steccata (iniziati nel 1530 e nel 1539 ancora in corso d’opera), pieno di debiti, il pittore aveva assaggiato il carcere e poi, in fuga, aveva tentato di dissuadere con una lettera supplichevole Giulio Romano a prendere il suo posto, in nome dell’antica amicizia che li aveva legati a Roma, città che Parmigianino aveva precipitosamente abbandonato a causa del Sacco del 1527. Secondo alcuni documenti, venne imprigionato anche lì insieme a Rosso Fiorentino (con cui era solito scambiarsi disegni) e Jacopo Sansovino: vennero pagati 55.507 ducati d’oro per la loro libertà. E proprio a Roma, la sua arte aveva spopolato: vi era giunto portando con sé, come biglietto da visita, quell’Autoritratto riprodotto in maniera stravagante, dentro uno specchio convesso da barbiere.



    Autoritratto allo specchio, 1524 (Kunsthistorisches Museum, Vienna)


    È il Parmigianino che inchioda l’occhio ai corpi sospesi a metà tra il reale e l’artificio, che brunisce le carni con un metallico alone, spingendo l’arte verso quella Maniera che nutrirà gran parte del gusto europeo di lì a poco, quello che riscopriamo nella mostra allestita presso le Scuderie del Quirinale di Roma (visitabile fino al 26 giugno, a cura di David Ekserdjian). L’artista si svela in una sequenza di tredici dipinti, tra cui Antea, la Schiava turca, Pallade Atena della Royal Collection, la Conversione di Saulo del Kunsthistorisches Museum di Vienna.


    Stralcio dall'articolo di Arianna Di Genova Correggio e Parmigianino, tra vapori e metalli,
    pubblicato su ll Manifesto del 15.03.2016



    Conversione di san Paolo, 1527 (Kunsthistorisches Museum, Vienna)



    Pallade Atena, 1539 (Royal Collection, Windsor)



    Antea, 1535 circa (Museo Capodimonte, Napoli)


    «Correggio e Parmigianino. Arte a Parma nel Cinquecento», Roma a Scuderie del Quirinale (fino al 26 giugno)
    don Peppe and kodiak like this.

 

 
Pagina 3 di 3 PrimaPrima ... 23

Discussioni Simili

  1. Parmigianino: l'alchimia come arte
    Di Silvia nel forum Esoterismo e Tradizione
    Risposte: 6
    Ultimo Messaggio: 21-05-11, 19:49
  2. Alchimia e Astrologia nell'Arte
    Di janus77 (POL) nel forum Paganesimo e Politeismo
    Risposte: 0
    Ultimo Messaggio: 04-11-04, 21:37
  3. Alchimia e Astrologia nell'Arte
    Di janus77 (POL) nel forum Esoterismo e Tradizione
    Risposte: 0
    Ultimo Messaggio: 04-11-04, 21:35
  4. Risposte: 3
    Ultimo Messaggio: 09-10-04, 04:59
  5. Parmigianino: l'alchimia come arte
    Di Tomás de Torquemada nel forum Arte
    Risposte: 2
    Ultimo Messaggio: 04-11-03, 22:28

Permessi di Scrittura

  • Tu non puoi inviare nuove discussioni
  • Tu non puoi inviare risposte
  • Tu non puoi inviare allegati
  • Tu non puoi modificare i tuoi messaggi
  •  

1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 31 32 33 34 35 36 37 38 39 40 41 42 43 44 45 46 47 48 49 50 51 52 53 54 55 56 57 58 59 60 61 62 63 64 65 66 67 68 69 70 71 72 73 74 75 76 77 78 79 80 81 82 83 84 85 86 87 88 89 90 91 92 93 94 95 96 97 98 99 100 101 102 103 104 105 106 107 108 109 110 111 112 113 114 115 116 117 118 119 120 121 122 123 124 125 126 127 128 129 130 131 132 133 134 135 136 137 138 139 140 141 142 143 144 145 146 147 148 149 150 151 152 153 154 155 156 157 158 159 160 161 162 163 164 165 166 167 168 169 170 171 172 173 174 175 176 177 178 179 180 181 182 183 184 185 186 187 188 189 190 191 192 193 194 195 196 197 198 199 200 201 202 203 204 205 206 207 208 209 210 211 212 213 214 215 216 217 218 219 220 221 222 223 224 225