DOCUMENTO / Il testo dell'intervista rilasciata da Saddam al leader movimento pacifista inglese e trasmessa ieri sera da "Channel Four"
"Non abbiamo armi proibite vogliono il nostro petrolio"
di TONY BENN

fonte: http://www.repubblica.it/online/este...l/channel.html


Questi sono brani dell'intervista tv che il rais iracheno ha voluto rilasciare al leader del movimento pacifista inglese , trasmessa ieri sera dal network britannico Channel Four.

BAGDAD - Signor Presidente, l'Iraq dispone di armi di distruzione di massa?
"La maggioranza dei funzionari iracheni è stata al potere per oltre 34 anni e ha molta esperienza di come ci si comporta nei riguardi degli altri paesi. Qualsiasi persona imparziale sa che quando un funzionario iracheno dice qualcosa è degno di fiducia. Esiste soltanto una verità, e quindi gliela ripeterò come ho già detto in molte occasioni in precedenza: l'Iraq non ha alcun tipo di armi di distruzione di massa. Sfido chiunque afferma che ne abbiamo a presentare e rendere pubbliche le prove delle loro affermazioni".

Avete legami con Al Qaeda?
"Se avessimo rapporti con Al Qaeda e credessimo in quel rapporto non ci vergogneremmo ad ammetterlo. Quindi vorrei dirle esplicitamente che non abbiamo rapporti con Al Qaeda".

Per quanto riguarda gli ispettori, pare che ci siano delle difficoltà e mi chiedo se non ci sia nulla che lei mi possa dire in proposito.
"Lei sa bene che ogni avvenimento importante può andare incontro a qualche difficoltà. Per quanto riguarda gli ispettori e le risoluzioni che riguardano l'Iraq, lei avrà senz'altro seguito e deve essersi fatto un'opinione in merito al dubbio se queste risoluzioni abbiano un fondamento di qualche tipo nella legge internazionale. Ciò nondimeno, il Consiglio di Sicurezza le ha emesse. Queste risoluzioni - che siano applicate o meno - o le motivazioni che stanno dietro a queste risoluzioni, possono portare l'attuale situazione verso la pace o verso la guerra. Quindi si tratta di una situazione critica. Mi permetta di ricordare l'immotivata sofferenza del popolo iracheno. Lei sarà a conoscenza dell'enorme sofferenza imposta al popolo iracheno negli ultimi tredici anni, da quando è stato istituito l'embargo, specialmente ai bambini, agli anziani, in conseguenza della penuria di cibo, medicine e altri prodotti. Quindi ci troviamo di fronte ad una situazione critica. A partire da queste premesse, non sorprende che ci possano essere delle lamentele in merito a piccoli dettagli pertinenti alle ispezioni, che per quanto ci riguarda e nella nostra ottica rivestono invece vitale importanza. E' dunque possibile che gli iracheni coinvolti nelle ispezioni abbiano delle lamentele su come vengono condotte le ispezioni, ed in verità se ne lamentano. E' anche possibile che qualche ispettore, per ragioni di procedura pratica e dettagliata, oppure per qualche altro motivo, si lamenti dell'atteggiamento iracheno. Ogni persona imparziale sa che per quanto riguarda la risoluzione 1441 gli iracheni hanno adempiuto agli obblighi che la risoluzione prevede. Se il fine ultimo è accertarsi che l'Iraq non disponga di armi nucleari, chimiche e biologiche possono farlo. Queste non sono armi di minuscole dimensioni, che si possa agevolmente nascondere mettendosele in tasca. Abbiamo già detto infinite volte e oggi ripetiamo ancora una volta che l'Iraq non ha tali armi.
Quindi, quando l'Iraq muove qualche obiezione nei confronti delle squadre di ispettori o di altro, questo non significa che l'Iraq abbia qualche interesse nel porre degli ostacoli che possano intralciare i loro tentativi di raggiungere la verità. E' nel nostro interesse facilitare la loro missione affinché scoprano la verità. La domanda, piuttosto, è se la controparte voglia arrivare davvero alla medesima conclusione o se stia cercando un pretesto per aggredirci. Se coloro che sono coinvolti preferiscono l'aggressione, questa è a portata di mano. Le superpotenze in ogni momento possono creare un pretesto qualsiasi per asserire che l'Iraq non adempie alla risoluzione 1441".

Lei vede un modo grazie al quale l'Onu possa ottenere la pace?
"La risposta si trova nella Carta delle Nazioni Unite. Come lei saprà, l'Iraq è stato uno degli autori e dei primi paesi a firmare la Carta. Se osserviamo i rappresentanti delle due superpotenze - l'America e l'Inghilterra - se osserviamo il loro comportamento, se ascoltiamo le loro parole, ci rendiamo conto che sono maggiormente propensi alla guerra di quanto non siano responsabili nei confronti della pace".

Ci sono persone che ritengono che l'attuale conflitto riguardi il petrolio.
"Quando parliamo di petrolio in questa regione del mondo dobbiamo rapportarci agli altri in tutti gli aspetti della vita, in quelli economici come in quelli sociali, tecnici, scientifici e così via. Sembra che le autorità negli Stati Uniti siano spinte ad aggredire questa regione, e questo è diventato lampante da oltre un decennio. La prima causa di questo atteggiamento è il ruolo di gente che ha molta influenza nelle decisioni prese dal presidente degli Stati Uniti, che prova simpatia per l'entità sionista creata a spese della Palestina, del suo popolo e della loro natura umana. Queste persone esercitano pressione sull'amministrazione americana lamentando il fatto che gli arabi rappresenterebbero un pericolo per Israele, senza dimenticare i loro obblighi nei confronti di Dio e come il popolo palestinese fu scacciato dalla sua patria. Le successive amministrazioni americane sono state spinte lungo questo sentiero di ostilità contro il popolo di questa regione. Questi popoli e altri riferiscono alle varie amministrazioni americane, specialmente quella presente, che se vogliono avere il controllo del mondo devono avere il controllo del petrolio. Quindi la distruzione dell'Iraq è un presupposto per avere il controllo del petrolio".

Ci sono decine di milioni, forse centinaia di milioni persone in Inghilterra, America, Europa e nel mondo che vogliono che questa situazione sia risolta pacificamente. Desidera rivolgere al movimento pacifista un pensiero che lo aiuti a portare avanti la loro causa.
"Prima di tutto ammiro lo sviluppo del movimento pacifista nel mondo degli ultimi anni. Noi preghiamo Dio di conferire forza a tutti coloro che si operano contro la guerra e per la causa della pace e della sicurezza basata su una giusta pace per tutti. Tramite Lei vorrei dire al popolo inglese che gli iracheni non odiano il popolo inglese. Prima del 1991 l'Iraq e l'Inghilterra avevano normali rapporti, come normali erano i rapporti con l'America. All'epoca il governo inglese non aveva motivo di criticare l'Iraq, come oggi riferiscono alcune voci. Noi ci auguriamo che il popolo inglese voglia dire a coloro che odiano gli iracheni e augurano loro il male che non c'è ragione alcuna che giustifichi questa guerra. La prego di dire loro che io le ho detto che il popolo inglese è coraggioso, di dire loro che anche gli iracheni sono coraggiosi. Di dire al popolo inglese che se gli iracheni saranno vittime di aggressione o di umiliazione combatteranno con coraggio. Proprio come fece il popolo inglese nella Seconda Guerra Mondiale noi difenderemo il nostro Paese, come loro a loro volta difesero il loro. Gli iracheni non desiderano la guerra. Ma se saranno costretti alla guerra - se fossero attaccati e insultati - si difenderanno. Difenderanno il loro paese, la loro sovranità e la loro sicurezza".
Copyright Channel Four
Traduzione di Anna Bissanti

(5 febbraio 2003)