Abborda una prostituta e la porta a casa ma al suo rifiuto diventa una furia

Credeva che fosse tutto compreso nel prezzo. L’amore occasionale e anche di più. Ma la donna si è rifiutata di assecondare il cliente dai gusti sadomaso, e lui l’ha picchiata a sangue. A. E. 34 anni, studente di giurisprudenza è finito in carcere con le accuse di tentata violenza carnale, lesioni gravi e resistenza a pubblico ufficiale. Oggi sarà processato per direttissima. La donna, A. I. una polacca di 24 anni, è ricoverata al Cto per trauma cranico. In ospedale sono finiti anche tre poliziotti aggrediti dallo studente: la loro la prognosi è di 10 giorni.
A. E. sabato sera esce con l’idea di rimorchiare una delle prostitute che di notte bazzicano nella zona. Abborda A. in una strada poco lontana da dove abita, in via Alessandro Severo, alla Magliana. L’uomo vuole che la donna lo segua a casa sua, che passi con lui tutta la notte, le darà un bel po’ di soldi, ma lei dovrà essere molto carina. A. non ha problemi. E tutto fila liscia per un po’. Fino a quando lo studente non le propone altro. Vuole che lei indossi una mascherina nera e che lo accontenti facendo giochi sadomaso. Le mostra coltelli, fruste, corde, manette, bastoni e un’ascia. Nella camera c’è anche una telecamera sul soffitto. A. si spaventa, dice che lei queste cose non le fa. Che anche se lui l’ha pagata non ha il diritto di chiederle qualsiasi cosa. E partono le botte. Lo studente picchia A. con un bastone, urla e le dice che deve fare tutto quello che vuole lui. Nell’appartamento scoppia il finimondo, A. grida «aiuto, mi ammazza», e nel palazzo più di qualcuno si sveglia di soprassalto. Un inquilino chiama il 113. Gli agenti dell’autoradio di Tor carbone, guidati dal dirigente Vincenzo spinosi, arrivano fin sulla porta di A.E., anche loro sentono le urla che provengono dall’appartamento.
Ordinano di aprire, ma la porta rimane chiusa. Gli agenti entrano nell’appartamento accanto, hanno un piano: vogliono scavalcare il balcone del vicino per entrare nell’appartamento da dove provengono le urla. A. però riesce a sfuggire dalle mani dell’uomo e ad aprire la porta. I poliziotti se la trovano davanti, con la faccia insanguinata «aiuto -dice- aiutatemi».
I poliziotti fanno irruzione nell’appartamento, e ad accoglierli c’è lo studente che li minaccia con l’ascia.
Nasce una colluttazione, alla fine per lo studente scattano le manette. Dall’appartamento gli agenti sequestrano video cassette e riviste porno. Oltre naturalmente agli attrezzi di tortura.