Il Piccolo, 11.02.03
Attesa nella notte per sapere se il vertice di Arcore ha risolto il nodo della candidatura della Cdl. L’ipotesi-terzo nome subito bocciata dalla Lega Nord
Tondo: «Guerra perdente, meglio un outsider»
«Ne ho parlato a lungo al telefono con Berlusconi. Dimettermi? Non ci penso neanche». E oggi va a Roma


TRIESTE - Spunta il terzo uomo (o donna, per essere «politically correct»), ma la sostanza non cambia: sulla candidatura alla presidenza del Friuli Venezia Giulia, il Centrodestra ormai viaggia a vista. Le indicazioni durano lo spazio di un mattino, e lo stesso, sia pur cauto, sbilanciamento di Umberto Bossi nei confronti della «sua» Alessandra Guerra, avvenuto senza troppi proclami durante la manifestazione di sabato scorso, non è sopravvissuto al week-end.
IL DOPO CENA. Difficilmente ieri sera ad Arcore, con Berlusconi, sarà stata messa la parola fine sulla vicenda. Già ieri mattina, ai margini di un convegno a Udine, Roberto Antonione, coordinatore nazionale di Forza Italia, uno che certe cose dovrebbe saperle, si diceva perplesso sulla possibilità di un accordo a breve. I due leader, in effetti, più che della Guerra intesa come Alessandra, dovevano decidere «di questioni più importanti, come la guerra in Iraq», anche se nell’occasione si sono fatti affiancare dai coordinatori Scajola e Calderoli.

TELEFONATA. Renzo Tondo. Comunque sia andata, la sua telefonata di ieri a Berlusconi ha sparigliato per l’ennesima volta le carte. L’idea di una terza candidatura, proposta per uscire dalla logica del muro contro muro con la Lega, è stata suggerita stavolta proprio da lui. L’opzione è nata dichiaratamente per stoppare quella del Carroccio, «perché con la Guerra si perde», ma anche, come sembra più che probabile, per guadagnare il tempo necessario «a mettersi attorno a un tavolo e ragionare, per uscirsene senza che ci siano vittime né vincitori», come annota Ferruccio Saro.

* RIFONDAZIONE DEMOCRISTIANA

NOMI E NOMI. Risulta peraltro che almeno una delle possibili alternative a Tondo sia stata vagheggiata a suo tempo da lui, quella del manager Enzo Cainero, da tempo attivo nel basket udinese e ultimamente presente nel comitato organizzativo delle Universiadi. Scelta troppo caratterizzata in chiave udinese, comunque, come del resto quella eventuale di un altro nome attorno al quale si è molto chiacchierato, quello di Massimo Paniccia, che pure è presidente della Fondazione Crt e amministratore delegato dell’Acegas di Trieste o quello del presidente di Friulia Franco Asquini.

* due sconosciuti ed uno.....(v. Forum FVG)

MA ESISTE? La verità è che probabilmente il terzo nome «personaggio di grande prestigio» e dalle «indiscusse qualità professionali» di cui si è sentito parlare ieri, non esiste e non esisterà.

* O, se esistera', sara' diverso da quelli indicati, spero.

La Lega ha fatto indirettamente sapere che Calderoli avrebbe già espresso un parere negativo al riguardo

* e avrebbe fatto molto bene

TRIESTE, O CARA. Non crede neanche al dato, per così dire, geopolitico, Zoppolato, anche se le dichiarazioni arrivate un po’ da tutte le direzioni (una tra tutte: quella di Gianfranco Gambassini della Lista per Trieste)

* per lumi sul personaggio, v. forum FVG

gli fanno rimediare la figura dell’inguaribile romantico. «Non è vero - sostiene comunque il referente dei ”lumbard” - che Alessandra ha consensi solo nelle province di Pordenone e Udine, che sono quelle numericamente più consistenti e quindi quelle decisive per questa elezioni. La Lega sta recuperando anche a Trieste e quindi anche la nostra candidata».

* Certo che la Lega sta recuperando a Trieste

Dice Saro: «Se uscirà il nome di Alessandra Guerra, e non quello di Renzo Tondo, mi dimetterò. Non per ragioni personali, ma per ragioni politiche». Aggiunge Romoli: «Io mi ritirerò in buon ordine, augurandomi comunque che vinca la Cdl, ma non me la sento di fare una campagna elettorale per un candidato che ritengo più debole di quello che noi avevamo espresso e nel quale non credo».

* Io non piangerei per la loro uscita di scena.

DIMISSIONI? MAI. Non è mai esistita, invece, un’intenzione in tal senso di Renzo Tondo. «Dimettermi? Non ne vedo proprio la ragione e quindi non ci penso neanche

* Ha ragione: non ha fatto nulla di male, perche' dovrebbe dimettersi?