Si potrebbe scrivere che Di Pietro è un povero demente
ma noi non lo stiamo scrivendo, ovvio -
e se lui querelasse si potrebbe opporre che lui, il nostro trattorista di riferimento, ieri non si è limitato a dire «Berlusconi cadrà esattamente come Saddam Hussein» (impiccato) bensì che in precedenza aveva pure detto che il Premier è «come Hitler», «come Videla», «un novello Nerone», «come Mussolini», «come Dracula» (tre volte) e che mancherebbe insomma solo l’insulto finale, il più sanguinoso:
Berlusconi è come Di Pietro.
Oppure si potrebbe precisare che no, non erano parole così, sfuggite o «estrapolate dal contesto», perché certi deliri Tonino li mise addirittura nero su bianco in un suo libro d’inizio 2008
scrisse che il governo di Berlusconi contiene «i semi del razzismo, dell’antisemitismo, della xenofobia, del fascismo e del piduismo», che «si comincia con la caccia al nero e si finisce con quella all’ebreo», che hanno da proccuparsi «ebrei, omosessuali e diversi», che «la soluzione finale è vicina».
È vicino anche il sanatorio, se Di Pietro volesse sottoporsi a un comune controllo medico: eppure no, non è un demente, e sicuramente non è povero.
Videla, chi era costui?
Magari, ecco, è ignorante: forse neppure lo sa che Jorge Videla era un dittatore assassinio che fece fuori due generazioni di argentini buttandole dagli aerei, e comunque non gliene frega niente: è un gioco al rialzo, il suo.
Sentite questa: «Il premier, con stile mafioso, impone ai suoi picciotti che cosa devono fare».
Sentite quest’altra: «Il Lodo Alfano consente a un presidente del consiglio di ammazzare la moglie, squartare le amanti, spacciare droga senza essere processato».
Manca un paragone col demonio, anzi no, già fatto anche quello: parlando del Lodo Alfano disse che voleva «fermare il diavolo».
Sono tutte uscite degli ultimi due anni, ma liquidarlo prescrivendogli 30 gocce di Lexotan la mattina presto - per cominciare - sarebbe politicamente ingeneroso, perché ripetiamo:
non è povero - di sicuro - e a dispetto delle apparenze non è neppure demente.
È Di Pietro, un signore che spende pubblicamente ogni nuova parola che impara (ormai ne conoscerà almeno 200) ma che a suo modo una strategia ce l’ha, qualcosa - incredibile a dirsi - in mente ce l’ha.
(...)
Libero News - di pietro agita il cappio: silvio come saddam




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