un intervento qualificato, grazie
Citazione:
In Origine Postato da Fuori_schema
Personalmente ritengo che la chiave di lettura che hai dato al tuo studente sia corretta e lineare.
Sopratutto perche' c'e da tenere conto di una cosa.
In realta' la nostra capacita' di analisi degli accadimenti quali guerre e similari sopratutto nell'ultimo periodo soffre di un grosso problema.
Le informazioni "disponibili" sulla guerra sono filtrate e "ammorbidite" dai mass-media o meglio "direttamente alla fonte".
Non esiste tanto un livello di "censura" quanto di messa in rilievo di aspetti assolutamente "strategici" per il consenso.
Faccio un esempio.
Si fa un gran parlare di "guerra chirurgica" con missili che vanno solo dove ci stanno installazioni pericolose e quant'altro.
Addirittura si "generalizza" facendo apparire la stessa "guerra" come chirurgica e senza "implicazione" per la popolazione.
Niente di piu' falso.
I cosiddetti bombardamenti "chirurgici" costituiscono in realta' forse il 2-3 % effettivo delle bombe scaricate.
Il resto sono bombe molto molto stupidine scaricate da 15000 metri dai B-52, con ovvie conseguenze sui civili.
Nessuno parla delle "perdite" del nemico, ma solo di quelle dei "nostri" in quanto strategiche per dimostrare la "forza" e l'effettiva "trascurabilita'" del rischio di conflitto.
Le ultime guerre sono la situazione "esemplare" in cui si dispiega il maggior numero di risorse e la maggior forza nel controllo del consenso.
Addirittura si cambiano le parole e come ha efficacemente e satiricamente espresso Stefano Benni...riporto
Questo a dimostrazione di quanta attenzione e' posta ad evitare lo spettro della "paura" che possa in qualche modo turbare l'opinione pubblica.
E' un aspetto fondamentale per comprendere quanto in realta' siano poco affidabili i mass-media di utilizzo generale (Tv, riviste di vasta diffusione ecc.) per reperire informazioni "reali" su conflitti in corso.
Internet e' una buona alternativa per chi ha la pazienza di scartabellare tra la miriade di informazioni piu' o meno valide e sopratutto verificare le fonti.
In quanto ad un analisi storica (o meglio storiografica) non puo' essere effettuata che sulle cause dei conflitti, e sopratutto porre in evidenza, al di la' di facili schematismi di maniera, le reali ragioni sia economiche, strategiche e culturali alla base della nascita di un conflitto.
Dei termini di raffronto storico possono essere fatti,ma con molta attenzione, in quanto solo su "genesi" conflittuale similare puo' essere fatto un corretto accostamento.
Ma i casi esistono eccome, in genere tra le ragioni di guerre, QUASI SEMPRE, al di la' di considerazioni ideologiche di facciata, si trovano in piu' "urgenti" necessita' di espansionismo economico, che trovavano nella occupazione militare la piu' ovvia (anche se ottocentesca) visione.
Saluti
Luca Loi
Ti ringrazio.
Naturalmente condivido la tua analisi, alla quale non c'è da aggiungere altro se non il compiacimento.
Rino Maj
Re: Re: risposta a pthome66
Citazione:
In Origine Postato da pthome66
Non si tratta qui di consideare i conflitti come ineluttabili nel percorso della storia umana, ma semplicemente di valutarne "a freddo" le conseguenze. Buone o cattive che siano.
Può sembrare cinico; anzi lo è.
Ma lo storico deve esserlo per definizione, o meglio deve valutare i fatti per quello che sono e non in relazione al fatto se siano o meno moralmente accettabili. La morale applicata alla ricostruzione storica ne scardina i fondamenti di oggettività.
Lo storico racconta l'olocausto, le foibe, l'apartheid, ecc.; non prende posizione rispetto ad essi.
Tu, in quanto insegnante, puoi farlo e cercare di trasmettere ai tuoi studenti il messaggio che la guerra non è sempre indispensabile.
Ma nel valutare il passato non puoi non riconoscere la potenza di sviluppo e ricrescita che i conflitti portano con sè oltre al ben più importante potere distruttivo..
Vorrei capire meglio.
Agli accadimenti storici non bisogna dare valutazioni morali...........ma valutarli "a freddo" per le implicazioni causa-effetto: potrei anche condividere.
Allora volendo annotare tali implicazioni credo sia corretto dire:
II Guerra mondiale: - circa 35 milioni di morti (80% civili, tra questi vecchi, donne, bambini);
- distruzione di città di mezza Europa;
- impiego di armi atomiche con susseguente inquinamento atmosferico di lunga durata;
- nascita di tensioni prebelliche tra Est e Ovest che presagiscono ad una possibile nuova III guerra mondiale;
- etc.etc.etc.
Ma........accelerazione dello sviluppo tecnologico che ha generato l'odierna avanzata società dei consumi con evidenti squilibri nel rapporto tra: - individuo e ambiente;
- ambiente e progresso tecnologico;
- progresso tecnologico e distribuzione delle ricchezze;
- tra mondo progredito e mondo degradato;
- etc.etc.etc.
Allora messa così la cosa, ti appare più oggettiva?
Grazie.
-
Re: Re: Re: risposta a pthome66
Citazione:
In Origine Postato da partenopeo
Vorrei capire meglio.
Agli accadimenti storici non bisogna dare valutazioni morali...........ma valutarli "a freddo" per le implicazioni causa-effetto: potrei anche condividere.
Allora volendo annotare tali implicazioni credo sia corretto dire:
II Guerra mondiale: - circa 35 milioni di morti (80% civili, tra questi vecchi, donne, bambini);
- distruzione di città di mezza Europa;
- impiego di armi atomiche con susseguente inquinamento atmosferico di lunga durata;
- nascita di tensioni prebelliche tra Est e Ovest che presagiscono ad una possibile nuova III guerra mondiale;
- etc.etc.etc.
Ma........accelerazione dello sviluppo tecnologico che ha generato l'odierna avanzata società dei consumi con evidenti squilibri nel rapporto tra: - individuo e ambiente;
- ambiente e progresso tecnologico;
- progresso tecnologico e distribuzione delle ricchezze;
- tra mondo progredito e mondo degradato;
- etc.etc.etc.
Allora messa così la cosa, ti appare più oggettiva?
Grazie.
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Ci ricadi attribuendomi di riflesso un istinto filobellico, che però non mi appartiene. Lungi da me sminuire il principale connotato della guerra. Quello di tragedia umanitaria.
Come detto, a fronte dellla indubbia carica negativa dei conflitti, essi portano in sè una spinta riproduttiva di sviluppo e progresso tecnologico.
Alla tua domanda rispondo No perchè tu associ gli effetti negativi dello sviluppo planetario agli effetti negativi diretti dei conflitti come fossero i primi la diretta conseguenza di questi ultimi.
Sei tu a questo punto che cadi nel tranello di attribuire a quanto di negativo esistente al mondo la qualifica di evento direttamente prodotto della guerra e non del combinato disposto di altri fenomeni.
P.S. E' necessario comunque considerare quanto la guerra si sia trasformata negli ultimi cent'anni da evento combattuto quasi esclusivamente dalle milizie a fenomeno che sempre più ha coinvolto in larga parte le popolazioni.
Il rapporto tra bene/male nei conflitti bellici si è largamente sbilanciato da una sola parte con l'avvento delle armi di distruzione di massa.
Re: Re: Re: la domanda di uno studente
Citazione:
In Origine Postato da partenopeo
Non è solo cinismo è invenzione e ignoranza della storia affermare quanto qui è stato affermato.
Lei è nuovo di qui, vero??
:D