02.2003
Denunciò abusi agli immigrati del centro di Foggia, rimosso ispettore di polizia

di Vladimiro Polchi

Il questore di Foggia ha deciso di punire Michele Pellegrino, ispettore di polizia e segretario provinciale del Silp-Cgil. Il motivo ufficiale? La fuga, il 21 gennaio scorso, di 31 cingalesi dal campo profughi di Borgo Mezzanone. Il vero motivo per il sindacato? Le critiche espresse da Pellegrino sull'Unità a una ordinanza del questore che obbligava polizia e carabinieri a svegliare e contare ogni sei ore gli stranieri "ospiti" del Centro. Per la Cgil si tratta di un grave "attacco politico-sindacale" nei confronti dell'ispettore, responsabile di "aver difeso i diritti degli immigrati che vivono all'interno del campo profughi". Una grave colpa, ai tempi della Bossi-Fini.

Borgo Mezzanone è un piccolo paese a pochi chilometri da Foggia. Il centro di accoglienza è costruito a ridosso delle piste di atterraggio di un aeroporto militare in disuso. Gli extracomunitari in attesa del riconoscimento dello status di rifugiati sono alloggiati in un dormitorio in muratura, quelli destinati all'espulsione dormono invece nelle roulotte, circondate da un recinto metallico alto cinque metri. Borgo Mezzanone è un centro di accoglienza per richiedenti asilo politico, ma, quando le altre strutture sono piene, viene utilizzato come vero e proprio centro di permanenza temporanea (Cpt), pur non avendone i requisiti di sicurezza. La struttura ricade sotto la responsabilità del prefetto di Foggia, che ha affidato alla Croce Rossa i servizi di assistenza e alla questura quelli di vigilanza. Un recente decreto ministeriale prevede l'ampliamento del campo: accanto al centro di prima accoglienza (cento posti), aprirà un Cpt per 350 immigrati.

La protesta di Michele Pellegrino era scattata in seguito all'ordinanza firmata dal questore di Foggia, Domenico Masi, a fine novembre 2002. Nella direttiva si ordinava al personale di polizia e carabinieri, in servizio nel campo profughi, di contare gli immigrati a ogni cambio turno. L'operazione andava dunque ripetuta ogni sei ore, anche di notte dopo le ore 24 e la mattina alle 6. "È una disposizione assurda - aveva denunciato Pellegrino all'Unità - che ci costringe a svegliare gli stranieri nel cuore della notte, a scoprirli da sotto le coperte e a contarli a uno a uno". Il 2 dicembre del 2002, la segreteria provinciale del Silp-Cgil aveva scritto al ministero dell'Interno e al prefetto di Foggia, chiedendo che la direttiva venisse ritirata, in quanto "lesiva della dignità e dei diritti dei cittadini stranieri". Sorpreso da tanto clamore, il questore firmò a fine anno una nuova ordinanza: gli immigrati andavano contati solo durante i pasti. Una conquista di civiltà durata ben poco.

Il 20 gennaio scorso, alle 23.45, l'ispettore Michele Pellegrino prende servizio nel campo profughi. Nel Centro ci sono 46 cingalesi, alloggiati nel dormitorio e altri due immigrati che dormono nelle roulotte. Il maresciallo dei carabinieri, che smonta dal servizio, assicura Pellegrino che tutti dormono e dunque non vanno contati. L'ispettore di polizia dispone, come sempre, tre volanti a guardia del dormitorio. La mattina seguente, alle 6.45, il capo contingente del reparto mobile corre da Pellegrino con la notizia che 31 cingalesi sono scappati. A che ora? Un immigrato racconta che il gruppo si è allontanato dopo cena. Dunque, con ogni probabilità, durante il turno dei carabinieri.

Il questore prende la palla al balzo. Il giorno stesso ripristina la vecchia ordinanza: il controllo numerico va effettuato a ogni cambio turno, dunque anche di notte. Ma non solo. Sabato 8 febbraio avvia un procedimento disciplinare a carico di Michele Pellegrino. "Un'assurdità - commenta il Silp-Cgil - visto che da Borgo Mezzanone gli immigrati sono sempre scappati senza che nessun agente venisse mai punito". In effetti le fughe dal campo profughi sono frequenti: a giugno del 2002 si erano allontanati duecento immigrati. Perché allora il questore ha deciso di colpire l'ispettore Pellegrino, che è anche segretario provinciale del sindacato di polizia? La Silp-Cgil, che ha deciso di scrivere al Capo dello Stato, non ha dubbi: il questore ha voluto punire l'ispettore "per aver difeso i diritti degli immigrati", criticando apertamente un'ordinanza che "non rispetta la dignità di questi esseri umani che fuggono dalla guerra e dalla fame".

Il segretario generale del Silp-Cgil, Claudio Giardullo, parla di "un'iniziativa la cui portata intimidatoria va accertata con attenzione", chiede al ministro dell'Interno "una verifica della situazione venutasi a creare a Foggia" e ricorda che compito della polizia è anche "la tutela dei diritti umani degli stranieri".

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