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http://www.ilnuovo.it/nuovo/foglia/0...169320,00.html
La Cassazione assolve dall'accusa di spaccio un ragazzo sorpreso con dell'hascisc in gita. Dimostra che lo avrebbe fumato con i 40 compagni di classe, professoressa compresa. Scatta la modica quantità.
ROMA - Sì allo spinello in gita scolastica, soprattutto quando alla fumata partecipa perfino la professoressa. E' questa, alla fine di un lungo contenzioso, la decisione alla quale è giunta la VI sezione della Corte di Cassazione, che avrebbe invece dovuto, secondo quanto chiedeva la Procura, condannare un ragazzo sorpreso, proprio in gita, con una quantità di stupefacente sufficiente a confezionare almeno 40 spinelli.
Di fatto, i giudici di primo e secondo grado non avevano voluto sentire ragione. Per loro, quel giovane, colto in flagrante dai carabinieri, si era portato la droga in gita per "spacciarla" ai propri compagni.
Lui, sia in primo che in secondo grado, si era dichiarato innocente: l'acquisto di quell'hascisc, spiegava, era stato concordato da tutti i partecipanti alla gita, insegnante compresa. Doveva servire a "rallegrare" le serate in albergo, e tutti ne avrebbero usufruito.
Compagni, e professoressa, avevano debitamente, confermato. Insomma, per lui sarebbe dovuta automaticamente scattare la norma che considera per "uso personale" anche quantità di droga superiori alla media, quando chi ne è in possesso dimostra che doveva utilizzarle in gruppo o che, essendone un consumatore abituale, ne ha solo fatta una piccola scorta.
Nessuno dei giudici, però, aveva voluto credere all'alunno e ai 40 testimoni. A dargli ragione infine, sono stati i magistrati della suprema corte: per loro insomma, non si tratta di spaccio, anche se i soldi per l'acquisto della droga sono stati anticipati da una sola persona.
Quei quaranta ragazzi,quindi, partiti in gita scolastica, si erano semplicemente organizzati per tempo. Sotto l'occhio vigile della propria insegnante. Si, dunque, alla spinellata serale, dopo le faticose visite giornaliere a musei e siti archeologici.
(6 FEBBRAIO 2003, ORE 16.59)
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Rispondi Citando
) solo per curiosità e perché gli piace. Tutte le plitiche proibizioniste hann fallito proprio su questo punto: ritenere i consumatori di sostanze stupefacenti (tra cui includerei pure l'alcol e forse il caffé) come dei malati bisognosi di aiuto