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Il presidente del Senato: "Un patto con lo Stato favorirebbe l'integrazione". Una proposta che la Lega definisce "giacobina".


ROMA - Lo Stato sigli un patto con l'Islam. Un nuovo Concordato come quello sottoscritto con la Chiesa cattolica. Lo sollecita il Presidente del Senato, Marcello Pera, intervenendo al convegno a Palazzo Giustiniani organizzato dall'Open Society Institute. "Io ritengo auspicabile - dice Pera - che, così come il nostro Stato ha trovato un accomodamento storico in un Concordato con la confessione cattolica, la più diffusa nel nostro Paese, allo stesso modo possa trovare la via di un Patto o di un Accordo o di qualunque altro strumento giuridico che fissi le modalità dell'integrazione assieme ai diritti e doveri già garantiti dalla Costituzione".

"Questo Patto o Accordo sarebbe esattamente uno di quegli accomodamenti provvisori, storici, contingenti, perfettibili, che - sottolinea Pera- il perseguimento della via del rispetto impone alla nostra società aperta".

Ma sull'Islam e le libertà religiose in Italia, la Lega Nord torna a far sentire la proria voce. E attacca l'accordo - che definisce "giacobino" - tra Pera (e quindi FI) e la sinistra. Portavoce dell'insofferenza del Carroccio per una legge sulla libertà religiosa in Italia che andrebbe ad "incrinare" l'equilibrio che esiste tra le varie regioni del nostro paese, si fa il vicecapogruppo della Lega a Montecitorio, Federico Bricolo, che commenta polemicamente l'intervento di Pera al convegno tenutosi a Palazzo Giustiniani.

"Iniziano oggi i convegni propedeutici all'intesa bipartisan in Parlamento tra Forza Italia e il centrosinistra per arrivare all'approvazione della legge sulle libertà religiose. I nemici più schierati contro questo governo, la pasionaria immigrazionista Livia Turco, l'ormai portavoce del nuovo partito della Cgil, Guglielmo Epifani e il pasdaran dei Verdi, Luigi Manconi - afferma in una nota Bricolo - si accordano con il presidente del Senato, Marcello Pera, su una legge che va ad incrinare l'equilibrio che esiste tra le varie regioni nel nostro Paese".

Da qui l'impegno leghista ad alzare le barricate. "Una cosa posso promettere: che ci opporremo con tutte le nostre forze a questa legge pericolosa - conclude il vicepresidente leghista - che andrà a dare nuovi diritti agli islamici in un momento senz'altro non opportuno. Una legge che porterà alla nascita di nuove sette, anche sataniche, al sincretismo, all'indifferentismo religioso, a quei non-valori cari ai relativisti e ai massoni di tutto il mondo e in contrapposizione con le tesi tenute storicamente dalla Chiesa cattolica".

(11 FEBBRAIO 2003, ORE 155)