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    Predefinito Anche la Svizzera orgogliosamente neutrale. Da noi invece un servo opportunista....

    ....ci trascina, di fatto, già da ora nel bel mezzo di una guerra d'aggressione facendo strame della Costituzione, del buonsenso e di qualsivoglia prolegomene che mai si pretenda di chiamare dignità!





    AGIS (EST) - 14/02/2003 - 19.36.00
    IRAQ: SVIZZERA RIFIUTA PASSO TRUPPE E AEREI SENZA MANDATO ONU

    (AGI/EFE) - Madrid, 14 feb. - Allineandosi all'Austria, anche la Svizzera non intende acconsentire all'attraversamento del proprio territorio o spazio aereo da parte di truppe ne' aerei statunitensi impegnati nella crisi irachena, in assenza di una decisione dell'ONU che ne legittimi l'intervento. "Non autorizzeremo il passaggio nello spazio aereo svizzero di aerei destinati ad andare alla guerra, senza un mandato delle Nazioni Unite", ha dichiarato all'agenzia EFE il presidente della Confederazione Elvetica, Pascal Couchepin: secondo il governo svizzero, ha sottolineato, "se c'e' un'operazione bellica contro l'Iraq, dovra' essere decisa nell'ambito dell'ONU. Se le Nazioni Unite prenderanno una decisione in questo senso, allora sosterremo una coalizione alleata; ma se non lo faranno, allora la Svizzera si atterra' al suo tradizionale status di neutralita'". E poi, ha soggiunto il presidente svizzero, "io sono orgoglioso di appartenere alla Vecchia Europa": l'allusione e' mirata alla battuta del ministro della difesa degli Stati Uniti, Donald Rumsfeld, il quale aveva bollato con questa etichetta, "vecchia Europa", la posizione dei governi di Francia e Germania, contrari all'iniziativa bellica contro l'Iraq. (AGI) Gus 141941 FEB 03



  2. #2
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    Predefinito

    ...servo


    Martino: "Gli Usa potranno usare la rete di trasporto italiana"
    Angius e Bordon: "Fatto di enorme gravità"
    Casini: "Se ne discuterà alla conferenza dei capigruppo"


    ROMA - "Un fatto di enorme gravità". Mentre il capo degli ispettori Onu Hans Blix riferisce al Consiglio di sicurezza sui nuovi risultati del lavoro svolto in Itraq, è bufera sulla nuova lettera che il ministro della Difesa Antonio Martino ha spedito ai presidenti delle commissioni Difesa di Camera e Senato per comunicare che l'Italia ha concesso agli Stati Uniti, su richiesta di Washington, l'utilizzo della rete di trasporto italiana e il rafforzamento della sicurezza nelle basi che ospitano i militari americani. La notizia ha fatto insorgere l'opposizione che giudica la comunicazione del ministro la prova che, senza aspettare l'opinione dell'Onu e tanto meno delle Camere, il governo italiano ha dato piena disponibilità alle decisioni unilaterali di Washington. Sulla vicenda le opposizioni hanno chiesto al governo di riferire subito al Parlamento e il presidente della Camera Pier Ferdinando ha risposto assicurando la sua "adesione" alla richiesta di affrontare nella riunione dei capigruppo convocata per martedì anche la questione di un dibattito parlamentare.



    Per il capogruppo al Senato dei Ds Gavino Angius si tratta di una lettera che conferma due cose: "La prima è che purtroppo la decisione unilaterale è stata già presa dal governo americano, a prescindere da quale sarà la decisione del Consiglio di sicurezza dell'Onu. La seconda è che la richiesta del governo americano al governo italiano significa che il governo italiano ha già dato piena disponibilità al governo Usa per il supporto all'intervento in Iraq. E' un atto di gravità estrema per cui si deve convocare immediatamente il Parlamento nelle forme che i presidenti di Camera e Senato riterranno più opportune. Vogliamo chiedere al governo che venga subito a riferire anche perchè lo stesso governo dovrà riferire sulla propria posizione lunedì al Consiglio europeo".


    Anche per il capogruppo della Margherita Willer Bordon sono evidenti due cose: "Innanzitutto l'Ulivo dice no alla guerra, ma noi siamo comunque trascinati dentro ad un conflitto senza che il Parlamento italiano possa deliberare. Non possiamo permettere che il nostro Paese venga coinvolto, ma oggi lo è già senza che il Parlamento ne sia informato e possa prendere una decisione. Ancora una volta si dimostra la giustezza della nostra posizione quando abbiamo chiesto che si votasse ieri". Bordon ha criticato la richiesta di Martino anche perché è stata comunicata "con una lettera riservata".


    La lettera del ministro della Difesa, in cui precisa le nuove richieste degli USA all'Italia per la crisi irachena, arriva dopo che gli Stati Uniti con una prima lettera alcune settimane fa avevano chiesto l'utilizzo dello spazio aereo e di basi italiane per scali tecnici di velivoli. Nella nuova comunicazione gli Stati Uniti chiedono la "disponibilità di infrastrutture di trasporto" e una maggiore vigilanza delle basi italiane dove si trovano militari statunitensi. Per infrastrutture si intendono strade, autostrade, porti, aeroporti, ferrovie attreverso le quali i militari americani raggiungeranno alcune delle basi che tradizionalmente ospitano le forze Usa (in Italia tra le principali ci sono quelle di Aviano, Camp Darby, Sigonella), di cui è stato chiesto di aumentare le misure di sicurezza, per poi spostarsi nell'area del Golfo.


    "Le attività in parola - recita la lettera di Martino - rientrano nel quadro complessivo degli impegni assunti dall'Italia nell'ambito delle alleanze e degli accordi internazionali. Rispetto ad esse è analoga la posizione degli altri paesi della Nato. Il governo italiano valuta che le operazioni in corso possono mantenere una credibile ed efficace deterrenza nei confronti del regime iracheno perché collabori attivamente alla piena ed imemdiata applicazione della risoluzione 1441 per una pacifica composizione della crisi nell'ambito delle Nazioni Unite". Martino ha infine fatto sapere che è disponibile a riferire in Parlamento su questa nuova lettera quando le commissioni lo riterranno opportuno.

    In serata Casini ha "aderito" all'invito rivoltogli dai capigruppo dell'Ulivo di discutere del comunicato di Martino nella prossima conferenza dei capigruppo in programma per martedì prossimo alle 12.30.

    (14 febbraio 2003)





  3. #3
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    e opportunista...





    Usa, vice Rumsfeld: Martino molto qualificato per guida Nato


    Il ministro della difesa italiano Antonio Martino è una persona "molto qualificata", per la candidatura alla successione del segretario generale della Nato, Lord Robertson.
    Lo ha detto Jack Dyer Crouch II, uno dei vice del segretario alla difesa americano Donald Rumsfeld. Crouch rispondeva alla domanda di un giornalista, in un briefing per la stampa estera sulla recente visite in Italia e in Germania di Rumsfeld.


    Crouch ha detto che, nei colloqui a Roma, il problema della successione di Lord Robertson, che lascerà l'incarico a fine anno, non è stato sollevato. Fonti italiane avevano, invece, indicato che esso era emerso nella visita a Washington del presidente del Consiglio italiano Silvio Berlusconi, cui il presidente americano George W. Bush, era poi stato scritto da Roma, aveva manifestato la disponibilità americana a una candidatura italiana.


    Dei grandi Paesi europei della Nato, l'Italia è quello che, da più tempo, non ha la carica di segretario generale, posto che la Francia, la cui partecipazione all'Alleanza non è piena, non è qualificata per ricoprire quell'incarico.


    Il segretario generale della Nato è un europeo, mentre i comandanti supremi delle forze alleate nell'Atlantico e in Europa sono americani (e quello della Manica è britannico).


    Crouch ha aggiunto: "Ovviamente, gli alleati stanno cominciando a parlare di chi potrebbe essere il nuovo segretario generale. Per quanto non se ne sia parlato a Roma, c'è la consapevolezza che il ministro Martino è una persona molto qualificata. Ci sono dei nomi che circolano, specie fra le capitali ad altissimo livello".

    (Red)


 

 

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