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    Predefinito Se gli anarco-capitalisticonquistano gli "autogestiti"

    13/3/03 sull'Opinione:


    Per la conferenza sulla globalizzazione svoltasi durante la tarda mattinata
    del quarto giorno dell'Autogestione, avevo invitato Enrico Colombatto,
    docente di economia al Dipartimento di Scienze Economiche e Finanziarie "G.
    Prato" dell'Università di Torino. L'avevo conosciuto ad una conferenza
    all'Unione Industriale di Torino l'anno scorso dove ha tenuto appunto una
    lezione sulla globalizzazione. Ero rimasta impressionata dalle sue
    capacità relazionali, dal suo modo di rendere digeribili e addirittura
    divertenti dati tecnici economici ad un pubblico "laico". Mi ricordo di
    aver pensato in quell'occasione che avrei voluto sequestrarlo e portarlo in
    aula davanti ai miei ragazzi. Così appena si è cominciato a parlare
    d'autogestione, gli ho contattato e lui ha subito accettato con
    entusiasmo. Purtroppo, i ragazzi hanno cambiato poi le date
    dell'autogestione e avendo altri impegni fuori Torino per quella settimana,
    il Professor Colombatto non ha potuto venire.

    Avendo saputo che Carlo Pelanda, editorialista del Giornale e docente di
    economia politica internazionale all'Università di Georgia negli Stati
    Uniti, si trovava in Italia, attraverso la pubblicità data al suo scontro
    con Adel Smith, ho pensato a lui come sostituto certamente non di
    ripiego. Purtroppo, però, anche lui doveva ripartire per l'estero. Quindi
    ho cominciato un networking telefonico per trovare un relatore adeguato. È
    così che sono arrivata a due nomi di persone a me sconosciute: Carlo
    Lottieri, Filosofo del Diritto dell'Università di Siena e Carlo Stagnaro,
    co-direttore della rivista Enclave e collaboratore di Il Tempo e
    Ideazione. Hanno accettato subito anche loro con entusiasmo. Avendo
    risolto il mio problema di relatori per quella conferenza, ho pensato,
    magari vado un po' su Internet per conoscerli meglio. Apro qualche
    documento e trovo idee fuori dal comune, rivoluzionarie nel vero senso
    della parola, che a me provocavano una reminiscenza di una conferenza alla
    quale avevo assistito un paio di mesi prima.

    Democrazia: Il Dio che ha fallito. Questo il titolo di una conferenza
    organizzata a Torino dal CIDAS e del libro di Hans-Hermann Hoppe,
    professore di economia della scuola austriaca all'università di Las
    Vegas. Un'università a Las Vegas? Già quello mi sembrava un
    ossimoro. Almeno io non ho mai associato cose culturali con quella
    città. Ma sarà un mio pregiudizio.

    Anche qui, prima di recarmi a quella conferenza avevo fatto un giro
    sull'Internet per sapere in anteprima di che cosa si trattasse. Ho fatto
    in tempo a leggere solo qualche pagina della prefazione del libro di Hoppe
    nella quale l'autore proponeva un susseguirsi di "se" riguardante l'andazzo
    della storia dell'inizio dell'ultimo secolo: Se il Presidente Wilson non
    avesse tradito la sua promessa elettorale agli americani riguardo alla suo
    non-interventismo. Se gli americani fossero rimasti fuori dalla prima
    guerra mondiale. Se l'impero Asburgo non fosse caduto. Se non fossero
    nati gli stati nazione. Insomma secondo la sua proiezione di congiuntivi
    al trapassato, in Europa non sarebbero nati i due
    totalitarismi. Affascinante come teoria, naturalmente non provabile. La
    storia non si fa coi "se", quindi non può essere che un esercizio
    intellettuale, accattivante ma inutile.

    Alla conferenza, quindi, mi aspettavo di sentire elaborazioni di questo
    teorema. Invece abbiamo sentito tutt'altro. La prefazione era solo una
    delle sue premesse. Altra premessa era il suo disaccordo col dogma della
    democrazia, un'idea talmente totalizzante da sembrare blasfema per chi osa
    contestarla. A Hoppe irrita la democrazia come idea ultima, come "la fine
    della storia". Dicendo ciò, naturalmente non ha menzionato Francis
    Fukuyama, e questo non nominare il nome di un concorrente pensatore mi
    faceva ricordare quegli ambienti a circolo chiuso nelle università moderne,
    di teorici gelosi di altri teorici, ognuno predicatore della sua verità,
    che non si frequentano, e appunto neanche si nominano per paura di portare
    fama all'avversario. Nelle università dove più che in qualunque altro
    luogo le idee dovrebbero incontrarsi e scontrarsi in ambienti aperti,
    invece si formano le chiesuole appartate.

    Il "tutt'altro" che abbiamo sentito era il mio primo assaggio di teorie che
    vengono etichettate come "anarco-capitaliste". Per farla breve questi non
    solo credono adamantinamente nella globalizzazione economica, ma
    demonizzano con altrettanto furore, e non con poca ragione, la
    globalizzazione giuridica. Cioè criticano gli sprechi di tutte le mega
    organizzazioni mondiali, come l'ONU e le sue infinite filiali, l'Unione
    Europea con la sua burocrazia bulimica dove i soldi finiscono in mille
    voragini anziché alle destinazioni volute. Ma criticano anche gli stati
    nazione. Credono che bisognerebbe applicare le leggi del libero mercato
    anche ai settori che normalmente deleghiamo agli stati e ai
    governi. Credono che i cittadini sarebbero più bravi a gestirsi i loro
    soldi da soli, organizzando associazioni e compagnie per offrirci i servizi
    che normalmente pretendiamo dallo stato: la sanità, la sicurezza, la
    giustizia.

    Quindi, tornando ai miei ragazzi e al mio compito di fornire relatori per
    le conferenze, quando ho capito che Lottieri e Stagnaro appartenevano a
    questa scuola di pensiero economico austriaco, ho deciso di richiamarli per
    telefono. Gli ho detto che non volevo censurarli, e che mi trovavo
    d'accordo con le loro critiche verso la globalizzazione giuridica e
    affascinata riguardo alle loro proposte di soluzioni, anche se non vedo
    come sarebbero realizzabili, ma.! Appunto "Ma"! Gli ho spiegato che i
    ragazzi più "impegnati" della mia scuola sono stati portati da non so quali
    cattivi maestri su una tangente talmente terzomondista, veterocomunista,
    pseudo pacifista da far paura, inondati di luoghi comuni a battito di
    slogan facilmente digeribili e ripetibili. La mia missione era di
    riportarli nella "normalità," che imparassero almeno ad apprezzare i
    diritti e le libertà di cui godono senza neanche che se ne accorgano, a
    volte addirittura disprezzandoli. Quindi ho chiesto loro di limitare il
    loro discorso nei limiti del possibile alla globalizzazione economica.

    Quando sono arrivati Lottieri e Stagnaro erano gli unici
    relatori. Sembrava che i ragazzi non fossero riusciti a trovare
    nessuno. Nell'attesa che incominciasse la conferenza parlavano fra di
    loro, dicendo, "Ma come facciamo? Siamo d'accordo noi due. Sarà una
    conferenza noiosissima. Dai chi fa il cattivo, tu o io?" Mentre
    discutevano sono arrivati invece ben tre altri relatori dell'ultima ora:
    Michele Curto, Presidente dell'associazione "Terra del Fuoco," Marco
    Grimaldi, segretario di Sinistra Giovanile, e Paolo Corsetto. Il timore
    che la conferenza potesse essere noiosa è svanito prestissimo.

    I tre relatori ritardatari erano degli eccellenti oratori. I loro teoremi
    di lunghissimi susseguirsi d'affermazioni logiche avevano solo un fallo
    fatale. Partivano non da assiomi assoluti ed evidenti ma da postulati,
    proposizioni terzomondiste prive d'evidenza. Insomma li abbiamo sentiti
    mille volte: l'occidente stupratore della terra, le multinazionali
    sfruttatrici di bambini, i ricchi sempre più ricchi e i poveri sempre più
    poveri. Va a spiegare loro che senza l'occidente stavano peggio, che le
    multinazionali offrono paghe e condizioni di lavoro migliori di quelli che
    offrivano prima i loro stessi compatrioti, che hanno raddoppiato il reddito
    pro capite, che con gli OGM possono sperare di non morire di fame, che
    prima che venissero i brutti cattivi occidentali ad estorcergli i diamanti
    a poco prezzo, i diamanti non valevano niente se non per giocare a biglie,
    che senza il consumo del petrolio dell'occidente e non solo molti paesi del
    mediooriente non avrebbero nessuna fonte di reddito. Lottieri e Stagnaro
    l'hanno detto non solo con ragionamenti ma anche con dati economici
    inconfutabili. È chiaro che è più facile aggrapparsi agli slogan facili e
    già sentiti anzi, che si conoscono a memoria, ma ad ogni battuta di questo
    genere, Lottieri e Stagnaro avevano nomi e numeri che contraddicevano lo
    scontato luogo comune. E così, il discorso si animava sempre di più ed i
    relatori lottavano cortesemente ma fermamente fra di loro per il microfono.

    Non so a quale punto e per quale ragione si è finalmente ed inevitabilmente
    travalicato l'economico per il giuridico. Mi ricordo che Lottieri ha
    raccontato una serie di aneddoti illustrando come gli stati e le
    istituzioni si sono auto autorizzati a derubarci senza che nessun cittadino
    si sogni di fare neanche una piccola protesta: Ha narrato come è stato
    derubato un paio di volte in casa dagli zingari che hanno portato via
    quelle poche cose che portano via. Ha indicato il paradosso di quanto la
    gente si senta offesa e oltraggiata quando succedono episodi simili. Ma
    nessuno dice una parola quando ogni mese lo stato porta via metà dei
    guadagni sudati. Per non parlare poi del 20% di IVA ogni volta che uno si
    compra qualunque oggetto o servizio. Una volta tolto questo mattone fra
    l'economia e il giuridico, l'intero muro è caduto. I due principi
    libertari erano nudi e non avevano nessuna intenzione di travestirsi.

    Gli altri tre giovani relatori sul palco non avevano previsto di dover
    controbattere argomenti così rivoluzionari. I ragazzi/studenti nel
    pubblico si guardavano e mi guardavano con mille domande negli occhi, e io
    li incoraggiavo ad alzare la mano per farsele rispondere. Erano domande
    intelligenti, contestuali, "Ma come? Senza lo stato e le sue istituzioni,
    come si fa ad offrire ai cittadini un sistema sanitario? E la polizia? E
    se qualcuno ammazza mia sorella, chi sarà il giudice?" E Lottieri e
    Stagnaro a spiegare come secondo loro i cittadini sarebbero meglio serviti
    e a costi più ragionevoli se tutti questi servizi fossero gestiti da
    compagnie private che competano fra loro per offrire il meglio al prezzo
    più conveniente proprio come qualunque altro servizio che siamo abituati ad
    acquistare sul libero mercato. Non ho mai visto gli studenti così vivaci,
    così stimolati intellettualmente. La conferenza avrebbe dovuto finire alle
    13,30. Alle tre eravamo ancora lì in un angolo dell'Aula Magna con un
    gruppo di studenti che con le loro domande e contestazioni non avevano
    nessuna voglia di mollare.


    Sandra Giovanna Giacomazzi

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  2. #2
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    Da brividi.
    Ma si parla di una scuola superiore? e quale?
    e pensare che nel mio anno da rappresentante d'istituto ho dovuto annullare l'autogestione perchè le proposte dei corsi facevano pena...
    Vivi complimenti ai due libertari citati che hanno resistito alla feccia terzomondista senza ricorrere al turpiloquio...

  3. #3
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    Stagnaro e Lottieri sono formidabili insieme
    Una proposta cloniamoli!

    saluti padani

  4. #4
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    Ma......questa tragedia dei "ricchi che diventano sempre piu' ricchi ed i poveri sempre piu' poveri"...(e poi...d'improvviso , drasticamente,il mondo occidentale- imperialista commette un altra delle sue orribile nefandezze ed i ricchi ,ora sono MOLTO piu' ricchi ed i poveri..sempre MOLTO piu' poveri) insomma ...quella storia li'...( che va avanti, di sicuro, da quando ero bambino, ma, mi dicono, anche da prima!) ...oramai deve aver fatto si' che....: I gia'poverissimi,diventati ultra-sotto-super poveri , dovrebbero essere tutti morti e stramorti di fame, freddo, malattie etc. ....NON si puo' sopravvivere in quelle condizioni per oltre 50 anni!( E ,a questo punto...sarebbe anche ora!) Ed i ricchissimi , che, a questo punto sono diventati TUTTI , necessariamente( e sono moltissimi...chiunque abbia avuto un azienda ,anche piccola,cercato di sopravvivere evadendo qualche tassa, sfruttato,anche indirettamente il terzo mondo ed i poverissimi, o...non rispettato la mitica ecologia ,in qualche modo!)....e matematicamente..ultra mega quintilionari e ....dovrebbero tutti vivere in una delle tantissime isole( devono essere ...milioni!!) che si sono comprati , dove possono sfruttare ulteriormente i poverissimi e godersi le lor infinite riserve di migliaia di miliardi, assicurandosi,attivamente, come sempre che i poverissimi bimbi africani non manchino di morire di fame,trucidati da loro! No? Solo...mi piacerebbe scoprire dove sono 'sti milioni di isole deserte dove vivono tutti 'sti milioni di ultra-mega-miliardari bianchi occidentali sfruttatori!!

  5. #5
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    E poi,come fanno ad esserci ancora tanti poveri,in queste condizioni e che peggiorano sempre da 50 anni?! Forse, finalmente , siamo arrivati alla svolta finale? Cioe': I poveri, finalmente,muoiono tutti, nei prossimi 2 anni massimo,(meno alcuni , come' servitu'!) e...rimangono solo i ricchissimi( tra 2 anni... ANCORA piu' ricchi!)... da soli!

  6. #6
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    Comunque....c'e' poco da fare, se lo dicono in tanti,TANTISSIMI, da tanto tempo,50 anni ed oltre,( e sono ,addirittura..dei PROFESSORI...raga' non scherziamo con i prof!)...deve essere vero...PER FORZA! Non c'e niente da fare... "I ricchi diventano sempre piu' ricchi...ma ...i poveri...non si scappa, diventano sempre piu' poveri!"

  7. #7
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    ..Un po' piu' seriamente: Dite la verita',va bene essere anti-politici etc. (anche io lo sono) ma..il giorno delle elezioni...non vi piacerebbe votare...Carlo Stagnaro( magari "for president")...e ...crocettina sul "Partito Libertario" ? Vala'...un po' di dispiacere di non poter votare qualcuno che valga la pena di votare orgogliosamente?... No? ...Sicuri sicuri?

  8. #8
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    ..Insomma un voto anti-voto ed un partito politico anti "potere dei partiti politici". No?

  9. #9
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    Complimenti per il monologo...

    Comunque dubito che Stagnaro abbia ambizioni politiche: poi è ovvio che se si presentasse lo voterei senza esitazioni (anche perchè quello non scherza, è armato... ).

  10. #10
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    Non so se abbia ambizioni politiche, ma certo non glielo auguro: pensate se per disgrazia dovesse vincere che brutta vita l'aspetterebbe. Non è mica una passeggiata licenziare in una notte 5 milioni di dipendenti pubblici
    "Non spargerai false dicerie; non presterai mano al colpevole per essere testimone in favore di un'ingiustizia. Non seguirai la maggioranza per agire male e non deporrai in processo per deviate la maggioranza, per falsare la giustizia. Non favorirai nemmeno il debole nel suo processo" (Esodo 23: 1-3)

 

 
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