E’ stata per trent’anni la Regina della Parolaccia, uno dei locali più noti della vecchia Trastevere, all’angolo tra vicolo del Cinque e via della Scala, punto di ritrovo dei turisti ma anche dei romani veraci che amano mescolare vino, tagliatelle e quelle battute al peperoncino "che le capisce chi le vo’ capì". Federica se n’è andata all’improvviso, dopo una breve malattia che da qualche mese l’aveva allontanata da quella trattoria che era tutta la sua vita. Non era il suo nome vero Federica, si chiamava Anna de Sanctis, ma lei se l’era cambiato per paura di diventare la solita Nannarella. Figlia di Cencio, il ristoratore che nel dopoguerra aveva inventato la formula di quei spaghetti "ajo, oio e vaffa..." (ormai tanto famosa, che non c’è straniero che arrivato a Roma non la voglia sperimentare) aveva cominciato a gestire il locale da ragazza, riusciva a cucinare per ore senza sporcarsi il vestito, ma alla fine usciva e si metteva a cantare e a scherzare fino a notte alta. «Era la più bella e la più elegante, un altro pezzo di questo quartiere che se ne va, perché Federica era una vera romana ma anche una vera signora», dicono di lei. E questa mattina ci sarà tutta Trastevere a salutarla nella Chiesa di Santa Maria.