La "Bellezza" dell'Homo sapiens sapiens:
canoni standard, biotipologie facciali etniche, geometriche e morfologiche.

Pubblicazione 1: raccolta commentata dei canoni facciali di bellezza contemporanea nord-europíde visti dalla visione frontale

- Parte I -

G. Perseo*

Corresponding author: Dr. Gianluca Perseo Marburg Deutschland gianperseo@yahoo.com
(Versione originale in inglese ed in italiano)


Riassunto: i canoni di Bellezza Universale per i visi "Europídi" sono stati raccolti in alcuni libri e disseminati in un ampio numero di pubblicazioni internazionali. Li commenterò praticamente, tutti, facendo uso di due famosi top-models di sesso opposto, selezionati mediante precisi criteri etnico-geometrici. Insieme, sottolineeremo gli aspetti positivi di questi canoni, ma anche i loro limiti lampanti. I rapporti relativi dei visi qui rappresentati coincidono con quelli dei canoni di Bellezza risultanti da lunghe e dispendiose ricerche antropometriche. Modelli statistici facciali di questo genere sono stati ottenuti misurando le proporzioni di centinaia d'individui scelti poiché "attraenti". Gli operatori clinici potrebbero trarre vantaggio da questo genere di modelli, se questi fossero linee guida appropriate per le tipologie facciali dei pazienti osservati ogni giorno. I canoni internazionali rappresentano un punto di riferimento, in realtà, soddisfacente per alcune tipologie facciali, ma pure una sorta d'approssimazione confinata nei limiti dei looks etnici europídi dal viso ovale, o comunque, dal terzo facciale inferiore trasversalmente più stretto di quello medio e superiore. Non esistendo immagini adeguate alla raffigurazione dei canoni (tramite i disegni da me offerti, otterrete gli elementi per interpretarli adeguatamente), molti operatori si rifiutano di fare riferimento a questo genere di linee guida; altri operatori, d'altra parte, ne fanno un uso meticoloso poiché risultano da ricerche estremamente scrupolose. Io ritengo che i visi selezionati per queste indagini avessero tutti forma di viso ovale oppure mostrassero in gran numero forma ovale/terzo facciale inferiore più stretto di quello superiore. Se i visi fossero scelti riferendosi al tipo d'armonia esistente tra le singole componenti facciali e le peculiarità geometriche del viso, oggi avremmo modelli universali per più tipologie facciali. In successive pubblicazioni mi occuperò, finalmente, di quest'ultimo punto. Tramite queste, arriverò a standardizzare altri visi di top-models contemporanei/ee, perché si configurino come riferimento ideale per le variabili tipologie facciali alle quali poter ricondurre i nostri pazienti. La ricerca più all'avanguardia in questo settore, per illustrare i canoni di Bellezza, non si è sempre servita d'immagini eleganti e proporzionate. La domanda che mi pongo è questa: "Perché non dovrebbe essere lecito descrivere questi (come pure quelli per altre tipologie), rifacendoci direttamente a fotografie reali prese dalle riviste di moda?
In questo lavoro, relativamente a parecchie proporzioni facciali, ho potuto mettere in evidenza un coefficiente di dimorfismo sessuale pari al 97,5% ± 1.



Introduzione:
Negli ultimi anni, allo scopo di sviluppare linee guida per la valutazione di un viso che fossero più scientifiche ed esteticamente più accattivanti, sono state compiute misurazioni cliniche su ampie casistiche di individui considerati attraenti. Tali studi antropometrici, ci hanno fornito i cosiddetti canoni facciali contemporanei per i "Caucasici" o "Europei nord-americani".


Fig. 01a

Sfortunatamente, i criteri di selezione hanno portato a considerare un fenotipo europeo molto generico ed artificiale che nega, in tal modo, le differenze, particolarmente chiare, esistenti all'interno di questa supercategoria etnica. Ciò ha, difatti, condotto alla generalizzazione di varianti nord-europídi e/o mediterranídi in realtà molto specifiche. "Miscele" di questo genere, sotto un unico nome, sono state compiute per ottenere informazioni proporzionali pure sulle altre due supercategorie etniche del moderno Homo sapiens, in altre parole gli "Afro-Americani o Negri" ed i "Cinesi o razza Mongoloide "; così che apparissero come unico nome rappresentativo di una realtà etnica di gran lunga più differenziata. Tale variabilità va giustificata attraverso la combinazione, legata a migrazioni, di caratteristiche fisiche tra popolazioni differenti, e secondo regole evoluzionistiche. Secondo me, non potete applicare, ad un paziente di look etnico arabo-orientalíde, le stesse linee guida estetiche adatte per un viso nord-europíde, giacché è chiara la diversità proporzionale tra differenti biotipologie facciali. Questo genere di diversità, non è riconducibile soltanto al colore e tipo di pelle, dato che le proporzioni costituiscono un altro fattore a sua volta importante. Detto in altre parole, non potete forzare le terapie funzionali ad uno standard estetico inappropriato! Considerazioni analoghe sono vere anche in molti altri casi. I looks etnici etiopídi, ad esempio, hanno sembianze sicuramente distinte da quelle delle varianti sudanídi o bantuídi. Diversità simili sono osservabili pure tra i looks mongolídi. Tutti gli ideali standards sono affetti da tale limite e vengono diffusi come tali attraverso un largo numero di pubblicazioni scientifiche. I contribuiti di Epker-Koury e Farkas, a tal riguardo, sono considerevoli. Quest'articolo rappresenta la parte I della Pubblicazione 1, laddove la Pubblicazione 1 e 2 sono intese a commentare, in modo inconsueto, una raccolta di canoni europídi dalla visione frontale. Focalizzerò, non certo soltanto con parole e numeri, ma anche visivamente, i motivi per cui questi standards, generici per tutti i looks europídi e chiamati canoni per le "Razze Caucasiche " o per gli "Americani bianchi ", siano stati, sino ad oggi, utilizzati impropriamente. Tali denominazioni sono erronee, per via del significato improprio delle parole Caucasico e bianco, ed anche per l'inadeguatezza del termine "razza". Il concetto di europíde, secondo le indagini classiche, è inteso ad amalgamare un unico tipo di mescolanza statistica - ottenuta a partire da tutti i looks europídi - in un modello facciale teorico. Comunque sia andata, in realtà ne descrive specificamente soltanto uno, ovvero il look etnico nord-europíde e/o quello mediterraníde (limiti etnici dell'Antropometria). Sintesi spinte di questo genere sono state proposte anche per le altre due supercategorie etniche. Le "Persone belle" selezionate come negrídi ("Negri o Americani neri") avevano un aspetto fondamentalmente bantuíde. Le "Persone belle" selezionate come mongolídi ("Cinesi, Giapponesi od Asiatici") avevano un aspetto fondamentalmente centro-mongolíde.


Fig. 01b
Al contrario, ho evidenza fotografica di almeno 19 varietà etniche presenti nel mondo della moda attuale proposta dai mass media. Sette looks sono riconducibili al gruppo europíde, tre a quello negríde, due a quello mongolíde e sette risultano dalle possibili combinazioni estetiche ottenibili dai tre super-gruppi nominati sopra. Ciò vuol dire che tutte le volte che ci siamo riferiti agli ideali standard classici, abbiamo considerato l'estetica dei nostri pazienti in giro per il mondo in modo smisuratamente semplificato. I canoni di Bellezza per gli europídi sono stati inizialmente raffigurati, sotto forma di viso ovale, sin dagli antichi Greci. Tutte le altre geometrie, di solito, non sono state quasi mai prese in considerazione come simbolo di bellezza. Studi sulla crescita cranio-facciale hanno sempre messo in rilievo che le componenti anatomiche collocate all'interno del contorno facciale, si "riaggiustano armonicamente", nelle due dimensioni, rispetto alla stessa forma facciale. Questo genere di caratteristiche geometriche reciproche sono osservabili direttamente anche sul cranio. La "scarsa" attenzione data a simili peculiarità a livello di tessuti molli rappresenta uno dei motivi principali per cui non abbiamo mai considerato opportunamente il look geometrico che è sempre identificabile dalla visione frontale. Di conseguenza, non abbiamo analizzato a sufficienza le "regole di riorganizzazione" proporzionale tra le singole componenti facciali la geometria stessa. Senza nutrire minimamente alcun dubbio sulla serietà scientifica delle indagini antropometriche passate e future, non posso tuttavia escludere la presenza, nella selezione di "gente attraente", d'errori sistematici - più o meno inconsapevoli - quali il preferire, come individui "più belli", quelli con viso ovale, a danno, così, degli altri d'altra forma facciale (limiti geometrici dell'Antropometria). Protagonisti ed oggetti saranno i due famosissimi top-models, uomo e donna, ritratti come aiuto visivo per i miei primi lavori sperimentali: ci permetteranno di comprendere meglio la logica delle proporzioni facciali, e così pure i limiti etnico-geometrici delle ricerche moderne. In una terza pubblicazione sperimentale, descriverò le possibili biotipologie geometrie facciali umane visto dal davanti. In una quarta, introdurrò un'innovativa analisi estetica frontale semplificata, nella quale verrà fatto uso delle relazioni geometriche e dei canoni proporzionali più significativi. In una quinta pubblicazione compilativa, vi offrirò una delle più estese raccolte commentate dei canoni europídi visti di profilo. In un sesto lavoro sperimentale, descriverò le possibili biotipologie facciali umane viste dal profilo. In un settimo lavoro sperimentale, introdurrò un'innovativa analisi estetica laterale semplificata, nella quale verrà fatto uso degli angoli e dei dati canonici più significativi. In un'ottava pubblicazione, sempre sperimentale, integrerò i lavori precedenti ad un'analisi morfologica delle singole componenti anatomiche facciali, facendo riferimento ai loro messaggi non verbali, così importanti nell'aspetto estetico. In una nona pubblicazione sperimentale, analizzerò un campione di oltre trecento top-models, uomini e donne, provenienti da tutto il mondo (biotipologie facciali etniche ideali della moda contemporanea). Le analisi saranno eseguite con viso visto dal di fronte, di lato e di sbieco. Tutto ciò rappresenterà una scelta visiva più efficiente delle tradizionali medie clinico-statistiche. Se i modelli teorici dovrebbero adattarsi ai visi dei pazienti reali, non esiste modo migliore che analizzare direttamente il viso di quelle superstars che hanno successo estetico certo nella nostra società. Non dimenticate che la nostra è la società dell'immagine! In un decimo lavoro sperimentale conclusivo, completerò la definizione classica che viene data per la bellezza. Prenderò in considerazione, come sua causa anatomica, l'applicazione della mia analisi innovativa al viso dei top-models. La bellezza dipende dall'interazione tra la percezione anatomica del viso e l'opinione estetica individuale d'ogni singolo osservatore. In pratica, la bellezza facciale deve essere definita come un assemblaggio dei punti che seguono:

1) Tratti facciali propriamente umani, e non d'altri "animali", + look etnico, come segno distintivo dell'uomo animale;

2) Simmetria facciale, in certa misura espressa nel primo punto;

3) Vari tipi di possibile armonia facciale, derivanti da multiple combinazioni tra angoli e proporzioni facciali;

4) Geometria del volto;

5) Messaggi non verbali legati a caratteristiche, dimensioni e posizioni delle componenti morfologiche facciali;

6) Qualità dei tessuti molli: tipo, colori e contrasti della pelle; grado di tonicità dei costituenti sottocutanei;

7) Espressioni facciali tipo "Fumetto".


Discussione:

Novanta indici facciali dei "belli" nord-europídi dal viso di forma ovale.
Norma frontale
(revisione sperimentale basata su vari contributi di Farkas L.G. - Epker B.N. - Powell N. - Arnett G.W. - Ricketts R.M.)



Fig. 02
Le proporzioni facciali rappresentano una specie di puzzle tridimensionale, nel quale ciascuna percentuale dipende dall'ingranaggio reciproco tra tutti i valori percentuali, e questo anche in senso sagittale. Ciò vuol dire, che ogni misura a sé stante non può essere un'utile linea guida, se non in stretta relazione con tutte le altre. In campo estetico, una visione globale dei loro rapporti reciproci sarà la parola chiave indispensabile. Qui seguono i titoli di cinque tra le più famose pubblicazioni in questo settore, tramite le quali potrete risalire a tutte le altre(1,2,3,4,5). Tutte le proporzioni riportate da questi autori sono molto difficili da comprendere, se non si fa uso d'immagini adatte a rappresentare le proporzioni in modo realistico. Alcuni autori hanno pubblicato raccolte immense di numeri percentuali e valori assoluti. Da qui la confusione di parecchi operatori, allorquando tali lavori non sono adeguatamente illustrati e sono descritti senza fare logico. Quei valori internazionali che differiscono da quelli trovati nei due top-models analizzati sono stati indicati in corsivo e tra parentesi, così da poterne focalizzare velocemente le deviazioni. È pure possibile che, alcuni tratti somatici dei top-models, siano stati leggermente modificati per via della tecnica di disegno manuale con la quale sono stati raffigurati. Ma nonostante questo, le relazioni geometriche, le relazioni tra i terzi facciali, le dimensioni degli occhi e del naso corrispondono agli standards universali. Ancora: quando ci riferiamo ai canoni moderni, soltanto il modello per le "belle donne" differisce in alcune proporzioni. In particolare: 1) nella dimensione trasversale del contorno "esterno" del "complesso occhi-naso-pupille" relazionato alla geometria facciale. Non sono osservabili deviazioni dagli standards, invece, nei valori della distanza interoculare (questo spazio verrà chiamato contorno "interno" del complesso sopra nominato). 2) E nella larghezza della bocca, che appare leggermente più stretta che negli standards. I valori delle orecchie non sono stati riportati.

Abbreviazioni
NUM / DENOM:
NUM / DENOMndica la percentuale di numeratore rispetto al denominatore. La frazione 1/3 indica i terzi facciali (il 1/3 superiore, medio ed inferiore).
Valutazione frontale del viso in generale. Esamineremo, innanzitutto, l'equilibrio verticale (od armonia verticale). Dopodiché, quantificheremo quante volte i valori verticali assoluti stanno, percentualmente, in quelli orizzontali e viceversa (relazioni morfologiche). Infine, considereremo quei numeri percentuali che sono importanti nell'equilibrio orizzontale (od armonia orizzontale). In pratica, non avremo mai un paziente le proporzioni facciali del quale siano completamente sovrapponibili agli standards. Ciò vuol dire che, in una biotipologia facciale geometrica, deviazioni dagli ideali non compromettono necessariamente un'estetica facciale ottimale. Sono proprio le piccole deviazioni da standards adeguati, la ragione per cui possiamo avere numerosi tipi di fascino. La mia analisi prende forma a partire da questa mia convinzione. Ad ogni modo, le valutazioni estetiche oggettive non sono mai sufficienti a descrivere la "Bellezza facciale", in quanto la Bellezza non è soltanto quello che tu misuri mediante gli indici facciali. "Bellezza" sgorga anche da molti altri fattori, tra cui le caratteristiche dei tessuti molli (superficie, colori, contrasti, etc.), espressioni facciali tipo "Fumetto" (espressione facciale statica), percezione individuale dei fattori anatomici, cultura dell'osservatore e così via.

Fig. 03: Punti Antropometrici
Al: alare
Cf: centro della faccia
Ch: cheilion
em: eminenza malare eminence od osso della guancia
En: endocanthion o canthion interno
Ex: exocanthion o canthion esterno
ft: frontotemporale antropometrico classico
Ft: frontotemporale vero
G: glabella
Gn: gnathion
Go: gonion
Li: labiale inferiore.
Ls: labiale superiore
Mf: maxillofrontale
N: nasion
Or: orbitale
Os: orbitale superiore
pc: centro della pupilla
Pe: punto Perseo
Sl: sublabiale
Sn: subnasale o subnasion
Sto: stomion
Tr: trichion
Zy: zygion


a) Equilibrio verticali - (5 indici) - (rapporti percentuali VERTICALI / VERTICALI)
Dire altezza dello splancnocranio è come dire altezza del viso morfologico (cioè la porzione facciale caratterizzata dalle componenti facciali di varia forma = morfologia). Quest'altezza corrisponde alla somma dei terzi facciali medio ed inferiore. Adesso, analizziamo le relazioni verticali tra i terzi facciali e l'altezza totale del viso.

DENOM: Altezza fisionomica (altezza totale del viso): / Tr-Gn

DEFINIZIONE DEL NUMERATORE NUM / DENOM "Belle" "Belli"
1) Altezza del 1/3 facciale superiore (altezza della fronte) Tr-G / Tr-Gn 30% ± 1 31% ± 1

Fig. 04: Relazioni verticali ed orizzontali del viso totale


Osservazioni: i terzi facciali, nelle donne, sono verticalmente simili a quello che vediamo nel viso maschile. L'altezza frontale, negli uomini, dovrebbe essere leggermente più importante (1%) di quanto non avvenga per lo stesso tipo d'altezza nelle donne. Sappiamo, inoltre, che la mancanza di capelli ad entrambi gli angoli alti della fronte (la frequente calvizia alle tempie può essere descritta soltanto visivamente) è comune negli uomini, ed è praticamente per questa ragione che questa caratteristica non può apparire estetica nelle donne. Diciamo che la modesta discrepanza, nei valori verticali della fronte, di un irrisorio 1%, possiede significato ben più grande se sono presenti anche i presupposti appena descritti, dato che tutta la fronte, nella sua verticalità, sarebbe affetta da tale deficienza.

DEFINIZIONE DEL NUMERATORE NUM / DENOM "Belle" "Belli"
2) Altezza del 1/3 facciale medio G-Sn/ Tr-Gn 35% ± 1 34,5% ± 1

Osservazioni: gli indici 2 e 3 ci dicono che, nel viso totale di entrambi i sessi, il terzo superiore è verticalmente più corto (domina verticalmente meno) dei terzi medio ed inferiore, i quali sono, praticamente, uguali tra di loro (deve esistere sempre una proporzione reciproca tra il terzo medio e quello inferiore). Negli uomini, abbiamo il valore del 34,5% e non del 35%, come nelle donne. Tale differenza dello 0,5% per ciascun terzo è legata alla maggiore rappresentazione della fronte maschile (31% è il valore maschile, 30% è quello femminile).

DEFINIZIONE DEL NUMERATORE NUM / DENOM "Belle" "Belli"
3) Altezza del 1/3 facciale inferiore Sn-Gn / Tr-Gn 35% ± 1 34,5% ± 1

Osservazioni: Qui sintetizzo i rapporti reciproci tra i terzi facciali, facendo osservare che questi sono considerati in relazione all'altezza totale del viso. Abbiamo il Tr-G: G-Sn: Sn-Gn, ovvero il 1/3 superiore: 1/3 medio: 1/3 inferiore. I valori percentuali sono del 30: 35: 35 nelle donne e del 31: 34,5: 34,5 negli uomini. La percentuale 34,5% è il 97,5% ± 1 circa del 35% e tale rapporto dimensionale relativo sarà decisivo per tutti gli indici contenenti, al denominatore, il 1/3 medio/inferiore o la somma dei due (vedi gli indici dal 13 al 18 e quelli dal 21 al 24). Tali valori non vanno interpretati di per sé, ma sempre in relazione a più ampie considerazioni morfologiche e proporzionali. I visi femminili attuali appaiono più "trendy," se mostrano alcuni tratti mascolini; ed anche il contrario è vero. Nei visi femminili, l'ambiguità sessuale può essere espressa in modo adeguato promovendo il terzo facciale inferiore a valori superiori al 35%. Questo appare ancora più maschile, se è presente una sua sproporzione nei confronti del terzo medio pure nelle altre dimensioni dello spazio. La prevalenza del 1/3 inferiore descritta sopra esprime messaggi di potenza ed aggressività, dato che la sua funzione fisiologica è quella di cibarsi e mordere. Una prevalenza a livello del terzo medio è associabile a sentimentalità, per via dello sguardo intenso, della visione d'immagini attraverso gli occhi, del respiro d'aria ed odori attraverso il naso. Le direzioni estetiche nella moda e nelle società promuovono, spesso, visi femminili meno sentimentali a livello di terzo medio e più "aggressivi" a livello di terzo inferiore; e visi maschili dai tratti più pacifici a livello dei terzi inferiore e medio. La percezione delle differenti combinazioni, si basa su sottili interazioni tra gli esseri umani moderni influenzati da inputs legati alla cultura estetica ed i messaggi non verbali istintivo-primordiali che sono tipici di ciascun essere umano.

DENOM: Altezza morfologica (somma del 1/3 medio con quello inferiore): /G-Gn
DEFINIZIONE DEL NUMERATORE NUM / DENOM "Belle" "Belli"
4) Altezza del 1/3 medio G-Sn / G-Gn 50% ± 1 50% ± 1
5) Altezza del 1/3 inferiore Sn-Gn / G-Gn 50% ± 1 50% ± 1

Osservazioni: abbiamo capito, ad ogni modo, che i canoni di bellezza universale mostrano una perfetta armonia dimensionale tra i terzi facciali medio ed inferiore. Trasversalmente, la bocca, è ideale se le quattro rette verticali tracciate attraverso i punti Go e Ch dividono il piano frontale, nelle donne, in quattro porzioni identiche e, negli uomini, in quattro porzioni simili. L'asse di simmetria deve essere tracciabile, contemporaneamente, attraverso i punti mediani Tr, G, N, Sn, Sto e Gn, così che tutte le altre coppie di punti facciali, trasversalmente e verticalmente, giacciano ad ugual distanza dalla linea mediana (siano, cioè, speculari), ovvero secondo le regole di un buon grado di simmetria facciale.

...continua (nella prossima parte)


Bibliografia:

FARKAS L.G., "Anthropometrics of the head and face." Second edition, New York: Raven Press, 1994.
EPKER N.B., KOURY M.E., "Maxillofacial Esthetics: Anthropometrics of the Maxillofacial Region", J Oral Maxillofac Surg 50: 806-820, 1992.
POWELL N., HUMPHREYS B., "Proportions of the Aesthetic Face", Thieme-Stratton Inc., New York, 1984.
ARNETT G:W:, BERGMAN R.T., "Facial keys to orthodontic diagnosis and treatment planning. Part I", Am J Orthod Dentofac Orthop 103: 299-312, 1993.
RICKETTS R.M., "Divine proportions in facial esthetics", Clin Plast Surg 9 (4): 401-422, 1982.



To cite this article please write:

G. Perseo, The "Beauty" of Homo sapiens sapiens: standard canons, ethnical, geometrical and morphological facial biotypes. An explained collection of frontal north-europíde contemporary beauty facial canons. Part I. Virtual Journal of Orthodontics [serial online] 2002 July 30; 4(4): Available from URL:http://www.vjo.it/044/beauty.htm



about us | current issue | home

Virtual Journal of Orthodontics ISSN - 1128 6547
Issue 4.4 - 2002 - http://www.vjo.it/vjo044.htm
Copyright © 1996-2002 All rights reserved
E-mail: staff@vjco.it.

http://www.vjco.it/044/beautyit.htm