Riforma Biagi: Tutti più precari
Scritto da forzanovista su Domenica, Febbraio 16, 2003 - 107 PM CET




di Enrico Belardinelli

Con 143 sì, due No e tre astensioni, il Senato ha approvato mercoledì 5 febbraio la “ riforma Biagi”( il giuslavorista collaboratore del Ministro del Lavoro Maroni e prima ancora dei precedenti governi di centrosinistra ) sul mercato del lavoro in Italia.

Con essa prosegue l’involuzione già iniziata parecchi anni fa con il governo Amato, proseguita con i vari Dini, Prodi e D’Alema ecc… di scientifico smantellamento delle garanzie dei lavoratori e dello Stato Sociale, con l’introduzione di tutta una serie di novità che andranno sicuramente a peggiorare le prospettive lavorative nell’immediato futuro dei nostri giovani. Essi si troveranno alle prese con tutta una serie di nuovi contratti di lavoro, che nulla avranno a che vedere con quello che viene giustamente considerato una vera e propria conquista sociale: il contratto a tempo indeterminato. Quest’ultimo resterà per adesso,….. poi,…non da subito…. s’inizierà sicuramente a metterne in discussione anche la sua esistenza.

Ecco le principali novità che verranno introdotte con la riforma:
Cessione del ramo d’azienda - Collocamento - Enti bilaterali (che rappresentano sindacati e datori di lavoro con compiti di certificazione e controllo) - Nuovi contratti - Part Time - Formazione - Delega sul socio lavoratore - Funzioni ispettive -
Secondo il governo la “riforma Biagi“ farà calare la disoccupazione….. ed entusiastici sono i commenti del sottosegretario al Welfare ( ex Ministero del Lavoro…)Maurizio Sacconi: A 33 anni dallo Statuto dei Lavoratori, queste regole nuove e moderne potranno attrarre nel mercato del lavoro regolare più giovani e donne, soprattutto nel Mezzogiorno….Mentre il consigliere di CONFINDUSTRIA Guidalberto Guidi rincara la dose e dichiara raggiante: Finalmente ci collochiamo all’avanguardia in Europa!

Certo con lo Staff Leasing - ovvero la possibilità da parte di una impresa di affittare l’intera manodopera da altre agenzie specializzate….lo Job Sharing, ovvero il lavoro condiviso tra due persone….. il Collocamento in mano ai privati…e le Funzioni Ispettive in materia di Sicurezza ed Igiene del Lavoro che verranno per così dire razionalizzate…saremo sicuramente un avanguardia.. proiettata verso il “ modello americano”….. E‘ vero, caro Guidi e Sacconi, l’occupazione forse aumenterà, ma sarà sempre più precaria, con tutte le ricadute sociali del caso ed i vantaggi, e Voi lo sapete bene, saranno ancora una volta da una sola parte, quella delle imprese.

SI STA TORNANDO ALLO SFRUTTAMENTO IN STILE OTTOCENTESCO DEI LAVORATORI CHE VERRANNO QUINDI PRIVATI DEI PIU’ ELEMENTARI DIRITTI NORMATIVI ED ECONOMICI.

Mercoledi’5 febbraio il governo di centro destra ha finalmente svelato la sua reale vocazione, che pure dopo la vergognosa soluzione del caso Fiat appariva più evidente: quella di “ salvare “ il paese, la sua economia, i conti pubblici ( erano e sono del resto, queste le direttive di “ importanti “ istituzioni nazionali ed estere: dalla Banca d’Italia al Fondo Monetario Internazionale ) attraverso la compressione- anzi, come vedremo più avanti, una mezza eliminazione- di molti tra i basilari diritti dei lavoratori, sia sotto il profilo normativo sia sotto quello retributivo. Ma più ancora, attraverso una vera e propria abdicazione dello Stato da importantissime funzioni di indirizzo e di controllo, che furono necessariamente assunte nel periodo fascista, dopo che le precedenti esperienze “ liberali “ si erano dimostrate del tutto inadeguate.

Sono, queste, valutazioni critiche di genere. Perché scenderemo nella analisi di dettaglio solo dopo aver riprodotto, con la massima esattezza possibile, il contenuto sostanziale della legge di delegazione, definitivamente approvata dal parlamento, che attribuisce al governo non le facoltà normali a tale tipo di provvedimento, ma di fatto il potere di modificare radicalmente la normativa portata dal codice civile in tema di lavoro dipendente, e di ridurre le facoltà fin qui attribuite “in subiecta materia” alla pubblica amministrazione dalla legislazione vigente.

Ma torniamo alla delega, riportando il comunicato d’agenzia: si tratta di un testo di dieci articoli “ che contiene rilevanti novità in tema di collocamento, formazione e contratti atipici. La delega (rectius: la riforma – N.d.R.-) per diventare operativa dovrà attendere i decreti attuativi del governo che, secondo i calcoli dell’esecutivo, saranno pronti entro due - tre mesi”

Alla legge sulla riforma del mercato del lavoro il governo intende aggiungere un secondo capitolo con il DDL 848 bis, che contiene la sperimentazione sull’art 18, la riforma degli ammortizzatori sociali, l’allungamento temporale dell’indennità di disoccupazione e la proroga della mobilità lunga. Ma torneremo sulla questione quando sarà approvata la nuova delegazione: ora restiamo alla legge del 5 febbraio: dalla formazione al collocamento, ai nuovi contratti atipici, al part time, sono otto le novità più importanti.

In primo luogo il collocamento viene aperto ai privati. Cadrà quindi il vincolo dell’oggetto sociale esclusivo che costringe le società a fornire solo lavoro interinale. Viene inoltre estesa l’intermediazione tra domanda ed offerta di lavoro anche ai consulenti del lavoro e alle Università. I servizi di collocamento pubblici e privati saranno collegati tra loro. Nasce la borsa del lavoro: una banca dati dei lavoratori attivi in cerca di lavoro.

Non c’è neppure bisogno di dire, su questo specifico tema, quanto la nuova normativa rappresenti un gravissimo colpo ai poteri dello Stato: la reintroduzione di un qualcosa di affine al “ caporalato “,( che durante lo Stato fascista fu gradualmente eliminato, prima con la contrattazione collettiva, poi addirittura, e definitivamente, con una apposita legislazione) metterà i lavoratori- e più ancora quella parte fatalmente più sensibile ai ricatti, vale a dire i disoccupati e quanti siano alla ricerca di una prima occupazione- alla mercé del futuro datore di lavoro, che quindi potrà stabilire nella sua autonomia- avvalendosi anche delle altre parti della riforma- i diritti e gli obblighi dei futuri dipendenti, senza che , in concreto, questi ultimi abbiano la possibilità di efficacemente interloquire.

La delega approvata-veniamo ora ai punti direttamente innovativi delle disposizioni del codice civile- introduce forme contrattuali, tra le quali il “lavoro a chiamata”. L’azienda potrà così chiamare in qualsiasi momento e “ entro un arco di tempo contrattato “ il lavoratore…

Sono in arrivo anche nuove norme per il “ Job Sharing”, cioè la condivisione da parte di due o più lavoratori di un contratto di lavoro a tempo pieno. Si tratta di una stranezza legislativa di cui francamente non apprezziamo ne la necessità ne il significato: ma la sua introduzione, fortemente voluta dal padronato, ci induce a credere che ci sia qualcosa di negativo pera “ la parte più debole del rapporto “ : e tutti sanno quale effettivamente sia. Il lavoratore.

Ma andiamo avanti: mentre il “ contratto occasionale “ viene esteso anche al settore agricolo, parte lo “Staff Leasing” che è una forma contrattuale con al quale si da la possibilità alle imprese di affittare manodopera ( anche a tempo indeterminato, virtuosamente si aggiunge…) presso agenzie specializzate.

In più il Part Time viene reso più elastico. Non è dato da sapere quanto. Certo, per i lavoratori la situazione ben difficilmente verrà a migliorare rispetto all’attuale. Ma vedremo di qui a qualche mese cosa diranno in proposito i decreti delegati.

Sono previste anche la facoltà per il governo di procedere al riordino dei contratti di apprendistato e la delega per la disciplina del socio lavoratore, “dando preminenza al vincolo associativo piuttosto che al rapporto di lavoro“.

Anche questa specifica previsione induce a temere un peggioramento della situazione giuridica ed economica del socio d’opera, visto che la “preminenza” - lo confessano loro stessi- viene riconosciuta al rapporto associativo, a tutto danno, quindi, della prestazione lavorativa.

Infine si delega al governo la facoltà di provvedere alla “ razionalizzazione delle funzioni ispettive in materia di previdenza e lavoro”. Sia consentito di sperare , al riguardo, che razionalizzazione non sia intesa come “ riduzione”….

Questi sono i punti essenziali della delega, che, a parte le negative ricadute sui lavoratori e sul mercato del lavoro, rischia di riciclare gli ambienti di quella sinistra che nello scorso decennio ha praticamente battuto-essa!-le prime orme della via che ha portato, appunto alla delega stessa. Sinistra che oggi ha buon gioco, anche per la ben nota della gente di dimenticare anche il recente passato, ed evidenziare il duro “colpo alle garanzie dei lavoratori”, sferrato dal governo Berlusconi (dichiarazione di Cesare Salvi, (post) comunista ex ministro del lavoro) ed il fatto che si tratta di “ una legge che contiene decine di deleghe in bianco al governo il cui scopo è rendere il lavoratore sempre più solo e debole nel mercato del lavoro “Casadio Cgil.

La realtà è che da oggi i lavoratori non sono nulla di più e nulla di meno di una merce: si potranno vendere, scambiare, trattare come meglio crederà il datore di lavoro e magari lo stesso “ caporale”.

In buona sostanza, quello che, secondo il codice emanato dal fascismo “antidemocratico e liberticida”, era il contratto di lavoro tipico, quello a tempo indeterminato, si avvia rapidamente ad essere trasformato in una specie di reliquato storico. Così, come un ritorno ad un passato- quasi a quell’ottocento anglosassone sfruttatore del lavoro tanto efficacemente in questi giorni effigiato dal film “Gangs of New York”- che la civiltà credeva definitivamente cancellato, viene sancito dal trasferimento ai privati dei poteri, oggettivamente e sostanzialmente pubblicistici, in tema di collocamento.

Un ultima considerazione, nostro sommesso avviso assorbente: la riforma è stata voluta dal grande padronato italiano, appoggiata dalle istituzioni nazionali maggiormente significative-Bankitalia in primis… - e sostanzialmente imposto, a livello internazionale, dall’OCSE e dal FMI.

Ragione di più, ammessa e non concessa tale necessità, per ribadirne l’intrinseca inciviltà sociale.

(da www.italiasociale.org 16.02.03)


ops....forse le Br avevano ragione.....che caso......