Nel momento in cui l'interventismo globale Usa si fa onnipervasivo, ritengo cruciale ritornare su una delle tappe decisive della politica estera Usa del dopo-1989. E ritornare, soprattutto, sul ''climax'' della sudditanza europea verso gli yankees. Perciò propongo anche qui una serie di miei messaggi riguardanti il conflitto balcanico
L'attuale processo-farsa in quel dell'Aja contro Milosevic, oltre ad essere un monito contro la fregola giudiziario-globale che trova nel Tpi l'ennesima conferma, è il tentativo di applicare il solito schema western in auge sin da Norimberga.
Siccome le anime belle d'occidente hanno già condannato, commosse, la 'pulizia etnica' messa in atto dai Serbi nei Balcani, per poi, va da sé, obliare il tutto, è il caso di ricordare, in ordine sparso, un pò di cosucce
Bosnia
1) Il parlamento bosniaco decide, il 25 gennaio 1992, di organizzare il referendum richiesto dalla commissione Badinter della CE quale condizione per il riconoscimento. Tale decisione presa solo da croati e bosniaci aveva violato la costituzione repubblicana che nell'art. 2 dichiarava la Bosnia uno stato composto da 3 nazioni, come pure violava le indicazione della commissione Badinter, la quale, nel porre il referendum come condizione, aveva sottolineato che doveva venire approvato da un voto consistente di tutte e tre le etnie
2) Ricordiamo che presidente della Bosnia era Alija Izetbegovic, al contempo capo di un partito etnico. Lo stesso era già stato imprigionato dal regime comunista per il suo attivismo islamista ed era autore di un libro (pubblicato nel 1970 e significativamente ripubblicato nel 1991) dal titolo "La dichiarazione islamica" in cui si auspicava la nascita di una repubblica islamica in cui istruzione, mezzi di comunicazione ecc. dovevano essere in mani esclusivamente islamiche. Insomma, una personcina non proprio tranquillizzante, per i serbi
3) Radovan Karadzic, oggi ricercato come bieco criminale di guerra nonché genocida e tutti i soliti annessi e connessi, propose di dividere la Bosnia-Erzegovina in cantoni sovrani sul modello svizzero, con le tre etnie partecipi del potere in eguale misura. Ergo, i serbi-bosniaci riconoscevano le frontiere esterne bosniache ed anche la sua indipendenza ma non l'idea di uno stato centralizzato
4) Il 23 febbraio 1992 viene discusso il "piano Cutileiro" (all'epoca ministro degli esteri portoghese; il Portogalli dal 1 gennaio '92 aveva la presidenza della CE) basato sulla proposta Karadzic a cui avevano aderito pure bosniaci e croati. Cutileiro propose che ai serbi venisse assegnato il 43,73% della Bosnia, il restante a croati e bosniaci, con Sarajevo distretto federale.
Il 27 febbraio '92, in occasione del terzo incontro, Izetbegovic RIFIUTA il piano già in linea di massima approvato
5) il 29 febbraio e il 1 marzo '92 viene organizzato il referendum. I serbi non votano
6) Il 3 marzo viene proclamata l'indipendenza
7) Il 18 marzo Izetbegovic, Karadzic e Mate Boban (leader dei croato-bosniaci) accettano a Sarajevo, sotto la supervisione di Cutileiro, una "Dichiarazione sull'ordinamento costituzionale della Repubblica", basata sulla cantonizzazione della Bosnia in 3 cantoni tra loro federati. I serbi ottengono il 44% del territorio. Karadzic ritiene scongiurato ogni conflitto. Il 1 aprile '92, però, Izetbegovic RIFIUTA la proposta precedentemente approvata
8) Domanda: chi è che ha rifiutato OGNI proposta tesa a impedire il conflitto?
Segue...


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