Dovremmo smetterla di prenderci così sul serio. Invece di mandare a spasso cardinali, ministri e pacifisti con il ramoscello d'ulivo in bocca, ci basterebbe raccogliere l'esempio dell'onorevole () Nello Musumeci; un bravo ragazzone della covata di Gianfranco Fini, di quella destra nostalgica e patriottica (alla La Russa, per intenderci) che nella guerra vede innanzitutto un eroico fumettone.
A quel fumetto, l'onorevole () Musumeci (che è accidentalmente presidente della provincia di Catania) ha deciso di dedicare nella sua città una mostra permanente. Con tanto di statue di cera a grandezza naturale di Hitler e Mussolini, commissionate ai mastri ceraioli del museo di M.me Tussaud.
Tremila metri quadri di esposizione su tre piani del quartiere fieristico occupati in permanenza; tre miliardi di spesa (le casse non erano vuote?) per contenere armi, obici, corpi insanguinati, autoblindo, manifesti originali inneggianti all'arruolamento, lapidi, svastiche naziste mescolate alle soavi prospettive di un borgo fascista. E poi fumi, schianti e rumori di bombardamento alleato, pareti imbottite di baionette, urla di madri, pianti di figli, rifugi antiaerei, cadaveri, rantoli e macerie, macerie, macerie....
La rievocazione dello sbarco alleato del '43; sofisticata, macabra e confusa. Una sorta di circo equestre della guerra.
Dice l'onorevole () Musumeci: "Volevo offrire ai giovani un quadro completo e obiettivo su una pagina fondamentale della nostra storia...".
Ed è proprio su quella parola; "obiettivo", che si attorcigliano i pensieri. Perchè deve essere riscritta, quella pagina di storia? La prima di altre pagine da riscrivere?
Almeno Storace si limita ai libri; l'installazione di Catania, quella guerra vuole illustrarla fino in fondo, ricomporla per bene, dispiegarla sotto lo sguardo dei ragazzini di scuola media in modo che imparino subito a riconoscere le armi e i busti degli eroi. Imparare il senso pratico di chi, in futuro, dovrà fare spesso i conti con la guerra.
L'architetto Leone, progettista dello spazio espositivo, parla malinconico di revanscismo fascista. Musumeci risponde che è solo un'operazione culturale. E mentre il "nuovo che avanza" sta qui a "far cultura" con mitraglie e cannoni, attorno a Bagdad si affilano, giudiziose, nuove baionette.




) Nello Musumeci; un bravo ragazzone della covata di Gianfranco Fini, di quella destra nostalgica e patriottica (alla La Russa, per intenderci) che nella guerra vede innanzitutto un eroico fumettone.
) Musumeci (che è accidentalmente presidente della provincia di Catania) ha deciso di dedicare nella sua città una mostra permanente. Con tanto di statue di cera a grandezza naturale di Hitler e Mussolini, commissionate ai mastri ceraioli del museo di M.me Tussaud.
) Musumeci: "Volevo offrire ai giovani un quadro completo e obiettivo su una pagina fondamentale della nostra storia...".
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