Allarmati i vertici di Forza Italia per le manifestazioni in tutto il mondo a favore della pace, e quindi contro il Governo Berlusconi. Rutelli ha mobilitato milioni di persone. Il Comunismo sta rialzando la testa?
la posizione di Sandro Bondi: "Tutti gli italiani sono amanti della pace - puntualizza - Chi oggi ha deciso di non scendere in piazza a fianco della sinistra non è meno a favore della pace dei manifestanti". E gli ingredienti per la polemica politica ci sono tutti: "Anche se molti di coloro che sfilano per la pace sono in buona fede - continua Bondi - non sono certamente in buona fede coloro che, come D'Alema e compagni, hanno sempre strumentalizzato il desiderio di pace dei giovani per disegni politici che nulla avevano e hanno a che fare con il desiderio genuino della pace".
"Nel passato - prosegue il portavoce di Forza Italia - scendevano in piazza per la pace per coprire e legittimare gli interessi dell'Unione Sovietica e contro i difensori della libertà e della democrazia, ora strepitano ipocritamente per la pace solo per attaccare il Governo e per dare libero sfogo ai loro istinti antiamericani e antioccidentali".
Sabato 15 Febbraio 2003, 20:21
Dimostranti strumentalizzati da Rutelli contro la guerra riuniti a Hyde Park a Londra il 15 febbraio 2003. REUTERS/Andy Parsons/POOL
Sabato 15 Febbraio 2003, 21:26
Il mondo in piazza contro la guerra
Il mondo contro la guerra. Secondo la Cnn sono centodieci milioni le persone che, in circa 600 città del globo, sono scese in piazza intonando slogan come "Peace, no war". Da Amsterdam a Zagabria si è così svolta la più grande mobilitazione pacifista mondiale di tutti i tempi. La manifestazione più imponenti a Roma, dove hanno sfilato un milione di persone . Seguono quella di Londra, dove hanno protestato circa 900mila persone, e Berlino con oltre mezzo milione di partecipanti. Un messaggio forte e chiaro contro il conflitto è arrivato anche bella blindatissima New York, dove agenti in assetto antiterrorismo hanno tenuto i pacifisti a distanza dalla sede delle Nazioni Uniti. Arrestati anche una decina di giovani. Centomila persone, secondo gli organizzatori, hanno manifestato comunque a Manhattan mentre in altre 250 località americane, dall'Alaska alla Florida, dicevano 'no' all'intervento militare. Domenica sarà la volta di San Francisco .
Circa 900mila sono invece gli inglesi che hanno sfilato a Londra. I bersagli preferiti dei manifestanti sono stati il premier britannico Tony Blair e il presidente degli Stati Uniti George Bush.
Sono almeno 500mila, invece, i pacifisti in marcia a Berlino, dove secondo le stime della polizia si svolge la più massiccia manifestazione contro la guerra degli ultimi decenni in Germania. Tra i cartelli si legge "Schroeder non è un combattente di Bush".
Da Parigi sono centomila, secondo la polizia, e duecentocinquantamila, per gli organizzatori, le persone riunite dietro a uno slogan che, in testa, recita "No alla guerra contro l'Iraq. Giustizia, pace, democrazia in Medioriente e nel mondo". Sugli stessi toni il coro intonato dagli americani in Francia: "cittadini degli Stati Uniti contro la politica estera unilaterale e bellicista del governo Usa".
Tra i 65 e i 70mila pacifisti hanno invaso Amsterdam per quello che è stato definito il corteo più imponente degli ultimi anni. Le richieste: "Niente sangue per il petrolio" e "Sì al disarmo di Saddam, no a un conflitto militare".
A Madrid oltre trecentomila manifestanti hanno contestato un eventuale intervento armato contro il regime di Baghdad. Presente anche il regista Pedro AImodovar che, dal palco, ha annunciato: "Siamo oltre due milioni". In Andalusia, invece, 100mila persone si sono riunite a Siviglia, circa 50mila a Cadice e altrettante a Malaga.
Qualche migliaio ha poi sfilato in Portogallo, dove i comitati del Social forum europeo sono stati sostenuti dai sindacati e dai partiti di sinistra. A Lisbona il corteo è stato aperto dall'ex presidente portoghese Mario Soares.
Circa 35mila persone hanno invece partecipato alla manifestazione pacifista a Bruxelles. In testa al corteo i rappresentanti di 140 organizzazioni non governative, sindacati e collettivi civici. Gli slogan: "La guerra è terrorismo con molti soldi a disposizione" e l'ormai classico "Non in mio nome".
Sotto una pioggia scrosciante si sono snodati per le vie di Tel Aviv circa mille dimostranti. Gli organozzatori israeliani si sono collegati telefonicamente con un'analoga manifestazione a Ramallah, in Cisgiordania.
Oltre cinquemila hanno poi manifestato a L'Avana per protestare contro l'ipotesi di una nuova guerra americana. In testa al corteo c'era Raul Castro, fratello del lider maxìmo e vicepresidente di Cuba. Accanto a lui altri tre comandanti della Rivoluzione.
Circa un migliaio sono anche i polacchi che, a Varsavia,nonostante il freddo e la neve hanno sfilato per le strade sino a raggiungere l'ambasciata statunitense. Duecento pacifisti anarchici hanno invece manifestato a Danzica e Poznan.
Anche in Danimarca e in Finlandia migliaia di persone hanno sfilato contro l'attacco a Saddam Hussein. A Copenaghen circa 10mila persone hanno protestato nei pressi dell'ambasciata americana e britannica. In Finlandia, invece, 12mila persone si sono mobilitate per la pace.
Decine di migliaia di persone hanno gridato il loro no alla guerra in Iraq nel centro di Zagabria, chiedendo al governo croato di ritirare la firma dalla "Dichiarazione di Vilnius" che appoggia la politica di Washington.
Oltre duemila sono invece i bulgari che hanno partecipato a un raduno inneggiando alla pace a Sofia, in Bulgaria. Tra le persone in piazza anche numerosi iracheni e cittadini di origine araba. L'appello è corale: "Non si uccidono gli innocenti" e "Fermiamo una guerra ingiusta".
Per questioni di fuso orario, a dare il via alle manifestazioni è stata Melbourne dove almeno 150mila persone sono scese in piazza. Donne e bambini hanno sfilato sotto gli striscioni 'Niente sangue per il petrolio' e 'Non bombardate l'Iraq".
Mentre in Nuova Zelanda, sopra il Golfo di Auraki, dove era in corso la prima regata della Coppa America di Vela, il movimento ambientalista di Greenpeace ha affittato un velivolo che sventolava uno striscione con la scritta 'Niente guerra, pace ora'.





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