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  1. #1
    Enclave MUSSOLINISTA
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    Predefinito Fascismo: L'avvenire dell'umanità?

    Tre domande d’attualità, rivolte allo scrittore e giornalista Alberto B. Mariantoni


    1. domanda: CHE COSA NE PENSA DELL’EVENTUALE ABOLIZIONE DELLA XIIa DISPOSIZIONE TRANSITORIA E FINALE DELLA COSTITUZIONE ITALIANA?


    MARIANTONI: "Dal latino "aboleo, es, abolevi, abolitum, abolere" (abolire, cancellare del tutto; oppure, estinguere, togliere vigore ad una norma, sopprimere una legge), il verbo abolire e’ quanto di meglio si possa utilizzare per potere eliminare o revocare una prescrizione che il Legislatore stesso – nel momento della promulgazione della Costituzione italiana (emanata il 27 Dicembre 1947 ed entrata in vigore il 1° Gennaio 1948) - ritenne manifestamente e lucidamente opportuno includere, non nel testo giuridicamente imperituro della Carta fondamentale dello Stato ma, tra le sue "Disposizioni transitorie e finali" .

    Ora, se la stessa Assemblea Costituente e gli stessi, allora, Capo provvisorio dello Stato (Enrico De Nicola), Presidente dell’Assemblea Costituente (Umberto Terracini), Presidente del Consiglio dei Ministri (Alcide De Gasperi) e Guardasigilli (Grassi) considerarono "transitorie" delle norme che essi stessi avevano contribuito ad immaginare e ad elaborare e – dopo averle discusse, redatte ed approvate – fecero in modo che divenissero operative ed obbligatorie, non vedo per quale ragione, la disposizione XII (nel cui primo comma viene specificato: ""E’ vietata la riorganizzazione, sotto qualsiasi forma, del disciolto partito fascista") debba essere assolutamente ed indiscutibilmente ponderata, apprezzata e ritenuta come invariabilmente permanente, immutabile e definitiva!

    La prova che le "Disposizioni transitorie e finali" della Costituzione italiana erano, e sono, temporanee e passeggere, ci è stata recentemente fornita dall’abrogazione parlamentare del I° e del II° comma della XIIIa disposizione (quella, cioè, che impediva ai membri e discendenti di Casa Savoia, nonché alle loro consorti ed ai loro discendenti maschi, sia l’ingresso che il soggiorno in Italia).

    Se così fosse, infatti, la medesima Repubblica Italiana – in aperta e flagrante contraddizione con il Titolo IV, art. 49, della Costituzione ("Tutti i cittadini hanno diritto di associarsi liberamente in partiti per concorrere con metodo democratico a determinare la politica nazionale") - cesserebbe automaticamente di essere una Repubblica democratica, e diventerebbe anch’essa un regime. Un regime uguale e contrario a quello che ufficialmente - nella sua retorica ideologica e politica, e nella sua prassi quotidiana – intende combattere: cioè, il "regime fascista" o qualunque altro regime considerato totalitario e/o antidemocratico.

    Capisco, infatti, che le Istituzioni italiane – coerentemente con la loro democraticità di facciata - continuino ad opporsi al ristabilimento dell’ex "regime fascista" o di qualunque altro "regime" che ufficialmente non persegua scopi e/o finalità di tipo democratico parlamentare, ma non posso in nessun caso ammettere e tanto meno avallare o accettare che venga perpetuato il divieto di riorganizzazione di un qualunque Partito Fascista che idealmente, politicamente e statutariamente, non solo rifiuti la violenza come metodo della conquista del potere ma, si conformi alla regola democratica del civile confronto delle idee e dei programmi".


    2. domanda: RITIENE CHE TALE ABOLIZIONE POTREBBE PRODURRE UNA PROLIFERAZIONE DI MOVIMENTI CHE SI RICHIAMANO AL FASCISMO?


    MARIANTONI: "Ritengo esattamente il contrario... Ritengo, infatti, che la famiglia di pensiero e d’azione che in generale prende ispirazione dal Fascismo e/o si riconosce nel corpus politico, economico e sociale mussoliniano e nella visione del mondo che da esso ne deriva, troverebbe, in fine, la sua "naturale collocazione". E, contemporaneamente, potrebbe degnamente riunirsi e coesistere all’interno di una medesima "casa comune".

    Quella "famiglia di pensiero e d’azione", cioè, potrebbe finalmente uscire dalla precarietà giuridica e dall’approssimazione ideologica, politica e pratica che l’hanno contraddistinta negli ultimi 57 anni (precarietà ed approssimazione che hanno permesso, sia la disordinata ed inefficace proliferazione di gruppi, gruppetti e gruppuscoli che altro non sono, in definitiva, che la "triste" e "miserevole caricatura" di ciò che idealmente desidererebbero essere; sia la moltiplicazione ad infinitum di tanti sterili ed inconcludenti "ducetti" e "capetti" che non solo pensano settariamente e stoltamente di essere gli unici portatori assoluti dell’ideale fascista, ma dall’immenso "mosaico del Fascismo", continuano ottusamente ad estrarre e ad utilizzare soltanto qualche "infinitesimale" ed "inconcludente briciola" ideologica e politica!) e ridiventare utile e fruttuosa alla società di cui fa parte ed è parte integrante.

    Volenti o nolenti, la famiglia di pensiero e d’azione fascista fa parte della storia e della realtà ideologica, politica e pratica della nostra Nazione.

    Continuare unilateralmente a criminalizzarla ed ingiustamente ad escluderla dalla vita pubblica del nostro paese, è solo autolesionismo. E’ unicamente un assurdo ed anacronistico masochismo politico: quello, cioè, che consiste a privarsi dell’apporto sostanziale e critico di una parte importante della medesima società e della medesima Nazione, per scopi strettamente faziosi e partigiani".


    3. domanda: A DISTANZA DI PIU’ DI UN CINQUANTENNIO DA QUELLE DISPOSIZIONI E LEGGI LIBERTICIDE, RITIENE CHE CI SIANO ELEMENTI ANCORA VALIDI NELL’IDEALE FASCISTA?


    MARIANTONI: "Certamente! Non dimentichi, infatti, che il Fascismo – prima di essere "ideologia", "dottrina" o semplici "programmi" politici, economici e sociali – è innanzitutto uno " stato d’animo ", un " modo di essere ", di " esistere ", di " agire ". Ed è, soprattutto, un " metodo " ed uno " stile " di vita e di lavoro : un maniera positiva e dinamica, cioè, di procedere all’interno della realtà, nonché una maniera volontaria ed energica di percepire, affrontare e risolvere le problematiche all’interno della società. Non dimentichi, inoltre, che l’ideale fascista è l’espressione della società del " fare " che si oppone con tutte le sue forze alla società del " dire " ; è la manifestazione della società del " realizzare " che aborrisce e contraddice la società del " promettere " ; è la sintesi della società dell’ " essere " che avversa e schernisce la società del " sembrare " o quella del semplice " apparire ". Non dimentichi, in fine, che l’elemento chiave del suo bagaglio ideologico, è semplicemente la Storia...

    La Storia, per il Fascismo, è veramente la " Magistra vitae " dei Latini : la " Maestra ", cioè, di ogni possibile insegnamento politico, economico, sociale, militare, religioso, civile e morale.

    Il " ieri ", per il Fascismo, non è mai una fredda ed inanimata collezione di avvenimenti, di fatti o di gesta che non hanno nessuna influenza o impatto sul presente o sull’avvenire; né tanto meno, una mera e distaccata constatazione di eventi fatalistici che escludono a priori qualunque volontà o iniziativa da parte dell’uomo; ma, al contrario, un elemento dinamico. L’elemento dinamico per eccellenza che permette all’uomo, nella piena coscienza del suo essere e del suo possibile divenire, di attuare o realizzare un migliore presente ed un più originale futuro, traendo ogni giorno adeguato precetto dagli errori del passato ed irresistibile sprone dagli antichi successi o trionfi di coloro che l’hanno preceduto.

    Considerando la Storia come l’inesauribile fonte d’ispirazione del suo sistema d’idee, come la principale pietra di paragone del suo essere e come l’inarrestabile propulsore del suo divenire, è inevitabile, quindi, che l’ideale " Fascista " sia praticamente sempre valido ed attuabile.

    Sgorgato dalla Storia ed avendo sistematicamente agito nella Storia e per la Storia, l’ideale Fascista può benissimo adattarsi, mutatis mutandis, alle diverse circostanze della vita ed integrare il contesto di qualunque Storia.

    Quell’ideale, infatti, non può mai invecchiare, né passare di moda, né perdere la sua efficacia, per la semplice ragione che è la Storia che va verso la Storia. E’ la dinamica della vita che si proietta verso la vita. E’ il senso dell’ordine che crea e rinnova ogni tipo e specie di ordine.

    Esso, inoltre, resta invariabilmente applicabile, poiché è il dovere che restituisce importanza e virtù al diritto; la disciplina che rende tangibile ed usufruibile il compendio di qualsiasi libertà; la gerarchia che esalta, organizza e premia i giusti meriti e le reali competenze.

    Resta altresì fresco ed operante, poiché è la giustizia che ristabilisce il valore di ogni equità e di ogni giustizia terrena; la solidarietà che partorisce altruismo, abnegazione e cameratismo; la collaborazione che produce pace sociale e rimette vigore, sostanza e dinamicità all’unità della famiglia, della società e dello Stato.

    Resta ugualmente attuale e futuristico, poiché è il coraggio che raggiunge sistematicamente ogni meta; la potenza del volere che traduce nel concreto le giuste aspirazioni ed i desideri morali dello spirito; l’incoercibile forza della speranza che infrange e fa svanire nel nulla le rinunce o le astensioni di ogni possibile viltà o debolezza.

    E’, in fine, eternamente valido, poiché è sinonimo di fedeltà, di lealtà e di onestà. Sinonimo di puntualità, di precisione e di correttezza. Sinonimo di senso dell’onore, di fermezza nella parola data e d’estrema dedizione ai granitici ed imperituri principi del ben vivere all’interno della stessa società.

    In altre parole, l’ideale Fascista è fede e ragione, passione e buon senso. Fede irremovibile che travalica spiritualmente ogni intendimento umano e semplice ragione che riconduce i sogni al senso della loro effettiva e possibile realizzazione. Passione irrefrenabile che sconfina idealmente al di là del mondo del sensibile e quieto buon senso che assicura l’attuazione costante di ciò che nella sua essenza è praticamente reputato necessario o indispensabile.

    Diciamocelo francamente: un’ideale che parla d’Identità, d’Indipendenza, d’Autodeterminazione e di Sovranità Nazionale…. che sogna di Spiritualità e di Civiltà … che vorrebbe un mondo fatto di Capacità, di Competenze e di Responsabilità… che è per una Giustizia al di sopra delle parti… che propugna l'Economia Partecipativa e l'inserimento delle Categorie nella Direzione del Paese… che è per la Solidarietà e per la Gerarchia dei Valori… che si batte per l'Alternativa Corporativa, per una Società Organica e Differenziata, per la Socializzazione delle imprese e per lo Stato Nazionale del Lavoro… che crede nell'Onore, nella Fedeltà, nell'Onestà, nel Senso del Dovere e nella Parola data… che venera gli Eroi, esalta gli Artisti, palpita per i Poeti e s'inchina davanti al Sapere degli Studiosi ed alla Genialità degli Inventori… che vuole il rispetto della Personalità di ognuno, sostiene la Famiglia, rispetta la Fede di tutti, riconosce la Proprietà, favorisce ed incoraggia l'Iniziativa privata (purché non contrasti con l'interesse generale della società), esige la partecipazione delle Maestranze alla direzione delle aziende, pretende la ripartizione degli utili nelle imprese, desidera e richiede che la terra vada a chi la lavora ed a chi la sa coltivare e far fruttare… potrà mai "invecchiare", "passare di moda" o "scomparire"?

    Io, credo di no. Anzi, sono profondamente convinto che quell’ideale rappresenti l’inevitabile avvenire, non solo per gli Italiani ma, per l’intera Umanità!


    Alberto B. Mariantoni

  2. #2
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    I concetti espressi in questa intervista da Mariantoni sono di fondamentale importanza e racchiudono in sè vere fonti di ispirazione sulla quale riflettere con profondità.
    Il fatto che il Marcantoni sia purtroppo emarginato in posizioni di nicchia nel contesto giornalistico, evidenzia quello che è il maggiore problema delle cosiddette destre d'ispirazione fascista e cioè di essere impotenti di fronte alle forze dominatrici dei principali mass-media ed in particolare di quelli televisivi, tutti compattamente schierati a far barriera di fronte all'unico pensiero ispiratore veramente in grado di far cambiare il tendenziale decorso degradante dell'attuale storia.
    Infatti sono convinto che gran parte dell’Italiano medio, schiavo di una situazione attuale divenuta insostenibile, si riconosca nei contenuti espressi dal Mariantoni, ma non trovando riscontri e conferme evidenti in messaggi mass-mediologici di grande diffusione, disperde le sue forze in scelte elettorali che tendenzialmente non approdano a nulla.
    Condivido il concetto della missione storica del pensiero fascista inteso come filosofia esistenziale da contrapporre all'anarchica visione disfattista voluta dal sistema di potere di stampo mondialista, a cui serve l’uomo “bestia” per poter mettere in atto il suo piano diabolico totalitario in veste democratica. Pertanto se l’individuazione del problema risulta semplice, più complesso risulta l’escogitare una soluzione per porre rimedio alla situazione in un contesto in cui sono state abilmente poste in atto vere e proprie discriminazioni politiche, degne del peggior totalitarismo che le stesse componenti al potere subdolamente fanno finta di condannare. Non si comprende come in Parlamento siedano i rappresentanti dei Comunisti italiani o della Rifondazione comunista, che fanno chiaramente riferimento a sistemi totalitari che hanno sfornato anche di recente, milioni di morti e contemporaneamente nella costituzione sia ancora presente quella norma che doveva essere transitoria e che riguarda l’impossibilità della riorganizzazione del disciolto partito fascista.
    La risposta è molto semplice ed è riassunta nella constatazione che nel nostro paese non comandiamo più noi e purtroppo di questo la gran parte della gente non se ne ancora accorta.
    La tolleranza nei confronti dei Comunisti peraltro è pienamente giustificata in quanto lo stesso sistema totalitario come ben sappiamo è stato ed è strumentale al decorso dell’evolversi del pensiero totalitario di stampo mondialista.
    Che dire, dobbiamo continuare a combattere sperando che la gente a forza di sbattere la testa contro una realtà ogni giorno più cruda, cominci a capire e ricerchi finalmente soluzioni anche più estremistiche ma che abbiano perlomeno i presupposti ideologici sani senza la quale è impossibile trovare soluzioni valide e concrete.
    A tale scopo testo l’indirizzo di un sito che serve a capire meglio, in sintesi, quali sono la fonte dei veri problemi che ci affliggono.

    http://www.arteetangenti.com/documenti/54.htm

    Un saluto.

  3. #3
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    Originally posted by skorpion
    I concetti espressi in questa intervista da Mariantoni sono di fondamentale importanza e racchiudono in sè vere fonti di ispirazione sulla quale riflettere con profondità.
    Il fatto che il Marcantoni sia purtroppo emarginato in posizioni di nicchia nel contesto giornalistico, evidenzia quello che è il maggiore problema delle cosiddette destre d'ispirazione fascista e cioè di essere impotenti di fronte alle forze dominatrici dei principali mass-media ed in particolare di quelli televisivi, tutti compattamente schierati a far barriera di fronte all'unico pensiero ispiratore veramente in grado di far cambiare il tendenziale decorso degradante dell'attuale storia.
    Infatti sono convinto che gran parte dell’Italiano medio, schiavo di una situazione attuale divenuta insostenibile, si riconosca nei contenuti espressi dal Mariantoni, ma non trovando riscontri e conferme evidenti in messaggi mass-mediologici di grande diffusione, disperde le sue forze in scelte elettorali che tendenzialmente non approdano a nulla.
    Condivido il concetto della missione storica del pensiero fascista inteso come filosofia esistenziale da contrapporre all'anarchica visione disfattista voluta dal sistema di potere di stampo mondialista, a cui serve l’uomo “bestia” per poter mettere in atto il suo piano diabolico totalitario in veste democratica. Pertanto se l’individuazione del problema risulta semplice, più complesso risulta l’escogitare una soluzione per porre rimedio alla situazione in un contesto in cui sono state abilmente poste in atto vere e proprie discriminazioni politiche, degne del peggior totalitarismo che le stesse componenti al potere subdolamente fanno finta di condannare. Non si comprende come in Parlamento siedano i rappresentanti dei Comunisti italiani o della Rifondazione comunista, che fanno chiaramente riferimento a sistemi totalitari che hanno sfornato anche di recente, milioni di morti e contemporaneamente nella costituzione sia ancora presente quella norma che doveva essere transitoria e che riguarda l’impossibilità della riorganizzazione del disciolto partito fascista.
    La risposta è molto semplice ed è riassunta nella constatazione che nel nostro paese non comandiamo più noi e purtroppo di questo la gran parte della gente non se ne ancora accorta.
    La tolleranza nei confronti dei Comunisti peraltro è pienamente giustificata in quanto lo stesso sistema totalitario come ben sappiamo è stato ed è strumentale al decorso dell’evolversi del pensiero totalitario di stampo mondialista.
    Che dire, dobbiamo continuare a combattere sperando che la gente a forza di sbattere la testa contro una realtà ogni giorno più cruda, cominci a capire e ricerchi finalmente soluzioni anche più estremistiche ma che abbiano perlomeno i presupposti ideologici sani senza la quale è impossibile trovare soluzioni valide e concrete.
    A tale scopo testo l’indirizzo di un sito che serve a capire meglio, in sintesi, quali sono la fonte dei veri problemi che ci affliggono.

    http://www.arteetangenti.com/documenti/54.htm

    Un saluto.


    Diciamocelo francamente .
    In quell'intervista il mariantoni dice tutto e dice niente . Dice tutto e il contrario di tutto .E' uno che vuole solo far quadrare il cerchio . E' un fascista illuminato , rispettoso di tutte le posizioni culturali . Niente di piu deleterio per il pensiero della destra

 

 

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