Ormai la questione della violenza negli stadi è considerata un'emergenza nazionale. E il governo chiede di reintrodurre l'arresto differito, cioè la norma che consente di fermare chi compie atti di violenza anche se non colto in flagrante ma individuato in seguito attraverso un lavoro di indagine. E' il ministro dell'Interno Beppe Pisanu a lanciare l'allarme rispondendo a un question time alla Camera. "Gli incidenti negli stadi crescono in misura allarmante e destano viva preoccupazione - dice Pisanu - I dati complessivi sulle prime venti giornate di campionato ci dicono infatti che, rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente, il numero delle partite con persone ferite è quasi raddoppiato, mentre i feriti tra le forze di polizia sono più che triplicati". Il ministro spiega che gli incidenti che hanno reso necessario l'uso dei lacrimogeni sono passati da sette a 51 e le denunce in stato di libertà sono più che raddoppiate. "E tutto ciò - sottolinea - nonostante il sensibile incremento dell'attività delle forze dell'ordine".
Quali sono le cause che hanno fatto crescere il fenomeno? Secondo il ministero dell'Interno, "le carenze strutturali di numerosi impianti sportivi: solo il 43% risultano pienamente agibili; una ingiustificabile conflittualità nel mondo dello sport; la crescente ostilità delle tifoserie verso le forze dell'ordine; l'infiltrazione nelle 'curve' di agitatori ed estremisti politici"
Ma, soprattutto, dice Pisanu, "la minore efficacia degli interventi di contrasto a causa della mancata approvazione parlamentare della norma che consentiva il cosiddetto 'arresto differito'. Osservo che durante il breve periodo di vigenza di quella disposizione, sono assai diminuiti gli episodi di violenza (-27%) e i feriti tra le forze dell'ordine (-62%), mentre è nettamente aumentato il numero delle persone arrestate (+213%)".
"Auspico perciò - conclude il ministro - la reintroduzione di quella misura naturalmente nel rispetto di tutte le compatibilità giuridiche". "Intanto - aggiunge - stiamo predisponendo altre iniziative imperniate su un maggiore coinvolgimento delle società sportive e dei gestori degli impianti, cui potrebbero essere assegnati compiti di vigilanza interna agli stadi, così come raccomanda il Consiglio d'Europa. Ma è sulle società sportive e sui dirigenti che gravano particolari responsabilità: da tutti ci aspettiamo atteggiamenti e comportamenti più misurati, dentro e fuori dagli stadi, specialmente nei confronti delle tifoserie".
da www.ultrasportal.com




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