NASCE AUTODETERMINAZIORAKO BILGUNEA

La nuova offerta politica indipendentista basca
respinge gli attacchi degli stati e l'autonomismo. AuB
si impegna a «promuovere il necessario cambiamento
politico» partendo da una visione «ampia e diversa»

Autodeterminaziorako Bilgunea (Assemblea per
l'autodeterminazione, N.d.T.), AuB, è il nome della
nuova offerta politica annunciata due settimane fa a
Donostia da un centinaio di indipendentisti baschi e
che ha visto la luce ieri in Iruñea. Promuovere
l'autodeterminazione, fronteggiare le aggressioni
degli stati, cercare una soluzione democratica al
conflitto, promuovere la trasformazione sociale e
l'uguaglianza e diffondere l'euskara (lingua basca,
N.d.T.) e la cultura basca sono i cinque assi portanti
dell'azione di questa iniziativa già avviata, che
annuncia che affronterà tutte queste sfide «nella
maniera che di volta in volta riterremo più
opportuna».

Ramón Sola

IRUÑEA

Rappresentanti politici, sindacali, culturali e
sociali di Euskal Herria, per un totale di quasi 300
persone, hanno ieri dato vita ad una «nuova offerta
politica» che scende in campo con il nome di
Autodeterminaziorako Bilgunea e la sigla AuB. È il
frutto dell'appello lanciato due settimane fa a
Donostia da un centinaio di indipendentisti baschi
attraverso il documento intitolato «Siamo molti,
uniamoci!», che aveva come basi il rifiuto alle
aggressioni degli stati e la richiesta di un
cambiamento politico.

Dallo sferisterio Labrit di Iruñea, i portavoce di
questa proposta politica, i professori Joxerra
Etxebarria e Pedro Albite, la sindacalista Itziar
Lopategi, la femminista ed internazionalista Begoña
Zabala e l'ex presentatrice di ETB (emittente
televisiva pubblica basca, N.d.T.) Arantxa Hirigoien,
hanno spiegato che la sua linea centrale di lavoro
sarà l'autodeterminazione, come appare evidente dal
nome, e hanno aggiunto che «vogliamo condividere
questo compito con gli strati popolari del nostro
popolo, in collaborazione, rispondendo a tutte le
sfide che a breve e a medio termine ci si presentino,
nella maniera che di volta in volta riterremo più
opportuna».

AuB si è ieri limitata a presentare il suo «documento
degli impegni», nel quale sono compresi i cinque assi
d'azione principali, aperto in ogni caso a contributi
come quelli che già proposti nell'assemblea che ha
preceduto la presentazione. Per mercoledì è annunciata
un'altra iniziativa nella quale si deciderà quali
saranno i primi passi di Autodeterminaziorako
Bilgunea.

«È giunta l'ora per il cambiamento politico in Euskal
Herria e abbiamo necessità di un nuovo strumento
politico per affrontare questa realtà», hanno spiegato
i promotori prima di sottolineare che AuB «nasce per
favorire e rendere irreversibile la nuova fase
politica nella quale siamo immersi». A questo
proposito, realizza un ripasso storico nel quale
ringrazia per gli sforzi dei baschi per mantenere viva
Euskal Herria, «senza che sia stata assimilata e
mantenendo intatta la sua voglia di essere libera», e
specialmente la sinistra indipendentista «che, insieme
ai settori popolari, è stata capace di creare le
condizioni sociali per lanciare questa nuova fase per
l'autodeterminazione».

Contemporaneamente, respinge la «nefasta opera di
quei settori politici che hanno sottovalutato la
capacità del nostro popolo e hanno voltato le spalle,
storicamente, al duro lavoro in difesa del
riconoscimento dell'autodeterminazione. Questi settori
che, dopo 25 anni di autonomismo, hanno detto "no",
una volta di più, al cambiamento politico».

La proposta di AuB si articola su cinque basi che
possono leggersi integralmente nella pagina seguente:
autodeterminazione, soluzione al conflitto, risposta
agli attacchi, trasformazione sociale ed uguaglianza,
euskara e cultura basca, e si conclude con un
messaggio in positivo: «Siamo pienamente convinti che
una nuovo Euskal Herria sia possibile e che vi sia la
sufficiente volontà politica e sociale per rendere
praticabile il cambiamento politico in questo paese.
Siamo ottimisti».

L'appuntamento di ieri non è servito solo per
conoscere la denominazione, le sigle e gli impegni
della nuova proposta politica, ma anche per constatare
la portata dell'iniziativa, che Itziar Lopategi ha
definito di «respiro ampio e diversificato».


Dunque, partecipano ad AuB rappresentanti politici
come Arnaldo Otegi e Pernando Barrena, referenti di
ambito sindacale come Rafa Díez, Alfonso Etxeberria e
Maite Aristegi, persone dell'ambito dell'euskara e
dell'educazione come Marije Fullaondo, Rikardo Ederra
e Jagoba Zulueta e diversi professori.

Dall'ambito culturale, spiccano i nomi di musicisti
come Fermín Muguruza, Evaristo, Anje Duhalde, Gavilán,
Asier Gozategi e Betagarri insieme a numerosi
bertsolaris (interpreti di una caratteristica forma di
canto popolare, simile agli stornelli, N.d.T.), tra
essi Sebastián Lizaso, Imanol Lazkano, Jon Maia, Mikel
Mendizabal, Xabier Silveira ed Estitxu Arozena.
Mieltxo Saralegi, Floren Nazabal e Donato Larretxea
promuovono AuB dall'ambito sportivo. Con questi ed
altri nomi, alcuni noti come nel caso di Bea Arana,
Jesús Lezaun, Daniel Saralegi, Patxi Urrutia e Sabino
Cuadra, in Navarra si ribadisce il messaggio: «siamo
molte e molti, uniamoci». Il «documento degli impegni»
di AuB dà per scontato che «la maggioranza della
società pensa ed agisce in chiave di sovranità e di
sinistra».

I numerosi mezzi di comunicazione presenti nel Labrit
hanno potuto conoscere anche il logo di AuB che si
compone di queste lettere su sfondo verde, sormontate
da una stella rossa.



LE CINQUE BASI DELLA PROPOSTA

1. Costruzione dell'autodeterminazione

L'autodeterminazione è l'asse principale del
cambiamento politico di cui ha bisogno Euskal Herria,
la chiave che apre le porte al conseguimento di tutti
i diritti civili e politici per questo popolo. Euskal
Herria non può aspettare ancora, è giunta l'ora di
praticare l'autodeterminazione ed è per ciò che
promuoveremo un processo dinamico e reale attraverso
diverse iniziative nei differenti ambiti nei quali
agiremo, che ci portino a muovere passi irreversibili
per il suo conseguimento, sempre in collaborazione ed
insieme a tutti i settori sociali e movimenti
disponibili a lavorare. A questo proposito,
apprezziamo la grande opera che realizza Udalbiltza
(Assemblea degli eletti nelle istituzioni del Paese
Basco, N.d.T.), sia in difesa dei diritti che ci
spettano, sia nella costruzione democratica e popolare
della nostra nazione.


2. Soluzione democratica del conflitto

Alziamo e rivendichiamo la bandiera della pace, in
questi momenti nei quali i due stati stanno
conculcando i nostri più elementari diritti,
propongono uno scenario di non soluzione e cercano di
fare credere al popolo basco che non c'è altra via
d'uscita che la repressione e la via poliziesca.
Questo paese grida nelle strade e rivendica nelle
istituzioni la pace intesa come sinonimo di libertà e
di giustizia, la pace che permetta di finirla, una
volta per tutte, con la sofferenza che subiamo. Per
tutto ciò, facciamo nostri i contenuti programmatici
di Lizarra-Garazi, diciamo, anche noi, che Euskal
Herria deve parlare e decidere liberamente il suo
futuro, attraverso il dialogo tra tutti e per tutti.


3. No alle aggressioni

Guardando a Euskal Herria, qualsiasi osservatore può
constatare l'infinità di aggressioni che essa subisce
giorno per giorno e nei diversi ambiti, come
l'insegnamento, l'euskara, la cultura o l'ambito
politico da parte dello Stato spagnolo e di quello
francese. Cercano di farla finita con il cuore ed il
futuro di questo popolo, vogliono condannarci
all'ergastolo che comporta il non potere godere di
nessuno dei nostri diritti fondamentali per la durata
di un'altra lunga dittatura in pieno XXI° Secolo,
mediante gli strumenti giuridici, polizieschi e
politici dei quali dispongono. Autodeterminaziorako
Bilgunea non è disposta ad accettare questa realtà e
lancia un appello per la risposta disubbidiente che
vogliamo articolare con diverse iniziative nel futuro.



4. Per la trasformazione sociale e l'uguaglianza

Così come rivendichiamo e lavoreremo per una Euskal
Herria libera, ci impegniamo per un nuovo modello
sociale, basato sull'uguaglianza e sulla giustizia
sociale. Autodeterminaziorako Bilgunea punterà tutto
sul miglioramento delle condizioni sociali della
cittadinanza basca, e capiamo che questo è possibile e
necessario nella misura in cui saremo capaci di
proporre una ripartizione equa della ricchezza ed un
buon sfruttamento della nostra terra e delle nostre
risorse. Euskal Herria, ama lurra (la madre terra,
N.d.T.), non è in vendita, né nessuno se ne
approprierà, perché la maggioranza sociale di questo
paese è per difenderla e per lavorare per la sua
trasformazione equilibrata. Lavoriamo, anche, per
l'uguaglianza, fondamento principale della giustizia,
e sarà compito nostro promuovere linee di lavoro per
eliminare ogni discriminazione nell'ambito delle idee,
di genere o di provenienza.


5. L'euskara e la cultura basca: le nostre braccia
aperte al mondo

Le e gli alunni di questo paese hanno bisogno di un
proprio sistema educativo, dalla prima età fino
all'università, che permetta che tutte le prossime
generazioni padroneggino l'euskara e, inoltre,
conoscano a fondo la nostra cultura e siano portatori
dei valori progressisti che ci fanno grandi come
esseri umani. Dobbiamo garantire da oggi il diritto a
vivere in euskara che spetta al popolo basco, sia
nell'educazione, sia in tutti gli ambiti dove possa
svilupparsi. Questo è, secondo noi, il migliore
contributo che possiamo dare alla cultura universale.
Come dice una celebre canzone popolare: «Euskalduna
naiz eta harro nago! (Parlo basco e ne sono
orgoglioso!, N.d.T.».


APPELLO

Sono questi cinque impegni i pilastri sui quali poggia
la nostra nuova offerta politica. Noi, qui riuniti,
siamo pienamente convinti che una nuova Euskal Herria
è possibile e che c'è sufficiente volontà politica e
sociale per rendere praticabile il cambiamento
politico in questo paese. Siamo ottimisti, sappiamo
che è giunta l'ora di articolare questa nuova Euskal
Herria e che siamo molte e molti, indipendentisti e
progressisti, che stiamo per salire su questo treno
pieno di speranza e impegno. La nostra prossima
stazione ha un nome: autodeterminazione.