Le "crociate" che gli Stati Uniti fanno contro i Paesi arabi e contro i musulmani - che esorta a «essere convinti della possibilità di vincere gli americani» - sono i punti forti del nuovo messaggio di 53 minuti attribuito al capo di Al Qaida, Osama bin Laden, di cui il quotidiano internazionale arabo Al Hayat ha pubblicato ieri il testo.

La guerra americana contro l'Iraq, si dice nel messaggio, «non sarà che una tappa di una serie di aggressioni preparate mirando ad altri Paesi, come la Siria, l'Iran, l'Egitto e il Sudan». Definendo l'intesa tra Usa e Gran Bretagna per un'azione contro l'Iraq «un nuovo Sykes-Picot», (l'accordo franco- britannico che nel 1916 portò alla divisione dell'Impero ottomano), il messaggio sottolinea che «ha la stessa bandiera e gli stessi obiettivi, quelli dei crociati che vogliono distruggere la nazione islamica».

Si afferma quindi che le minacce contro l'Iraq «non costituiscono una nuvola d'estate passeggera, ma un obiettivo strategico» degli Stati Uniti, che mirano a sbriciolare la regione in favore del "Grande Israele". Quest'ultimo «dovrà comprendere nelle sue frontiere - dice il messaggio - vaste parti dell'Iraq e dell'Egitto, passando per la Siria, il Libano, la Giordania, la Palestina, così come grandi parti della terra delle Sante Moschee», cioè l'Arabia Saudita.

Distribuito anche su Internet su un sito islamico il messaggio definisce inoltre gli attentati dell'11 settembre 2001 «conquiste», che «hanno messo a nudo la lotta tra crociati e musulmani e provato la grandezza dell'ostilità che i crociati provano verso di noi». I «mujaheddin che utilizzando aerei del nemico, hanno compiuto una bella operazione audace, senza pari», secondo il messaggio «hanno distrutto gli idoli degli Stati Uniti, toccato in pieno con la frusta il Pentagono e l' economia americana, gettato l'orgoglio dell'America nel fango».

Nel messaggio inoltre si accusa il presidente afghano Hamid Karzai di essere «una spia degli Stati Uniti» e si definisce il presidente degli Stati Uniti George W. Bush «stupido» e «faraone del secolo». Quindi si denuncia «l'impotenza e il tradimento» dei dirigenti arabi, qualificandoli come altrettanti Karzai: «Sono i crociati che hanno installato i Karzai del Kuwait, del Bahrein e del Qatar. Sono loro che hanno portato al potere il Karzai di Riad». «Questi dirigenti, che vogliono risolvere i nostri problemi, tra cui la causa palestinese entro il quadro dell'Onu o secondo gli ordini degli Stati Uniti... sono miscredenti e hanno tradito la nazione islamica».

L'11 febbraio scorso la tv satellitare araba Al Jazira diffuse un messaggio che qualche ora prima il governo del Qatar aveva fatto arrivare al segretario di stato Usa, Colin Powell. In quel messaggio, pur prendendo le distanze dal regime iracheno «miscredente», bin Laden avrebbe affermato che «non c'è nulla di male che gli interessi dei musulmani coincidano con quelli dei socialisti nella lotta contro i crociati», anche se essi sono apostati. (ANSA)

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Al di là del giudizio storico che si sta chiaramente delineando sulla sua figura (lo Sheick bin Laden come ingranaggio impazzito della stessa rotella, la massoneria fondamentalista protestante), egli ci dimostra in modo chiaro quali sono le reali intenzioni del Faraone del Secolo George W.
In attesa delle sette piaghe dell'Infinita Giustizia Divina che flagelleranno la potenza di Satana e dei demoni ringhiosi Cheney, Rumsfeld & Rice portando la vittoria di DIO sul Creato, è bene ribadire che questa saldatura fra sionismo (degenerazione odiosa del giudaismo post-templare) e protestantesimo (imfamia della cristianità) va combattuta coll'arma invicibile della preghiera.
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