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Risultati da 1 a 8 di 8
  1. #1
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    Thumbs down ci mancavano solo le pistole...

    Angri. Spunta anche una pistola. La scoperta choc nella visione di un filmato amatoriale girato durante la partita pochi minuti dopo la sospensione decretata dall'arbitro per motivi di ordine pubblico. La sequenza dei fotogrammi dimostra che un teppista era in possesso di una pistola. Prima la estrae dalla tasca, la impugna, poi si gira e si allontana. Si tratterebbe di un sostenitore ebolitano per il fatto che la scena si svolge nel campetto in terra battuta adiacente agli spogliatoi, dove domenica i tifosi ebolitani, soltanto loro, avevano trovato rifugio nei concitati momenti susseguiti alla fuga dal settore distinti. Durante la settimana, il campetto in terra battuta è utilizzato per gli allenamenti, mentre di domenica funge da parcheggio per le automobili della terna, dei dirigenti e delle forze dell'ordine. Sono tre i fotogrammi che dimostrano che quell'uomo era armato, incappucciato ed accompagnato da un'altra persona, che dall'aspetto sembrerebbe un giovane, anch'egli col viso coperto. La resa tipografica abbassa il livello di qualità delle immagini rispetto alla sequenza del filmato amatoriale, anche se ciò che si vede è eloquente: quell'uomo era armato. Il primo fotogramma mostra un uomo che sta per estrarre dalla tasca la pistola, mentre sullo sfondo gli altri tifosi ebolitani stanno scavalcando la rete per trovare rifugio nella zona cuscinetto, che non è presidiata dagli agenti, impegnati all'esterno dello stadio a sedare gli animi, e accuratamente fatta sgomberare prima del fischio iniziale da uno dei due commissari di campo. Nel secondo fotogramma l'uomo impugna l'arma con la mano sinistra; nel terzo fotogramma lo stesso uomo volta le spalle e si allontana con la pistola in mano. Le sequenze del filmato, visto e rivisto anche al rallenty, sfuggito ai più e rilevabile soltanto dopo un'accurata visione, mostra un particolare agghiacciante: la scena si svolge a pochissimi metri da una bambina, alla quale il padre fa da scudo per proteggerla. C'è già chi si chiede come sia possibile entrare in campo con una pistola in tasca. Un altro dei particolari inquietanti della domenica di ordinaria follia andata in scena domenica allo stadio di Sant'Anastasia.

    Da La Città di Salerno
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  2. #2
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  3. #3
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    da http://ilmattino.caltanet.it

    Spunta un fotogramma, la più inquietante immagine dei drammatici incidenti di Angri-Ebolitana domenica scorsa a Sant’Anastasia. È l’immagine di un tifoso che impugna una pistola mentre infuria la guerriglia, appena dopo la sospensione della gara decretata dall’arbitro Sassu di Alghero. Il giovane con la pistola è appena a un metro di distanza da un uomo che è in compagnia della figlioletta infagottata in un piumino bianco e con un cappellino di lana color lillà.
    Il giovane armato è accanto ad un’autovettura di colore rosso parcheggiata nei pressi dello spogliatoio dove avevano trovato rifugio la terna arbitrale, i giocatori delle due squadre, oltre che i dirigenti dell’Angri e dell’Ebolitana con venti tifosi. Va verso gli spogliatoi, impugna l’arma e sembra pronto ad utilizzarla nonostante nelle immediate vicinanze ci sia una bambina.
    «L’episodio è gravissimo - dichiara il questore di Salerno, Luigi Merolla -. D’intesa con il questore di Napoli, Franco Malvano, abbiamo già disposto il sequestro dei filmati. Questi criminali vanno isolati e perseguiti. Saremo severissimi. È preoccupante il fatto che il grado di litigiosità e pericolosità sociale è più altro nelle squadre dilettanti che in quelle di categoria superiore. I delinquenti in libera uscita vanno anche allo stadio. E dove i delinquenti sono di più aumentano anche i problemi».
    Il fotogramma trasmesso nelle ultime ore dall’emittente salernitana Telecolore entrerà nel fascicolo delle indagini. Non si esclude che ai magistrati di Nola, dopo il primo rapporto sugli incidenti di Sant’Anastasia, venga consegnato nei prossimi giorni un carteggio con le foto e i filmati degli incidenti. Nei filmati, infatti, sarebbero riconoscibili i volti di giovani muniti di bastoni e di spranghe diretti verso la panchina della squadra ebolitana. «Ho avuto paura di essere ucciso quando ho visto volare le spranghe di ferro», dice l’allenatore dell’Ebolitana Salvatore Nastri, sulla panchina insieme al dirigente accompagnatore Nicola Carleo. Il fotogramma trasmesso nelle ultime ore rende ancora più grave ed inquietante il contesto degli incidenti di domenica pomeriggio al campo di Sant’Anastasia. La partita è durata appena trentaquattro minuti prima che l’arbitro Sassu fischiasse l’interruzione dell’incontro. Ma è proprio la drammatica immagine del giovane con la pistola ad aver indotto nelle ultime ore gli investigatori a raddoppiare gli sforzi per identificare i protagonisti degli scontri di domenica. Il giorno dopo la città commenta gli incidenti, nelle stesse ore in cui lo stesso nome di Angri è sullo scenario dell’economia agroalimentare nazionale con i conti decisamente positivi ed in aumento della «Doria», l’industria conserviera quotata in Borsa.
    Anche i dirigenti dell’Angri che proclamano buoni rapporti con i colleghi dell’Ebolitana, e viceversa, vogliono chiarezza sugli incidenti di domenica scorsa. E tutti si augurano che la terna arbitrale abbia visto davvero tutto. Avranno anche potuto vedere tutto di quel che accadeva nel campo, sugli spalti o nei pressi dello spogliatoio. Ma anche per loro l’uomo con la pistola sarà la drammatica rivelazione della domenica di follia che, solo per una fortunosa coincidenza, non è sfociata in tragedia.
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  4. #4
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    da http://ilmattino.caltanet.it

    Si raccontano da sopravvissuti, angresi ed ebolitani, con gli occhi ancora segnati dal terrore della violenza con i suoi inarrestabili tempi supplementari. Si sono vicendevolmente trattenuti sugli orli della speranza di uscire vivi da quell’inferno, nei pochi metri quadrati di uno spogliatoio di periferia. E loro, nemici fianco a fianco su un lembo di terra franca, senza più rabbia repressa o colpi da scambiarsi, sono rimasti in attesa che fuori finisse la battaglia. Un pugno di ebolitani ed angresi, senza più maglie diverse ma tutti con gli unici colori della paura stampati sul volto: bianchi, cerei.
    Il sassarese Sassu, uno spilungone di due metri che aveva arbitrato solo trentaquattro minuti di gioco per poi contare lunghi minuti di guerriglia asserragliato nello spogliatoio, non ha dovuto dividere nessuno. Perchè, in quei pochi metri quadrati, mentre fuori se le davano di santa ragione, ha visto giovani tifosi ebolitani atterriti, dirigenti dell’Angri impauriti, uniti dalla stessa aspattativa: uscire vivi dall’inferno. Racconta Nicola Carleo, dirigente della Pro Ebolitana: «Quando ho visto tifosi dell’Ebolitana, insanguinati dopo i pestaggi, ho avuto perfino paura di non tornare più a casa. Hanno colpito un ragazzo disabile, Antonio Inverso, che ha problemi di deambulazione. I tifosi dell’Angri lo hanno massacrato di botte. Sì, negli spogliatoi siamo stati come in un ricovero di guerra. Accanto a noi l’arbitro, i nostri giocatori, i dirigenti dell’Angri. Eppure, tra noi ed i dirigenti dell’Angri ci sono buoni rapporti. Non avremmo mai immaginato l’esplosione di tanta violenza contro la nostra tifoseria. Eppure avevamo avvertito delle difficoltà logistiche del campo di Sant’Anastasia. Ma le pare possibile che l’arrivo degli autobus con i tifosi ebolitani poteva esser previsto proprio sotto la tribuna dove erano già sistemati i tifosi dell’Angri?».
    Il giorno dopo ad Angri. Il sindaco, Umberto Postiglione è come impietrito di fronte all’ennesima esplosione di violenza. «Due anni fa, in occasione di Angri-Ebolitana, fortunatamente senza incidenti, mi accusarono di aver chiamato troppi carabinieri» dice Postiglione, funzionario in carriere prefettizia in aspettativa e da alcuni anni sindaco della città dell’Agro. Ora, il sindaco racconta di quando giovedì scorso chiamò in questura per avvertire dell’alto rischio della partita. «Mi risposero che la competenza era di Napoli» considerato che, nonostante le richesiste dell’Ebolitana di giocare all’Arechi, alla fine era prevalsa la sede di Sant’Anastasia.
    Ferdinando Elefante, direttore generale dell’Angri, ha vissuto quei minuti negli spogliatoi. «Certo, ho avuto anch’io paura. Ma soprattutto preoccupazione per quel che stava accadendo fuori, nel campo e fuori. Abbiamo pagato ottocento euro di cauzione per il campo di Sant’Anastasia. E, pochi giorni fa,di fronte alle nostre richieste di rafforzare il servizio d’ordine ci risposero che avrebbero avuto a disposizione uomini e mezzi non essendovi la concomitanza di gare della Salernitana o del Napoli».
    Il giorno dopo la paura assedia ancora il volto di Cosimo De Vita e di Salvatore Nastri, presidente ed allenatore dell’Ebolitana. Confessa l’allenatore: «Trentaquattro minuti di gioco con gli occhi rivolti alla tribuna. Poi, la grande paura quando ho visto tifosi inferociti fiondarsi sula panchina. Incredibile, per novanta minuti di gioco sospesi dalla follia».
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  5. #5
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    Predefinito Il commento del sindaco di Eboli

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    «Condanno il modo in cui la Questura di Napoli ha gestito l'organizzazione della partita. Reputo irresponsabile la condotta della Lega Calcio che pur sollecitata a più riprese non ha concesso l'utilizzo dell'Arechi per far disputare l'incontro in una cornice più idonea e sicura». Duro intervento del sindaco Rosania all'indomani dei gravi episodi avvenuti a Sant'Anastasia in occasione del derby Angri-Pro Ebolitana. Il primo cittadino «spara a zero» e affida la sua rabbia ad un comunicato stampa diffuso a mezzogiorno dopo aver incontrato in municipio alcuni dei supporter che avevano partecipato alla trasferta del giorno prima. All'interno della nota, oltre che a prendersela apertamente con il questore di Napoli, Franco Malvano, massimo responsabile del servizio d'ordine, Rosania condanna duramente anche la «pseudo tifoseria dell'Angri» accusata di aver causato in modo deliberato e premeditato l'aggressione sfociata nei gravi incidenti.
    «Ancora una volta si è evidenziata una difficoltà fra apparati dello Stato, sottovalutando in modo clamoroso gli inviti e gli appelli del comune di Eboli, quasi nascessero da una logica strumentale», continua il comunicato. «Già alcuni giorni prima avevamo allertato infatti la questura e la prefettura di Salerno sui rischi di una probabile aggressione in occasione dell'incontro. L'impianto di Sant'Anastasia, con un'unica via di accesso che ha consentito alle tifoserie rivali di venire a contatto già nelle fasi di afflusso allo stadio, era chiaramente inadeguato per lo svolgimento pacifico della gara. Ecco perché veniva suggerito l'utilizzo dello stadio salernitano, meglio gestibile per un servizio d'ordine sicuro ed impeccabile». E continua: «Ferma la condanna della violenza, ma anche la necessità di aprire un confronto serio su cosa sia divenuto questo sport oggi, con gravi responsabilità della della Federazione, della Società e dell’immenso business che ruota attorno al quel mondo».
    All'interno del comunicato viene inoltre svelato anche un curioso retroscena. Giovedì scorso alcuni tifosi ebolitani si erano recati nella caserma dei carabinieri di via Dalla Chiesa per sporgere una denuncia firmata e poi protocollata dai militari. All'interno, la descrizione esatta di quello che sarebbe avvenuto la domenica successiva e la richiesta, ancora una volta, di spostare la sede dell'incontro o in subordine di irrobustire il servizio d'ordine.
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  6. #6
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    Nel fuggi fuggi generale, tra i poliziotti che cercavano di sedare gli incidenti, un tifoso ha estratto dal giubotto una pistola e l’ha puntata contro gli ultrà della squadra rivale. È accaduto nel pomeriggio della scorsa domenica di follia a Sant’Anastasia, alla fine dell’incontro tra Angri ed Ebolitana. I filmati di una tv privata sono stati sequestrati e un dossier è stato aperto dalla polizia, d’intesa tra i questori di Salerno, Luigi Merolla, e di Napoli, Franco Malvano. Il giovane non è stato ancora identificato. Il questore Merolla chiede che il decreto antiviolenza negli stadi venga modificato e che sia data alle forze dell’ordine la possibilità di arrestare i criminali del tifo anche dopo la flagranza.

    da http://ilmattino.caltanet.it
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  7. #7
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    Predefinito Riepilogo incidenti di domenica

    Il day after della domenica di violenze che si sono consumate su molti campi minori del Sud, lascia spazio alle polemiche, ai bilanci, ma anche allo scambio di accuse fra i dirigenti delle due società, Angri e Pro Ebolitana, che sono state protagoniste degli incidenti più gravi sul campo neutro di Sant’Anastasia, in provincia di Napoli. «Ho avuto tanta paura di non tornare più a casa». La testimonianza drammatica è Nicola Corleo, dirigente della Pro Ebolitana (serie D Girone H). «Ho visto scene di terrore, siamo stati aggrediti dai tifosi dell’Angri. I nostri sostenitori sono stati costretti a rifugiarsi nei nostri spogliatoi. Hanno colpito anche un ragazzo disabile di colore. L’abbiamo visto in ospedale dopo la partita, aveva il volto tumefatto. Un altro nostro tifoso rischia di perdere la vista».
    Il bilancio finale della guerriglia di Sant’Anastasia parla di sedici tifosi arrestati, un minorenne denunciato, nove carabinieri e due poliziotti feriti, due giocatori dell’Ebolitana colpiti: Antuoni raggiunto da un sasso e l’argentino Landro picchiato in panchina. Per lui si parla di sette giorni di prognosi.
    Alle accuse del dirigente della Pro Ebolitana risponde l’Angri con un comunicato della società che esprime «disappunto per l’accaduto», ma anche precise accuse alle forze dell’ordine e ai rivali. Il presidente dell’Angri Giuseppe Campitiello parla per tutti: «Esprimo senza mezze misure e a nome di tutti i dirigenti la condanna degli atti teppistici che hanno funestato la gara fra l’Angri e la Pro Ebolitana. Ma esistono responsabili materiali e morali. L’evento è stato gestito dalle forze dell’ordine senza i dovuti accorgimenti. Hanno organizzato con troppa sufficienza un derby che era definito ad alto rischio. Mi chiedo come sia possibile ritenere sufficienti una trentina di carabinieri, assenti all’interno del terreno di gioco e senza l’attrezzatura per garantire la sicurezza di tutti. Dei 400 biglietti destinati agli ospiti ne sono stati venduti appena 113: significa che oltre 150 tifosi ebolitani sono giunti a Sant’Anastasia con il chiaro intento di provocare gli incidenti».
    Durissimo anche il presidente del Comitato Interregionale William Punghellini: «Useremo il pugno duro. Gli episodi di violenza che sono accaduti ieri sono troppo gravi, ma ognuno deve assumersi le sue responsabilità perchè io avevo messo tutti in preallarme per ciò che poteva succedere».
    Gli incidenti di ieri hanno coinvolto anche la Puglia: a Ostuni l’arbitro di Menichelli di Civitavecchia è stato aggredito a fine gara da tesserati della società ospitante per un rigore concesso al 90’ al Pomigliano. «Un episodio ancor più grave - dice Punghellini - l’arbitro ha riportato gravi conseguenze». Punghellini punta il dito sul calcio professionistico: «E’ un modello estremamente negativo per tutti: se vengono messe in discussione la regolarità dei campionati e la credibilità degli arbitri, se si dà spazio alle dichiarazioni di dirigenti e allenatori che avanzano sospetti di ogni tipo, si fa sì che tutti si sentano autorizzati a pensare che basti fare certe pressioni, anche con la violenza, per ottenere risultati. Sui campi dilettantistici, inoltre si trovano tutti i teppisti inibiti ad andare negli stadi di A e B».
    Domenica prossima gli arbitri siciliani, per protestare contro la violenza e l’aggressione ad Antonino Di Blasi, il direttore di gara-carabiniere colpito domenica scorsa durante la partita fra Marineo e Montelepre, scenderanno in campo con una fascia al braccio con la scritta “No alla violenza". L’iniziativa è dell’Associazione Italiana Arbitri. «Stiamo raggiungendo livelli davvero pericolosi - ha spiegato il presidente Aia, Tullio Lanese - più volte abbiamo sollevato il problema in consiglio federale. È difficile stabilire un nesso diretto tra episodi del genere e le polemiche quotidiane a livello nazionale: ma certo la propaganda negativa non aiuta». Lanese ha parlato anche ieri con Di Blasi. «Ho voluto testimoniare la vicinanza di tutta l'Aia: l'ho trovato giù moralmente, ma determinato a non smettere con quella che oramai sta diventando una piccola missione».
    Il fenomeno della violenza negli stadi è in vorticoso aumento come testimonia un rapporto del Viminale. Qualche cifra. Rispetto alla scorsa stagione +91% il numero degli incontri dove si sono registrati feriti, addirittura +629% gli incidenti che hanno richiesto l'uso di lacrimogeni, +201% il totale delle persone ferite, +118% i denunciati mentre il numero degli arrestati è curiosamente uguale a quello dello scorso anno: 122.

    da Il Messaggero Online
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  8. #8
    MILANESE DI UNA VOLTA
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    FUORI DA PORTA CICCA, LUNGO CORSO SAN GOTTARDO...
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    La gente, sono tutti pazzi.

 

 

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