Un ufficio «nuovi diritti» della Cgil contro le discriminazioni sessuali
La prima iniziativa in Italia parte in Veneto con le sedi distaccate di Padova Venezia e Verona
Luigi Bastianello

VENEZIA. «Un momento storico»: così Diego Gallo, segretario della Cgil Veneto, definisce il protocollo d'intesa siglato ieri con 14 associazioni di gay, lesbiche e transessuali per combattere la discriminazione sui luoghi di lavoro basata sugli orientamenti sessuali. «Si tratta di un allargamento dell'attività del sindacato su un terreno che gli è proprio - ha sottolineato Gallo - cioè quello dei diritti umani». Saranno Padova, Verona e Venezia le prime città italiane ad ospitare un «ufficio nuovi diritti» gestito dalla Cgil.
L'organizzazione sindacale guidata da Guglielmo Epifani è, infatti, la prima a dotarsi di uno sportello simile.
Il protocollo elenca anche gli obiettivi dell'accordo, tra cui: organizzare dibattiti e incontri periodici, tavoli di lavoro per abbattere stereotipi e pregiudizi, e iniziative pubbliche per far crescere la consapevolezza di queste problematiche, ma il segretario della Cgil del Veneto preannuncia altre due iniziative. «La prima è stata decisa in sede di firma e prevede la diffusione di questa tutela fra i nostri iscritti, la seconda, invece, è un'iniziativa di lancio che tra aprile e maggio vedrà un Pullman colorato partire da Padova e raggiungere Venezia dove ci sarà la presenza della Cgil nazionale; ma cercheremo di impegnare anche il nostro segretario nazionale Epifani». Sulla tutela dei comportamenti sessuali è in corso anche un'iniziativa popolare di legge - denominata Pax - che prende le mosse da una direttiva dell'Unione europea del 27 novembre 2000 che stabilisce un quadro generale per la parità di trattamento in materia di occupazione e di condizioni di lavoro.
«Abbiamo colto al volo il vincolo dell'Unione Europea che impone di adottare dei provvedimenti contro le discriminazioni entro il 2 dicembre del 2003 in tutti gli Stati membri - ha aggiunto Lucia Basso, della segreteria confederale della Cgil del Veneto - Noi coinvolgeremo tutte le associazioni di categoria tra cui Confindustria e Api per sottoscrivere protocolli di attuazione di questa direttiva». L'ufficio Nuovi Diritti insieme al dipartimento Diritti di cittadinanza della Cgil nazionale hanno stabilito da tempo un rapporto di collaborazione con le associazioni per i diritti delle persone omosessuali e transessuali.
Gli stati membri, infatti, possono affidare alle parti sociali il compito di tradurre in concreto la direttiva dell'Unione Europea. Per informazioni si può telefonare allo 0415384151.