prefetti costretti a correggere la Bossi-Fini
di ma.ier.

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Sulla scia di Bergamo e Bologna anche la prefettura di Genova “corregge” la Bossi-Fini. Il cittadino extracomunitario in attesa di regolarizzazione, che ha perso il proprio lavoro per licenziamento, cessazione dell’attività da parte dell’azienda o morte del datore di lavoro, può trovarsi una nuova occupazione senza incorrere in sanzioni. Così come il nuovo datore di lavoro che subentra: non correrà il rischio di essere punito purchè paghi i tre mesi di contribuiti “richiesti” dalla nuova legge sull’immigrazione.

Per sensibilizzare l’opione pubblica sul tema, da una settimana le organizzazioni sindacali di Cgil-Cisl e Uil stanno presidiando le prefetture d’Italia. E qualcosa finalmente si muove. Ora si spera nella scesa in campo degli uffici territoriali più numerosi, come Roma e Milano ad esempio. Useranno anche loro la matita rossa e blu sulla Bossi-Fini? Il prefetto della capitale, Emilio Del Mese, ieri ha detto: «Questa questione esiste e va gestita uniformamente su tutto il territorio. Non ci possono essere iniziative estemporanee. Il problema è a livello nazionale - ha assicurato - e lo affronteremo con il ministro dell’Interno nel tavolo settimanale messo in piedi per monitorare l’iter delle procedure di regolarizzazione».

Intanto, la maxisanatoria prosegue con i tempi di una “lumaca”. Le domande di regolarizzazione presentate sono 703.879 e di queste solo 172.066 sono state finora trasmesse dalle Poste alle Prefetture. All’appello ne mancano quindi 531.813. Mistero sul numero dei permessi di soggiorno rilasciati. Il prefetto Anna Maria D’Ascenzo, capo dipartimento per l’immigrazione del ministero dell’Interno, alla domanda dei cronisti ha così risposto: «Le pratiche definite sono poche perchè nella fase iniziale ci sono stati dei problemi che però ora sono stati risolti». A Roma, infatti, entro la fine di marzo saliranno a 16 gli sportelli polifunzionali che tratteranno le istanze di regolarizzazione dei lavoratori extracomunitari. La prefettura ha reso noto che già da lunedì prossimo saranno operativi altri tre sportelli presso altrettante sedi Inps. Da qui la certezza dei tempi di definizione delle pratiche di regolarizzazione: «le prefetture minori - ha detto D’Ascenzo - chiuderanno il tutto prima dell’estate, le altre entro il 2003». Ma i Ds, con Giulio Calvisi, controbbattono: «Regolarizzazione improbabile».

Marco Roverano, responsabile dell’ufficio stranieri della Cgil, è soddisfatto del fatto che Genova è andata incontro ai lavoratori immigrati. «La Bossi-Fini è stata corretta grazie anche all’interessamente del questore Oscar Fioriolli». Il Comitato territoriale per l’immigrazione ha infatti deciso di correggere l’effetto per cui, seguendo alla lettera il dettato della legge dell’immigrazione della destra, risultava impossibile per lo straniero con il cedolino in tasca cambiare posto di lavoro o trovarsene un altro in caso di licenziamento.