Ieri gli ha fatto visita Andrea Colasio parlamentare della Margherita che è rimasto sconvolto
«L'avevo visto il giorno dopo l'arresto ed era una persona. Adesso i giorni di detenzione lo hanno trasformato in un altro uomo. Prostrato e sofferente».
Ieri mattina Andrea Colasio, deputato della Margherita, ha visitato nella Casa Circondariale Due Palazzi di Padova il professor Dino Casarotto, primario del Centro Gallucci, finito dietro le sbarre con l'accusa di corruzione, per la fornitura delle valvole Tri Technologies di Belo Horizonte.
Le condizioni del cardiochirurgo hanno preoccupato l'onorevole, che una volta fuori dalla struttura penitenziaria non ha risparmiato le osservazioni.
Colasio, come ha visto Casarotto?
«È abbattuto, anche se mi ha detto di sentirsi bene. A fatica riusciva ad esprimersi, anche perché quando mi ha visto ha avuto qualche momento di commozione. Durante il colloquio ogni tanto si voltava per non far vedere l'emozione sul suo volto. Quando sono arrivato era seduto su una sedia e stava leggendo un libro appoggiato su un tavolino. Gli ho chiesto che cosa fosse. Me lo ha mostrato dicendo che glielo aveva portato la figlia e che lo aiutava a trascorrere il tempo. Apparentemente sembrava concentratissimo, ma poi ha detto che in realtà la lettura non riesce a distrarlo poi molto».
Che impressione ha riportato?
«Sono rimasto colpito dall'espressione dei suoi occhi, che traspariva anche da dietro le lenti degli occhiali. Lo sguardo è attonito, quello di un uomo prostrato da una detenzione durissima, in condizioni disumane. Mi sono chiesto per quale motivo i giudici non abbiano optato per gli arresti domiciliari. Cammina quasi barcollando, curvo su se stesso, sotto il peso della sofferenza. In quel momento gli altri detenuti stavano uscendo per usufruire dell'ora d'aria. Gli ho domandato perché lui non andasse fuori e mi ha risposto che lo avrebbe fatto successivamente. Ma il suo "dopo", a quanto ho capito si riferiva a quando uscirà definitivamente».
Le ha fatto intuire la sofferenza?
«Ad un certo punto mi ha detto "scusi, ma io mi emoziono ancora. Purtroppo sono fatto così". Si è girato e ha fatto qualche passo, ma poi è ritornato verso l'ingresso della cella, toccando nervosamente le pagine del libro. È provato come lo sarebbe chiunque in quella situazione».
Si è lamentato delle condizioni carcerarie?
«No. Su questo punto non ha detto nulla. Anche se io per l'ennesima volta ho avuto modo di vedere che il contesto è allucinante. Nella casa circondariale Due Palazzi, ma anche nel carcere penitenziario, c'è un numero doppio di detenuti rispetto a quello previsto. La struttura dove attualmente si trova Casarotto è fatiscente. La puzza blocca il respiro e le condizioni igieniche sono indescrivibili».
Com'è la cella del cardiochirurgo?
«Molto piccola, sarà circa tre metri per quattro e ospita nove persone: mi pare che siano tutte italiane. Dormono su tre letti a castello da tre posti ciascuno. Hanno un piccolo televisore a colori, ma i detenuti non possono stare in piedi contemporaneamente, data l'esiguità degli spazi. A volte si cucinano qualche pietanza direttamente in cella e mangiano insieme».
Che cosa le ha detto Casarotto dei suoi compagni?
«Che sono persone meravigliose, molto migliori di quelle che stanno fuori del carcere. Ha aggiunto che quello dietro alle sbarre è un mondo nuovo per lui, ma dove c'è una grande umanità e una straordinaria sensibilità. Lui è stato accolto molto bene e i nuovi amici gli fanno molta compagnia. Ha avuto parole di elogio pure per gli agenti della Polizia penitenziaria che, nonostante le mostruose carenze di organico, si dimostrano sempre efficienti, comprensivi e disponibili».
Ha fatto qualche riferimento alla sua attività in ospedale»?
«Ha ricordato che Adriano Cestrone è un uomo straordinario e che tutte quelle che lavorano nell'Azienda sono persone meravigliose. Ha detto di essersi trovato benissimo anche con il dottor Donato. Ma i saluti e gli attestati di simpatia degli amici lo commuovono oltremisura ».
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Ma spendere i soldi per risolvere questi problemi, e' tanto difficile?




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