Ricevo ed inoltro.
Il commento. Lo sporco gioco del Vaticano in Iraq
:: 17/02/2003 12.23.40 , di John Kleeves
Vi sembra credibile un Giovanni Paolo II che a proposito dell’Iraq si mette contro gli Usa, facendo il pacifista? A me no.
Per tutto il suo pontificato Giovanni Paolo II non ha fatto che appoggiare gli Usa, facendogli da manutengolo in incognito. Appena eletto, come prima cosa, nel 1979 è volato in America Latina a soffocare ogni velleità di emancipazione del subcontinente dagli Usa, stroncando alla conferenza episcopale di Puebla la corrente della Teologia della Liberazione, sospendendo a divinis tutti i preti politicamente attivi contro gli Usa, a cominciare da quelli del Nicaragua, maltrattando quel vescovo Romero dell’Ecuador che poco dopo sarebbe stato ucciso dagli Squadroni della Morte del suo Paese.
Poi ha finanziato direttamente e probabilmente anche convogliato somme della Cia al sindacato polacco Solidarnosc, soffiando sul fuoco delle proteste per innescare una insurrezione generale contro l’Urss.
Il 24 marzo 1984 ha “consacrato“ la Russia alla Vergine Maria, usando a mio avviso il termine nel suo senso biblico di olocausto, e cioè – avendo probabilmente in mente le armi nucleari – ha invitato alla distruzione della sua intera popolazione (nel periodo era Presidente degli Usa Ronald Reagan, che evocava spesso attacchi nucleari contro l’Urss).
Appena morto, Tito ha contribuito all’opera di disgregazione della Jugoslavia subito intrapresa dagli Usa, incoraggiando la bufala di Medjugorie, convogliando finanziamenti serviti anche per l’acquisto di armi, spingendo Slovenia, Croazia e Bosnia alla secessione ed invitando la Nato contro il governo federale.
Lui in cattedra, si sono verificati i genocidi del Ruanda, dove i cattolici papisti Hutu hanno improvvisamente assalito la minoranza non cattolica dei Tutsi uccidendone in pochi giorni diverse centinaia di migliaia. Parteciparono alle carneficine anche preti e suore Hutu, alcuni dei quali sono stati incriminati dal Tribunale dell’Aia, che ha chiesto fra gli altri all’Italia l’estradizione di don Seromba, “ sistemato “ dalla gerarchia in una parrocchia vicino Firenze.
Nel 1999 si è distinto nella guerra della Nato contro la Jugoslavia : ha finto di prendere per buone le balle propagandistiche della Nato, ha commiserato gli albanesi del Kosovo come vittime mentre invece erano gli assalitori, ha ignorato il fatto evidente a tutti che l’Uck era un esercito mercenario armato e pagato dagli Usa, ha spinto apertamente la Nato a bombardare la Serbia. Ha anche ignorato il fatto che l’Uck, allo scopo di garantirsi le prestazioni dei più feroci tagliatori di gola, trafficava in droga e stava riversando in Italia quintali di eroina ; ma è vero che tutta questa eroina in Italia alimentava i centri di recupero tossicodipendenti, molti dei quali gestiti da preti cattolici.
Infine, per non imbarazzare troppo gli Usa, che sono i grandi protettori di Israele, non si è scomposto più di tanto quando l’anno scorso i soldati israeliani hanno posto sotto assedio la chiesa della Natività a Betlemme, dove avevano trovato rifugio dei palestinesi: i soldati hanno sfregiato a volontà il luogo, gli hanno sparato attraverso le finestre (sino a ferire uno dei frati), l’hanno imbrattato disgustosamente quando vi sono penetrati, ma lui – questo Papa tutto fede e devozione, che fa sapere ai settimanali di pregare un’ora in ginocchio tutte le mattine – ha fatto come se niente fosse, come se la cosa non lo riguardasse.
Bene, ed ora quest’uomo, che alla pace non ha mai dato un centesimo, sarebbe diventato pacifista? E lo sarebbe diventato sino al punto di compromettere una politica di alleanza con gli Usa che ha seguito per tutto il suo pontificato?
Evidentemente no. Evidentemente gli sforzi “per la pace“ che fa compiere al suo inviato in Iraq Etchegaray, le udienze che dedica al ministro iracheno Aziz in visita in Italia, le “preghiere“ che dice di innalzare, e così via, tutto questo non è quello che sembra, non è un tentativo fatto in nome dell’umanità, e contro la volontà americana, di sottrarre il popolo iracheno a un’altro massacro da parte degli Usa. Come al solito infatti, e come è logico, il signor Papa sta dando ancora una volta man forte all’alleato Usa, lo sta aiutando ad ottenere i suoi scopi. Ecco come.
Quale è la linea politica Usa con l’Iraq? Come ho già detto in precedenza, e come è noto, nel 1991 l’Iraq ha respinto l’attacco terrestre Usa adoperando le sue armi di distruzione di massa, le sue testate ed i suoi proiettili d’artiglieria dotati di cariche gassose, biologiche, batteriologiche e miste: su un totale di 600.000 uomini la coalizione ebbe 200.000 tra feriti e contaminati vari, una strage. Chiaro che ora gli Usa non hanno alcuna intenzione di ripetere l’esperienza. Nel contempo devono impadronirsi dell’Iraq. Come fare? Ci sono due strade: installare a Baghdad un governo corrotto filoamericano (come fatto in Jugoslavia), magari dopo aver convinto Saddam ad andarsene, oppure attaccare militarmente l’Iraq ma – attenzione – solo dopo essersi sincerati che non dispone più di armi di distruzione di massa.
Ed ecco tutta la messinscena americana: gli ispettori dell’Onu (mister Blix e compagnia) servono per verificare se ci sono o non ci sono armi di distruzione di massa; le minacce e la concentrazione di armi e uomini a ridosso dell’Iraq servono per mettere pressione in modo di convincere Saddam ad andarsene. Se Saddam se ne va, bene, l’Iraq è preso piazzando un governo corrotto; se non se ne va si aspetta il responso di Blix, e se questi dice che davvero non ci sono più armi di distruzione di massa allora si può attaccare. Se Saddam non se ne va e Blix non è in grado di dare risposte certe e positive, oppure proprio dice che le armi di distruzione di massa ci sono, magari a migliaia, allora gli Usa devono tornare a casa con le pive nel sacco.
Ed ecco di dove viene l’interesse di Giovanni Paolo II, quel sant’uomo, per una “soluzione pacifica“: deve appunto cercare di convincere Saddam ad andarsene. Così gli Usa hanno ottenuto il loro scopo, col minimo sforzo.
In questo modo sarebbero trombati anche Francia, Germania e Russia: niente guerra all’Iraq come dicono di volere, ma anche niente Iraq, che andrebbe tutto agli Usa. Per questi tre Paesi la soluzione buona sarebbe niente guerra degli Usa all’Iraq ma Iraq indipendente, cosa che ora come ora si può verificare solo con Saddam in sella.
Che Papa ragazzi.
Il commento è mio :non condivido affatto l'articolo che mi sembra molto dietrologico ed anche pieno di inesattezze.Comunque a voi la lettura ed il commento.Tra l'altro il Papa non è una persona isolata che fa delle scelte, ma nella Curia vi sono molte tendenze alcune filoamericane ed altre molto meno.




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