Da Saxa Rubra un dossier sulle
"manipolazioni" nei tg
L´Usigrai vuole portarlo al Quirinale e alle
Camere
Attesa per il braccio di ferro sul cda.
"L´audience
cala, l´azienda così non regge"
Nella cittadella Rai cresce il disagio dei
giornalisti e
oggi ci sarà un´assemblea
ALESSANDRA LONGO
da Repubblica - 26 febbraio 2003
ROMA - Un «libro bianco» con «gli interventi
manipolatori» che i redattori delle testate
giornalistiche Rai segnalano quotidianamente ai
propri
rappresentanti sindacali. L´Usigrai lo sta preparando
e ha intenzione di consegnarlo al presidente Ciampi,
sponsor del pluralismo nell´informazione, e ai
presidenti di Camera e Senato.
Entri di primo pomeriggio a Saxa Ruba, dove sono
ancora arroccati «i due della Smart», il presidente
oggettivamente sfiduciato e il prode consigliere che
risponde solo alla Padania, e avverti il solito clima
da
ultimi giorni di Bisanzio. Di questo «libro bianco»,
confezionato dal sindacato, parlano un po´ tutti,
raccontando a mezza bocca piccoli e grandi censure
subite, modifiche ai servizi fatte all´insaputa
dell´autore, una sforbiciata qua e una sforbiciata
là,
scelte sapienti dell´inquadratura per far piacere
all´attuale datore di lavoro, prudenze politiche
ossessive che nascono solo in un clima avvelenato.
Lista lunga, un po´ inquietante. «Vuoi un esempio?»,
ti dice il collega, di cui sarebbe una cattiveria
fare il
nome. Sì, fate capire anche a noi telespettatori cosa
sta succedendo all´informazione pubblica: «Ti dico
allora che le bandiere della pace è meglio non
mostrarle in televisione, anche se ce ne sono a
decine di migliaia in tutto il Paese. In questi
giorni
stiamo minimizzando anche il Papa che chiama al
digiuno i pacifisti. E l´incontro di Formigoni con
Tareq
Aziz? Il suggerimento è stato di glissare...».
Uno stillicidio di «raffinati interventi
manipolatori»,
diversi, par di capire, dalla pur detestabile
pressione
della vecchia lottizzazione. Se ne parlerà oggi in
un´assemblea di lavoratori Rai convocata da tutte le
sigle sindacali (tranne la Cisl) a Viale Mazzini.
Segnalazioni che arrivano dal Tg1, Tg 2, molto meno
dal Tg3, parecchio dal GrRadio. Il popolo dei no war
insegue i treni carichi di materiale bellico? Cassare
la
parola pacifisti (pazienza per quelli che non tirano
il
freno d´emergenza) e sostituirla con "Disobbedienti".
Sì, c´è un disagio professionale crescente in molti
giornalisti Rai (ovviamente non tutti) e le parole di
Ciampi incoraggiano una uscita pubblica. Segnalazioni
e malumori confluiscono nel «libro bianco». Per
esempio, ti dicono che sia faticosissimo seguire i
processi di Berlusconi a Milano. Mancano le troupe,
bisogna appaltare... Forse è la prima volta che la
denuncia viene descritta come corposa e collettiva.
«Ma è anche la prima volta - segnala un altro
giornalista - che hai la sensazione di stare in
un´azienda dove c´è qualcuno che rema contro
dall´interno, che la vuole affondare, umiliare,
impoverire». «L´azienda - accusano i sindacati - non
può reggere a lungo in queste condizioni di
incertezza
e di crisi. La situazione sta precipitando, gli
ascolti
sono in sofferenza...». Bruno Luverà, Cdr Tg1,
esecutivo Usigrai: «E´ necessario spazzare via il
sospetto che si voglia favorire la concorrenza,
bisogna ristabilire un rapporto di trasparenza».
Si dimettono, non si dimettono. La gente di Saxa
Rubra alza le spalle: non li rimpiangeranno, questo è
certo. Dentro il fortino sono abituati alle cicliche
tempeste, persino ai cani randagi che la sera si
appostano vicino al parcheggio. Ne hanno viste
tante, però ti dicono che questo è diverso. «Non
vogliamo rifare il percorso della Fiat».
Il trasloco della direzione di RaiDue a Milano viene
visto solo come l´elemento scatenante di una crisi
molto più seria e complessa. Il braccio di ferro tra
centristi e leghisti, la luna di miele finita tra An
e il
direttore generale Saccà. E, in mezzo loro, i
giornalisti. Non è un buon periodo per chi ha
velleità
di informare. Una ferita che brucia è la mancata
diretta per la manifestazione della pace. Santo Della
Volpe, caporedattore del Tg3, tiene ancora nel suo
ufficio le cassette dei filmati di quel giorno.
«Avevamo
preparato tutto, i pulmini con l´attrezzatura, le
luci,
avevamo affittato anche l´elicottero per le riprese
dall´alto. Volevamo essere pronti nel caso avessero
cambiato idea. Ma non è stato così. E´ stata una
cosa avvilente».
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Anche Rutelli ne sa qualcosa...




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