La Camera vota la proroga della missione degli alpini. Il centrosinistra si divide
di red
«Approvato». La Camera ha detto sì al decreto che reca «disposizioni urgenti per la prosecuzione della partecipazione italiana ad operazioni militari internazionali»: 26 missioni in cui sono impegnati circa 10mila soldati, compresi i mille alpini che operano in Afghanistan. Ecco come ha votato il parlamento: 322 voti favorevoli e 11 contrari.
Gli astenuti sono stati 11. Il provvedimento passa ora all'esame del Senato. A favore hanno votato oltre alle destre, anche buona parte dei Ds e della Margherita, lo Sdi e l'Udeur. La minoranza dei diesse e un «pezzo» della Margherita si sono astenuti. Contro hanno votato verdi, i comunisti di Cossutta e Rifondazione.
Un voto, dunque, al quale l'Ulivo s'è presentato nuovamente diviso. Ad appena ventiquattro ore dal voto unitario sulla crisi iraqena. Piero Fassino, uscendo dall'aula e incontrando i giornalisti, ha detto che «era un voto che prevedeva il rinnovo della copertura finanziaria per diciassette missioni di pace», compresa quella in afghanistan. Dunque, a suo dire, era del tutto «evidente che dovevamo votare a favore...». Comunque il segretario dei diesse prova a smussare gli angoli: «Non attribuiamo chissà quale significato al sì odierno, nè tantomeno c'è una contraddizione con la posizione assunta sull'Iraq».
«Certo - aggiunge - «il nostro giudizio negativo» sull'invio degli alpini «non cambia»; tuttavia una volta che le nostre forze armate sono impegnate, «devono sapere che hanno dietro tutto il paese». Insomma, conclude il segretario ds, «giusto o sbagliato, è il mio paese».
Non la pensano allo stesso modo, comunque, altri alleati. «Ieri abbiamo votato contro la guerra di aggressione all'Iraq, oggi votiamo contro la missione militare in Afghanistan» dice Marco Rizzo (Pdci). «Abbiamo fatto bene, a suo tempo, ad opporci a questa missione, i fatti ci hanno dato ragione: i generali americani, ed alcuni onesti esponenti della maggioranza, ci hanno ben spiegato che gli alpini in Afghanistan sono impegnati in operazioni di guerra, altro che peace keeping». «Essi, inoltre, sostituiscono forze militari spostate verso l'Iraq in compiti operativi, contribuendo a un progressivo coinvolgimento dell'Italia nei preparativi di guerra. Per questi motivi il voto dei Comunisti italiani è nettamente contrario».
Opposizione divisa, dunque, e decreto approvato. Decreto passato anche se tutto, stamane, era sembrato tornare in alto mare. Cos'era accaduto? in due parole questo: Casini si è accorto che non c'era adeguata copertura finanziaria per dare concretezxza al decreo.
Così il Presidente ha deciso di sospendere la seduta. Con queste parole: «La presidenza della Camera non può che esprimere viva preoccupazione per il fatto che un provvedimento di questa importanza risulti, secondo quanto prospettato dalla commissione Bilancio, privo di copertura». Casini ha anche ricordato che in aula la questione della copertura finanziaria era già stata sollevata su alcune norme del provvedimento. «Ribadisco - ha aggiunto Casini - che la presidenza ha il compito di vigilare sul rispetto delle procedure che il regolamento prevede affinchè l'aula deliberi avendo piena conoscenza delle conseguenze finanziarie delle norme che approva».
La replica del presidente della commissione Bilancio, il leghista Giorgetti: «Lavoriamo in condizioni oggettivamente difficili». La patata bollente passa adesso al ministero dell’Economia che – ha detto Giorgetti - «dispone sicuramente di dati ulteriori per risolvere la vicenda». Vicenda risolta in qualche ora, spostando e stornando la cifra da altre voci di bilancio. E così si è proceduto alla votazione.
www.unita.it




Rispondi Citando