Oggi, 7:40 del mattino.
Festività della Cattedra di Pietro, oggi così lesa, oggi così poco ascoltata, tranne quando da quella stessa Cattedra si alzano gli ammestramenti mondani sulla pace, la guerra, l'odio e bla ... bla.... bla....
Il presbitero da inizio alla Messa con un piccolo prologo: una signora chiede di ricevere la Santa Eucarestia, dimorante nel Tabernacolo, prima della Consacrazione. Ha premura, o non so bene che. Si inizia col CONFITEOR, che si reciterà di lì a poco una seconda volta.
Vada questa.
Omelia. Il prebistero incentra il suo sermone sulla INFALLIBILITA' papale, dicendo che "non è che bisogna mugugnare, quando ci sono delle novità. Il Papa è infallibile. Dobbiamo obbedire".
Oggi, questa Gerarchia pretende di essere l'unica "generazione" ad aver innovato: nessuno nega alla Chiesa il diritto di innovare, il problema è farlo secondo lo Spirito Santo. Cosa difficile da capire, pare. Non solo, ma quando un pronunciamento (detto)INFALLIBILE è stato , nei tempi già scorsi, dichiarato ERRORE da un altro pronunciamento INFALLIBILE, che si deve fare?
Il reverendo, questa volta, non interroga i fedeli... l'assemblea o i "concelebranti". Siamo in pochi, una trentina, e lui si emoziona solo davanti alle decine di giovani del catechismo, che sbraitano e si dimenano in canti scialbi e senza niuna traccia di spiritualità.
In sacrestia.
Due di noi gli muovono alcune contestazione:
- Il Dio tra mussulmani, ebrei e cattolici non è unico: dire "monoteismo", nel caso dei cattolici, è dire solo una parte della verità. L'altra è quella riguardante la Trinità, che è IL FONDAMENTO ultimo della nostra Fede, così come rivelataci dal Signore nostro Gesù Cristo.
- Si arriva a Gesù tramite la Madonna e la Chiesa: non si può pregare con chi non riconosce questi due Dogmi (i dogmi a queste due entità connessi).
Il reverendo bozza una difesa, mastica e rimastica parole....
I due "eretici" (quando il bene viene chiamato male è così...... ) lo salutiamo, e ci ritroviamo fuori a scambiare qualche parola.
Esce il terzo signore, che era con noi e il parrocco in sacrestia.
- Il reverendo, quando ve ne siete andati, ha detto amaramente che avete ragione.
- Eh, certo... le pecore son pecore e i capri capri. Mica si può sbagliare - dice l'altro eretico come me.
Dio ci ridia la Grazia, di avere presto una Pietra salda su cui fondare le nostre speranze di Salvezza.
Lodiamo il Signore.




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