Il Governo lavora "per trovare soluzioni alternative alla guerra". Silvio Berlusconi e Tony Blair mandano questo messaggio "all'opinione pubblica" dopo l'incontro tenutosi a Villa Madama.
"E' lontana dalla realta' - dice Silvio Berlusconi - la situazione con cui veniamo dipinti come coloro che vogliono la guerra. E' esattamentne il contrario: noi vogliamo il disarmo attraverso la pace e le nostre opinioni pubbliche devono saperlo. Siamo determinati ad ottenere il disarmo attraverso la pace. Questo vorrei ripeterlo in maniera chiara ed e' importante ribadirlo ogni giorno, dato che noi ogni giorno lavoriamo per evitare la guerra".
"I governi e, tra tutti soprattutto il mio, devono fare di piu' per comunicare alla pubblica opinione qual'e' la realta' della situazione, perché da parte di troppi mezzi di comunicazione si sta utilizzando una vera e propria disinformazione". Il Presidente del Consiglio innanzitutto si sofferma sui cortei: "Le marce della pace dell'altro sabato - osserva - hanno prodotto una disinformazione pericolosa. In Italia qualcuno ha paragonato il presidente Bush a Hitler, qualcuno ha paragonato il presidente del Consiglio a Mussolini, e ancora questo qualcuno ha gratificato Saddam Hussein come un bravo cittadino musulmano e arabo, senza nessuna colpa".
"Al contrario, esiste la certezza - afferma il capo del Governo - del possesso di Saddam delle armi di distruzione di massa. Quando gli ispettori hanno lasciato l'Iraq nel 1999 risultava l'esistenza di 6.500 bombe e di 100 mila tonnellate di agenti chimici propedeutici alla fabbricazioni di armi chimiche". Nonostante il materiale bellico nelle mani del dittatore di Baghdad, l'Iraq non ha dato risposte su dove siano queste armi, "anzi ha risposto in modo inaccettabile - continua Silvio Berlusconi - dicendo che sono state distrutte, anche se e' andata persa tutta la documentazione".
Per Silvio Berlusconi, dunque, l'obiettivo da parte dell'informazione pubblica non deve essere quello di attaccare Paesi come Italia e Inghilterra che lavorano per la pace e nello stesso tempo "hanno responsabilita' di difendere i cittadini". "Noi - ammonisce Berlusconi - dobbiamo invece far conoscere la storia del regime di Baghdad e le sferratezze che hanno contraddistinto il suo potere e come Saddam abbia usato le armi di distruzione di massa contro il suo popolo, causando anche delle stragi di cittadini".
"Inoltre - conclude Berlusconi - non si tratterebbe di un attacco ad un Paese e ad un popolo, ma a un tiranno che nega la liberta', tenendosi in piedi attraverso uno Stato di polizia che utilizza il terrore, il carcere e la morte a propria difesa".
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